Frasi celebri dei Film, Telefilm e Serie TV






Ogni film contiene una frase, un monologo, una scena che rimane impressa nella mente. Qui potete trovare le migliori frasi, le più belle citazioni e i monologhi di film, serie tv e cartoni animati. Inoltre le schede dei film contengono anche info aggiuntive come la lista degli interpreti e dei personaggi, le curiosità, il giudizio personale sul film, la colonna sonora e la spiegazione del finale e delle parti più ingarbugliate.

Frasi e argomenti più letti

Migliori film con Olga Kurylenko


Olga Kurylenko, il cui nome completo è Ol'ha Kostjantynivna Kurylenko, è un'attrice e modella ucraina naturalizzata francese nata il 14 novembre 1979 a Melbourne.



Fra i suoi migliori film vi sono:
Hitman - L'assassino,
Quantum of Solace,
La corrispondenza,
7 psicopatici.


Di seguito trovate la lista completa di tutti i film con Olga Kurylenko, compresi quelli in cui non è la protagonista e i cameo; per ogni film trovate in breve la descrizione del ruolo e del personaggio che ha interpretato.


Filmografia:

L'Annulaire (2005)

Paris, je t'aime (2006)

Le Serpent (2006)

Hitman - L'assassino (2007): qui è una misteriosa quanto affascinanti e anche un po' provocante ragazza che Hitman viene a trovarsi in mezzo ai piedi...

Max Payne (2008)

Quantum of Solace (2008)

À l'est de moi (2008)

Vendetta assassina (2009)

Centurion (2010)

There Be Dragons - Un santo nella tempesta (2011)

Terre outragée (2011)

The Expatriate - In fuga dal nemico (2012)

To the Wonder (2012)

7 psicopatici (2012)

Oblivion (2013): qui è una donna che appare frequentemente nelle visioni del protagonista.

Vampire Academy (2014)

The November Man (2014)

The Water Diviner (2014)

Perfect Day (2015)

Momentum (2015)

La corrispondenza (2016)

Morto Stalin, se ne fa un altro (2017)

Gun Shy - Eroe per caso (2017)

L'uomo che uccise Don Chisciotte (2018)

Mara (2018)

Johnny English colpisce ancora (2018)
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Frasi del film La grande fuga


«Metti un recinto davanti a questi uomini ... e loro lo scaleranno ...»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"The Great Escape" (1963)
Genere: Film commedia, drammatico, guerra
Regia di: John Sturges
Protagonisti: Steve McQueen, James Garner, Richard Attenborough, James Donald, Charles Bronson

Trama breve: 
Durante la Seconda Guerra Mondiale, alcuni prigionieri inglesi vengono rinchiusi in un campo di prigionia tedesco, essi sono considerati delle "mele marce" in quanto hanno tentato più volte di fuggire ognuno per proprio conto; per tenerli a bada ora si trovano sotto sorveglianza speciale. Grosso errori mettere così tanti specialisti dell’evasione tutti insieme, giusto il tempo conoscersi che sono già intenzionati a organizzare una fuga di massa attraverso alcuni tunnel sotterranei…
(Scheda completa)


Frasi celebri

Durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di prigionieri alleati esperti in tentativi di fuga dai campi di concentramento, vengono portati in un nuovo campo di massima sicurezza, costruito appositamente per mettere tutte le mele marce in un paniere, per poterle controllare meglio (Von Luger).

I prigionieri organizzano una fuga di massa, attraverso tunnel scavati pazientemente sotto il campo, con l'obiettivo di costringere i tedeschi a richiamare truppe dal fronte da impegnare nelle ricerche e logorare l'esercito dall'interno (Roger Barlett).

Si devono chiedere un sacco di cose strane nel mio lavoro. (Roger Bartlett)

Il the senza il latte è una cosa da barbari. (Colin Blythe)

Gli ufficiali americani sono tutti così maleducati? - Il 90 % sì!



Dialoghi

  • Von Luger: Bene, maggiore Ramsey, in quattro anni di guerra il Reich è stato costretto ad impiegare una grande quantità di tempo, di energia, di uomini e di mezzi, per rintracciare ufficiali prigionieri fuggiti dai campi.
    Ramsey: Fa piacere sentire che ci tenete tanto a noi.
    Von Luger: Non è cosa da prendere alla leggera. La avverto che non ci saranno fughe da questo campo.
    Ramsey: Colonnello Von Luger, lei sa che è dovere di tutti gli ufficiali tentare la fuga. Se ciò è impossibile è comunque loro dovere costringere il nemico ad impegnare molte truppe per tenerli a bada, cercando soprattutto di logorarne i mezzi in ogni modo possibile.
    Von Luger: Sì, lo so... E gli uomini alle sue dipendenze non hanno certo tradito la consegna. [mentre scorre i fascicoli] Questo qui, Hasley Pitt, per esempio: catturato sul mare del nord, fuggito, ripreso, fuggito, ripreso. Archibald Ralph Ives, undici tentativi di fuga, ha anche cercato di saltare dal camion venendo qui. Dicks William, ha partecipato allo scavo di undici tunnel, per poter fuggire. Tenente pilota Velinski, quattro evasioni, MacDonald nove, Hendley, l'americano, sette, Heins quattro, Sedwich sette e l'elenco continua ancora... Questo qui poi, ha effettuato diciassette tentativi di fuga: maggiore questa è una vera follia .
    Ramsey: Infatti.
    Von Luger: E deve finire.
    Ramsey: Vi illudete che gli ufficiali dimentichino il loro dovere?
    Von Luger: No... È proprio perche non ci facciamo illusioni che vi abbiamo portati qui. Questo campo è nuovo, è stato costruito apposta per lei ed i suoi uomini, e l'organizzazione è stata curata facendo tesoro di tutta la nostra esperienza, e con me non avrete a che fare con un comune carceriere, ma con un ufficiale dello stato maggiore chiamato ad assolvere a questo compito dal quartier generale della Luftwaffe. In pratica abbiamo voluto mettere tutte le mele marce in un paniere, sì, in modo da poterle sorvegliare con molta cura.
    Ramsey: È un'idea.
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Frasi del film Mio cugino Vincenzo


«Verità, giustizia e il metodo Gambini...»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"The Box" (2009)
Genere: Film commedia
Regia di: Jonathan Lynn
Protagonisti: Joe Pesci, Marisa Tomei, Ralph Macchio, Fred Gwynne

Trama breve: 
Due adolescenti di New York stanno viaggiando verso il sud quando una serie di coincidenze li mette in prigione accusati di omicidio di primo grado. Non possono permettersi i $ 50K per un avvocato, così chiamano il cugino avvocato di uno dei ragazzi. Vinny è un newyorkese stereotipato che inizialmente si rivela un disastro completo, ma pian piano proverà a mettersi in carreggiata... riuscirà a tenere testa all'accusa?
(Scheda completa)


Frasi celebri

Ha una sua ragione d'esistere quell'incredibile, bordellosissimo, lacerante fischio alle 5:30 del mattino? (Vincenzo)

Vuoi aiuto? Non puoi aiutarmi. Vorrei che potessi ma non puoi. [Lisa lo guarda male]. Ma cos'hai da guardarmi? Dovresti vederti, ma che significa quello sguardo, sono un pezzo di merda solo perché non so come puoi aiutarmi? (Vincenzo)



Dialoghi

  • Bill: Ah il tonno, dobbiamo prendere il tonno.
    Stan: Ti prego con il tonno basta, tregua.
    Bill: Ma contiene proteine, ne abbiamo bisogno.
    Stan: Ci sono anche nei fagioli.
    Bill: I fagioli fanno scoreggiare.
    Stan: Tanto abbiamo la spider.
  • [Vincenzo è l'avvocato, ma Stan pensa di essere lì per sodomizzarlo]
    Vincenzo: Ah dorme, guarda, che carino [Riferito a Billy]. Beh, vuol dire che comincerò con te. Lasciamolo riposare, va bene?
    Stan: Guarda che io non me la sento di farlo.
    Vincenzo: E certo ti capisco, ma se fossi io al tuo posto cercherei di arrivare in fondo alla cosa, rapidamente, e soprattutto nel modo meno doloroso possibile. Perciò vedi tu se è il caso di rendere tutto più semplice saltando i preliminari.
    Stan: [Spaventato e tremante] Noooo...
    [Stan cerca di alzarsi]
    Vincenzo: Ma che ti piglia, rilassati rilassati. Sai forse dovremo stare un paio di minuti da soli, e sì per conoscerci molto meglio, prima come dire "di passare ai fatti".
    Stan: Io questo non voglio farlo.
    Vincenzo: Io mi rendo conto, ma scusa, le tue alternative quali sono?
    Stan: Le mie alternative?
    Vincenzo: Sì.
    Stan: A cosa, a lei? Non lo so, il suicidio, la morte...
    Vincenzo: Ah, senti, o scegli me o loro. In tutti e due i casi si fottuto.
    Stan: [prova ad allontanarsi]
    Vincenzo: Datti una calmata, non temere, io vi aiuterò.
    Stan: Ah, la ringrazio.
    Vincenzo: Scusami, ma credo che un pizzico di gratitudine non sarebbe fuori luogo qui, eh.
    Stan: Io dovrei anche esserle grato?
    Vincenzo: E certo, è il tuo culo, non è il mio. E penso che dovresti esserne grato, anzi a dire la verità dovresti metterti in ginocchio.
    Stan: Scusa, ma non le sembra di esagerare con le pretese adesso?
    Vincenzo: Pretese? Io ti sto facendo un favore. Aò, mi stai avendo GRATIS, ti pare niente?
    Stan: Certo che lei ha un ego grande come una casa.
    Vincenzo: Ma che cazzo dici giovanotto, tu hai dei problemi. Non sono venuto fin qua soltanto per farmelo mettere nel culo.
    Stan: Ah no, nonono. Io non glielo metterò nel culo. Io non farò niente.
    Vincenzo: Chiuso, con te ho chiuso. Mi occuperò soltanto di lui. HEY, BILLY! [sveglia di soprassalto il cugino]
  • Billy: Vincenzo, ti sei laureato i legge sei anni fa. Che hai fatto finora?
    Vincenzo: Ho studiato per l'iscrizione all'albo.
    Billy: Hai studiato tanto!
  • Vincenzo: Ma questa roba che cos'è?
    Il cuoco: Non conosce la pastella?
    Vincenzo: Certo che conosco la pastella, ma è la prima volta che me la ritrovo nel piatto!
  • Vincenzo: Mi risulta che tu e Lisa avete fatto una partita per 200 dollari che lei ha vinto… vorrei riscuotere….
    J.T.: E se invece ti rompessi il culo?
    Vincenzo: Ah, una controfferta! E questa è quella che noi avvocati (io sono un avvocato) noi avvocati chiamiamo una controfferta! aspetta…..fammi pensare…..è una decisione difficile da prendere……fammi rompere il culo o incassare 200 dollari…… mm, tu che ne dici? Sai l’offerta del culo è allettante, voglio essere sincero con te, ma… na, lascia stare preferisco i 200!
    J.T.: Dovrai passarmi sopra!
    Vincenzo: Ti piace mercanteggiare! Hai sangue levantino eh! D'accordo, d'accordo, questa è la mia controfferta: che devo fare, ammazzarti o è sufficiente una frullatina generale dei tuoi organi interni, eh?
    J.T.: Tu sogni ad occhi aperti.
    Vincenzo: No, no, no... dico sul serio. Se ti do una frullatina agli organi interni, tu lo paghi il debito?
    J.T.: [incredulo] Se tu riuscirai a mandarmi lungo, io ti pagherò il debito.
    Vincenzo: Allora, ricapitoliamo a scanso di equivoci, vero. La scelta ora è fra tu che mi rompi il culo oppure, oppure opzione B: io che lo rompo a te e incasso i 200 dollari e così... scelgo l'opzione B, mi conviene, ti rompo il culo e mi intasco i 200 dollari, no?
    [Si toglie la giacca]
    J.T.: Facciamo a botte ora?
    Vincenzo: Sì. Ma prima, fammi vedere i soldi.
    J.T.: Ce l'ho non temere.
    Vincenzo: E allora tirali fuori, mostrameli.
    J.T.: [pausa] Me li faccio dare.
    Vincenzo: Ah ora non ce l'hai? D'accordo, rimediali e poi magari rifacciamo i conti, va bene?
    [Prende la giacca da Lisa]
  • Vincenzo: Signora quante dita sono queste per cortesia?
    Giudice Chamberlain Haller: Verbalizzi che l'avvocato difensore sta mostrando due dita
    Vincenzo: Ma come verbalizzi le due dita Signor Giudice!
    Giudice Chamberlain Haller: Mi scusi…
  • Mona Lisa Vito: Stai andando a caccia?
    Vincenzo: Esatto.
    Mona Lisa Vito: Ma perché vai a caccia? Scusa, ma non dovresti prepararti per il processo?
    Vincenzo: Sai, stanotte pensavo che se sapessi tutto quello che sa lui. Se mi lasciasse guardare le sue carte... allora sì, eh.
    Mona Lisa Vito: E mai io non ti seguo. Che cosa c'entrano le carte ti Trotter con la caccia?
    Vincenzo: E c'entra. Dunque immagina due uomini, due fucili e una foresta. La caccia. È un'occasione per familiarizzare, per arruffianarmelo un po'. Forse non mi farà leggere le sue carte, ma magari abbasserà la guardia di quel tanto per rubargli informazioni interessanti.
    [Cerca tra i vestiti]
    Vincenzo: Ma come mi vesto?
    Mona Lisa Vito: Cosa dovete cacciare?
    Vincenzo: Non lo so, Lisa. Lui ha un sacco di teste imbalsamate in ufficio.
    Mona Lisa Vito: Teste? Che genere di teste?
    Vincenzo: Assortite, ho visto un toro, dei cervi, un orso...
    Mona Lisa Vito: Hey, hey, andate a sparare a dei cervi?
    Vincenzo: Sparare, penso di sì. Sono un ometto ormai, posso andare a sparare ai cervi, no?
    Mona Lisa Vito: Cacciare un povero innocente cerbiattino dagli occhi dolci solo e indifeso?
    Vincenzo: Questa è bella, non potrò piagnucolare e chiedere pietà per gli animali. Trotter non avrebbe più rispetto per me, vuoi che accade questo, eh?
    [Lisa si alza, va verso il bagno e chiude la porta]
    Vincenzo: Ma secondo te questi pantaloni vanno bene pa' caccia? Ohh!
    Mona Lisa Vito: [Esce dal bagno] Immagina di essere un cervo, stai saltellando da solo e ti viene sete, arrivi a una piccola fonte. Avvicini le tue labbrucce a quell'acqua fresca e chiara... BAM! Un pezzo di piombo ti frantuma una parte del cranio, brandelli sanguinolenti del tuo cervello vengono spruzzati qua e là. Ora ti chiedo, ma fregherebbe che cazzo di pantaloni indossa lo stronzo che t'ha sparato?
  • Vincenzo: Si può sapere che hai?
    Mona Lisa Vito: Non lo so.
    Vincenzo: Ti comporti in modo strano, pari nervosa.
    Mona Lisa Vito: È vero, sì lo sono.
    Vincenzo: Non ne hai motivo, quello sotto tiro sono io, invece sono calmissimo.
    Mona Lisa Vito: Vuoi sapere perché sono nervosa? Te lo dico subito perché sono nervosa, non conosco questo regolamento legale del cavolo, non capisco mai cosa succede. So solo che tu combini casini e io non so come aiutarti.
    Vincenzo: Mi hai già prestato la machina fotografica, amore.
    Mona Lisa Vito: Oh, Vincenzo, vederti che ti logori su quelle carte e anche quando mi porti con te mi fa sentire ugualmente inutile.
    Vincenzo: C'è altro?
    Mona Lisa Vito: Beh, tu sei già abbastanza sotto pressione, mi dispiace dovertelo ricordare, però ci dovevamo sposare non appena avessi vinto la prima causa. Nel frattempo e parlo di dieci anni, mia nipote, la figlia di mia sorella, si è sposata pure lei e il mio orologio biologico sta ticchettando così.
    [Sbatte il piede]
    Mona Lisa Vito: E da come si è messa questa storia io non mi sposerò mai.
    Vincenzo: Lisa, non me lo merito. In questo momento non ho bisogno di altri pensieri per la testa, chiaro? Ho un giudice che raggiunge l'orgasmo se può sbattermi in galera, un'idiota che vuole pestarmi per 200 dollari, porci mandati al macello, fischi e sirene per tutte le notti. Non riesco a chiudere occhio da 5 giorni, ho finito i soldi, non so più come devo vestirmi. E ho un processo per omicidio in cui mi sto giocando con pessime carte la vita di due ragazzi innocenti. Per non parlare del tuo...
    [Sbatte il piede]
    Vincenzo: uh uh uh OROLOGIO BIOLOGICO, della mia carriera, della tua vita, delle nostre nozze, e fammi pensare se ho dimenticato di citare qualcosa, non c'è altra cacca da aggiungere alla montagnola sulla quale mi trovo seduto sopra? No, non ci credo. Non è possibile.
    Mona Lisa Vito: [pausa] Forse avrei dovuto aspettare un momento migliore.
  • Vincenzo: Ho vinto la mia prima causa, sai che significa?
    Mona Lisa Vito: Che ora ti illudi che ti sposerò.
    Vincenzo: Perché non mi sposi più adesso?
    Mona Lisa Vito: Scordatelo, non sai vincere una causa da solo, sei un essere inutile.
    Vincenzo: Io pensavo di sposarti domenica.
    Mona Lisa Vito: Non ci arrivi, eh? Testa di legno! Così non è romantico. Io voglio sposarmi in chiesa, con le damigelle, lo strascico, i fiori...
    Vincenzo: No, no no... un momento, allora baravi tutte le volte che mi dicevi spontaneo e romantico, Vincenzo.
    Mona Lisa Vito: Senti, anche un rutto è spontaneo ma non è romantico.
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Frasi del film Secret Window


«Ci sono finestre che non andrebbero mai aperte.»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"Secret Window" (2009)
Genere: Film thriller, psicologico, giallo, horror
Regia di: David Koepp
Protagonisti: Johnny Depp, John Turturro, Maria Bello

Trama breve: 
Mort Rainey, romanziere di successo, sta attraversando un periodo difficile della sua vita. Dopo aver scoperto l'infedeltà della moglie e aver affrontato il conseguente divorzio, decide di lasciare la città e trasferirsi in campagna. Un bel giorno tale John Shooter si presenta alla sua porta e lo accusa di plagio...
(Scheda completa)


Frasi celebri

[Leggendo una lettera di minacce] «Ha tre giorni. Io non scherzo. Niente polizia». Ah-ah! Quando un tizio prende la penna e scrive "niente polizia", quello è proprio il momento in cui uno si deve muovere e andare di corsa alla polizia! (sceriffo)

Io so cos'ha fatto. E non mollo. Finché non mi sarà dato quello che mi è dovuto. (John Shooter)

So di potercela fare, disse Tod Downy prendendo un'altra pannocchia di granturco dalla scodella fumante, sono sicuro che con il tempo non resterà più una briciola di lei e la sua morte diventerà un mistero anche per me. (Mort Rainey)

L'unica cosa che conta è il finale, la cosa più importante della storia è il finale, e questo funziona a meraviglia, anzi è perfetto! (Mort Rainey)

Una donna che ti ruba l'amore, quando l'amore è l'unica cosa che hai, non è una gran donna, quindi Tom Downy decise di ucciderla! (Mort Rainey)

Non è la mia bella casa. Non è la mia bella moglie. Non più. (Mort Rainey)

Chicoooo... Non disperareeeee...! E allora dispera brutto cieco bastardo! (Mort Rainey rivolto al suo cane)

Quello non era così matto, quello era un lettore infatuato che non distingueva la realtà dalle stronzate che scrivi per campare. Senza offesa. (Ken Karsch)

Lo sai che devi fare… fallo! (Mort Rainey)

Lei ha rubato la mia storia signor Rainey! (John Shooter)

Urrà! Beh, mentirei se dicessi che non sto per fare la danza di Snoopy. (Mort Rainey)

Non capisce cafone ignorante?! C'è di mezzo un divorzio! D-I-V-O-R-Z-I-O! Divorzio! (Mort Rainey)

Non me ne importa. Fumerò. Si, fumerò. Finirò queste, andrò a prendermene anche un altro pacchetto, fumerò eccome. (Mort Rainey)



Dialoghi

  • Amy: Ma volevo solo essere felice, Mort.
    Mort: Bene, allora immagino che non avresti dovuto SCOPARTELO.
  • John Shooter: Pensavo che non fumassi.
    Mort: Ho ripreso di recente, per la mia salute.
  • Ted: Mi hai proprio rotto le scatole!
    Mort: Pezzo di stronzo!
    Ted: ...Ti senti meglio adesso?
    Mort: Sì, parecchio.
  • Coscienza di Mort [dopo che Mort si è messo il cappello di John Shooter]: Perché te lo sei messo?
    Mort: Non lo so.
    Coscienza di Mort: Forse perché voleva lui.
    Mort: Che mi mettessi il cappello in testa? Perché?
    Coscienza di Mort: Forse per farti...
    Mort: Forse per farmi cosa?
    Coscienza di Mort: Per farti confondere.
    Mort: Io sono già confuso, forestiero. Tanto confuso. Non parlare a me di confusione.
    Coscienza di Mort: Un momento, aspetta, fermo un attimo. E di quello che dici?
    Mort: Di quello cosa?!
    Coscienza di Mort: Be',"forestiero". "Shooter's Bay". E un' altra manciata di dettagli che hai deciso di ignorare.
    Mort: Sai una cosa? Tu sei pazzo. Che stronzate devo stare a sentire.
    Coscienza di Mort: Sono tutte pure coincidenze?
    Mort: Ho i lividi che mi ha fatto sul braccio! Non li ho?!
    Coscienza di Mort: Li hai?
    Mort: Be'... [vede che i lividi sono spariti]..Non può essere. È insensato.
    Coscienza di Mort: Vuoi sentire invece una cosa sensata? Chiama la polizia. Chiama lo sceriffo e digli di venirti a prendere di corsa per metterti dentro prima che combini altri guai.
    Mort: Adesso prendo un coltello e ti stacco da me!
    Coscienza di Mort: Prima che tu uccida qualcun altro.
    Mort: Io non ho ucciso nessuno.
    Coscienza di Mort: Avevi la pistola.
    Mort: Non era carica.
    Coscienza di Mort: Ah no?
    Mort: No.
    Coscienza di Mort [riferendosi alla sua ex moglie e Ted]: Stavi per ucciderli. Volevi ucciderli.
    Mort: La pistola non era carica!
    Coscienza di Mort: Vuoi ancora ucciderli!
    Mort: Piantala!!!
    Coscienza di Mort: Stammi a sentire perché è così che succede! È così che comincia la pazzia!
    Mort: Piantala!!!!
    Coscienza di Mort: Non esiste nessun John Shooter.
    Mort: Rahh!
    Coscienza di Mort: Non è mai esistito. È una tua invenzione.
    Mort: Rahh! Rahh!
    Coscienza di Mort: Dai retta a me, non a lui, prima che sia troppo tardi!
    Mort: BASTA, LASCIAMI SOLO!!!!
    Coscienza di Mort: ...Tu sei solo.
  • Amy: [vedendo Mort che indossa il cappello di Shooter] Cristo, Mort. Dove l'hai preso quel vecchio cappello? In soffitta?
    Mort: È mio. Non è mai stato di nessun'altro.
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Migliori film con Terence Hill


Terence Hill, il cui vero nome èMario Girotti (Venezia, 29 marzo 1939), è un attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Ha raggiunto il successo per i suoi film in coppia con Bud Spencer, tanto che il duo di attori «ha ottenuto fama mondiale e ha attirato milioni di spettatori al cinema» e per questo il 7 maggio 2010 hanno ricevuto il David di Donatello alla carriera. Nella seconda fase della sua carriera la sua popolarità si è riaffermata con il ruolo di protagonista nella longeva serie televisiva Rai Don Matteo.



Fra i suoi migliori film vi sono:
Poliziotto superpiù,
Pari e dispari,
Io sto con gli ippopotami,
Lo chiamavano Trinità...,
...continuavano a chiamarlo Trinità,
...altrimenti ci arrabbiamo!,
Chi trova un amico trova un tesoro.


Di seguito trovate la lista completa di tutti i film con Terence Hill, compresi quelli in cui non è il protagonista e i cameo; per ogni film trovate in breve la descrizione del ruolo e del personaggio che ha interpretato. Sono per lo più film commedia e drammatici.


Filmografia:

Vacanze col gangster (1951)

La voce del silenzio (1953)

Il viale della speranza (1953)

L'età dell'amore (1953)

Villa Borghese (1953)

Divisione Folgore (1954)

La vena d'oro (1955)

Gli sbandati (1955)

Mamma sconosciuta (1956)

I vagabondi delle stelle (1956)

Guaglione (1956)

La grande strada azzurra (1957)

Lazzarella (1957)

Anna di Brooklyn (1958)

La spada e la croce (1958)

Il padrone delle ferriere (1959)

Spavaldi e innamorati (1959)

Cartagine in fiamme (1959)

Juke box - Urli d'amore (1959)

Cerasella (1959)

Annibale (1959)

Un militare e mezzo (1960)

Giuseppe venduto dai fratelli (1961)

Le meraviglie di Aladino (1961)

Il dominatore dei 7 mari (1962)

Il mio amore è scritto sul vento (1962)

Il giorno più corto (1963)

Il Gattopardo (1963)

Giorni di fuoco (1964)

Là dove scende il sole (1965)

Operazione terzo uomo (1965)

Sparate a vista su Killer Kid (1965)

Il magnifico emigrante (1965)

Surehand - Mano veloce (1965)

Danza di guerra per Ringo (1965)

Io non protesto, io amo (1966)

I Nibelunghi - Sigfrido (1966)

I Nibelunghi - La vendetta di Crimilde (1967)

Little Rita nel West (1967)

La feldmarescialla. Rita fugge... lui corre... egli scappa (1967)

Dio perdona... io no! (1967)

Preparati la bara! (1968)

I quattro dell'Ave Maria (1968)

Barbagia (La società del malessere) (1969)

La collina degli stivali (1969)

La collera del vento (1970)

Lo chiamavano Trinità... (1970)

Il corsaro nero (1971)

...continuavano a chiamarlo Trinità (1971)

Il vero e il falso (1972)

...e poi lo chiamarono il Magnifico (1972)

...più forte ragazzi! (1972)

Il mio nome è Nessuno (1973)

...altrimenti ci arrabbiamo! (1974)

Porgi l'altra guancia (1974)

Un genio, due compari, un pollo (1975)

Mister Miliardo (1977)

I due superpiedi quasi piatti (1977)

La bandera - Marcia o muori (1977)

Pari e dispari (1978)

Org (1979)

Io sto con gli ippopotami (1979): qui è un fannullone giramondo e rubacuori, che inizia a fare le scaramucce col cugino ma alla fine diventano soci nell'acquisto di un nuovo pullman per i safari.

Poliziotto superpiù (1980)

Chi trova un amico trova un tesoro (1981)

Nati con la camicia (1983)

Don Camillo (1983)

Non c'è due senza quattro (1984)

Miami Supercops (I poliziotti dell'8ª strada) (1985)

Renegade - Un osso troppo duro (1987)

Lucky Luke (1991)

Botte di Natale (1994)

Potenza virtuale (1997)

Il mio nome è Thomas (2018)
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Frasi del film Io sto con gli ippopotami


«Grau grau grau...»
(Tratto dalla canzone del film)

Titolo Originale:
"The Box" (2009)
Genere: Film commedia azione
Regia di: Italo Zingarelli
Protagonisti: Bud Spencer, Terrence Hill, Joe Bugner

Trama breve: 
Slim e Tom sono impegnati in Africa a cercare di salvare gli animali selvatici da una banda di trafficanti senza scrupoli. Non mancano le solite risse, risolte a suon di mitici cazzotti.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Watch out Mr. Lion don't bite me
Shout down, if you wanna go free
I'll hear when you call and I answer you all:
Grau grau grau!
Some people aren't nice to lions
Some people aren't nice to hippos
We better think twice let's try it be nice
Grau grau grau!
(Dalla canzone "Grau grau grau")

Il mondo non si divide fra bianchi e neri, ma fra ricchi e poveri. (Direttore del casinò)



Dialoghi

  • [Durante il safari]
    Tom: Sono veloci, eh? Centotrenta all'ora
    Turista giapponese: Ma alcune erano ferme.
    Tom: Sembrano ferme...
    Turista giapponese: Ma non puoi fermare questa tua maledetta autobus?
    Tom: Non si può, la savana è pericolosa.
    Turista giapponese: A noi piace il pericolo.
    Tom: E a me no!
  • [Dopo che la jeep finisce nel fiume]
    Turista: Non ci lascerà qui da soli?
    Tom: Sì!
    Turista: Ma noi abbiamo pagato prima!
    Tom: Mai pagare prima!
  • Tom: Che sei venuto a fare qui!?
    Slim: Tom, è il compleanno di Ma! Guarda, ti ho portato un regalo, buon compleanno!
    Mama: Oh, bello Slim, grazie.
    Tom: Ce l'avevo anch'io un regalo per te... più bello del suo... ma è finito dentro al fiume!
  • Tom: Torna laggiù, qui adesso si lavora! ...Lo sai quanto mi costa questa tua bravata? Mi costa almeno cinquanta sterline!
    Slim: Cinquanta sterline? Eh! [Gli dà i soldi] Cinquanta!
    Tom: Yaahhh! Ma, hai visto, è tornato Slim! Su Slim, perché non ti siedi, vuoi mangiare qualcosa, eh?
    Slim: Mi fa piacere vederti, Tom.
    Tom: Anch'io sono contento, Slim.
  • Senghor: Ti ho già detto che Stella si è diplomata in Europa?
    Tom: Aah, e lo parla?
  • Ragazzo: Ehi Ma, ho mal di pancia.
    Ma: Ora sono occupata, fatti vedere dal dottore.
    Ragazzo: Ma dici sempre che è un imbroglione.
    Mama: Sì, ma per un mal di pancia va bene anche un dottore.
    [Dal dottore]
    Ragazzo: È grave, dottore?
    Dottor Jason: Può essere, può essere... [Sente l'armonica di Slim] Vai, non è niente.
    Ragazzo: Ma dottor Jason, mi fa male la pancia!
    Dottor Jason: Vai da Ma.
    Ragazzo: Tu dici che è un'imbrogliona!
    Dottor Jason: È vero, ma per un mal di pancia va bene anche lei.
  • Piccoletto: Che stavi dicendo, ciuccio rosa?
    Tom: Sai perché questo ciuccio è rosa?
    Piccoletto: No
    Tom: Perché la mia mamma stava aspettando una femminuccia...eh! BONK!
  • Scagnozzo: Il signor Ormond dice che sarebbe felice di avervi a pranzo domani
    Slim: Digli che verremo.
    Tom: Ehi un momento, un momento. Io decido, va bene?! Digli che verremo.
  • [Slim mangia l'aragosta]
    Tom: Com'è?
    Slim: [Mangiandola intera, compresa la sua corazza] Molto buona, è al dente.
  • Mr. Ormond: Veniamo al dunque!
    Slim: Ah sì... questo è il "dunque": Mister Ormond, abbiamo trovato queste buste sotto i nostri piatti; dev'esserci un errore...
    Tom: Cosa c'era dentro?
    Slim: Una miseria…
  • Slim: Io mi farei dare di più.
    Tom: Quanto di più?
    Slim: Almeno il doppio!
    Senghor: Potrei darti il 20%
    Tom: Voglio almeno il doppio.
    Mr. Ormond: Quanto volete?
    Tom: Almeno il doppio.
    Comandante del battello: Ehi voi, chi paga per l'affitto della nave, adesso? Saranno quasi mille sterline!
    Tom: Almeno il doppio.
    Slim: E anche di più.
  • [Al pranzo di Mr. Ormond]
    Slim: Questo è caviale, caviale del Volga; un po' di burro, un pizzico di sale, due pizzichi di pepe e... champagne! Delizioso... come si dice a Parigi.
    [Parlando del caviale]
    Tom: [a Slim] Sai che sembra? Sembra cacca di pecora nana.
  • Mr. Ormond: Non penserete di andarvene di qui come siete venuti, non è vero?
    Tom e Slim: Sì!
  • Trixie: Venite ragazzi, prendete le armi; sbrigatevi lumache, stavolta li ammazziamo, forza, e che state aspettando accidenti a voi... Ehi, ma che...
    [Tom lo prende e lo mette nella gabbia del gorilla]
    Trixie: No, noo... no, il gorilla no, aiuto, aiutoo... è cattivo... cattivoo... Buono... buono, buono gorilletto, buono, buonoo... Gorilletto... Buonoo...
  • [All'entrata del casinò]
    Usciere: [a Tom] Scusi signore ma non si può entrare senza cravatta, è la regola.
    Slim: [a Tom] È la regola.
    Tom: Ok... [Prende la cravatta all'usciere] Adesso ce l'ho. Sparisci!
    Usciere: Ma signore, veramente...
    Tom: Zitto tu!
  • [Sul battello, dopo che gli scagnozzi di Mr. Ormond si sono buttati nel fiume]
    Uomini d'affari: Ma anche noi dobbiamo...
    Slim: Sì!
    Uomo d'affari: Io non so nuotare...
    Tom: Impari, impari, vai.
  • Slim: A Manila! Tu sai dov'è, vero?
    Tom: Certo che lo so!
    Slim: L'ho visto fare a Bangkok, lo sai dov'è?
    Tom: Certo che lo so!
    Slim: Delizioso...come si dice a Parigi. Tu lo sai dov'è, no?
    Tom: Certo che lo so!
    Slim: Ah, c'è anche l'indirizzo. Ehi, Canada, tu sai dov'è?
    Tom: Certo che lo so... Ehi, fa caldo in Canada?
    Slim: Si, ma che c'importa...
    Tom: E questo dove si fa?
    Slim: Dovunque!
    Tom: Eh, so dov'è!
    Slim: Alle isole Maldive. Sai dove sono?
    Tom: Ehm, no.
    Slim: Neanch'io.
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Frasi del film The Box


«C'è un regalo per te...»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"The Box" (2009)
Genere: Film drammatico, fantascienza, Thriller
Regia di: Richard Kelly
Protagonisti: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella

Trama breve: 
Norma e Arthur Lewis, una coppia di periferia con un bambino piccolo, ricevono in dono una semplice scatola di legno, che porta conseguenze fatali e irrevocabili. Un misterioso sconosciuto spiega che se premeranno il pulsante riceveranno 1 milione di dollari. Tuttavia, questo causerà simultaneamente la morte di un altro essere umano da qualche parte nel mondo, qualcuno che non conoscono. Con solo 24 ore di tempo per decidere, Norma e Arthur si ritrovano dinnanzi a un sorprendente dilemma morale.
(Scheda completa)


Frasi celebri

LANGLEY Air Force Base, classificato Virginia
Memorandum interno a: Martin Teague – Vice direttore della NSA
Resurrezione del paziente Arlington James Steward confermata dal personale dell'ospedale.
Il paziente è stato dimesso dal reparto ustionati la mattina del 24 luglio, località riservata.
Il paziente ha costruito un dispositivo il cui scopo è sconosciuto.
Specifiche di progettazione confermate dal progetto Mars. Il paziente sta recapitando il dispositivo a privati cittadini.
Maggiori informazioni saranno disponibili.
(Incipit)

Il signor Steward passerà a trovarvi nel pomeriggio alle cinque. (Biglietto)

[Parlando di Estelle di A porte chiuse] Il suo destino è marcire all'inferno. È una troia che si è sposata per soldi e ha ucciso il suo bambino. (Charles)

La prego, non si faccia spaventare dal mio aspetto, le assicuro che non sono un mostro. Sono un uomo che ha un lavoro da fare. (Arlington James Steward)

Se lei premerà quel pulsante allora accadranno due semplici cose. La prima: una persona in qualche parte del mondo, una persona che lei non conosce, morirà. La seconda: lei riceverà in pagamento la somma di un milione di dollari, esentasse. (Arlington James Steward)

La garanzia del pagamento è legata al rispetto di tre condizioni. Uno: Non ho il permesso in alcun modo di rivelare qualsiasi informazione che riguardi l'identità dei miei datori di lavoro. Due: Lei non ha il permesso di discutere con nessuno della natura e dei termini di questa offerta, a parte che con suo marito, è chiaro. Tre: Ha soltanto ventiquattr'ore. Ha tempo fino alle cinque di domani pomeriggio per prendere una decisione. Domani a quell'ora io tornerò e mi riprenderò il meccanismo a pulsante. Il meccanismo verrà riprogrammato e la stessa offerta verrà sottoposta a qualche altra persona. (Arlington James Steward)

Soltanto una persona adesso può salvarla. Guardi nello specchio. La vedrà. (Dana)

Qui ci sono tre portali, ma lei può sceglierne uno solo. Faccia molta attenzione a quale dei tre portali sceglierà perché soltanto uno porta alla via della salvezza. (Clymene Steward)

Nelle ore successive alla prima trasmissione della sonda Viking da Marte il vostro collega Arlington Steward è stato colpito da un fulmine qui, su questa piattaforma. [...] Lui è qualcosa di diverso adesso. [...] Arlington Steward era morto poco dopo il ricovero al reparto ustionati del Riverside Hospital. Il suo cadavere era stato portato all'obitorio ed era chiuso in una cella frigorifera da ore quando un'infermiera ha sentito una voce dietro il portello metallico. Era un uomo e rideva. Il signor Steward era tornato dalla morte e rideva istericamente. Fu trasferito subito in un ospedale militare di massima sicurezza e poco dopo ci siamo accorti che aveva delle capacità fuori dall'ordinario. [...] La sua capacità di guarigione è stata quasi di dieci volte superiore al normale. La degenerazione cellulare si è sostanzialmente interrotta. (Martin Teague)

Io sono soltanto un contenitore. (Arlington James Steward)

Ora vi vengono offerte queste due possibilità. Opzione uno: potete vivere il resto della vostra vita e godervi il denaro che vi è stato consegnato imparando a convivere con la grave disabilità di vostro figlio che è irreversibile. Lui non udrà più le vostre voci né vedrà mai più i vostri volti. Opzione due: c'è un solo proiettile nel tamburo di questa pistola. Lei può usarlo per sparare al cuore di sua moglie e ucciderla. Nel momento esatto in cui la sua anima lascerà il corpo suo figlio tornerà alla normalità. Il milione di dollari verrà depositato su un conto fruttifero e verrà consegnato a vostro figlio quando avrà compiuto diciotto anni. (Arlington James Steward)

Ridere di chi soffre è divertente? No signor Lewis, è tragico!

Vogliamo solo che se ne vada, non vogliamo che qualcuno si faccia male.

Babbo Natale è arrivato prima quest'anno?

L'inferno sono gli altri che ti guardano per quello che sei.

Immagino che avrete preso la scatola che vi ho lasciato.



Dialoghi

  • Arthur Lewis: Quando aveva diciassette anni le è caduto un bilanciere sul piede, ha pensato di essersi rotta un dito ed è andata in ospedale. Il medico l'ha fatta sedere, ha acceso la macchina per le radiografie e è andato da un altro paziente nel corridoio.
    Collega #1: Si è dimenticato completamente di Norma sotto la macchina per le radiografie accesa.
    Collega #2: Oh, Signore. Non dev'essere per niente piacevole.
    Arthur Lewis: No. Infatti le radiazioni le hanno fatto fuori i tessuti di quattro dita.
    Collega #2: E hanno dovuto amputare quattro dita?!
    Arthur Lewis: Esattamente. E le hanno prelevato un bel po' di pelle della coscia per ricoprire il piede. È successo nel '58, non c'erano le tecniche di innesto cutaneo di oggi. È rimasta seduta così nella stessa posizione completamente ingessata per un mese intero prima di guarire.
  • Norma Lewis: Ricordati di spegnere le luci dell'albero.
    Arthur Lewis: No. È così che mi piace.
    Norma Lewis: C'è il rischio di un incendio.
    Arthur Lewis: Sì, ma tiene vivo lo spirito natalizio mentre dormiamo.
    Norma Lewis: Potremmo morire.
    Arthur Lewis: Tutti muoiono, Norma.
  • Arthur Lewis: Premiamo il pulsante, incassiamo un milione di dollari e potremmo essere responsabili della morte di un essere umano. È un'idea con cui potremmo convivere. Se fosse il bambino di qualcuno?
    Norma Lewis: E se fosse un omicida rinchiuso nel braccio della morte?
    Arthur Lewis: Se fossero i vicini che abitano di fronte? Tu li conosci, no?
    Norma Lewis: Doug e Donna.
    Arthur Lewis: Che cosa significa conoscere qualcuno, Norma? Tu mi conosci?
    Norma Lewis: Meglio di quanto tu conosci te stesso.
    Arthur Lewis: Conosci Walter?
    Norma Lewis: Anche meglio di quanto conosco te.
    Arthur Lewis: Che cosa vogliamo fare, Norma?
    [Norma preme il pulsante]
    Norma Lewis: È una scatola e basta.
  • Dana: Guardi dentro la luce.
    Arthur Lewis: La luce?
    Dana: Sì, la luce. Presto ne rimarrà accecato.
    Arthur Lewis: Che significa? Quale luce?
    Dana: Io non me lo ricordo più. Io non me lo ricordo più. [Le esce il sangue dal naso e perde i sensi]
  • Arlington James Steward: I fulmini colpiscono la Terra per cento volte al secondo, una sola saetta può arrivare facilmente a sprigionare temperature vicine ai ventottomila gradi centigradi in una frazione di secondo. Temperature cinque volte più alte di quelle della superficie del Sole.
    Norma Lewis: Questa è la cosa che è successa a lei? È stato colpito da un fulmine?
    Arlington James Steward: Sì.
    Norma Lewis: E adesso sono in comunicazione con coloro che controllano i fulmini.
  • Arlington James Steward: Quale sentimento ha provato, Norma, quando mi ha visto per la prima volta?
    Norma Lewis: Ho provato...
    Arlington James Steward: Cosa?
    Norma Lewis: Ho provato...
    Arlington James Steward: Pietà?
    Norma Lewis: No. Affetto.
    Arlington James Steward: Lei ha provato affetto per me?
    Norma Lewis: Sì.
    Arlington James Steward: Perché?
    Norma Lewis: Per la deturpazione del mio piede. Per l'incredibile dolore che questa cosa mi ha causato per tutta la vita. Ho pensato a cosa avrebbe potuto significare un dolore così grande amplificato e proiettato sopra il mio viso. [...] Ho rivisto il mio dolore sul suo viso e in un istante tutto è stato chiaro. Ho provato un sentimento profondo di affetto per lei perché in quel momento ho capito che mai più, ma più avrei potuto commiserare me stessa.
  • Martin Teague: Signore, se mi è permesso chiederglielo, perché una scatola?
    Arlington James Steward: La sua casa è una scatola, una scatola con le ruote è la sua macchina, lì dentro va al lavoro, lì dentro torna a casa. Dentro casa sta seduto per ore a fissare una scatola che le erode l'anima mentre la scatola che è il suo corpo inevitabilmente avvizzisce e poi muore. Dopodiché viene posto nella scatola definitiva dove lentamente si decompone.
    Martin Teague: È francamente deprimente, se la mettiamo in questo modo.
    Arlington James Steward: E lei non la metta in questo modo. Lo consideri uno stato temporaneo dell'essere.
  • Martin Teague: Come si supera il test?
    Arlington James Steward: Non è abbastanza ovvio? Basta non premere il pulsante. Se la maggior parte di voi non lo farà il test sarà concluso. Ma ci saranno altri test in futuro.
  • Martin Teague: Una volta ha detto qualcosa riguardo un "coefficiente di altruismo".
    Arlington James Steward: Se gli esseri umani non sono capaci o disposti a sacrificare i desideri individuali per il bene superiore della specie non potrete sopravvivere e i miei datori di lavoro saranno obbligati ad accelerare la vostra estinzione.
  • Arthur Lewis: Io ero morto, Norma. Me ne sono andato per quasi un'ora.
    Norma Lewis: E che cosa hai visto? Che cosa c'era dentro quella luce?
    Arthur Lewis: Non si può descrivere a parole. È un posto che non è qui nella... È un posto che sta in mezzo. E ti avvolge come un abbraccio. Un posto dove finisce il marciapiede e la disperazione non governa più il cuore degli uomini.
  • Norma Lewis: Non posso essere perdonata?
    Arlington James Steward: Non lo so. So però che lei ammira molto gli scritti di Jean-Paul Sartre. Forse queste parole la consoleranno. Ci sono due modi per fare il nostro ingresso nell'ultima stanza: liberi o non liberi. Sta a noi scegliere.
  • Norma Lewis [ultime parole]: Io conterò i giorni finché il mio Arthur tornerà da me per sempre.
    Arthur Lewis: Ci rivedremo molto presto, sì. Facciamo quello che si deve. [Arthur spara un colpo di pistola nel cuore della moglie, contemporaneamente una donna preme il pulsante]
  • - Soggetti dei test "libero arbitrio", i soggetti dei test non possono essere dei dipendenti. Emmorraggia del lobo frontale?
    - Questa è la sua debolezza. E non sa come entrare nelle loro teste senza che lo sappiano.
    - Il sangue dal naso.
    - L'hai visto parecchie volte?
    - Si. Quindi ha dei limiti anche lui, non è infallibile, perché è nel corpo di un uomo di settant'anni.
    - Si, ed ecco perché si è stabilito a Langley. C'è tutto quello che gli serve. L'esercito, la cia, l'fbi,... la nasa.
    - Quindi può essere ucciso?
    - Si.
  • Arlington Steward: Ha ricevuto la scatola vero? Voglio farvi un'offerta, se premerete il pulsante accadranno due cose: primo, da qualche parte del mondo una persona che voi non conoscete morirà; secondo, voi riceverete in pagamento una somma di un milione di dollari... avete 24 ore.
    Norma: E se diciamo di no?
    Arlington Steward: Ci sono sempre delle conseguenze...
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Migliori film con Mélanie Laurent


Mélanie Laurent (Parigi, 21 febbraio 1983) è un'attrice, regista e cantante francese.


Fra i suoi migliori film vi sono:
Bastardi senza gloria,
Je vais bien, ne t'en fais pas,
Il concerto.


Di seguito trovate la lista completa di tutti i film con Mélanie Laurent, compresi quelli in cui non è la protagonista e i cameo; per ogni film trovate in breve la descrizione del ruolo e del personaggio che ha interpretato.



Filmografia:

Un pont entre deux rives (1999)

Route de nuit (2000)

Ceci est mon corps (2001)

Baciate chi vi pare (2002)

Snowboard (2003)

Jean Moulin (2003)

Une vie à t'attendre (2004)

Rice Rhapsody (2004)

Le Dernier Jour (2004)

Tutti i battiti del mio cuore (2005)

Dikkenek (2006)

Je vais bien (2006)

Days of Glory (2006)

L'amore nascosto (2007)

Beluga (2007)

Le Tueur (2007)

La camera dei morti (2007)

Parigi (2008)

Bastardi senza gloria (2009)

Jusqu'à toi (2009)

Il concerto (2009)

L'une chante, l'autre aussi (2009)

Vento di primavera (La rafle) (2010)

Beginners (2010)

Requiem pour une tueuse (2011)

Et soudain, tout le monde me manque (2011)

Treno di notte per Lisbona (2013)

Now You See Me - I maghi del crimine (2013): qui è chiamata a investigare sul caso assurdo dei prestigiatori che rapinano le banche pur trovandosi a migliaia di chilometri di distanza.

Enemy (2013): qui è la compagnia di un individuo strano (Jake Gyllenhaal), ma il film non ruota attorno a lei, bensì al protagonista maschile.

Il volo del falco (2014)

By the Sea (2015)

Éternité (2016)

Les derniers Parisiens (2016)

Mon garçon (2017)

Operation Finale (2018)
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Frasi del film Una pura formalità


«Non bisognerebbe mai incontrare i propri miti.»
(Frase celebre del film)

Titolo Originale:
"Una pura formalità" (1994)
Genere: Film thriller, noir, psicologico
Regia di: Giuseppe Tornatore
Protagonisti: Gérard Depardieu, Roman Polanski, Sergio Rubini

Trama breve: 
Onoff è un famoso scrittore che non ha pubblicato nuovi libri per un po' di tempo ed è diventato un recluso. Quando viene catturato dalla polizia in una notte tempestosa, senza alcun documento di riconoscimento, senza fiato, senza memoria di eventi recenti... l'ispettore diventa sospettoso e, quella che sarebbe dovuta essere una pura formalità, diventa un interrogatorio vero e proprio. Attraverso una dialettica interrogativa, il capo di questa solitaria, isolata, distrutta stazione di polizia cerca di stabilire cosa è successo, scavando nella mente del suo scrittore-eroe.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Due rette parallele non si incontrano mai. Tuttavia, è possibile immaginare l'esistenza di un punto così lontano nello spazio, ma così lontano nell'infinito, da poter credere e ammettere che le due rette vi si incontrino. Ecco! Chiameremo quel punto, PUNTO IMPROPRIO. (Onoff)

Per non morire di angoscia o di vergogna, gli uomini sono eternamente condannati a dimenticare le cose sgradevoli della loro vita, e più sono sgradevoli, prima s'apprestano a dimenticarle! (Il commissario)

Non bisognerebbe mai incontrare i propri miti. Visti da vicino ti accorgi che hanno i foruncoli.
Rischi di scoprire che le grandi opere che ti hanno fatto sognare tanto le hanno pensate stando seduti sul cesso, aspettando una scarica di diarrea! (Onoff)

Se gli scrittori sapessero in che bocche andranno a finire i loro scritti, si taglierebbero la mano. (Onoff)

Lei non deve più ricordare. Lei deve solo confessare di avermi raccontato un sacco di balle! Prima ha detto di essere arrivato al casale da solo, di aver ricevuto la visita della sua agente, e di averla riaccompagnata alla stazione tra le 17 e le 18. Poi ci ripensa: è venuto accompagnato dalla moglie, anzi dell’ex moglie, dell’ex seconda moglie, che è anche l’agente. Ma non l’ha riaccompagnata alla stazione, è andata via da sola. Signor Onoff. Signor Onoff, in quella stazione non c’è nessun fottutissimo treno che si sia fermato un solo fottutissimo minuto da quando lei è arrivato al suo bel casale. Per la semplice ragione che qui non c’è mai stata una stazione. Lei non è degno delle opere che ha scritto… i suoi romanzi, le sue canzoni, le sue poesie. Valgono più di lei. (Il commissario)

Le interviste sono sempre inutili. Uno viene a trovarti per sentire ciò che conosce già, solo per il piacere di sentirtelo ripetere. Non lo trova ridicolo? (Onoff)

Ciò che lei chiama filastrocca, è una citazione tratta da un grandissimo romanzo, il cui autore si chiama Onoff! Lei è proprio sfortunato. Sfortunatissimo. Perché quando si vive in un posto come questo, dove non succede mai niente, si ha molto tempo per leggere, ed io leggo moltissimo. Giornate intere, settimane intere, libri su libri, libri su libri, libri su libri... lei non può immaginare quanti, e mi capita di rileggere più volte quelli che mi piacciono di più. Il palazzo delle nove frontiere, I gradini, L'odio, Geometria, I trattati dei piaceri, Le tre torce, Nerone... sono tutte opere di Onoff, il mio scrittore preferito. A mio modesto parere, il più grande. Temo proprio che lei sia cascato male... conosco la biografia di Onoff come le mie pantofole. Vede, mio caro amico, passeggiare di notte sotto la pioggia non è grave in sé. Dimenticare la carta d'identità nel cappotto è solo stupido. Tentare di sfuggire ad un posto di blocco, anche il più sgangherato del mondo, aggredendo poi gli agenti, è già più rischioso. Ma fare tutte queste cose insieme nell'arco di poche ore e poi dichiarare una falsa identità... è molto pericoloso. (Il commissario)

Si prova un grande disagio ad essere amati. (Onoff)

Non ho bisogno né di sonniferi né di medicine, io convivo bene con l'insonnia. (Onoff)

Non si scrive perché si ha un'idea, si scrive perché non si sa fare altro. (Onoff)



Dialoghi

  • Onoff: Un tempo la gente mi riconosceva prima ancora che aprissi bocca per salutare, ma non è mai stata mia abitudine farmi scudo della celebrità. Comunque... mi chiamo Onoff.
    Commissario: E io mi chiamo Leonardo da Vinci. [ridono tutti tranne Onoff]
  • Commissario: da quanti giorni è arrivato nel suo casale di montagna?
    Onoff: nove giorni. Nove giorni.
    Commissario: come fa ad esserne sicuro?
    Onoff: come faccio ad esserne sicuro? Ma insomma, se le dico nove giorni sono nove giorni!
    Commissario: ma prima aveva detto quattro giorni…
    Onoff: le ho detto quattro giorni?
    Commissario: sì mi ha detto quattro giorni.
    Onoff: non me ne sono accorto. Perdo completamente la nozione del tempo, quando lavoro… è proprio per questo che si lavora: per perdere coscienza.
    Commissario: mi ascolti bene, signor Onoff. Finché lei si contraddice nelle sue poesie, nei suoi romanzi, va tutto bene. Ma se lei continua a contraddirsi quando c’è di mezzo un assassinio, non va bene niente!
  • Commissario: dica tutta la verità. Confessi!
    Onoff: Lei sta prendendo la più immane cantonata della sua immagino non brillante carriera.
    Commissario: allora perché ha tentato come un ladro di galline? Perché non prova la sua innocenza? Perché non smaschera i miei sospetti? Glielo dico io perché non lo fa. Perché lei stasera ha commesso un omicidio.
    Onoff: ma non so se qualcuno è stato ucciso, e non so dove qualcuno è stato ucciso. E se da qualche parte qualcuno è stato ucciso, non so se è una vecchietta, un ragazzino, una capra, uno spaventapasseri!
    Commissario: lei non sa niente di niente, eppure sarà proprio lei a dirci chi è la vittima.
    Onoff: mi accusa di essere un assassino e pretende di sapere da me chi è la vittima? Ma è lei che dovrebbe dirmi che sarebbe la mia vittima. Ma che razza di poliziotto è lei, un malato? Un folle!
    Commissario: non sono mai stato un grande poliziotto, e probabilmente non lo diventerò mai, ma nella mia non particolarmente brillante carriera ho avuto occasione di occuparmi di tanti omicidi. Molti non ho saputo risolverli, per altri ho costruito soluzioni che si sono rivelate del tutto errate, in alcuni casi la fortuna mi ha offerto l’occasione di imboccare il ragionamento esatto e di trovare qualche piccola chiave che funzionasse in qualche piccola serratura, pochissime volta ho colpito il bersaglio grazie alla mia sola intelligenza, ma è la prima volta che mi capita di imbattermi in un omicidio in cui il solo enigma da risolvere è proprio l’identità dell’assassinato. E sfortunatamente non sono nelle condizioni di farlo, giacché la sua vittima ha il volto orrendamente sfigurato. Non si potrà procedere all’identificazione prima di domani mattina.
    Onoff: sa cosa penso?
    Commissario: no.
    Onoff: penso che l’assassino sia proprio lei. Lo ha ucciso lei e un bel capro espiatorio è caduto nelle sue mani proprio al momento giusto.
    Commissario: come fa a sapere che è un uomo?
    Onoff: che uomo?
    Commissario: lei ha detto: sa cosa penso, che lo ha assassinato lei.
    Onoff: vuole farmi dire cose che non ho detto.
    Commissario: come fa a sapere che si tratta di un uomo?
    Onoff: ma non so niente, è lei che confonde le acque per farmi contraddire. Lei lo sa certamente meglio di me se si tratta di una donna o di un uomo. Comunque sia non ha uno straccio di prova contro di me, e non lo sarà certo un banale vuoto di memoria.
    Commissario: vuoto di memoria? (cita da un libro) Ecco: “per non morire di angoscia o di vergogna, gli uomini sono eternamente condannati a dimenticare le cose sgradevoli della loro vita, e più sono sgradevoli più si apprestano a dimenticarle”. È una frase sua, mio caro Onoff. Lei deve aver commesso qualcosa di molto ma molto sgradevole, signor Onoff per non riuscire a ricordare cosa ha fatto qualche ora fa!
  • Onoff: se gli scrittori sapessero in quali bocche andranno a finire i loro scritti, si taglierebbero la mano!
    Commissario:e sarebbe un vero peccato… Lei crede in Dio? In fondo è lui il sommo scrittore… se avesse dovuto tenere conto di quanti mediocri si sarebbero appropriati delle sue cose, avrebbe dovuto rinunciare a troppe cose, non le pare?
    Onoff: Non è difficile credere in Dio. A me è capitato centinaia di volte, ma in molte occasioni confesso di aver provato vergogna per lui. Sarebbe stato un eccellente scrittore, se si fosse limitato a descrivere i paesaggi.
    Gendarme: Scusi, signor commissario… non ho capito bene.
    Commissario: a domanda risponde che Dio è uno scrittore di irrilevante importanza. Perché quando cito un suo libro le da così fastidio?
    Onoff: Il mio mestiere è scrivere, tutto qui. Sentir parlare dei miei libri non mi interessa. Dopo tutto il linguaggio non serve più a niente in questo mondo. Serve agli interrogatori di polizia.
  • Commissario: ora cambiamo musica Onoff? Con me non si scherza. Se la sua biografia è risaputa in tutto il mondo, io la conosco a memoria.
    Onoff: Era stato partorito in un fosso, ai margini di un campo. Con i denti lei aveva tagliato il cordone, ci fece un nodo e se ne andò. Lo chiamarono Biagio Febbraio, perché fu ritrovato in una fredda notte di febbraio, ed era il giorno di S. Biagio. Biagio Febbraio sono io. La mia biografia è falsa. Dal principio alla fine l’ho scritta io. Fu un vecchio che inventò per me un nome adatto ad uno scrittore. Il nome di Onoff. Si chiamava Fauben, il mio migliore amico. È stato lui che mi ha reso grande. Non sono mai stato nell’esercito, non so sparare. Sono cresciuto in un orfanotrofio.
    Ci davano solo latte… tutti i giorni solo latte caldo, mattina e sera. Io odio il latte caldo.
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Frasi del film Psych: The Movie


«Una miracolosa vacanza di due ore.»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"Psyche: The Movie" (2017)
Genere: Film commedia, poliziesco
Regia di: Steve Franks
Protagonisti: James Roday, Dulé Hill, Maggie Lawson, Kirsten Nelson, Zachary Levi

Trama breve: 
La vecchia banda si riunisce durante le vacanze dopo che un assalitore misterioso prende di mira uno di loro. E Shawn non si è ancora sposato con O'Hara perché non ha ancora recuperato l'anello di nonna che gli era stato rubato nell'ultimo episodio della serie.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Credo che dobbiamo far di tutto perché cattivi non facciano male ai buoni. Vuol dire che a volte bisogna essere creativi. (Carlton Lassiter)

Sembra che io sia una calamita per uomini vecchi e pelati. (Heather Rockrear)



Dialoghi

  • El Proveedor: [Tira fuori la barba finta di Shawn, trovando un altra barba finta] Chi diavolo si mette una barba sopra la barba?
    Shawn Spencer: Chi si mette una barba barbuta? Un perfezionista. Ecco chi, Jack.
  • Karen Vick: un dongle è un dispositivo di sicurezza.
    Shawn Spencer: certo, per alcune persone.
    Karen Vick: lo infili nel tuo computer ...
    Shawn Spencer: non è il mio computer. Non dal liceo. Jules, sostenimi su questo?
    Juliet O'Hara: Shawn, smetti di parlare.
  • Shawn Spencer: È fantastico, vero? L'ho abbiamo appena finito. È identico al blue-ray del trentesimo anniversario.
    Burton Guster: Di Greemlins?
    Shawn Spencer: Fantastico!
    Burton Guster: Shawn, siamo tre metri sottoterra alla fine di un vicolo di Chinatown.
    Shawn Spencer: Gus, non fare la virgola in Earth, Wind and Fire. È un trionfo, specialmente considerando tutti i vincoli che hai imposto.
    Burton Guster: Vincoli?
    Shawn Spencer: Vediamo, vicino alla linea del tram... a distanza d'olfatto da Ghirardelli Square...
    Burton Guster: È mezza città col mio naso. E sappiamo entrambi che il problema è il nome. Parli come un ubriaco.
    Shawn Spencer: Quel nome è oro colato. Psychphrancisco! Una parola, tutto minuscolo, ph per la f. Cosa non capisci, Gus?
    Burton Guster: Se avremo dei clienti, servirà un nome che abbia senso. E non possiamo continuare a comprare cose, finché non avremo dei casi.
    Shawn Spencer: Gus, non intendo fare il professore con te, ma ti è familiare l'espressione "devi spendere soldi per comprare cose"?
    Burton Guster: Non funziona affatto così, e non si dice in entrambi i modi.
    Shawn Spencer: Irrilevante, perché noi abbiamo già un caso.
  • Karen Vick: Un dongle è un dispositivo di sicurezza.
    Shawn Spencer: Certo, per alcuni.
    Karen Vick: Si inserisce nel computer.
    Shawn Spencer: Non nel mio. Non dal liceo. Jules, aiutami su questo.
    Juliet O'Hara: Shawn, smettila.
  • Juliet O'Hara: Perché sei qui?
    Shawn Spencer: Per offrire i nostri servizi.
    Burton Guster: Lui è qui per offrire i nostri servizi. Io sto per andare ad osservare dei buchi neri.
    Shawn Spencer: Pessima scelta di parole.
    Burton Guster: Fuori contesto, me ne sono pentito.
  • Burton Guster: Quasi quasi provo a saltare. Quanti squali credi che ci siano nella baia?
    Shawn Spencer: Almeno uno.
    Burton Guster: Dannazione.
  • Burton Guster: Hey, devo ammetterlo... il restauro sta venendo proprio bene. Se devo guardare il lato positivo, è bello vederlo in anteprima.
    Shawn Spencer: Stai parlando dei lati positivi di morire ad Alcatraz.
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