Frasi celebri dei Film, Telefilm e Serie TV




Frasi del film Johnny Stecchino


«A volte una banana è solo una banana.»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"Johnny Stecchino" (1991)
Genere: Film commedia, comico
Regia di: Roberto Benigni
Protagonisti: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Paolo Bonacelli

Trama breve: 
Dante è una persona di buon cuore, che finge di avere un tic per frodare l'assicurazione e con l'abitudine di rubare le banane quando ne ha l'occasione. La sua professione, di cui ne va molto fiero, è quella di guidare il bus della scuola per un gruppo di bambini con handicap mentali e fisici, ma la sensazione è che stia in qualche modo trascurando la vita e l'amore. Improvvisamente, una donna bella e ricca gli dà qualche speranza, lo invita nella sua sontuosa villa a Palermo, senza fargli sospettare che tutta questa generosità fa tutto parte di un complotto. Stavolta la sfortuna di Dante sarà quella di avere una forte somiglianza con un certo Johnny Stecchino, un gangster sposato con Maria, che ha denunciato alcuni dei mafiosi locali alla polizia e che adesso lo vogliono morto. Il piano di Maria è quello di sacrificare Dante facendolo spacciare per Johnny e poi finalmente fuggire col suo uomo.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Santa Cleopatra! (Maria) [esclamazione ricorrente]

Sono uno spermatozoo | mi son perso nello zoo. | Devo sceglier proprio qua | la mia mamma e il mio papà. | Ma è un bestione... il leone. | É pesante... l'elefante. | È cretina... la gallina | quando gioca... insieme all'oca. | Allo zoo con il gatto c'è il cane. (Dante) [canzoni dai film]

[All'assicuratore Randazzo, fingendo di avere il tic alla mano] C’è gente che rimane cieca, sorda, paralizzata. Eh... Ha capito? Mi... mi dovreste dare di più! Non po... Mi sono rovinato, anzi. Non posso fare più niente, né mangiare, né leggere, né scrivere. Posso fare solo lo zabaione. (Dante)

Questa, questa è l'immagine di te che io voglio sempre tenere con me. Con questo vestito... con questo neo... con quello stecchino... Johnny... Stecchino. (Maria) [a Dante]

Anche se un uomo non lo dovrebbe confessare Maria, io te lo dico lo stesso: ci conosciamo poco poco... ma ti amo tanto tanto tanto tanto... (Dante) [dichiarandosi a Maria mentre è ubriaco]

Iera una bella città, ma uora... Iè bellissima, il sole, il mare, i fichi d'India, Embedocle, Acchimede... Puttroppo siamo famosi ne' mondo anche per qualche cosa di negativo e per esempio quelle che voi chiamate: "piaghe", eh... Una, terribile e lei sa a cosa mi rriferisco, eh: l'Etna, il vulcano, che quando si mette a ffare capricci distrugge paesi e villaggi, ma iè una bellezza naturale... Eh, ma c'è un'altra cosa e questa è veramente una piaga grave che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito eh?... Iè la siccità, eh da queste parti la terra d'estate brucia, iè sicca, una brutta cosa... [...] Ma iè la natura e non ci possiamo fare nenti, eh... Ma dove possiamo fare e non facciamo, perché in buona sostanza, purtroppo... Non è la natura ma l'uomo, dov'è? È nella terza e più grave di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia e in patticolare Palemmo agli occhi de' mondo... hee... lei ha già capito, è inutile che io glielo dica... mi veggogno a dillo... è il traffico! Troppe machine! è un traffico tentacolare, vorticoso, che ci impedisce di vivere e ci fa nemici, famigghia contro famigghia, troppe machine! (Zio avvocato) [a Dante, appena arriva a Palermo]

Non mi assomiglia per niente! (Johnny) [dopo aver visto Dante]

Guarda dove sono finito! Io! Io! Johnny Stecchino! Il numero uno! Che solo a pronunciare il mio nome... tremavano i mobili! Che quando da New York mi spostavo a Palermo si nascondevano tutti come topi! Ora il topo sono io, chiuso in questa casa da diciotto mesi! In questo bunker! Ridotto ad abbaiare come un cane! (Johnny)

Che muoia Maciste con tutti i Farisei! (Johnny)

Gli ho ammazzato la moglie! ...Nemmeno fosse sua madre! (Johnny)

Sappi che a me nella vita mi importa di una sola persona. E quella sola persona Maria, sei tu. E mia madre... mia madre... (Johnny) [a Maria]

Ma... ma Maria! Eh, non mi baciare! Lo sai, no, che nun me piace i baci! Eh, i baci li danno le femminucce e gli uomini sessuali! Io sono un uomo, Maria! (Johnny) [A Maria]

Che non sapevo che rubare una banana fosse così pericoloso a Palermo. Io d'ora in poi le pago tutte. (Dante) [dopo la sparatoria dall'ortolano]

Questa qui me la prendo io perché qui è tutto un magna-magna, mh? Poi io non so come avete fatto a spargere la voce in così poco tempo, ma una cosa è sicura: e cioè che siete dei gran chiacchieroni! Pettegoli! Pe-pe-pe-pe-pe-pe! Lo sanno già tutti che mi sono pentito. Io non mi pento più di questa banana! E domani lo voglio scritto sulla prima pagina di tutti i giornali! Deve essere scritto grosso: "Dante"... "Dante non si pente più". Se domani io non leggo questa notizia, colonnello, io ritorno qui e Kaputt! A lei e a tutta la sua famiglia! Kaputt a voi e a tutte le vostre famiglie! (Dante) [riprendendosi la banana al commissariato]

Assassino! (Uomo a teatro) [ripetutamente, a Dante]

C'è una sola persona al mondo della quale mi fidi e quella persona sai chi è, Maria? Sei tu, Maria, e mia madre... mia madre! (Johnny)

Ma quanto costano le banane a Palermo, oh? (Dante)

Non so se ti sei mai accorta per esempio che noi due non abbiamo mai fatto l'amore... Io sì, me ne sono accorto eccome. Tu forse sei distratta e pensi di si, ma no. Proprio sicuro, eh. Certe cose non mi scappano. O forse Maria tu pensi... Non me lo chiedi perchè hai paura del mio rifiuto. Ma su questo ti vorrei tranquillizzare. Ecco, sappi Maria, che se tu decidessi di fare l'amore con me, sappi che in me troverai una porta aperta. [le da un bacio] Buonanotte, Maria. (Dante)

Maria, ma quando imparerai a compottatti da uomo! (Johnny)

Lo dicevo io che non me somijava pe' niente! (Johnny) [ultime parole]

Scusàte... si po' sapere cu minghia era ca faceva u tacchinu? Eh? (Uomo di Cozzamara), [dopo la canzoncina con i versi animali orchestrata da Dante]



Dialoghi

  • Gianna: Ti prego, ti prego, qualsiasi cosa, ma non mi lasciare. Chiedimi qualsiasi cosa e la farò. Io ti adoro, ti amo, ma non mi lasciare. Farò tutto quello che vuoi tu: sarò la tua serva, sarò la tua schiava, ma non mi lasciare. Non posso vivere senza di te. Tu mi hai insegnato tutto: che cos'è l'amore, che cos'è il sesso. Rispondimi. Perché non dici niente? Non andartene. Vuoi fare l'amore con me? Adesso? Subito? Rispondimi!
    Dante: E lui, che t'ha detto?
    Gianna: Eh?
    Dante: Lui, quando gli hai detto così, che t'ha detto?
    Gianna: M'ha detto: “Basta, è finita, me ne vado!” E m'ha sbattuto la porta in faccia.
    Dante: No! Veramente? Ma allora te e Rocco non state più insieme?
    Gianna: Non me lo nominare. Rocco è un nome che non voglio più sentire. Meriterebbe che facessi... quello che no ho mai fatto: la sgualdrina.
    Dante: Brava, così impara.
    Gianna: Mi verrebbe voglia di andare con tutti.
    Dante: Con tutti...
    Gianna: Tanto siamo stupide, noi donne...
    Dante: Con...vai con chiunque ti capita? E che...
    Gianna: Pensavo che venire a questa festa m’avrebbe fatto stare bene. E invece... Scusa se t'ho coinvolto, eh.
    Dante: Ma Gianna, ma te stai male, forse... forse è meglio se...se andiamo a casa tua, eh? Andiamo a casa tua. Ti accompagno io... andiamo io e te.
    Gianna: No, no grazie. Preferisco andare da sola.
  • Maria: [Il dolce] l'ha preparato sua moglie?
    Dante: No, io non sono sposato...
    Maria: Mmm... allora... l'ha preparato sua madre?
    Dante: No, non sono nato... insomma l'ho fatto io.
  • Maria: Mi pare d’aver capito che lei vive solo.
    Dante: Sì... eh... sì... in un certo... qual maniera... È una scelta... eh... una scelta... così di... ecco... se... se mi va di... di stare in silenzio, sto zitto. Se mi va di scambiare due chiacchiere, parlo. Se... se mi va di fare due passi, vado... vado di la, in fondo poi... poi torno di qua, poi... se mi... Una scelta... una scelta di libertà... ecco.
  • Maria: Non stai bevendo un po' troppo?
    Dante: Non ti preoccupare. Tanto io sono astemio.
  • Zio avvocato: Ma se è tale e quale a te! Ci cascherebbe perfino tua madre!
    Johnny: Mia madre! Non nominare mia madre!
  • [Dante sorprende lo zio a sniffare cocaina]
    Dante: Che fai?
    Zio avvocato: "Che fai"? Eh... questa non lo sai che cos’è, eh? Certo, come fai a saperlo? È... è... è... una medicina! Un medicinale!
    Dante: Un medicinale?
    Zio avvocato: Sì.
    Dante: Ma perché sei malato?
    Zio avvocato: Eh... Purtroppo... è una condanna. La devo predere tre quattro volte al giorno. Guai a deminticarla!
    Dante: Porca miseria! Ma che malattia hai?
    Zio avvocato: Eh? Ho la... La... Ehm... il diabete.
    Dante: Porca miseria!
    Zio avvocato: Non mi va né su né giù... E poi è...
    Dante: Eh, lo so, lo so, è tremendo. è tremendo.
    Zio avvocato: Scusa sai, ma io la devo prendere a orari precisissimi. Guai a sgarrare.
    Dante: Fai, fai. [Lo zio sniffa una striscia] Oh, zio, come va?
    Zio avvocato: Ah, meglio! Mi sento più... Ah!
    Dante: Lo sai che non avevo mai vesto una medicina che si piglia col naso, io?
    Zio avvocato: È modenna. Viene dall’estero.
  • [Lo zio e Maria dicono di portare la cena al cane, in realtà è per Johnny]
    Dante: Il vino rosso? La maionese?
    Zio avvocato: Va matto per la maionese. È un mastino palemmitano. Caramelle, croccanti, liquirizia, cuantrò... In buona sostanza è onnivoro. Eh... Il poveraccio cane malato iè!
  • Dante: Ma lei chi è?
    Moglie del ministro: Io sono la moglie del ministro!
    Dante: E mostraci il tuo ministero!
  • Johnny: Avvocato! Johnny Stecchino è morto. Ficcatelo bene in testa. A sapere la verità, sono solo tre persone. E queste tre persone siamo io e Maria.
    zio Avvocato: E io.
    Johnny: Già... e tu.
  • Johnny: Purtroppo, Maria l'avvocato non ci sarà a quel funerale.
    Maria: Perché?
    Johnny: Perché deve andare a un altro funerale.
    Maria: E quale?
    Johnny: Il suo.
    Maria: Cioè?
    Johnny: Be', in buona sostanza... è motto!
  • Dante: E Palermo, devi vede', com’è bella la città! I palermitani proprio si divertono, giocherelloni, zuzzurelloni! Proprio gente simpatica, hai capito? Ti vogliono bene! Ti fanno... Ah, l’unica cosa però, eh Lillo mi dimenticavo, se vai a Palermo, non toccare le banane! Lasciale perdere! Non le mangiare! Hai capito? Perché son permalosi! Ci tengono! Ti sparanno! Proprio t'ammazzano per una banana, eh! Ma per il resto propio simp... Vieni qua, che ti voglio raccontare tutto per bene. Poi m'hanno portato a giro, alle feste, a teatro, regali... Oh! A proposito! Mi dimenticavo! Chiudi gli occhi. [Gli mostra i sacchetto di cocaina che gli ha dato il ministro] Guarda cosa c'ho! Apri gli occhi! Eh-eh-eh! Questa è una medicina. Una medicina che ti fa passare il diabete completamente, hai capito? In Italia non c'è! Lè, ce l'hai 10.000 lire?
    Lillo: No.
    Dante: E va be'... Quella si piglia col naso, eh. Questa te la devi pigliare quattro volte al giorno. Te lo devi ricordare. Con un coltello si taglia. Ta-ta-ta-ta-ta! Ora non ce l'ho qui. Comunque col naso. Tieni, pigliala, poi puoi mangiare quanti dolci vuoi, e poi Lillo, devi vede'... Pigliala, che poi andiamo a far colazione! [Lillo mette il naso nel sacchetto e sniffa la cocaina] Poi siamo andato... Maria m'ha portato a... M'ha dato una camera da letto Lillo... Devi vedere la camera da letto! Una casa bellissima! Poi c’aveva le-le... Una cena ha fatto, a lume di candela, con un zio... Ma lei mi guardava... Ma era proprio inamorata, Lillo! Mi è venuta a saltare, m'ha dato un bacio nella mano... M'ha organizzato una cena con uno zio simpatico, proprio uno zio... Uno zio... Un signore... [Lillo corre via urlando euforico] Lillo! Lillo! Lillo!


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