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Frasi e argomenti più letti

Frasi di Il capo dei capi (Serie TV)



«Totò Riina. La scalata ai vertici di Cosa Nostra.»
(Tagline della serie TV)

Titolo Originale:
"Il capo dei capi" (2007)
Genere: biografico, drammatico, gangster, poliziesco
Regia di: Enzo Monteleone, Alexis Sweet
Protagonisti: Claudio Gioè, Daniele Liotti, Claudio Castrogiovanni, Marco Leonardi

Trama breve:
Il Capo dei Capi è una miniserie italiana in sei puntate che ha debuttato su Canale 5 tra ottobre e novembre 2007. Racconta la storia di Salvatore Riina ("Totò u Curtu"), un boss mafioso di Corleone, in Sicilia.
(Scheda completa)


Frasi celebri

A me mi fa più paura la fame, dell'inferno. (Giovanni Riina)

A mio padre non l'ammazzò la bomba, a lui l'ammazzò la fame. (Totò Riina)

A me non mi basta più di campare. Io non la voglio fare più la vita del pezzente. (Totò Riina)

Certe cose prima di fanno e poi si dicono. (Totò Riina)

Guarda che non basta la pistola per diventare masculi. Prima ci volunu i cugghiuna. (Luciano Liggio)

Totò, ca prima fatti crisciri i pila e poi ti fai la barba. (Michele Navarra)

Tutti a Palermo se ne vogliono andare. Mi sa che a Corleone ci restano i viddani e i picciriddi... e i socialisti. (Michele Navarra)

La pistola non è per giocare, ma serve per lavorare. (Totò Riina)

Da domani gli farete capire a questi morti di fame, che rubarsi le terre degli altri, non conviene. (Luciano Liggio)

Un conto è il rispetto e un conto è la prepotenza. Spaventare la povera gente è facile ma guadagnarsi il loro rispetto è un altra cosa. (Placido Rizzotto)

A Corleone ci sono quelli che passeggiano e quelli che sciusciano. Il dottor Navara, lui è uno che sciuscia. Sta fermo e senza alzare un dito fa vento. Le cose gli danzano davanti come piace a lui, almeno fino a quando gliele fanno danzare. (Vito Ciancimino)

[A Placido Rizzotto]Per farsi rispettare non c'è bisogno delle parole. (Biagio Schirò)

[A Biagio Schirò] Non hai capito che in questo paese se non hai i piccioli in tasca e il rispetto degli altri sei nessuno mischiato con niente? (Totò Riina)

Perché amo l'Italia. Io amo l'Italia perché mia madre è italiana, perché il sangue che mi scorre nelle vene è italiano, perché tra la terra dove sono sepolti i morti che mia madre piange e mio padre venera, perché mio fratello, mia sorella e i miei compagni e i grandi popoli in mezzo a cui vivo e che la bella natura che mi circonda e tutto ciò che vedo, che amo e che ammiro è italiano. Ma vafan... (Totò Riina, leggendo un libro)

Palermo è bella, e insieme la faremo ancora più bella. (Vito Ciancimino)

In questo paese o stai da una parte o stai dall'altra. In mezzo ci stanno quelli che si scantano, che hanno paura. Quelli che si voltano dall'altra parte. (Biagio Schirò)

Quando le guerre cominciano, qualcuno poi le deve finire. (Stefano Bontate)

Un giorno forse tutti capiranno che è meglio sedersi attorno a un tavolo e discuterne le cose nostre. Trovare il modo di evitare guerre inutili tra noi. Quel giorno però non è ancora arrivato. (Tommaso Buscetta)

Io vado dove nessuno ci viene in mente di cercarimi. (Luciano Liggio)

Ancora non hai capito che è un gioco di strategia. Quando muovi devi avere un'idea in testa. Ma devi anche vedere che idea c'ha in testa l'avversario. E la mia era questa. [mangia molte pedine e ottiene una dama] (Gaspare Mutolo, spiega la dama a Totò Riina)

Mi chiamo Maino Luciano e sono componente di una banda criminale. Questa banda fa parte di un'organizzazione che si chiama Cosa Nostra. A capo di questa banda c'è Liggio Luciano, e sotto di lui ci sono Riina Salvatore, Bagarella Calogero e Provenzano Bernardo. In realtà Liggio, Liggio si occupa poco delle attività del gruppo, il vero capo, u capu operativo vah, è Totò Riina. Quando siamo arrivati qua non c'avevamo niente, non eravamo nuddu, sono passati pochi mesi c'abbiamo le mani dappertutto. I palermitani pensano che Riina e Liggio sono gente come loro, uomini d'onore. Quelli non si tradirebbero mai tra di loro. I palermitani non hannu caputu nenti. I corleonesi sono n'autra cosa. I corleonesi c'hanno fame. (Confessione di Maino Luciano)

Dottò', io ci vogghiu diri na cosa. Voi a Riina lo avete preso e io spero che non lo fati nesciri cchiù. Picchì iddu è u peggiu ri tutti. (Maino Luciano)

Voi non avete capito, o per meglio dire non volete capire che cosa significa Corleone. Voi state giudicando degli onesti galantuomini, che i carabinieri e la polizia hanno denunciato pe' capriccio. Noi vi vogliamo avvertire che se un solo galantuomo di Corleone sarà condannato, voi salterete in aria, sarete distrutti, sarete scannati come pure i vostri familiari. Adesso non vi resta che essere giudiziosi! (Lettera di minaccia di Totò Riina alla giuria)

Solo le bestie figliano senza responsabilità. (Totò Riina)

Voi questa guerra non la volete vincere… non la volete neanche combattere. (Biagio Schirò)

[A Tano Badalamenti] Non è colpa di nessuno. Siamo tutti nelle mani di Dio. (Totò Riina)

Perché chi corre troppo può cadere e poi si fa male. (Giuseppe Di Cristina)

Chi corre non vede niente. Invece bisogna sapere vedere. Sia vicino che lontano. (Totò Riina)

Per fare più piccioli, bisogna fare più piccioli. (Vito Ciancimino)

Io e te lo sappiamo da dove veniamo e capiamo una cosa sola: i picciuli e cumannari! (Riina a Ciancimino)

A me lo posso capire ma tu, la mia famiglia, la devi lasciare in pace…! (Totò Riina)

Se ti vuoi fare rispettare non puoi fari sempre u minchiuni. (Totò Riina)

Si possono fare tante scoperte. Cristoforo Colombo, per esempio, ha scoperto l'America. Che c'è, è lì, è un fatto. Ma un conto è l'America e un conto sono le chiacchiere. Se uno scopre solo le chiacchiere e i pettegolezzi ma mi dite che minchia di scoperta è? (Totò Riina)

Quando tutti hanno l'atomica, che si può volere se non la pace? (Tommaso Buscetta)

Ogni tanto esageriamo tutti quanti con le parole. Ma le parole alla fine che sono? Fiato. E il fiato vuol dire che siamo vivi. È questo è un bene. (Totò Riina)

[A Luciano Liggio] Noi non abbiamo studiato. Dalla televisione si imparano un sacco di cose. Lo vedi? Non è che ci sono solo i missili, le bombe... ci sono pure le spie, i microfoni nascosti, gli scambi, i colpi di stato. Puoi chiudere pure un topo dentro lo stadio se fai le mosse giuste e poi ti premiano pure. (Totò Riina)

Ma dimmi una cosa Totò. Facisti i picciuoli, si intra l'affari ruossi. Ma chi minchia vuoi ancora? (Luciano Liggio)

La vita è una corsa. E se vuoi partecipare a questa corsa devi scegliere il cavallo che ti dà più affidamento. (Michele Greco)

Ricorda. La famiglia è tutto. E questo non lo dico io, lo dice il Nostro Signore. (Michele Greco)

La mafia sua non era delinquenza, ma rispetto alla legge dell'onore. [Scritta sulla lapide del padre di Giuseppe Di Cristina]

[A Biagio Schirò] Tu per me sei come la televisione. Più ti guardo e guardando la vita tua mi ricordo che ho fatto bene a scegliere la vita mia. (Totò Riina)

[A sua moglie] Noi non dobbiamo smettere di vivere. Quella sì che sarebbe la peggiore delle sconfitte. (Biagio Schirò)

[Ai corleonesi] Quindi a voi l'elemosina vi sta bene, dovrei andarli a chiedere io dovrei andare da bontade da inzerillo e dirci scusate ci farebbe comodo un kiletto in più, al vostro buon cuore. Io l'elemosina non ne chiedo e se le cose rimangono così noi staremo sempre sotto e loro staranno sempre sopra. Chi, e chi fu vi passò la fame? Cu sti quattru picciuli chi ci passano i palermitani vi tolsero l'apettito? (Totò Riina)

E a voi vi sta bene come prima, si vi sta bene continuare con un kilo qua un kilo la un vi pare un'elemosina no? (Totò Riina) Totuccio ma tu vedi qua davanti a te i Corleonesi? Io non sono i Corleonesi, io sono Totò Riina! E sono un uomo paziente. E di buone maniere. Ora io qui vi chiedo, con tutto il rispetto, la vita di Beppe Di Cristina di Pippo Calderone e mi dispiace ma pure Tano Badalamenti va posato, va messo fuori dalla famiglia perché stato ce. (Riina)

Io segreti non ne ho per nessuno. In questa città di segreti si muore. Biagio, ricordalo sempre. Quando scopri qualcosa, scrivilo, raccontalo a qualcuno. Non te lo tenere mai solo per te. Mai. (Boris Giuliano)

[Telefona a Salvo Lima] Onorevole, qui abbiamo oltrepassato il limite! No! Tu ora ascolti me! Sto cornutazzo dello sceriffo [Boris Giuliano] o lo fermate voi, o lo fermiamo noi! Ci siamo capiti? (Stefano Bontade)

E che uno pensa che c'è sempre tempo, che si recupero. Invece ci sono cose nella vita che quando te le sei perse, te le sei perse. (Boris Giuliano)

Io dico che se ti fa male un dito alle volte fai prima a tagliare tutto il braccio. (Totò Riina)

Ma chi è che fa, ora lo decidi tu cu va a vivere e cu va a morire. E cu si u padre etternu si? (Totò Riina)

[A Leoluca Bagarella] Vuoi scannare un cristiano? [Indicando il giornale con la foto del giudice Terranova] Ammazzami a chistu! (Totò Riina)

[A Bernardo Provenzano] E poi tocca ad Inzerillo, poi a Buscetta e poi ai parenti suoi. Di questi neanche il seme deve restare! (Riina)

Sorridi, che la vita è bella. (Riina)

Ma u tempo di chiacchiere finìu e chi non lo vuole capire diventa mio nemico... e allora muore. (Riina)

La macchina blindata? Una bara più costosa delle altre.  (Riina)

Fateci sapere [a Buscetta che il sangue suo non invecchierà. (Riina)

Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. (Buscetta)

Chiamatemi Maranza e Pocket Coffee. (Riina)

[A Leoluca bagarella] Portatemi qua Schirò però lo voglio vivo. (Riina)

'A democrazia chista è, chiacchiere, che fanno perdere tempo e picciuli. (Riina)

Picchi certi affari complicati un si ponno rislovere ca dimocrazia. (Riina)

Vogliono fare gli eroi. Ma alla fine quanti possono essere gli eroi? 2, 5, 10. E che ci vuole ad ammazzare 10 cristiani? Eliminati quelli col sangue pazzo rimangono solo i buoni padri di famiglia. (Riina)

[alla Commissione] Voi la vedete la televisione? Vedetevela, il mondo è confuso, l'Italia, è confusa, la Sicilia è confusa, tutto confuso. Prendete la base di Comiso, interessa agli americani, interessa alla Sicilia, e interessa pure a noi che ci siamo comprati i terreni attorno all'aeroporto, ma c'è un comunista che non la vuole, si chiama Pio La Torre. Lui vuole solo che lo Stato ci scassi la minchia! E picciò parra, parra, parra... (Riina)

Picchì certi affari complicati un si ponnu risolvere ca dimocrazia. Se c'è bisogno di prendere 'na decisioni c'avi a esseri unu capace di pigghialla per tutti. È vero Apuzzo? a pasta chi' sardi ti piacìu? a caponata è stata di tuo gradimento? Apuzzo voi lo conoscete, un capo decina dell'Arenella, un bravo picciotto, un grande faticatore... sulu chi ogni tanto avi stu malu vizziu di fare chiachicere [...] U stati sintennu? lui dice "pero...", lui dice "era stato promesso a me..." ma mischinu, non è che lo fa per male; lo fa per una brutta abbitudine del passato. È vero Apu'? ao ma chi è sta faccia non ti devi spaventare, vedi che io ti voglio bene... devi solo cambiare abbitudini... Cca tutti quanti amu a canciari abbitudini. Voi lo sapete, io sono disposto a venire incontro a tutte le vostre necessità, ma u tempo di chiacchiere finìu e chi non lo vuole capire diventa mio nemico... e allora muore. (Riina)

[Ai corleonesi] Che è 'st'applauso, chi sugnu Mike Bongiorno io? Quando si tratta d'ammazzare cristiani un s'applaude! (Riina)

Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. (Buscetta)

La vuoi sapiri na cosa!? 'Sti giornali sono buoni per avvolgerci il pesce, e basta! (Riina)

Lo Stato se vuole campare deve trattare cu mia. (Totò Riina a Barnardo Provenzano)

Voglio sapere fino a che punto vuoi arrivare, Totò. (Bernardo Provenzano a Totò Riina)

Mi chiamarono dall'ospedale, mi dissero di preparare la cravatta nera. (Riina)

E allora stappiamo 'sto Moet et Chandon. (Riina)

[A Totò Riina] Totò chi si mette contro tutti prima o poi se lo piglia in culo! (Provenzano)

Chi ci doveva garantire ci ha tradito, questo vuol dire che non ci sono più accordi, cu nessuno. CU NESSUNO! (Riina)

[A Giovanni Brusca] Ma tu tu' mmaggini a Falcone ca fa u sbirru cchiu sbirru di tutti? Tu' mmagini tu? (Riina)

[Leggendo ad alta voce il decreto di Falcone sulla rogatoria internazionale riportato sul giornale] Il provvedimento prevede nuove norme penali contro il riciclaggio (Salvo Lima), specifici poteri dall'autorità giudiziaria per il blocco dei conti correnti all'estero (Ignazio Salvo), e carcere duro per i capi dell'organizzazione mafiosa. Minchia! Ma è proprio curnuto stu' Falcone! (Giovanni Brusca).

I Viddani… Non impareranno mai cosè l'onore, cosè il rispetto…Con loro è solo fiato sprecato. (Tommaso Buscetta)

[Discorso all'Università] Gli uomini d'onore sono più di cinquemila. Sono un vero e proprio esercito selezionato con delle prove durissime, che devono obbedire a delle norme severe. Veri professionisti del crimine che, anche quando si dicono semplici soldati, in effetti sono dei generali o, per meglio dire, dei cardinali, i cardinali di una chiesa molto meno indulgente di quella cattolica. La mafia non è isolata. Vive in perfetta armonia con migliaia di protettori, complici, informatori, gente ricattata, piccoli maestri...insomma, debitori di ogni tipo. Cosa Nostra è un mondo a sé. Conoscendo gli uomini d'onore, ho imparato che le loro logiche non sono mai né scontate, né tantomeno imprevedibili. Sono ferree logiche di potere sempre funzionali ad uno scopo. Cosa Nostra si serve di armi sempre più sofisticate. Come vi dicevo, si tratta di un vero e proprio esercito impegnato in una guerra. E un'altra cosa importante che ho imparato nel mio lavoro è che bisogna accorciare i tempi fra il dire e il fare, proprio come fanno gli uomini d'onore. (Giovanni Falcone)

Sapete che cos'è la Mafia… faccia conto che ci sia un posto libero in tribunale …e che si presentino 3 magistrati … il primo è bravissimo, il migliore, il più preparato...un altro ha appoggi formidabili dalla politica… e il terzo è un fesso… sapete chi vincerà? Il fesso.
Ecco, mi disse il boss, questa è la MAFIA! (Paolo Borsellino)

Mi raccomando, non ti prendere troppa confidenza con la bottiglia perché sono un poco geloso. (Giovanni Falcone)

Ti devi preoccupare quando gli imbecilli cominceranno a dire cose sensate. (Paolo Borsellino)

Senti Totò, tu devi considerare una cosa, quando uno si mette contro a tutti, prima o poi se la pija nel culo. (Bernardo Provenzano)

Lo Stato se vuole campare deve trattare con me. (Salvatore Riina)

Per fare la pace, prima bisogna fare la guerra. (Salvatore Riina)



Dialoghi

  • Domenico: Cu minchia sei per dare ordini?
    Totò Riina: Io sono Salvatore Riina.
    Domenico [deridendolo]: Totò u Curtu.
  • Poliziotto: Nino, è qui che è ricoverato Riina Salvatore?
    Nino: E chi è?
    Poliziotto: Lo sparato.
    Nino: Sì, c'è uno che ha un graffio alla gamba destra. Una roba di picciriddi.
    Poliziotto: L'altro lo hanno ammazzato. Senti, dobbiamo riferire un mandato di cattura nei confronti di Riina Salvatore.
    Nino: Veramente lo abbiamo appena ricoverato.
    Poliziotto: Ma come, non avevi detto che era un graffio da nulla? Ninoooo...
  • Michele Navarra: Non era nenti, viddanu, e puri sciancatu. Io cambiari lo fici ma viddanu ristau. Ha mangiato il mio pane! Ha bevuto il mio vino! E ora si crede di potere mettere i piedi sul tavolo e le mani nel mio piatto, come l'animali iddu e di quattru stracciuni ca si porta arreri.
    Scagnozzo di Navarra: Lucianeddu è un ingrato, dottore. Si è montato la testa.
    Michele Navarra: Quando un figlio umilia a so padri, anche il padre ci colpa. Vuol dire che non ha sbagliato, che non ha visto a tempo i difetti della sua creatura. E io come quel padri sono, per affetto. Con Liggio ho sbagliato...
    Scagnozzo di Navarra: Vossia c'ha il cuore d'oro.
    Michele Navarra: Facitili a pezzi!
  • Provenzano: Totò come si mangiava a l'Ucciardone? Champagne a strafottere ahh?
    Riina: Ehh, sfingioni, arancini, cannoli u sabbutu, un grand hotel.
    Provenzano: Inchia u sai chi ti ricu cumpà, a prossima vota ci viegnu puru iu. [Risata generale]
  • Riina: Balduccio, che dici di Binnu?
    Balduccio Di Maggio: Binnu è fedele zu totò.
    Riina: Fedeli sono i cani.
  • Riina: Che è, non si saluta?
    Biagio Schirò: Non fai scantari cchiu a nuddu, Totò.
    Riina: Tu che pensi che hai vinto picchì mi hai fattu stu bellu regalu? [mostra le mani ammanettate] Ma tanto tu resterai quello che eri, nuddu miscatu cu niente.
    Biagio Schirò: Forse, ma libero. Tu libero non lo sarai mai.
  • Riina: Vito, tu sei un bravo cristiano. Sopra di te non devi avere nessuno. Tu devi comandare.
    Ciancimino: Io già comando.
    Riina: E allora devi comandare cchiu assai. Tu devi fare il sindaco.
  • Riina: Sti due picciotti cu sù.
    Provenzano: Avevamo bisogno di gente apposto e quella là è molto apposto gli ho fatto fare quattro servizi per me e si è comportato bene.
    Riina: Veni cca. Binnu mi dice ca si apposto, a mia mi serve uno che fa quello che gli dico senza nemmeno fiatare.
    Pocket Coffe: A me basta che mi fate vedere a chi devo sparare, Stu gioellino l'ho trovato da poco se lo toccate vi da la scossa, questo fa la carica meglio del pocket coffe.
    Riina: Stu picciotteddo cu è.
    Pocket Coffe: E me niputi si sta inzegnando il mistere.
    Riina: Comu ti chiami.
    Pocket Coffe: Pino si chiama, è un picciotteddo bravo l'ho imparato e pure andato a scuola c'ha i piedi fini come a quello di un ballerina, infatti lo chiamiamo scarpuzzedda.
    Riina: Senti cca, pocket coffe con me voglio gente che lavora senza fare troppe chiacchiere Se io ti dico vai qui dall'amico tuo binno, E ammazzalo tu che fai. Pocket Coffe: L'ammazzo.
  • Boris Giuliano: È che uno pensa che c'è sempre tempo... che si recupera... invece ci sono cose nella vita che... quando te le sei perse... te le sei perse, allora uno si chiede se ne vale la pena.
    Biagio Schirò: Certo che ne vale la pena, per loro... per i nostri figli... per farli crescere in un mondo diciamo migliore va...
    Boris Giuliano: Chissà... forse hai ragione tu... dirai a Teresa di... di cambiare aria per un po'? Sì?!
    Biagio Schirò: Andiamo a lavorare dai.
  • Riina: [Giuramento del mafioso] Possano le mie carni bruciare come questa santina se non manterrò fede al giuramento.
    Pino Greco: Possano le mie carni bruciare come questa santina se non manterrò fede al giuramento.
    Riina: Adesso anche tu sei la stessa cosa.
  • Provenzano: [A Riina, prendendo un pacchetto di eroina in mano] Una volta se toccavamo questa roba i capi ci tagliavano le mani.
    Riina: I tempi cambiano. Oggi chi non ce le mette le mani non conta una minchia. In confronto i soldi che facevamo con gli appalti sono niente.
    Provenzano: Sì, ma ci siamo rotti la schiena.
    Riina: E ora ricominciamo daccapo, come quando siamo venuti qui a Palermo.
    Provenzano: Totò, ma per fare questo business ci vogliono amici e parenti in America. Tu ne hai parenti in America? No. E io manco. Perciò la strada passa per forza da quei cornuti palermitani.
    Riina: Ma Binnu, ma dico, ma dopo tanti anni ancora non hai capito? La strada è i'cu s'a pigghia.
  • Inzerillo: [A colloquio telefonico con Bontade] SONO STATI LORO, NEL MIO TERRITORIO E SENZA DIRCI NIENTE! [I corleonesi che hanno ammazzato il giudice Terranova]
    Bontade: Ho capito, Totuccio, ho capito.
    Inzerillo: E BASTA ORA!
    Bontade: Ci penso io. Di là c'è l'Onorevole e adesso ci parlo.
    Inzerillo: EH! Parlaci.
    Bontade: Sono stati i corleonesi.
    Salvo Lima: Ma questi sono impazziti! Ma che cosa si sono messi in testa di fare? Qui scoppia un casino che voi neanche ve lo immaginate.
    Bontade: Devi parlare con Ciancimino.
    Salvo Lima: Ciancimino? Non mi ascolta più Ciancimino!
    Buscetta: Certo! Don Vito prende ordini da loro.
    Salvo Lima: Ci dovete parlare con questa gente, farla ragionare, nell'interesse di tutti!
    Buscetta: I viddani non impareranno mai cos'è il rispetto, cos'è l'onore...per loro è fiato sprecato!
    Bontade: U'curtu va eliminato! Solo così può tornare l'ordine.
    Buscetta: Sono d'accordo. Ma vede arrivare la tempesta e forse è troppo tardi.
    Bontade: Non è troppo tardi. Lo ammazzerò io stesso con le mie mani. Voglio farlo davanti a tutti. Domani viene da me e domani muore.
    Buscetta: Si iddu non ammazza prima a noi!
  • Luchino: Iu a chistu cca ci sparo la palla in tiesta, a lui a lei e pure a suo figlio! Ma me lo dici che minchia ci stiamo aspettando? Tanto così ci manca Totò, tanto così. Ma chi fa un dici nienti?
    Riina: Statte zitto, Luchino.
    Luchino: Totò quello deve morire, ca se non lo fai tu ci penzo io.
    Riina: Mutu! Ti dissi di stare mutu! Ma chi fa ora? Lu decidi tu cu av'a vivere e cu av'a morire e cu si u patri eterno sì?; e guardami in faccia quando ti parlo, vuoi scannare un cristiano? Ammazami a chistu.
    Provenzano: Senza l'autorizzazione della commissione succede un casino Totò.
    Riina: Noi dobbiamo fare da soli, se ci mettiamo a discutere pure coi palermitani il sangue si fa acido, e sti sbirri ni mangianu vivi.
    Provenzano: Questo significa che scoppia un'altra guerra lo sai vero.
    Riina: E noi ci faremmo trovare pronti.
  • Peppe: Come il gatto col topo..
    Riina: Aaa si, ed io sarei il topo sarei..? Tutta sta fatica per fare il topo..?!
    Peppe: Dicevo per dire Zzù Toto..
    Riina: No dici bene beppe, dici bene, solo che ora il topo si stancò, e vuole fare il gatto..!
  • Michele Greco: Johnny Gambino è il rappresentante di TUTTE le famiglie americane. E quello adesso, sta venendo qui, a Palermo.
    Riina: E noi lo accoglieremo col rispetto che si deve a un capo.
    Michele Greco: Johnny gambino non è un capo, Johnny gambino è IL capo. E speriamo che tu lo convinci che tutta questa carnezzeria era proprio necessaria.
    Riina: E vediamo che cosa si può fare./li>
  • Buscetta: [A Falcone durante l'interrogatorio] Prima di incominciare vorrei dirle una cosa. Non sono un infame, non sono un pentito e non ho tradito Cosa Nostra, è Cosa Nostra che ha tradito se stessa.
    Falcone: Ho capito. Mi usa la cortesia di togliersi gli occhiali? La vorrei guardare negli occhi.
    Buscetta: Io ho fiducia in lei giudice Falcone, come ho fiducia nel vicequestore De Gennaro, ma non mi fido di nessun altro. Non credo che lo Stato italiano abbia veramente l'intenzione di combattere la Mafia. E l'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà famoso, ma cercheranno di distruggerla, fisicamente e professionalmente. Pure a mia faranno la stessa cosa. Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. È sempre del parere di interrogarmi?
    Falcone: Assolutamente, Buscetta.
    Buscetta: Se vuole incominciare a scrivere... Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. Riina è il capo di tutto, dottore, non vi lasciate ingannare dalle sue facce da viddano. È Meschino quanto un pupo e si sente Puparo. Cosa Nostra è fatta come una chiesa: alla base ci stanno i soldati. I soldati sono organizzati in decine. Le decine sono comandate dai capidecine che sono le colonne. E le colonne reggono la cupola. Totò Riina ha cominciato come un soldato e oggi sta sulla cupola. Comanda a tutti: ai capifamiglia, ai politici, ai banchieri, ai poliziotti... pure a voi! L'hanno chiamata guerra di mafia. Non è stata una guerra, dottore. È stato un massacro. La caccia all'uomo scatenata dai corleonesi. È Salvatore Riina la mente, giudice Falcone. Poi c'è quella bestia di Bernardo Provenzano e Pino Scarpuzzedda e Luchino Bagarella sono il braccio. Lasciate perdere Liggio che è un povero buffone. Loro hanno ucciso il colonnello Russo, loro hanno voluto la morte di Terranova. È sempre Totò u' curtu che ha imposto alla commissione l'assassinio di Piersanti Mattarella. È sempre U' curtu che ha fatto uccidere il capitano Basile, l'onorevole Pio La Torre e il procuratore Scaglione. È lui che ha organizzato la morte di dalla Chiesa per fare un favore a qualche politico di Roma.
  • Cassarà: Dottor Chinnici, abbiamo qui le perizie balistiche. Schirò.
    Schirò: Sì, i risultati parlano chiaro. È sempre la stessa arma. Un kalashnikov. Con quella hanno firmato tutti gli omicidi, da Terranova a Dalla Chiesa.
    Cassarà: Come se chi uccide, così, per sfotterci, volesse farci sapere che la mente che comanda gli omicidi è sempre la stessa.
    Chinnici: Va bene. Unifichiamo le inchieste, tutte!
    Falcone: Ti hanno dato il via libera?
    Chinnici: Il via libera l'ha dato la morte di Dalla Chiesa, Giovanni. Facciamo un pool e ci mettiamo dentro tutti gli omicidi politici, quelli delle guerre di mafia, il Sacco di Palermo, il traffico nazionale e internazionale di droga e di denaro e anche Dalla Chiesa. Signori, attacchiamo frontalmente. Quanti sono i mandati per l'omicidio Dalla Chiesa?
    Falcone: Quattordici.
    Chinnici: Firmali!
    Borsellino: Come firmali? E poi?
    Chinnici: E poi ci lavoriamo i signori mafiosi, ma quelli che stanno in carcere, però. Dobbiamo dimostrargli che è finito il tempo del grand'hotel Ucciardone.
    Borsellino: E poi che vuoi fare?
    Chinnici: E poi facciamo quello che stava per fare Dalla Chiesa: mandiamo in galera i Salvo.
    Borsellino: E siamo sicuri che ci lasceranno lavorare?
    Chinnici: Fidatevi. Ci penso io a farvi da parafulmine.
    Falcone: Allora, menomale che oggi è una bella giornata. D'ora in poi ogni bella giornata che Dio manda in terra me la voglio godere di più. Sta diventando troppo normale qui morire ammazzati.
    Chinnici: Non ci possono ammazzare tutti.
    Montana: Allora, approfittiamo che siamo ancora vivi. Chi se lo prende un caffè?
  • Totò: A te ti piace leggere?
    Pino Greco: Chi io zù Totò? Io baitta che leggio bar, tabacchi, panificio....me viene 'u male agli occhi me viene.
    Totò: Quand'ero piccolo io leggere un libro sembrava assai più difficile che ammazzare un cristiano.
    Pino Greco: Eh...e pure quand'ero picciriddu io.
    Totò: "Sei bugiardo sei.......quand'eri piccolo tu leggere era 'chiu facile che ammazzare...bastava solo un poco di buona volontà. La verità è che a te ti piace ammazzare i cristiani, per te manco un travaglio è. È natura.
  • Schirò: [a Riina dopo l'arresto] Mi riconosci? [Gli porge il modellino della moto] Allora mi riconosci?
    Riina: Quanto ti diede lo Stato per la gamba nuova?
    Schirò: Te lo ricordi quando morì tuo padre con la bomba? Mi dicesti che a tuo padre non lo ammazzò la bomba: a lui lo ammazzò la fame. Ma tu ti sei mangiato tutto Totò: cristiani, cose, tutto! Corleone, Palermo, la Sicilia, la dignità, l'onore: la mia vita! E pure la tua! E adesso che ti rimane, me lo sai dire Totò?
    Riina: Il rispetto.
    Schirò: Il rispetto di chi? Dei tuoi amici? Il rispetto della famiglia? E dove sono finiti i tuoi amici ora? I politici, il potere dove sono? Perdesti tutto Totò. Sei rimasto solo, anzì no, ti sono rimasto solo io: per questo mi hai lasciato campare, perché avevi paura di restare solo.
    Riina: Ma io un viddano sono! Uno coi peri incretati. Le cose sono andate così ma niente è per sempre, le cose cambiano: si possono aggiustare. E aggiustero pure questa situazione.
    Schirò: [indicandogli il modellino della moto] Allora tieni. Te lo regalo, pigliat'illo: è l'unica cosa che puoi provare ad aggiustare. Riina: Biagio, chi è stato il Giuda? Chi mi ha tradito?
    Biagio: [andandosene dalla stanza] Tanto prima o poi doveva succedere Totò.
  • Pino Greco: Piu piu moriu…
    Totò: come lo fai bene l'uccellino!
  • Riina: Lassatelo stare, l'importante è che non parla, picchì si parla per dimostrare chi conta cchiù assai lu due di briscola è capace di dire minchiate.
    Luchino: Che facciamo.
    Riina: Ci facciamo fare la recita, vole stare cu' sigaro in bocca vuole fare il grande boss, vabene ma se dice spropositi bisogna farli sapere che s'av'a mangiare la lingua.
  • Biagio Schirò: La cassazione oggi ha confermato l'ergastolo per tutti i corleonesi.
    Angelo Mangano: Abbiamo vinto.
    Biagio Schirò: Sì. Si direbbe che abbiamo vinto.
    Angelo Mangano: Adesso bisogna solo prendere tutti quelli che sono ancora a piede libero.
    Biagio Schirò: Se lo ricorda... a Maino, il pentito.
    Angelo Mangano: Come no. Al processo lo fecero passare per pazzo. Tutti assolti.
    Biagio Schirò: E poi lo trovammo a casa sua. Impiccato.
    Angelo Mangano: Poveraccio. È stato il primo che ha avuto il coraggio di parlare. [alza il bicchiere] A Maino.
    Biagio Schirò [alza anche lui il bicchiere]: Al mio amico Silvio allora. Angelo Mangano: E a Cassarà.
    Biagio Schirò: E a Boris Giuliano.
    Angelo Mangano: E a Terranova.
    Biagio Schirò: E a Montana.
    Angelo Mangano: A Rocco Chinnici.
    Biagio Schirò: A Costa.
    Angelo Mangano: E a Pio La Torre.
    Biagio Schirò: E a dalla Chiesa. [brindano e bevono]
  • Salvo Lima: Tuo cugino Nino? Come sta?
    Ignazio Salvo: Si è fatto ricoverare in Svizzera e farà la chemioterapia. Ma i medici dicono che è tempo perso. Gli danno un mese di vita.
    Salvo Lima: Mi dispiace. E tu?
    Ignazio Salvo: Io? Mi stanno addosso, [I corleonesi] Salvo. Pure poco fa c'erano due che mi seguivano.
    Salvo Lima: La polizia?
    Ignazio Salvo: No! Non è la polizia! E' diventata difficile questa città.
    Salvo Lima: Anche a Roma, che ti credi? C'è gente del mio stesso partito che finge di non vedermi appena mi incontra per le scale.
    Ignazio Salvo: Guarda che tu sei più esposto di me, Salvo.
    Salvo Lima: E che c'entro io? Guarda che io quello che potevo fare l'ho fatto.
    Ignazio Salvo
    : Tu non li conosci quelli! Sono come cani arrabbiati. Questa storia della Cassazione gli ha fatto andare il sangue agli occhi.
    Salvo Lima: Il Presidente alla sezione ormai era sputtanato. Pensa che l'hanno sostituito due ore prima di aprire l'udienza.
    Ignazio Salvo: Dobbiamo trovare un'altra strada, Salvo. Non lo so. Una revisione. Non lo so. Ci hai parlato col Presidente?
    Salvo Lima: Lui dice di avere le mani legate. Comunque, la prossima settimana è a Palermo per aprire la campagna elettorale. Stiamo organizzando una cosa in grande.
    Ignazio Salvo: Lascia fottere la campagna elettorale! Dobbiamo parlare col Presidente! Questa è l'ultima occasione che abbiamo, Salvo, l'ultima!
    Salvo Lima: Te lo faccio incontrare. Non ti preoccupare. Anche se non servirà a niente.
  • Biagio Schirò: Ho già ordinato anche per lei, Dottore.
    Giovanni Falcone: E che cos'è?
    Biagio Schirò: Come che cos'è? Milza, polmone e figato.
    Giovanni Falcone: Ah. Hai fatto un'autopsia.
    Biagio Schirò: E se vogliamo restare più leggeri, ho preso pure due sfincioni.
    Giovanni Falcone: Mi pare giusto. Hai saputo qualcosa?
    Biagio Schirò: Sì. Sì. Ho parlato con un vecchio collega alla omicidi. Dice che c'è la stessa mano nell'omicidio Lima e molti altri.
    Giovanni Falcone: E lui come fa a dirlo?
    Biagio Schirò: Una delle pistole che hanno usato i killer sembra essere la stessa, un'arma usata già una dozzina di volte. Provi a indovinare.
    Giovanni Falcone: Corleonesi?
    Biagio Schirò: Hanno deciso di firmare gli omicidi e non si fermeranno.
    Giovanni Falcone: E questo lo dice sempre il tuo amico poliziotto?
    Biagio Schirò: Questo glielo dico io, Dottore, per quel poco che li conosco. Quel decreto, quello che lei ha fatto firmare al Ministro, quello sul carcere duro...
    Giovanni Falcone: Abbiamo tolto qualche privilegio ai capimafia. Metà degli omicidi di Palermo si decidevano all'Ucciardone.
    Biagio Schirò: Sì, ma le persone che sono in carcere non contano più nulla. Mi preoccupano quelle che stanno fuori. La commissione non si riunisce più da mesi.
    Giovanni Falcone: So cosa vuoi dirmi.
    Biagio Schirò: Che le cose che stanno accadendo le decide una persona sola, senza discuterne con nessuno.
    Giovanni Falcone: Lo prenderemo! E' questione di tempo.
    Biagio Schirò: E a noi quanto tempo ci resta, Dottore?
    Giovanni Falcone: Ce lo faremo bastare.
  • Totò Riina: Questo è il mio paese Giovanni quando mi metto in pensione qui vengo a vivere, prima però dobbiamo ottenere la revisione di questo processo e prima ancora namma levare di mezzo i piedi stu curnutu d giudice Falcone, sai che mi dissero a Roma? Che lo vogliono fare superprocuratore... Ma tu tu' mmaggini a Falcone ca fa u sbirru cchiu sbirru di tutti? Tu' mmagini tu?
    Giovanni Brusca:Che facciamo Zu Toto?
    Totò Riina: Andiamo avanti come abbiamo deciso.
    Giovanni Brusca: E Binnu che dice?
    Totò Riina: Binnu è sempre d'accordo cu mia....
  • [Primo incontro]
    Vito Ciancimino: Si può?
    Capitano Li Donni: Prego.
    Vito Ciancimino: Qual è suo figlio?
    Capitano Li Donni: Non ho figli. Mi dispiace.
    Vito Ciancimino: Buongiorno, capitano Li Donni.
    Capitano Li Donni: Non si offende se non le stringo la mano. Vero?
    Vito Ciancimino: Siamo qua per lavoro, non per amicizia. Allora, che desidera ancora l'arma dei carabinieri da Vito Ciancimino?
    Capitano Li Donni: Vogliamo sapere se intende collaborare.
    Vito Ciancimino: Io ho sempre collaborato.
    Capitano Li Donni: In modo, diciamo, non ufficiale. Quello che sta succedendo a Palermo ci preoccupa molto.
    Vito Ciancimino: Ha ragione, Capitano. Ha proprio ragione! Anche io sono sconcertato.
    Capitano Li Donni: Abbiamo bisogno di sapere cos'hanno in mente i suoi amici.
    Vito Ciancimino: Ma quali amici, capitano? Io sono un pregiudicato. Non li vedo più i miei amici, da molti anni!
    Capitano Li Donni: Ma non dica sciocchezze, Ciancimino! Lei ha i mezzi per entrare in contatto con loro.
    Vito Ciancimino: E anche se ci riuscissi?
    Capitano Li Donni: Queste stragi devono finire!
  • [Secondo incontro]
    Vito Ciancimino: Ha fatto presto, Capitano.
    Capitano Li Donni: Allora?
    Vito Ciancimino: Certi amici mi hanno chiesto di farle avere queste carte [Il papello di Riina].
    Capitano Li Donni: Con chi ha parlato?
    Vito Ciancimino: Capitano, lo so. Il suo mestiere è quello di fare domande. Si legga questo papello. Qui c'è scritto tutto.
    Capitano Li Donni
    : [Legge ad alta voce il papello] La revisione del maxiprocesso. Sospensione del 41 Bis. Siamo impazziti! Stiamo perdendo tempo, Ciancimino!
    Vito Ciancimino: Cosa crede? Che i Corleonesi si fermeranno a Falcone e Borsellino?
    Capitano Li Donni: Non si azzardi a nominarli mai più! E comunque, non spetta a me decidere.
    Vito Ciancimino: E nemmeno a me. Queste sono le loro condizioni.
    Capitano Li Donni: Le loro condizioni...
    Vito Ciancimino: Come pensate di fermarli?
    Capitano Li Donni: Il Governo ha appena deciso di mandare l'Esercito in Sicilia.
    Vito Ciancimino: A fare cosa? La guardia ai semafori? Capitano! I picciriddi di leva non capiscono nemmeno il siciliano. Sa quanto gliene fotte ai Corleonesi?
    Capitano Li Donni: Abbiamo trecento collaboratori di giustizia.
    Vito Ciancimino: Voi non avete bisogno di nuovi pentiti. Quello che dovevate sapere lo sapete già.
    Capitano Li Donni: E lei, Ciancimino, mi propone questo: libertà per gli ergastolani, abolizione del carcere duro, niente più processi per i suoi amici. Bella trattativa con il suo amico Riina!
    Vito Ciancimino: Io sto rischiando la pelle, Capitano! Siete stati voi che mi avete chiesto di fare qualche cosa! E poi, nessuno vi chiede di trattare con Riina. Capitano Li Donni: Che intende dire?
    Vito Ciancimino: Che i Corleonesi non sono più una famiglia unita. Questa è una guerra, Capitano, che fece i suoi morti dappertutto. Provate a dividerli. Capitano! Glielo spieghi bene ai suoi superiori che resta poco tempo.
  • Generale Delfino: Sono il generale Francesco Delfino. Mi hanno detto che voleva parlare soltanto con me, signor Di Cataldo.
    Balduccio Di Maggio: Quello non è il mio vero nome.
    Generale Delfino: E allora? Come vuole che la chiami?
    Balduccio Di Maggio: Io sono Balduccio Di Maggio e faccio parte della famiglia di San Giuseppe Jato. Sono un soldato di Totò Riina.
  • Provenzano: A Vito Ciancimino gli hanno dato dieci anni e, se non lo sai, ieri a Roma hanno approvato pure una legge per proteggere i familiari di quegli infami che se la stanno cantando! Noi corleonesi contro tutto lo stato!
    Totò: I corleonesi non hanno bisogno du stato!!! Ave 30 anni che mettiamo le leggi senza bisogno di scriverle e siamo noi che li facciamo rispettare, siamo noi che decidiamo qua va a crepare e qua va a vivere, qua va a pigliare gli appalti e chu resta morto di fame, chi se ne deve andare a Roma e chu resta chu culo per terra, anna trattare chu mia Binnu! Qui lo stato sono io!
  • Riina: [Ai poliziotti, durante l'arresto] Chi siete? Chi vi manda?
    Ultimo: Ci mandano Falcone e Borsellino!
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Frasi di Mindhunter (Serie TV)



«Storia. Schema. Profilo.»
(Tagline della serie TV)

Titolo Originale:
"Mindhunter" (2017-in corso)
Genere: thriller, drammatico
Regia di: David Fincher, Asif Kapadia, Tobias Lindholm, Andrew Douglas,
Protagonisti: Jonathan Groff, Holt McCallany, Anna Torv

Trama breve:
Ambientato alla fine degli anni '70, due agenti dell'FBI hanno il compito di intervistare serial killer per risolvere casi aperti.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Affrontare qualcuno con un atteggiamento "io ho ragione e tu hai torto", presume che abbia una mente razionale. Dobbiamo stabilire una comunicazione. Una comunicazione non minacciosa. Verificate le richieste. Non concedete. Non rifiutate. Ascoltate e basta. Sentite cos'ha da dire. Cercate di comprenderlo, invece di cercare di dominarlo. Cercate un terreno comune. Trovate un'affinità. E se avete l'impressione che state solo prendendo tempo, e perché è così. Ma è la chiave per far sentire i criminali ascoltati. Il nostro scopo è zero vittime. Questo è una doppia vittoria per il negoziatore. (Holden)

Ed è allora, nel 1872, che il medico italiano Cesare Lombroso ci tira fuori dal Medioevo e inizia l'era scientifica della criminologia, differenziando cinque categorie criminali. Criminali nati, pazzi criminali, delinquenti passionali, delinquenti abituali e criminali occasionali. In altre parole ci sono quelli che sono nati così e quelli che lo sono diventati. E nel '65 c'è un'altra svolta epocale. Un progetto di ricerca dell'ospedale psichiatrico Bellevue di New York che evince questo: "personalità e carattere superano di gran lunga la presenza di psicosi o diagnosi difettive". In parole povere, per estrapolazione, sono nati criminali o lo sono diventati? (Leon Buchanan)

Essenzialmente siamo una nazione di puritani. Diamo la colpa di tutti i nostri problemi ad alcune mele marce. (Leo Buchanan)

Movente, mezzi, opportunità". I tre pilastri dell'indagine criminale nell'ultimo secolo. Ma siamo nel 1977, e all'improvviso il movente è elusivo. "Cosa, perché, chi" Cosa è successo? Perché è successo in quel modo? Che dovrebbero portare chi è stato. Una persona viene uccisa. Non è aggredita sessualmente, non derubata ma il corpo è stato mutilato post-mortem. La domanda non è solo perché l'assassino l'ha fatto, ma perché l'ha fatto in quel modo? E adesso stiamo parlando di psicologia. (Bill)

Perché ci comportiamo in un certo modo. È una domanda posta da poeti, filosofi, teologi da tempo immemorabile. L'opera di Shakespeare, Dostoyevsky, Freud- L'essenza del Delitto e castigo di Al di là del principio del piacere. Le più grandi menti della storia sono state affascinate alle stranezze del comportamento. Quindi in un caso che dove non comprendiamo il motivo, non dobbiamo preoccuparci. È un enigma, ma può essere risolto. È complicato, ma è umano. (Holden)

È più facile chiedere perdono che permesso. (Holden)

Una cosa che so è questa: Una madre non dovrebbe disprezzare suo figlio. Se una donna umilia il suo bambino, questi diventerà ostile, violento e depravato e punto. (Edmund Kemper)

Come possiamo anticipare un folle, se non sappiamo come pensa un folle? (Bill)

Sapete perché mi ci sono voluti quasi dieci anni per pubblicare il mio libro? Perché i narcisisti non vanno dal medico. Gli psicopatici sono convinti di essere normali. Sono persone virtualmente impossibili da studiare. (Wendy)

Decisi di diventare detective in terza elementare quando lessi Uno studio in rosso di Sir Arthur Conan Doyle. (Detective Carver)

Quando tagli la gola a una persona, devi tagliare da un orecchio all'altro in modo da recidere la trachea e la giugulare, così si dissangueranno e soffocheranno allo stesso tempo. Altrimenti proveranno solo molto dolore. È così che ho imparato il vero significato del termine: "Da un orecchio all'altro". La gente pensa che sia un modo di dire. Non lo è. È un'istruzione. (Edmund Kemper)

[A Montie Rissel] Se vuoi perdere tempo, noi andiamo via. Ci facciamo un bel pranzetto tranquillo, dove cazzo ci pare, e riprendiamo la strada panoramica per Quantico. Tu come passerai la giornata? Il mio collega è troppo educato per dire che parliamo con uomini come te per cercare di capire come uno possa completamente fottersi la vita perfino prima di avere l'età per votare. (Bill)

I poliziotti locali vogliono prendere i criminali forse più di noi. Per loro non è solo teoria, è lì che vivono. (Bill)

Eventi che per noi possono essere positivi per i killer possono essere l'opposto. (Bill)

Quando sei sposato è un contratto. Ci sono i figli, il mutuo, una casa da mandare avanti, quasi come un'impresa. Ma non puoi licenziarti. Lei non può licenziarti. Le azioni salgono, scendono. Non importa, sei in trappola. A meno che non ti rivolga agli avvocati e apri il vaso di Pandora. Rancori accumulati da entrambe le parti. Mille piccolissimi tagli. (Bill)

Le prigioni sono come il club del ricamo. Le voci girano. (Jerry Brudos)

Possiamo imparare da ciò che non ci ha detto. (Wendy)

Gli uomini comunicano in un certo modo, può essere rude, ma è come un codice. Va oltre i conflitti. (Bill)

Tu hai il coraggio di seguire le tue curiosità. (Holden)

Sai perché quelle fighe sono morte? Perché non era la loro serata. (Richard Speck)

Vuoi tartufi? Devi scavare in terra come i maiali. (Holden)

L'unico sbaglio che ho fatto è stato di dubitare di me stesso. (Holden)

L'attacco di panico è un fraintendimento del meccanismo di "combatti o fuggi". Crede di avere un infarto, ma è il corpo che invia ossigeno agli organi che ne hanno bisogno. L'evoluzione del cervello delle lucertole. (Dottore)

Io credo che tutte le grandi cose vengano create con metodo e pazzia. (Gunn)

Quando entriamo in empatia con uno psicopatico, in realtà neghiamo noi stessi. Neghiamo tutte le nostre convinzioni su decenza e umanità e questo potrebbe essere molto pericoloso. (Wendy)

Gli attacchi di panico spesso sono causati da una sensazione di vulnerabilità. (Wendy)

È un ricevimento leccaculo molto formale. (Wendy)

Un consiglio: se vedi delle persone che si allentano la cravatta, esci finché puoi farlo. (Bill)

E io dico sempre: se vuoi imparare a dipingere, vai dritto dall'artista. (Bill)

Non ci sono risposte a domande che non riusciamo a concepire. (Camille Bell)

Il modus operandi non è sempre costante nei serial killer e va osservato che vittima sceglie come firma. (Holden)

Ci vuole un omosessuale per riconoscerne un altro?! (Elmer Wayne Henley) [a Wendy]

Io ho un motto: o ti piace quello che fai o impazzisci. (Elmer Wayne Henley)

Sono persone [assistenti sociali] sottopagate e imperseguite. Mai cercare di convincerle a forza di spiegazioni. Non la prenderebbero bene. Se vi chiedono di fare i salti mortali, fateli. (Detective Art Spencer)

Le persone che chiamate la Famiglia sono solo bambini che non volevano, li avete gettati come rifiuti. Io li ho raccolti dal ciglio della strada e ho detto questo: "Nell'amore non c'è alcun male." (Charles Manson)

È colpa mia se i vostri figli fanno quel che fanno? I vostri figli che state trascurando. (Charles Manson)

Non esiste il bene o male, solo tanti "è". Qualunque sia la vita è solo "è". Bene o male non c'entrano niente. (Charles Manson)

Nessuno muore mai, nessuno vive mai. Sono due parole di un gioco superato. (Charles Manson)

La prigione è uno schema mentale. Siamo le nostre stesse prigioni. Le nostre guardie. Scontiamo le nostre pene. La prigione è nella tua mente. (Charles Manson)

Ci faceva vivere ogni giorno pensando che il mondo stesse finendo. C'è una libertà in questo. Se non c'è un domani, non ci sono conseguenze. Importa ciò che fai l'ultimo giorno sulla terra? (Tex Watson)

Ogni notte, mentre dormite, io distruggo il mondo. Charles Manson [frase scritta a penna nella prima pagina del libro Helter Skelter. Storia del caso Charles Manson che Holden aveva portato e mostrato durante la visita in carcere a Manson]

Un tappo rotondo non chiude un buco quadrato solo perché vuoi che lo faccia. (Holden)

Abbiamo fatto il nostro dovere, non abbiamo nessun controllo per il resto. Fatti il giro della vittoria! (Bill)



Dialoghi

  • Debbie: Cosa ne pensi della teoria di Durkheim [Émile Durkheim] sulla devianza? [...] Durkheim sostiene che tutte le forme di devianza siano solo una sfida alla repressione normalizzata dello stato.
    Holden: Quindi è un anarchico?
    Debbie: No, è stata la prima persona a suggerire che se c'è qualcosa di sbagliato nella società, la criminalità è la diretta conseguenza.
    Holden: Be'...magari una delle cose sbagliate della società è proprio la criminalità.
    Debbie: Io sto parlando da un punto di vista sociologico, mentre tu parli da un punto di vista di un federale.
  • Bill: Lei è ciò che chiamano una "fiamma blu". Lo sa che cos'è?
    Holden: No, che significa?
    Bill: È così ansioso di fare bene che ha una grossa fiamma blu che le esce dal culo.
  • Jim: Quelli come lui sognano sempre l'uniforme. Gli sfigati sono attratti dall'autorità.
    Collega: Nessuno lo ammette, ma gli sfigati sono utili.
    Holden: Perché?
    Jim: Si impicciano. tendono a sapere cosa fanno tutti gli altri. E sono rancorosi, perché hanno tutti subito un'ingiustizia.
  • Wendy: Persone come Andy Warhol, Jim Morrison, il successo è l'unica cosa di cui hanno bisogno per il loro ego.
    Bill: Nixon era un sociopatico.
    Wendy: Molto simile.
    Holden: Come puoi diventare Presidente degli Stati Uniti se sei sociopatico?
    Wendy: La domanda è: come puoi diventare Presidente se non lo sei?
  • Wendy: Gli psicopatici sono estremamente abili a imitare le emozioni umane. È così che manipolano la gente o acquistano potere sul loro ambiente.
    Holden: Come capiscono le emozioni se non ne provano?
    Wendy: Loro provano emozioni, ma pensano che gli altri non ne provino o più specificatamente non credono che abbiano delle dinamiche interiori.
  • Wendy: Che ne dite di un periodo di prova?
    Holden: Per vedere se possiamo pestarlo di brutto?
  • Holden: Posso vedere il tatuaggio? Ho letto a riguardo. Ho collezionato questi articoli, è quasi leggendario. Mi ha sempre incuriosito.
    Richard Speck: Dovrai tirarmi su la manica.
    Holden: Ok.
    Richard Speck: Vieni qui ragazzino.
    [Holden si avvicina ed alza la manica della camicia e vede il tatuaggio] Born to Raise Hell [Nato per scatenare l'Inferno]
  • Bill: David, perché ti sei dato un nome? "Io sono il figlio di Sam. Va fuori e uccidi, comanda padre Sam."
    David Berkowitz: La stampa mi chiamava "Il killer della calibro 44". Avevano questa assurda teoria che la pistola in qualche modo simbolizzasse il mio pene. Non sono un maniaco omicida. Mi serviva un nome che spiegasse chi ero davvero, che venivo controllato da un demone vecchio di tre mila anni. Si deve sapere che i demoni esistono. L'esorcista si basa su fatti realmente accaduti.
  • Jim: Come sapevi dove fossero? [I corpi]
    William Pierce: Sono chiaroveggente. Il mio magnete psichico. Telepatia. Tutti mi chiedevano a me degli omicidi, io ho acceso il mio sesto senso. Ho detto esattamente come erano avvenuti, dov'erano i corpi. Non era una confessione. Li aiutavo.
  • Holden: Lei ha scritto le lettere su carta intestata dell'esercito della sua Base. L'ha fatto deliberatamente?
    William Henry Hance: Sì. Perché era la prima cosa che ho trovato.
    Holden: La preoccupava che la polizia rintracciasse la carta intestata e arrivasse a lei?
    William Henry Hance: No, perché gli ho scritto di non farci caso. Per metterli fuori strada.
    Holden: Lo vedo qui in fondo: "Non sprecate tempo con la carta intestata della Base, chiunque può prenderla".
  • Wendy: Anch'io una volta ho avuto un rapporto che era molto simile a quello che tu avevi con Dean. Lei era il mio capo, la mia mentore, la mia amante.
    Elmer Wayne Henley: Puttanate!
    Wendy: Usava il suo status per controllarmi e soggiogarmi. Non l'ho mai capito finché non stavo più con lei.
    Elmer Wayne Henley: Stai mentendo.
    Wendy: No. So quale tipo di confusione si prova quando si è intrappolati tra qualcuno che ammiri e delle decisioni sbagliate.
  • Paul Bateson: L'amore è violenza, il sesso è violenza.
    Wendy: Davvero?
    Paul Bateson: Ogni interazione è violenza. È solo una questione di portata. Quanto di qualcosa vogliamo provare? Le piace quando il suo amante le prende la mano senza che lei se lo aspetti? Le piace di più quando le afferra i capezzoli? Glieli strizza?
  • Holden: Ventuno vittime, nessun sospettato. E l'uomo su cui dovrei contare, ammesso che ci sia, deve mettersi alla pari?
    Bill: Holden, questo non è il momento né il luogo...
    Holden: Sei qui solo a metà quando sei qui, e sei qui la metà del tempo.
    Bill: Te lo chiedo gentilmente...
    Holden: Mi dispiace che tu abbia problemi familiari, ma è o dentro o fuori.
    Bill: Io faccio assolutamente il meglio che posso.
    Holden: Be', non è abbastanza.
    Bill: Prima di tutto, tu puoi contare su di me... ma io non lavoro per te. E il "problema familiare" di cui devo occuparmi è che mio figlio di sette anni ha guardato altri tre bambini ucciderne uno piccolo. E quando non sono ad Atlanta, porto Brian da uno psichiatra infantile, vedo il Procuratore del Commonwealth, sopporto le visite dei servizi sociali e lotto perché il matrimonio con la donna che amo non fallisca miseramente.
    Holden: Bill, mi dispiace...
    Bill: Non mi serve comprensione. E hai ragione: dovrei chiamarmi fuori, occuparmi dei miei problemi. Ma Ted Gunn mi ha spedito qui perché tu non faccia niente di stupido e che comprometta il nostro debutto sulla grande scena. Allora vuoi aiutarmi? Mostrami un po' di professionalità, perché non sembri che noi siamo arrivati qui con un sospettato a cui cerchiamo di adattare tutte le nostre ipotesi.
  • Holden: Tifi i Celtics?
    Jim: Mi piace veder saltare i bianchi.
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Frasi del film Il prezzo della vendetta



«Quella fotografia è vecchissima...Perché proprio adesso?»
(Frase tratta dal film)

Titolo Originale:
"Rufmord" (2018)
Genere: Film drammatico
Regia di: Viviane Andereggen
Protagonisti: Rosalie Thomass, Johann von Bülow, Shenja Lacher

Trama breve:
Luisa, una maestra che insegna alle scuole elementari e ben voluta dai suoi studenti, scompare senza lasciare tracce. Nella sua abitazione la Polizia si imbatte in un coltello e un'ampia scia di sangue e mentre le indagini nel presente proseguono, ci viene mostrato il passato della giovane insegnante.
(Scheda completa)


Frasi celebri

È vero che le femmine attirano i maschi con degli odori particolari per fare sesso con loro e poi i maschi lottano uno contro l'altro e solo chi vince può andare solo con la femmine per fare... sesso? (Paul)

Lei è la sua insegnante, so quanto piace a Paul. Cosa che naturalmente comprendo benissimo. (Georg Bär)

Benvenuti nel sito della scuola elementare Mendelssohn di Kails. Il corpo insegnante come piace a noi. (Scritta nella foto di nudo sul sito della scuola)

Chi ha avuto una delusione d'amore forse misura il tempo con un metro diverso. (Finn)

Anche mia cugina si è spogliata per un calendario per contadini. Ma lei non è un'insegnante. C'è una bella differenza. (Mamma di uno studente)

Grazie ai nostri mezzi abbiamo scoperto che l'autore ha cancellato ogni traccia, forse ha usato un Tor Browser. È un sistema antitracciamento che si avvale di più server, dove i collegamenti possono cambiare di continuo. (Poliziotto)

In fin dei conti anche la scuola viene infangata, non solo tu. (Susanne)

Ma lei non è te. Da fuori le cose sembrano sempre più facili. (Melly)

Gli amici non dicono bugie. (Luisa Jobst)

Se erano buone intenzione nei miei confronti perché mi sento una schifezza? (Luisa Jobst)

Quando pensi di non farcela più, all'improvviso tutto può cambiare. (Brigitte)



Dialoghi

  • Brigitte: Sta facendo un buon lavoro nella sua classe. Ricordate, l'anno scorso nessuno voleva avere a che fare con quegli scalmanati e quest'anno sono agnellini.
    Susanne: Beh, diciamo che si è semplificata molto il lavoro. Se permettessi alla mia classe di usare il cellulare durante le lezioni sarebbero agnellini anche con me.
  • Marianne Bär: Se tuo figlio ti interessasse davvero sapresti sapresti che non è in grado di sopportare una pressione simile. L'ho sempre detto che un'istruzione scolastica alternativa gli sarebbe più congeniale.
    Georg Bär: Già, certo. Scuola privata per il figlio. Cucina di lusso per la mammina. E io sono il fesso che paga. Ma ti sei mai chiesta, hai mai provato a pensare quello che devo sopportare io, tutti i giorni? TUTTI !!!
  • Melly: Vedrai che al prossimo scandalo la gente parlerà di tutt'altro. Puoi stare tranquilla. Luisa Jobst: Se funziona così, pubblica una tua foto nuda.
  • Finn: Credi che questa storia non abbia colpito anche me?
    Luisa Jobst: No, tu sei quello che sta con la puttana. Anche questo non deve essere facile.
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Frasi del film Pierino colpisce ancora



«Se sei come me, non te proccupà, alla vita è meglio darle del tu»
(Frase della sigla del film)

Titolo Originale:
"Pierino colpisce ancora" (1982)
Genere: Film comico
Regia di: Marino Girolami
Protagonisti: Alvaro Vitali, Michela Miti, Gianfranco Barra, Enzo Robutti

Trama breve:
Pierino viene nuovamente bocciato agli esami di quinta elementare e come se non bastasse viene pure espulso per sempre da questo istituto. Dopo l'ennesimo dispiacere arrecato alla famiglia, i suoi genitori spazientiti decidono di mandarlo nel collegio di Grosseto.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Sigla di Pierino
Se sei come me
C′è chi te dirà
Smetti di giocare
Comincia a studiare
Strillerà papà
Magari poi se incavolerà
Predicerà e tutto
Non stare a sentir
Mai ye devi dì
Dai non me sfinì
Studieró vabbe
Domani Papà
Sgommero domani lo giuro
Fà venire qui per oggi papà
(Conversazione Pierino e Papà)
Se sei come me
Non te proccupà
Alla vita e meglio darle del tu
Canta insieme a me
Gli passi non c'è sta a pensà
Queli son fatti apposta
Per rompergli al mattin
Non te Fà fregà
Canta insieme a me
Guarda il mondo è blu
Ma appare un bijue
Quel che poi verrà domani
Nessuno lo sa
Alla vita e meglio darle del tu
(Rit.Pierino è una forza)
Col fischio o senza?
Fischio
Pierino è il migliore

Ammazza, quanto so' bello! So' mejo de prima! (Pierino)

Col fischio o senza? (Pierino)

Tema di Pierino
Giuseppe Garibaldi è nato a NIZZA
è stato uno dei più grandi eroi della nostra storia
è leggendaria la sua spedizione dei millle e percio è ricercato in tutto il mondo per il traffico di stupefacenti
è un criminale che non bisogna farsi sfuggire, il suo amore per Anita dura fino al momento in cui a preso alloggio in via alessandria e convive con una prostituta alla quale disse "OBBEDISCO"
se fa resistenza l'ordine è di sparargli addosso.

Alfonso? Nun fa lo stronzo! (Pierino)

Caro Oronzo, io so' Pierino, so' simpatico e so' carino. Tu invece ti chiami Oronzo che fa rima con... (Pierino)

Il profesore ha detto che se voglio essere promosso devo cambiare strada. Allora io ho fatto il giro più largo. (Pierino)

Espressione algebrica di Pierino
+ melo -
+ vengo -
x non venir + -
non me lo - +
o x lo -
melo -
di -

Il cane quannu scurreggia alza la coda. E il gatto alza le orecchie. (Pierino)

Le scorregge sono di tre tipi, la prima è quella silenziosa ed è la più terribile, se uno ti sta vicino può anche morire e si chiama Alfonsssssssso. La seconda è quella squacquera, è quella più pericolosa però perché non si sa mai se è una scurreggia o te sei cagato sotto, e si chiama Pasqqquale. La terza invece è quella che ti dà più soddisfazione, è quella tanto per capì se fa quannu hai magnato pasta e fagioli, quella si chiama Ro-ber-to Brac-co! (Pierino)

[Pierino scorreggia] Questa si chiama scorreggia d'artista, e mica la sanno far tutti eh. (Pierino)

Rizzi Rizzi come mi addrizzi! (Pierino)

È meglio svegliarsi col culo gelato, che col gelato al culo. (Pierino)

Mela, mela, banana e caffé. (Pierino)



Dialoghi

  • Pierino: Mille con tre L?
    Nonno di Pierino: No, con tre zeri.
  • Prof. Pomari: Adesso ti farò un piccolo esame, per valutare il tuo grado di preparazione... Quando è morto Alessandro Manzoni?
    Pierino: No! È morto Alessandro Manzoni? Poveraccio, io non sapevo manco che stava male!
  • Pierino: A Giova'?
    Giovanni: Eh?
    Pierino: Che vai al giardino zoologico?
    Giovanni: Sine.
    Pierino: E a quale gabbia te fai mette?
    Giovanni: Ah Pierì stai sempre a sfottere. In uno di questi giorni ti faccio un grugno grosso così.
    Pierino: Eh come sei diventato cattivo, a pensa' che ti volevo portare le noccioline.
  • Pierino: Tu lo sai come si dice mignotta in greco?
    Alunno: No!
    Pierino: Micateladogratis.
  • Professoressa: Silenzio! Qui non siamo in un casino!
    Pierino: Magari! Se questo era un casino ero il primo della classe!
  • Professoressa: Qual è l'animale più veloce?
    Pierino: È il pidocchio!
    Professori [In coro]: Il pidocchio!?!
    Pierino: Sì, sta sempre in testa! [barzelletta]
  • Signore: Ma che fai? Ti gratti il capo senza manco levarti il cappello?
    Pierino: Perché te quando te gratti er culo ti tiri giù i calzoni?
  • Pierino: Come vai a scuola?
    Oronzo: Tu?
    Pierino: Io vado a piedi.
  • Dott. Paoletti: Allora ragazzi, vi siete mai trovati di fronte a un pericolo? Un pericolo da affrontare a ogni costo? Una situazione, cioè, in cui è necessario fare appello al proprio sangue freddo? Alla padronanza dei propri nervi?
    Pierino: Sì, io dotto': quando la sera vado a casa e trovo mi'padre sempre incavolato! [ride con tutta la classe]
    Professoressa Rizzi: Pierino!
    Dott. Paoletti: Questo sangue freddo, questa padronanza dei propri nervi che gli inglesi chiamano self-control, cioè l'autocontrollo...
    Pierino: [a Oronzo, sottovoce] Hai capito? L'autocontrollo. Vuol di'quello che aggiusta 'a macchina!
    Oronzo: Ma stai zitto, ignorante!
    Dott. Paoletti: ...In certi casi può addirittura salvarvi la vita. A questo proposito, vi racconterò un fatto che mi è successo durante un viaggio in Africa: dunque, tornavo da una battuta di caccia, quando in una radura della foresta mi sono trovato faccia a faccia con un leone. [Pierino ansima spaventato] Io ero rimasto con una sola cartuccia nel mio fucile quindi, per salvarmi, dovevo ammazzare il leone al primo colpo. Facendo affidamento al mio self-control, miro con calma alla sua parte più vulnerabile (cioè l'occhio), ma, proprio mentre sto per sparare, arriva da destra un altro leone!
    Pierino: Oddio, 'ndo sta?!
    Dott. Paoletti: Cosa potevo fare? Dovevo ucciderli tutti e due con una sola pallottola! Non era facile ma, facendo appello di nuovo al mio self-control, riesco a metterli tutti e due sotto tiro ma, proprio mentre sto per premere il grilletto, un terribile ruggito mi fa gelare il sangue! Un terzo leone, [enfatizzando] enorme, sta arrivando dall'altra parte! A quel punto mi sono sentito perduto ma, facendo di nuovo ricorso al mio self-control, piano piano, con la dovuta calma, sono riuscito a metterli tutti e tre sotto tiro e...BOM!! [Pierino sobbalza] Li ho fatti secchi con un sol colpo! Tutti e tre!
    Pierino: 'A dotto', je posso di'na cosa?
    Dott. Paoletti: Ma certo!
    Pierino: Ma vaffanculo, va! [ride con tutta la classe] "Tutt'e tre"!!
  • [Al telefono]
    Pierino: Sì, Pronto?
    Prof. Bianchi: Chi parla?
    Pierino: E che ne so! Famo un po' per uno.
  • Pierino: Tu lo sai chi ha preso la Bastiglia?
    Oronzo: I sanculotti!
    Pierino: I sancu che?
    Oronzo: I sanculotti!
    Pierino: No! La Bastiglia l'ha presa un bovero negro raffreddado!
  • Oronzo: Pensa, ho un fratello che da cinque anni suona al conservatorio.
    Pierino: Ammazza, oh! So’ cinque anni che sòna e ancora non gli hanno aperto?
  • Professoressa Rizzi: Vi spiegherò il significato di alcune parole poco usate. Cominciamo dalla parola 'anonimo'. Chi sa cosa vuol dire?
    Oronzo: Anonimo è colui che non vuol farsi riconoscere. Per esempio chi manda una lettera senza firma è un anonimo!
    Professoressa Rizzi: Bravo, Oronzo! Avete capito tutti?
    Classe: Certo! Abbiamo capito! Si!
    Pierino: PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!
    Professoressa Rizzi: Chi è stato?
    Pierino: Anonimo!
  • Signore: Qualche giorno fa anch'io ho perso il mio cane a Napoli.
    Pierino: Ah sì? E che ha fatto?
    Signore: È tornato da Napoli a Roma a piedi. Ha fatto 300 km da solo e me lo sono trovato davanti alla porta di casa.
    Pierino: Ammazza. Ma che si chiama Mandrake il cane suo? Signore: Ma quale Mandrake... I cani hanno fiuto, tutto lì. Sentono l'odore del padrone anche a 300 km di distanza. Che ne dici?
    Pierino: E che dico? Dico che è ora che se fa un bagno.
    Signore: E perché?
    Pierino: E perché se ha sentito l'odore a 300 km di distanza si figuri quanto puzza.
  • Capo commissione: Non devi fumare, non lo sai che alla tua età è un veleno?
    Pierino: Ah, alla mia età? Questo è niente. Pensi che alla età di 7 anni già possedevo la prima donna.
    Capo commissione: Ma dico io, ma che gusto ci potevi trovare a quell'età?
    Pierino: Ambé, questo non me lo ricordo perché ero ubriaco fradicio.
  • Padre di Pierino: Se ti fanno promosso mi taglio le palle.
    Pierino: Bello sforzo che fai, per quello che ti servono...
  • Maestra Mazzacurati: Passiamo alla geografia.
    Capo commissione: Quali sono le province della lombardia?
    Pierino: Quella è facile, il Milan e l'Atalanta.
    Capo commissione: E quelle della Liguria?
    Pierino: Ah e quelle della Liguria è più facile, il Genoa e la Sampdoria.
  • Capo commissione: Trova il perimetro.
    Pierino: A Professo' io sto perimetro non lo trovo... A me me sa che se 'o so' fregato!
    Capo commissione: NON SEI RIUSCITO A TROVARMI IL PERIMETRO???
    Pierino: Ma che fa, lei prima se perde la roba e poi se la piglia con me? Vai a far del bene alla gente, vai a far, poi guarda come ti ringrazia.
  • Maestra Mazzacurati: Sei preparato in geografia? Allora dimmi dove si trova il lago Titicaca.
    Pierino: Ma che fa, provoca? Poi dite che so i piccoli che dicono le parolacce.
  • Capo commissione: Hai studiato l'Ilidiade? Recitami il primo canto, la famosa lite tra Achille e Agamennone.
    Pierino: Cantami o diva dei peli di Achille, che si tagliava tutte le mattine con un rasoio vecchio e tutto rotto e dal dolore si pisciava sotto. Co la faccia piena di cerrotti è andato dal Re tutto infurioso per chiedere na giornata de riposo. Ma Agamennone, che c'aveva li cacchi sua, glieve fregava assai dei Mirmidoni. Achille dice: ma li mortacci tua, te voi levar da mezzo i coglioni?
  • Padre di Pierino: Lo so io dove ti mando, in collegio, dove ti drizzano le ossa.
    Pierino: Però se drizzavano un'altra cosa ci andavi prima te...
  • Il portiere: Ci penserà il prof. Pomari a metterti a posto.
    Pierino: E chi è Pomari?
    Il portiere: Il direttore, un duro, un uomo tutto d'un pezzo...
    Pierino: Sì, un pezzo di...
  • Enrichetta Pomari: Eccomi qua, sono stata all'istituto di bellezza.
    Pierino: Che è, hai trovato chiuso?
  • Direttore Pomari: Se in una tasca dei pantaloni hai 100.000 lire, e nell'altra tasca hai 10.000 lire. Cosa hai in tutto?
    Pierino: Allora, se in una tasca c'ho 100.000 lire e nell'altra c'ho 10.000, allora c'ho i pantaloni de un altro.
  • Direttore Pomari: Senti, adesso mi fai un esempio con il verbo scorrere.
    Pierino: Scorreggiava nel suo letto.
    Direttore Pomari: Ma Pierino, cosa dici?
    Pierino: Vuole che faccia l'analisi logica?
    Direttore Pomari: Sentiamo...
    Pierino: Scorre= predicato verbale; Giava= soggetto, Giava è un fiume; suo= aggettivo possessivo; nel letto= stato in luogo.
    Direttore Pomari: Ma Pierino, Giava è un mare. Il mare di Giava. Non è un fiume. Come fa a scorreggiare nel suo letto?
    Pierino: Ahahahah, ha detto scurreggià!
  • Enrichetta Pomari: Pierino, ma non sei ancora entrato in classe?
    Pierino: Macché, era pieno di gente.
  • Maestra Rizzi: Pierino, chi ti ha insegnato l'educazione?
    Pierino: Nessuno signorina, lo giuro.
    Maestra Rizzi: Tuo padre lo porta il cappello?
    Pierino: Sì.
    Maestra Rizzi: Allora qual è la prima cosa che fa quando arriva a casa?
    Pierino: Va a pisciare, signorina.
  • Pierino: Signorina, ho anche io un oggettino che suggerisce una canzone.
    Maestra Rizzi: Ma ma Pierino, con una sega quale canzone vuoi suggerire?
    Pierino: Solitudine.
  • Pierino: A proposito di porcospino, sai dirmi come fanno l'amore?
    Oronzo: Come tutti gli altri animali.
    Pierino: No, no, con molta prudenza. Con tutte quelle spina che c'hanno...
  • Oronzo: E tu sai che differenza c'è tra Napoleone, la professoressa Rizzi e la famiglia?
    Pierino: Questa è facile. Napoleone è Bonaparte. La Rizzi è bona tutta. E la famiglia?
    Oronzo: E la famiglia?
    Pierino: Tutti bene, grazie.
  • Pierino: Tu sai come far passare un scopa attraverso al buco della serratura?
    Oronzo: No.
    Pierino: Strappi zeppo per zeppo e la fai passar attraverso il buco.
    Oronzo: E il manico?
    Pierino: Te lo ficchi nel culo.
  • [Pierino lavora come venditore di borse in un negozio]
    Signora: Quanto costa?
    Pierino: Questa costa 200.000.
    Signora: Non avreste qualcosa di meglio?
    Pierino: Ah sì, ci sarebbe questa che è di pelle di coccodrillo, di prima qualità.
    Signora: E quanto costa?
    Pierino: E questa costa 700.000 lire.
    Signora: E di certo è bella. Ma vede io vorre qualcosa di speciale. Anche se costa un pochetto di più.
    Pierino: Ho proprio qualcosa che fa per lei. Ecco qua.
    Signora: E questa qua quanto costa?
    Pierino: Questa costa 2 milioni.
    Signora: 2 milioni? E mi dica, e de cose e se fata?
    Pierino: Ela se fata de pele di cazo! Basta fargli una carezza che diventa una valagia.
  • Maestra Rizzi: Cacofonia. Chi conosce il significato?
    Pierino: È il rumore che fa uno quando sta al cesso.
  • Padre di Pierino: Insomma, non c'è maniera di piantarla di rompere i coglioni a sti poveracci?
    Pierino: Sì una maniera ci sarebbe, papà.
    Padre di Pierino: E quale?
    Pierino: Quella che se li tagliano tutti, così non glieli rompo più.
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Frasi del film Pierino contro tutti



«Abbasso la maestra. W la supplente BONA!»
(Frase nella lavagna della locandina del film)

Titolo Originale:
"Pierino contro tutti" (1981)
Genere: Film comico
Regia di: Marino Girolami
Protagonisti: Alvaro Vitali, Michele Gammino, Michela Miti, Sophia Lombardo

Trama breve:
Pierino è lo studente più anziano della scuola perché è stato bocciato più volte e si diverte a fare scherzi, pernacchie, battute divertenti di ogni tipo e in qualsiasi luogo, a scuola, a casa, nel locale di sua padre, per lui un posto vale l'altro. In particolare è a scuola che dà il "meglio" di sè: un giorno uno dei suoi scherzi provoca l'infortunio a una sua insegnante burbera e isterica che verrà sostituita temporaneamente da una supplente giovane e bella che piace anche a Pierino, ma lei è già perdutamente innamorata dell'insegnante di educazione fisica.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Col fischio o senza? (Pierino)

VENGO SUBITO...allora godi poco. (Avviso di un negozio modificato da Pierino)

Un caffé nero come la morte e dolce come l'amore. (Uomo al bar)

Quella ha detto di guarir, mica di resuscitar. (Pierino)

Se tu esageri vai a finire come Molliconi. Quello che a forza di dai e dai è rimasto senza coglioni. (Dottore)

Poesia 5 Maggio di Pierino
Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro
Gli è uscito dal culo una specie di respiro.
Così percossa, attonita
La terra al nunzio sta,
Mentre eravamo pronti tutti vanno a cacà.
Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Mentre si grattavano le palle fino a sentirsi male.

Pierino spiega Giulio Cesare
Allora una mattina Giulio Cesare fu svegliato.
Ah Cesareeeeee!!! Siamo attaccati dalli Galli.
E Cesare disse ma che me frega a me, chiamate alle Galline.
No, i Galli sono i francesi.
Allora chiamate i Centurioni.
Non ci so i centurioni, so finiti.
Allora metteteve le bretelle.
E che so le bretelle?
Allora chiamate l'aviazione.
Ma se l'aviazione la dobbiamo ancora inventare...
Ma allora chi è sto Ponzio Pilota che c'abbiamo?



Dialoghi

  • Pierino: Lo sai che differenza passa tra un arrosto bruciato e una donna incinta?
    Venditore frutta: No.
    Pierino: Nessuna: in tutti e due i casi bastava levarlo un momento prima!
  • Professore: Tema: Parlate di Garibaldi.
    Pierino: Ah no, io la spia n'a faccio.
  • Pierino: Mi scusi signora, io al cinema sono venuto per divertirmi.
    Signora: E allora?
    Pierino: E allora, o si leva il cappello, o si leva le mutande.
  • Cliente padre: Ragazzino?
    Pierino:Sì?
    Coppia di clienti: Scusa, si può avere un po' di frutta?
    Pierino:Certo! Che frutto vuole? È frutta di stagione, fresca.
    Cliente padre: Per me…cachi.
    Cliente madre: Cachi anche per me!
    Pierino: Ah…e per il regazzino un par di scureggette vanno bene?
  • [Pierino cammina a gambe divaricate e viene notato da due medici]
    Medico 1: Guarda quel ragazzino. Secondo me è un tipico caso di artrosi sacrale.
    Medico 2: Vuoi scherzare? Quella è una sciatica precose.
    Medico 1: No, tu sbagli. Comunque è tanto semplice, domandiamoglielo e vediamo chi ha ragione.
    Medico 2: Scusa, ti dispiace dirci una cosa?
    Pierino: No.
    Medico 2: Tu hai una sciatica precoce, vero?
    Pierino: Sciatica precoce? No.
    Medico 1: Visto? Hai un'artrosi sacrale.
    Pierino: Artrosi sacrale? No, nemmeno.
    Medico 1: Abbiamo sbagliato tutti e due.
    Pierino: No, no. A dire la verità abbiamo sbagliato tutti e tre.
    Medico 1: Perché?
    Pierino: E perché io credevo che era una scurreggia. Invece mi so cagato sotto.
  • Nonno di Pierino: La verità è che mi voglion veder morto. Allora se son scordati che io son stato un bersagliere e mi pare ancora di star sul Carso.
    Pierino: Sì a tutti...
  • Maestra Mazzacurati: L'ultima volta vi ho insegnato il significato di alcuni verbi poco usati. Vediamo se ve li ricordate. Fiorella, fammi un esempio con il verbo detergere.
    Fiorella: Il cuoco di deterge il sudore.
    Maestra Mazzacurati: Brava Fiorella, e adesso tu Roberto. Costruiscimi una frase con il verbo mescere.
    Roberto: L'oste mesce il vino.
    Maestra Mazzacurati: Bravo Roberto.
    Pierino: Singorina.
    Maestra Mazzacurati: Cosa vuoi?
    Pierino: Anche io voglio fare una frase sul verbo mescere.
    Maestra Mazzacurati: Va bene, vieni avanti.
    Pierino: Dunque... mia madre ha deciso di comprarmi i calconi lunghi.
    Maestra Mazzacurati: E che cosa vuol dire.
    Pierino: Perché con quelli corti m'esce. M'esce di fuori.
  • Cliente: E perché i conigli fanno tanti figli?
    Pierino: Ah Signò, perché non c'hanno il televisore.
  • Signora 1: Sono così contenta per la mia Marisa. Ha trovato un posto d'oro. Un principale che l'apprezza tanto. Ah l'ha presa così a ben volere, pensi la porta con lui anche quando viaggia, non la molla un momento. E poi, la riempie di regali. Pensi, tre giorni fa, per un lavoretto particolarmente ben fatto le ha regalato una pelliccia, un visone, un visone che vale un Mercedes. Quattrocentoquattordici beste, le ho contate. E la sua Luisa cosa fa?
    Signora 2: La mia Luisa...
    Pierino: Fa la puttana come sua figlia, solo che non è così fortunata.
  • Maestra Mazzacurati: Attenzione bambini. Allora... questa è una pesca. La peluria che ricopre la buccia del frutto è una protezione contro gli agenti esterni. Una specie di sistema difensivo contro gli insetti.
    Fiorella: Signorina, anche le noci di cocco hanno la stessa peluria, vero?
    Pierino: Anche le palle di Natale intorno hanno la peluria.
    Maestra Mazzacurati: Ma Pierino, che sciocchezze dici. Quando mai si sono viste le palle di Natale ricoperte dalla peluria.
    Pierino: Natale, tira giù i pantaloni. Fagliele vedere.
  • [Cadono due biglie a terra durante la lezione in classe]
    Pierino: A proposito di palle...
    Maestra Mazzacurati: Non palle, Pierino. Biglie, sono due biglie d'acciaio.
    Pierino: È questione di opinioni. Per me quelle sono le palle di Superman.
  • [Pierino, gli insegnanti e il preside riuniti per discutere la sua sopensione] Preside: Ora tocca a te Pierino, siamo tutti qua ben disposti ad accettare la prova sincera del tuo pentimento. La buona volontà si può dimostrare con una sola parola, con un solo gesto.
    Nonno di Pierino: Hai capito? Ti hanno perdonato. Aspettano un gesto, n'a parola.
    Pierino: Ma sei sicuro?
    Nonno di Pierino: Sono sicuro sì, adesso aspettano un gesto.
    Pierino: Tiè!!! [fa il gesto dell'ombrello]
  • Prof. Celani: E allora, hai finito di fare l'idiota?
    Pierino: Io sì, adesso tocca a lei.
  • Maestra Rizzi: Buongiorno ragazzi.
    La classe in coro: Buongiorno!
    Maestra Rizzi: Beh, eccoci di nuovo insieme. Allora, siete contenti?
    Pierino: È la forza del destino che ci fa incontrare ancora. A nome di tutta la classe gli devo dire che ci fa tanto piacere.
    Maestra Rizzi: Grazie Pierino, sei davvero gentile ma vedi che io mi trovo qui perché la signorina Mazzacurati purtroppo ha avuto un incidente e ne avrà almeno per una settimana.
    Pierino [sorpreso]: Ihhhhh, una settimana?
    Maestra Rizzi: Eh purtroppo sì, lo vedi che non sei tanto contento?
    Pierino: E so contento no, na settimana sola...
  • Cliente: Senti Marisa, è un vero disastro. È una settimana che siamo sposati e lui non ha ancora fatto niente.
    Fioraia Marisa: Ma a letto cosa fate?
    Cliente: Niente. Lui legge, legge sempre, un libro dietro l'altro.
    Fioraia Marisa: Ma, hai provato a provocarlo? Perché non ti fai trovare a letto tutta nuda?
    Cliente: E ci ho provato, ci ho provato. Ieri sera per esempio lui se ne è accorto. Ha posato distrattamente la mano sul mio seno, poi ha cominciato a scendere giù verso il basso. E quando è arrivato là...
    Pierino: Ci ha intinto il dito e ha cambiato pagina.
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Frasi del film L'allenatore nel pallone



«C'è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: 5-5-5.»
(Frase celebre del film)

Titolo Originale:
"L'allenatore nel pallone" (1984)
Genere: Film commedia, sportivo
Regia di: Sergio Martino
Protagonisti: Lino Banfi, Camillo Milli, Andrea Roncato, Urs Althaus

Trama breve:
L'allenatore Oronzo Canà è chiamato ad allenare la Longobarda, squadra di un piccolo paese del Nord Italia, quando ottiene la promozione in Serie A. Il suo unico obiettivo stagionale è quello di non fare retrocedere la squadra in Serie B, ma non sarà facile perché il migliore della squadra gioca contro la stessa Longobarda come da accordi con il Presidente perché la Serie A è troppo costosa, e il giovane centravanti brasiliano ingaggiato per trascinare la squadra a suon di gol è affetto da una profonda 'nostalgia' di casa.
(Scheda completa)


Frasi celebri

In questo momento un mio incaricato lo sta contattando a casa sua, di lui, previo telefono, in Puglia. (Comm. Borlotti)

Sarò muto come un pesce... che si è operato alle corde vocheli. (Canà)

Tutti gli intrallazzi si fanno a Torino. (Canà)

Oronzo Canà, si lo so, la iena del tavoliere. Grandissimo mediano di rottura. Bravo! (Bergonzoni)

Abbiamo la iena e la volpe. La iena e the fox. Bravissimo! (Bergonzoni) [alludendo a Canà e Borlotti]

Ma che denaro liquido che quello fattura settecentocinquantamila lire l'anno. Un pastificio che si chiama Mosciarelli, chi se la compra la pasta, è pure scotta! Sa che hanno mandato un carico nel Biafra e ce lo hanno mandato indietro la pasta? (Canà) [parlando dello sponsor, il pastificio Mosciarelli]

Non pensi di esserti allargato un po' troppo! (Gianfranco Giubilo) [rivolto a Canà]

Cosa ne pensa lei presidente di quello che dice il vate della Daunia? (Fulvio Stinchelli) [rivolto al presidente della Longobarda]

La donzelletta vien dalla campagna... e la chiappa si bagna. (Bergonzoni)

Io ho scoperto che tu non sei né figlio d'emigrante, né figlio di preta pura, tu sei proprio figlio di puttena, neto! (Canà)

Ma quante mammelle aveva la mamma di questo Giginho? Che c'aveva la centrale del lecce? (Canà)

C'è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: 5-5-5. (Canà)

Brasil la nostalgia du Brasil. Brasil sta lì, l'Italia aqui. Arì. Arì. Aristoteles adesso adesso dorme aqui. Arì. Arì. Sognà. Sognà. E speriamo che domenica vuoi segnà! Magar. Magar. Cicos, cicos, Canos, Canos... (Canà canta la ninna nanna)

Obrigado, mister! (Aristoteles)

La Longobarda è Aristoteles, e Aristoteles è la Longobarda. (Canà) [al processo del lunedì]

Se Zico ha giocato con i guanti, il mio Aristoteles giocherà col cappotto! (Canà)

Sorridi! (Canà) [rivolto a Crisantemi mentre entra in campo]

Grass, pelato, brüt... Che schifo. Cülatun! (Capotreno) [dopo aver visto Canà supplicare Aristoteles di non partire]

Mi chiamano "L'insaziabile"... (Bergonzoni)

Arbitro sei un cornutaccio! (Canà)

Domenica un solo grido ci deve unire: vincere e vinceremo! (Canà) [dalla finestra di casa ai tifosi esultanti dopo la vittoria con la Lazio]

Castegner! E Rummenigge sta sempre a segner! (Canà) [all'annuncio dell'acquisto di Rummenigge]

Ma lo sa che noi attraverso le cessioni di Falchetti e Mengoni riusciamo ad avere la metà di Giordano? Da girare all'Udinese per un quarto di Zico e tre quarti di Edinho. (Comm. Borlotti)

Stavo meglio in brasile a vendere bibite al maracanà e no in questa stazione di merd. (Giginho)

Canà, tagliamo la testa al toro, le rinnovo la fiducia, porti la squadra in ritiro, servirà a ritrovare l'amalgama! (Comm. Borlotti)

Sono riuscito ad avere i tre quarti di Gentile e i sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno. In conclusione, noi abbiamo ottenuto la comproprietà di Maradona in cambio di Falchetti e Mengoni. (Comm. Borlotti)

Oronzo, Oronzo, vieni a pescare con noi, ci manca il verme! (Tifosi del Milan) [coro da stadio]

Me desculpo… ma non capisco… eh…me desculpo, io signora mia, sono due ore che me desculpo ho mica ammazzeto nessuno… (Canà)

E va bene guardare al futuro, ma noi dobbiamo guardare anche al presente, presidente. Perché altrimenti io faccio giocare come ala fluidifichente, Daniele Piombi, e come ala tornente, Pippo Baudo! (Canà)



Dialoghi

  • Mara Canà: Mi fai schifo! Non hai nessuna sensibilità. Guarda il Barone come sta in panchina. Guardalo, lui sì che non perde il suo self control. Anche dopo il gol non esprime emozioni. Mentre te quando stai in panchina sembri un tarantolato!
    Oronzo Canà: Terrona ignorante. Tarantolato. Io dovrei avere il premio per il self control dopo diciott'anni che ti sopporto, maledetta disgrazieta! Grazie: self control, c'ha tutto quello che vuole il Barone Nils Liedholm: il vigneto, l'oliveto, i vini DOC, i vini DIC e pure i soldi. Sempre. Panchina lunga...
  • Canà: Sella tu stai…
    Sella: No mister io sono già con Cavallo in stanza…
    Canà: Eh si Sella e cavallo è già fatto l'accoppiamento…
  • Aldo Biscardi: Presidente Borlotti, può rivelarci chi sarà il nuovo allenatore?
    Borlotti: Io sono un impulsivo, un istintivo, sono abituato a fare di testa mia. E colgo l'occasione che siamo qui in televisione, che tutti gli sportivi ci vedono, per comunicare la mia decisione anche all'interessato, il nome di cui è Oronzo Canà.
  • Borlotti: Indovini chi le ho preso? Ma...
    Canà: Ma...
    Borlotti: Mara...
    Canà: Mara... c'è mia moglie Mara? Dov'è? Mara...
    Borlotti: Marado...
    Canà: Marado...
    Borlotti: Maradona!
    Canà: Maradonna Benedetta dell'Incoroneta!
  • Canà: Senti, qual è la cugina di Éder?
    Giginho: La terza della direita è la prima di Éder.
    Canà: La terza della derecia e la prima di... ma è la terza o la prima?
    Giginho: La prima che è la cugina, la segunda.
    Canà: Ah la secunda è la cugina e la prima...
    Bergonzoni: La prima vuol dire la cugina ed è dietro la quinta.
    Canà: Ah, quindi questa non c'è. Emm... È dietro la quinta adesso.
    Bergonzoni: Ma che dietro la quinta non c'è. Dietro la quinta là.
    Canà: Ah, la quinta...
    Bergonzoni: Prima c'è quella con su una bella quarta e subito dopo c'è la sesta.
    Giginho: La prima, che è la cugina, è la sesta.
    Canà: Cioè la prima è la sesta, e la quinta che dice lui dov'è?
    Bergonzoni: Insomma, mia zia è la prima? No, perché è mia zia, sennò sarebbe cugina, porta una bella quinta, ma è la prima. Mia cugina è la sesta.
    Canà: Senti a me di tua zia non me ne frega niente! Io voglio sapere questa cazzo di cugina di Éder dove cavolo sta?!
    Bergonzoni: Son tutte belle. Hanno tutte dei bei numeri.
  • Dottor Socrates: Vaffanculo a te, mammeta...
    Canà: ... e Socrates!
  • Canà: Sicché lui adesso sta a Firenze a parlare con Picchio De Sisti ed io son venuto qua in Brasile dove tutti vengono o per le donne o per i giocatori... io son venuto farmi fare l'appendicite. Hai capito com'è?! [Canà sputa in faccia a Bergonzoni] Io a uno lo devo sputare in faccia sennò con chi mi sfoga? Anzi, scusa... [Canà sputa verso l'alto due volte] So' più soddisfatto adesso.
    Bergonzoni: Senti, ma perché hai fatto così?
    Canà: Mi sono sputato in faccia da solo. Uno che a quarantott'anni viene a Rio a farsi fa l'appendicite, vuoi che non si sputi in faccia da solo?
  • Canà: Io che tipo di zona uso? Che uso io? La? La bi..?
    Allenatore in seconda: La biro...
    Canà: La... la biro. Quindi io uso la biro, il signor De Sisti usa il pennarello vero? Trapattoni invece usa la penna stilografica, senza inchiostro dentro, perché invece dell'inchiostro ci sputa dentro all'occhio direttamente del suo allenatore in seconda. Ma che-che-che chevolo c'entra. Io sto parlando della bizona!
  • Canà: Mentre i cinque della difesa vanno avanti, i cinque attaccanti retrocedono e così viceversa. Allora la gente pensa: «Ma quelli che c'hanno, cinque giocatori in più?» Invece no, perché mentre i cinque vanno avanti, gli altri cinque vanno indietro, e durante questa confusione generale le squadre avversarie si diranno: «Ah! Ah! Che cosa sta succedendo?». E non ci capiscono niente.
    Speroni: Nemmeno noi.
  • Canà: Lasciatela la palla!
    Dirigente Longobarda: Ma mister, guardi che la palla ce l'hanno gli avversari.
    Canà: E apposta io sto gridando: «Lasciatela quella palla»; così quelli sentono così e lasciano... è una guerra psicologica la nostra!
  • Dirigente Longobarda: Cambia Cavallo!
    Canà: Che l'erba cresce.
  • Maffei: Ecco, in conclusione Canà?
    Canà: In conclusione... picchio De Sisti.
    Maffei: Picchio De Sisti si è espresso in modo molto favorevole nei confronti della sua squadra.
    Canà: No questa volta è lei che non ha afferreto. Io picchio De Sisti e lo dichiaro a tutta Italia. Io picchio De Sisti e gli spezzo pure la noce del capocollo! Chiaro?
  • Francesco Graziani: Mister, questi cinque gol l'hanno un po' dimagrita?
    Canà: Non ti preoccupare che tra una decina d'anni ti vedo anche a te al posto mio. Già i capelli li stai perdendo.
  • Mara Canà: Ah ma che divertenti queste scritte così paint post modern. E poi vanno di moda i murales. Sara felice il nostro architetto. Neh.
    Canà: Ah devi vedere come sarà felice il nostro amministratore, neh. Tutti i danni li pago io, neh! Cammina dentro...
  • Crisantemi: Con la Samp la vedo molto male oggi, eh?.
    Canà: Certo che tu metti proprio molta allegria addosso alla gente: già c'hai questa faccia con questo pallore fisso, ti chiami Crisantemi, ti ho comprato i primi di novembre. Per cortesia, cerca di non gufare continuamente. Se no ti faccio rimanere nel loculo tutta... ehm, nella panchina tutta la vita. [fa le corna e getta del sale]
    Crisantemi: Ma che è?
    Canà: Niente, piove.
  • Crisantemi: Ha visto Wilkins che gol?
    Canà: Io ho visto che tu ti devi stare zitto, perché a forza di grattarmi mi stai facendo venire l'orchite. Porca miseria!
  • Bergonzoni [rivolto a Mara Canà]: Onore alla bellezza. Lei ha mai partecipato a qualche concorso?
    Canà: Sì, alle Poste e Telecomunicazioni, ma non l'hanno presa perché non era raccomandata.
  • Bergonzoni [parlando della suocera di Canà]: È mezzo soprano?
    Canà: No, tutta scema.
  • Ceretti: Canà. Canà. Come pensa di uscire dal tunnel della crisi?
    Canà: Nessuna crisi, domenica risorgeremo, lo scriva a caratteri grossi e lo vada a scrivere al giornale per cortesia. [a Borlotti] Che cacachezzi che è questo!
  • [Canà entra in campo e, a causa della nebbia, Platini gli sbatte contro]
    Canà: Oh, Monsieur Platini.
    Platini: Qu'est qu'il y a?
    Canà: Excuse moi monsieur Platini, je suis Oronzo Canà, l'allenateur della Longobardà. Allor, je... je... la nebbià, je n'ai vu rien et jese juju...
    Platini: ...merde!
    Crisantemi: Che ha detto Platini?
    Canà: Ha detto mee... metti un altro in panchina, no monsieur Crisantemì che c'ha la face de cimetière, tu comprends?
  • Maffei: Ecco, in conclusione Canà?
    Canà: In conclusione... picchio De Sisti.
    Maffei: Picchio De Sisti si è espresso in modo molto favorevole nei confronti della sua squadra.
    Canà: No, questa volta è lei che non ha afferreto. Io picchio De Sisti e lo dichiaro a tutta Italia. Io picchio De Sisti e gli spezzo pure la noce del capocollo! Chiaro?
    Maffei: Canà sempre imprevedibile...
  • Crisantemi: Mister mi preparo?
    Canà: No, no, che è già un funerale la partita.
  • [Il presidente convoca Canà prima dell'ultima partita di campionato, decisiva per la salvezza]
    Presidente Borlotti: Perdere e perderemo!
    Canà: Non ho afferreto, scusi.
    Borlotti: Lei ha capito benissimo. Perdere e perderemo!
    Canà: Ma scusi, ma perché? Dobbiamo vincere.
    Borlotti: Si è mai chiesto perché io ho scelto proprio lei per allenare la Longobarda? Per le sue doti? Buca tasi. Bocca taci. Canà, mi guardi negli occhi e apra le orecchie: io lo ho ingaggiato perché avevo bisogno di qualcuno che mi rimandasse subito la squadra in serie B. Ma lo sa quanto mi costa una squadra in serie A?
    Canà: Certo che lei è bravo presidente. Lei non lo sa, la pugnalata che mi sta dando in questo momento.
    Borlotti: Canà, io le voglio bene, ma domenica dobbiamo assolutamente perdere e lei me lo deve giurare.
    Canà: Questo mai!
    Borlotti: E io la caccio via subito! Se invece lei seguirà le mie indicazioni, ecco qui il contratto per la prossima stagione, con ingaggio raddoppiato, già firmato da me.
    Canà: E che cosa dovrei fare io?
    Borlotti: In primis togliere di squadra Aristoteles, che è quello che ci può fare vincere.
    Canà: E in secundis?
    Borlotti: Ci ho già pensato io... E no, questo glielo darò domenica sera dopo la partita. Canà la vedo strano, come si sente?
    Canà: Come uno che ha mangiato una tonnellata e mezza di merda. Pesante da digerire, sa?
  • [Speroni sbaglia di proposito un gol a porta vuota]
    Aristoteles: Ma mister ha visto? Perché non dice: «filho de puta»?
    Canà: Lo so io a chi dovrei dire «filho de puta». Lo so io a chi lo dovrei dire!
  • [Canà viene sollevato in aria dai tifosi in festa dopo la salvezza]
    Canà: M'avete preso per un coglione.
    Tifosi: Ma no, sei un eroe!
    Canà: Ahhh! Mi avete preso per un coglione.
    Tifosi: Ma no, sei un eroe!
    Canà: Oh! Mi avete preso per un coglione, sotto la meno, mi fa male!
  • Borlotti: Lei è un disoccupato, lo sa?
    Canà: E lei è un cornuto, lo sa?
  • Giginho e Bergonzoni: "Mira Canà! Mira Canà!"
    Canà: "Ma siamo al Maracanà ..."
    Giginho e Bergonzoni [additando il campetto]: "Mira Canà! Mira Canà!"
    Canà: "Ma mira vuol dire guarda? Ma allora - porca puttena! - dite: "Mira ... virgola... Canà!"
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