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Frasi Johnny bravo


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«Ehi bellezza, ti va di uscire con me?»
(Frase celebre della serie animata)

Titolo Originale:
"Johnny Bravo" (1997-2004)
Genere: commedia, divertente
Autore: Van Partible
Personaggi principali: Johnny Bravo, Bunny "Mamma" Bravo, Suzy, Carl Chryniszzswics

Trama breve:
Johnny Bravo è un uomo biondo dalla corporatura muscolosa che ama le belle donne. Vive con la mamma Bunny e spesso viene infastidito dalla sua adorabile vicina Suzy. Trascorre le giornate cercando di rimorchiare qualche... pupa!
(Scheda completa)


Frasi celebri

Questo è lo zoo di Aron City. Certo non è il posto più interessante di tutta la città, ma sicuramente è un vero paradiso per coloro che vogliono rilassarsi, stare all'aria aperta o abbordare una ragazza. (Voce narrante)

Basta parlare di te, parliamo di me. (Johnny Bravo)

Gli studiosi dicono che osservare le balene è il mezzo migliore che l'uomo ha per conoscere se stesso, conoscere la natura e conoscere le ragazze. (Voce narrante)

[Guardandosi allo specchio]
Hey, chi è quel tipo fantastico? Pronto polizia, c'è un tizio dal fisico perfetto in casa mia. Ah un momento, annullate tutto ragazzi, si tratta solo di me. (Johnny Bravo)

La mamma non ti ha insegnato che non si ruba a una bella donna? A meno che non si tratti del suo cuore. (Johnny Bravo)

Johnny è il mio migliore amico. Proprio l'altro giorno mi ha detto: Carl sei il sindaco di stupidopoli. Te lo immagini? Io il sindaco... (Carl)

Hey tonto. Sei così stupido che sei stato scartato dal concorso per aspiranti stupidi per scarsa professionalità. (Sirena)



Dialoghi

  • Conduttore: Qui dice che i suoi hobby sono le donne, le ragazze e le pollastre.
    Johnny: E le pupe. Non dimentichi le pupe.
  • Cameriere: Cosa vi posso portare?
  • Johnny: Un paio di bistecche poco cotte. E voglio che siano perfette come il tizio che le ha ordinate.
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Frasi del film Resident Evil: The Final Chapter



«Il male torna a casa.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "Resident Evil: The Final Chapter" (2016)
Genere: azione, fantascienza, orrore, fantastico, avventura, thriller
Regia di: Paul W. S. Anderson
Protagonisti: Milla Jovovich, Ali Larter, Iain Glen

Trama breve: Riprendendosi subito dopo gli eventi di "Resident Evil: Retribution", Alice (Milla Jovovich) è l'unica sopravvissuta a quella che doveva essere l'ultima resistenza dell'umanità contro i non morti. Ora, deve tornare dove è iniziato l'incubo: l'Alveare a Raccoon City, dove la Umbrella Corporation sta raccogliendo le sue forze per un attacco finale contro gli unici sopravvissuti all'apocalisse.
(Scheda completa)


Indice




Frasi celebri

Si dice che la storia viene scritta dai vincitori. Questa è la storia della Umbrella Corporation, fondata da uno scienziato combattivo: il professore James Marcus. Marcus aveva una figlia, Alicia, affetta da progeria. Una malattia degenerativa, devastante e mortale. La progeria causava invecchiamento precoce. A 25 anni Alicia avrebbe avuto il fisico di una novantenne. Marcus era deciso a salvarla anche se sembrava impossibile. Mentre lottava disperatamente per trovare una cura, il padre registrò la voce e l'aspetto di sua figlia per tramandarla ai posteri. Ma poi ci fu la scoperta, Marcus creò il Virus T. Una volta iniettato avrebbe trovato e riparato le cellule danneggiate del corpo. Era un miracolo, la vita di Alicia Marcus era salva. Il Virus T ebbe una miriade di applicazione e curò migliaia di malattie diverse. Sembrava l'alba di una nuova era. Un mondo senza paura di infezioni, malattie e decadimento. Ma non era così, perché il Virus T aveva alcuni effetti collaterali non previsti.

Alice, 10 anni fa all'Alveare abbiamo fallito entrambe. Rimedia all'errore. (Regina Rossa)

Isaacs divenne il tutore di Alicia e gestì la metà dell'azienda che lei aveva ereditato. La corporazione fondata su nobili ideali, era stata corrotta dall'avidità e della brama di potere. (Alice)

La Umbrella ha creato una cura, un anti-virus volatile. Devo raggiungere l'alveare. È la nostra unica possibilità. (Alice)

Siamo qui oggi per parlare del nostro destino. Siamo qui per parlare della fine del mondo. (Dr. Isaacs)

Il mio nome è Alice. Correre, uccidere... questa è stata tutta la mia vita. (Alice)

Io sono la bambina che era, tu la donna che sarebbe diventata. (Regina Rossa)

Andiamo... credevi di essere l'originale? Ti sarai chiesta perché non ricordi la tua infanzia, tuo padre, tua madre. Tu non hai ricordi perché non eri in vita. Finché non ti abbiamo creata nella villa 10 anni fa. Non sei altro che un burattino coi fili tagliati, hai vagato per un po' credendo di essere una bambina vera, ma non lo sei. Sei un'ottima imitazione, un facsimile... particolarmente fastidioso tra l'altro. (Dr. Isaacs ad Alice)

No. Tu sei molto migliore di quanto io sarei diventata. Ho permesso io questo. Ero debole. Tu non puoi permettertelo. (Alicia Marcus)

Molto commovente. La Trinità delle puttane, unita nell'odio. (Dr. Isaacs)

Mi chiamo Alice. E questa è la mia storia. La fine della mia storia. (Alice)

Quando il Virus T si è diffuso sulla Terra l'ha fatto alla velocità del mondo moderno, trasportato ovunque dagli aerei di linea. L'antivirus è aereo, trasportato dai venti. Ci vorranno anni perché raggiunga ogni angolo del pianeta. Fino ad allora il mio lavoro non è finito. Il mio nome è Alice. (Alice)



Dialoghi

  • Regina Rossa: Raggiungi Raccoon City entro 48 ore, entra nell'alveare e avrai tutte le risposte.
    Alice: Non ho motivo di credere a quello che dici?
    Regina Rossa: È vero ma posso offrirti qualcosa che desideri moltissimo.
    Alice: Che cosa?
    Regina Rossa: Vendetta.
  • Dr. Isaacs: Ti ho creata io.
    Alice: Già. Grosso errore.
  • Alice: Cosa è successo?
    Regina Rossa: Quando Isaacs è morto sono riuscita a riattivarmi e ho fermato gli attacchi agli ultimi insediamenti. Li hai salvati.
    Alice: Perché sono ancora viva?
    Regina Rossa: L'antitodo ha distrutto solo il Virus T nel tuo corpo, non ha danneggiato le cellule sane. Adesso non sei più infetta.
    Alice: Credevo di morire. Tu e Alicia mi avete mentito.
    Regina Rossa: Dovevamo sapere se tu fossi in grado di sacrificare la tua vita per salvare gli altri. Una cosa che nessuna della Umbrella avrebbe mai fatto. Alicia Marcus non sbagliava su di te, sei stata migliore di tutti loro.
    Alice: Ero una di loro, mi ha creata la Umbrella. Sono un loro strumento.
    Regina Rossa: No. Tu sei diventata molto più di quello che avevano previsto. Il clone è diventato più umano di quanto loro lo potessero essere. E hai ancora un passo da compiere.
    Alice: Di che parli?
    Regina Rossa: Prima di morire, Alicia ha caricato i suoi ricordi per te. L'infanzia che non hai avuto combinata con la donna che non poteva diventare.
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Frasi del film Premonition 2007



«Hanno detto che è stato un incidente. Ma la realtà... è che non è ancora successo.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "Premonition" (2007)
Genere: drammatico, sentimentale, giallo, psicologico, paranormale
Regia di: Mennan Yapo
Protagonisti: Sandra Bullock, Julian McMahon

Trama breve: Giovedi. La casalinga Linda Hanson apre la porta: è lo sceriffo, informandola che suo marito Jim è morto il giorno prima in un incidente stradale. Quando l''indomani si risveglia non è venerdì, è il lunedì precedente. Jim è in cucina ancora vivo a fare colazione. Linda pensa che ciò ha vissuto il giovedì sia stato solo un terribile incubo, ma la mattina dopo, quando si sveglia, è sabato, il giorno del suo funerale. E così via per sette giorni - Linda viaggia dal passato al futuro. Mette insieme le cose, rendendosi conto che il suo matrimonio stava cadendo a pezzi. Può salvarlo? E lei può salvare Jim? Mercoledì si avvicina...
(Scheda completa)


Indice



Frasi celebri

Mi sveglio e lui è morto. Mi sveglio e lui è vivo. (Linda Hanson)

Se lasciassi morire Jim, è come se l'avessi ucciso io? (Linda Hanson)

Io non so più in cosa credere. (Linda Hanson)

Ogni giorno in cui siamo vivi può essere considerato un miracolo. (Padre Kennedy)

La fede è semplicemente voler credere in qualcosa più grande di te. Qualcosa che non puoi sentire, odorare o toccare. Come la speranza o l'amore. (Padre Kennedy)

Non è mai tardi per rendersi conto di cosa è importante nella vita e lottare per ottenerlo. (Padre Kennedy)



Dialoghi

  • Linda: Mamma, se lascio che Jim muoia, è come se lo uccidessi?
    Joanne: Linda, lui è già morto...
  • Linda: Perché crede che sia venuta qui?
    Dr. Roth: Per farsi aiutare. È chiaro che si sente sommersa da una serie di eventi incoerenti.
    Linda: Forse, ma mi sveglio ogni mattina e scopro che Jim è morto di nuovo, mi sembra che siamo al di là dell'incoerenza.
  • Linda: Non pensa che io e lei dovremmo parlare? Non deve parlarmi di mio marito?
    Claire: Chi è stato a dirglielo?
    Linda: Me lo ha detto lei adesso.
  • Padre Kennedy: 1632. Una colonia di mercanti olandesi sulla costa della Carolina. Un'allevatrice isterica sosteneva di aver camminato fra le macerie di un uragano che non era ancora avvenuto. L'hanno impiccata credendola una strega. Due giorni dopo la cittadina fu spazzata via da un potentissimo uragano. Ventesimo secolo, Boston, 1918. Al culmine di un'epidemia di influenza, un padre disse agli amici di essere stato nel futuro, e di aver visto le tombe dei suoi due figli piccoli. Perse la ragione e sparò ai bambini per risparmiare loro la malattia. L'autopsia mostrò che i figli non si erano mai contagiati. Lui si sparò una settimana dopo.
    Linda Hanson: Come è possibile che sia potuto succedere questo?
    Padre Kennedy: Vedi, la storia è piena di fenomeni inspiegabili. Secondo il pensiero di alcuni, quelle persone soffrivano la condizione che gli antichi chiamavano "Blasphemare absens fides": i pericoli di colui che non crede.
    Linda Hanson: Non capisco.
    Padre Kennedy: È la dottrina per cui natura aborisce il vuoto, anche spirituale. Le persone che hanno perduto la fede, sono come dei vasi vuoti, maggiormente esposte per questo a vedere le loro vite possedute da forze più grandi di loro.
    Linda Hanson: È una maledizione?
    Padre Kennedy: O magari è un miracolo.
    Linda Hanson: Sì, io, non credo ai miracoli.
    Padre Kennedy: Ogni giorno in cui siamo vivi può essere un miracolo, Linda.
    Linda Hanson: A me non sembra che sia così. Non per me. Padre, so che sta per succedere qualcosa di brutto. Non so che fare... mi serve il suo aiuto. Mi serva la sua guida, mi serve la fede.
    Padre Kennedy: La fede è semplicemente voler credere in qualcosa più grande di te. Qualcosa che non puoi sentire, odorare o toccare. Come la speranza o l'amore.
    Linda Hanson: Sono cose che credo di aver perso.
    Padre Kennedy: Forse dovresti provare di ritrovarle?
    Linda Hanson: Ma se fosse troppo tardi...
    Padre Kennedy: Non è mai tarti per rendersi conto di cosa è importante nella vita e lottare per ottenerlo.
    Linda Hanson: Io non so per cosa devo lottare.
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Frasi del film John Q



«Non dai opzioni a un padre e non gli lasci altra scelta.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "John Q" (2002)
Genere: thriller, drammatico
Regia di: Nick Cassavetes
Protagonisti: Denzel Washington, Robert Duvall, James Woods, Kimberly Elise

Trama breve: John Q. è un uomo comune, operaio di fabbrica, che conduce una vita modesta ma dignitosa. La moglie e il figlio sono il suo mondo. L'improvvisa malattia del piccolo getta John in una atroce depressione e in intenso scontro con l'ospedale.
(Scheda completa)


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Frasi celebri

Io non ho nessuna intenzione di seppellire mio figlio! Mio figlio seppellirà me! (John Q. Archibald)

Ho seguito il suo consiglio, non mi sono arreso davanti a un NO! (John Q. Archibald)

[Dopo aver rilevato il pronto soccorso] La gestione di questo ospedale è cambiata! Assistenza gratis per tutti da ora in poi! (John Q. Archibald)

Non è più una richiesta, dottore. Questo è un ordine! Lei deve dare a mio figlio un cuore nuovo. Ha capito bene? (John Q. Archibald)

State cercando di farmi dire qualcosa che potete usare contro mio marito. (Denis Archibald)

No, mettiamo in chiaro subito una cosa. Non vi permetterò di usarmi per costruire un'acusa contro mio marito. Io lo appoggio sempre, in ogni cosa che fa. Sono dalla sua parte, non dalla vostra! (Denis Archibald)

Lo salveremo, te lo giuro sulla mia vita. Ce la farà. (John Q. Archibald)

[Sul giuramento di Ippocrate che viene prestato dai medici prima di iniziare la professione] Più che altro è il giuramento degli ipocrati. Come dice, dottore? Giuro solennemente dei malati e dei moribondi... sempre se previsti di assicurazione completa. (Lester)

[Rabbiosamente al telefono con John] Lo stanno rilasciando, ora devi fare qualcosa! MI SENTI! FARE QUALCOSA! (Denis Archibald)

Ti devono dare un cuore forte, un cuore migliore per... per essere più forte, tutto qui. (John Q. Archibald)

Mi dispiace, John. Senza un cuore nuovo non ce la farai mai. (Raymond Turner)

[A Rebecca Payne, l'amministratore dell'ospedale, nel corridoio dell'ospedale con la presenza del tenente Frank Grimes] E lei non mi rivolga la parola. Avrei una grande voglia di dirle cosa penso di lei, ma sono cristiana e non lo farò. (Denise Archibald)

Mike non può sapere cos'è giusto per lui. Io sono suo padre, è mio compito proteggerlo e poi... Denise farebbe la stessa cosa. (John Q. Archibald)

Stia zitto, adesso basta. Ho sentito proteste e lamenti a sufficienza per oggi, va bene? Senta, se lei vuole vedermi come un vampiro succhia-sangue, si accomodi, perfetto, io sono il vampiro. Ma chi è che ha in mano la pistola? (Dr. Turner)

[Intervistato da Tuck Lampley] Devo essere sincero, tutta questa storia è uno schifo, si sarebbe potuta evitare così facilmente, voglio dire, davvero, non sarebbe successo niente se John fosse stato miliardario o se si fosse chiamato Rockefeller. A volte John non afferra che la cosa più sacra in questo paese non sono "i valori", ma il "valore". C'è chi ha e chi non ha: i colletti bianchi, i colletti blu e poi c'è chi il colletto non ce l'ha. Lì dentro l'ospedale c'è la "chirurgia", la "chirurgia ambulatoriale", e poi c'è la chirurgia per gli sfigati. C'è tanta gente dappertutto, tanta gente che non ha 250.000 dollari nel portafogli. Far vergognare così un uomo e metterlo con le spalle al muro. Mi sembra che qualcosa sia malato, non qualcuno. (Jimmy Palumbo)

[A John Q] Questa storia finirà male per te. Hai solo due vie d'uscita: in prigione o morto. (tenente Frank Grimes)

No, questo è pur sempre un ospedale. Se c'è un cuore disponibile, non lo lascio di certo inutilizzato. (Raymond Turner)

Tutto bene, campione? Occupati di tua madre, capito? Sei tu l'uomo di casa adesso. (John Q. Archibald)

Sono molto fiera di te. (Denise Archibald)

Ascolta sempre quello che dice tua madre. Hai capito? Fai quello che ti dice. È la tua migliore amica, dille che le vuoi bene. Tutti i giorni. Ora tu sei ancora troppo piccolo per pensare alle ragazze, ma verrà il tempo per questo; e quando arriverà trattale come principesse. Perché è questo che sono. Se decidi di prendere un impegno, rispettalo perché la tua parola è la tua garanzia figliolo, è tutto quello che hai. E i soldi poi, tu cerca di fare molti soldi se ti è possibile, anche se ti devi vendere ogni tanto cerca di farne più che puoi, non essere stupido come tuo padre. È tutto molto più facile con i soldi, figlio mio. Non fumare. Sii gentile con le persone. Se qualcuno ti offre un'occasione, lo sai ne abbiamo parlato, sii all'altezza, sii uomo. Stai lontano dalle cose brutte, figliolo ti prego non restare invischiato in brutte storie. Ci sono tante cose meravigliose che ti aspettano. Io non ti lascerò mai, sono sempre con te, starò qui. Ti voglio bene, figliolo. (John Q. Archibald)

Non addio, figliolo... a più tardi. (John Q. Archibald)

Papà! Papà! Grazie. (Mike Archibald)



Dialoghi

  • Frank Grimes: Santoddio, ma qualcuno lavora in questo ospedale?
    Agente: È sabato, signore.
    Frank Grimes: E con questo? Perché, la gente di sabato non si ammala?
  • [Turner che guarda un paziente colpito da arma da fuoco]
    Dr. Turner: Oh. no, non posso farlo... è una ferita. Io sono un cardiochirurgo, non un medico del pronto soccorso.
    John Q. Archibald: È come andare in bicicletta, faccia finta che la stanno pagando.
    Dr. Turner: No, sono due cose diverse. Io non posso farlo.
    John Q. Archibald: Sì, lo so. Quest'uomo sta muorendo. Lo aiuti e basta.
    Dr. Turner: Lo aiuterei volentieri, ma...
    John Q. Archibald: LO FACCIA!
    Dr. Turner: 75mg di Demerol... Lidocaina 2% locale... lavarsi le mani, avanti.
  • John Q. Archibald: [nella sala d'attesa del pronto soccorso] Chi era al volante?
    Mitch: Eh?
    John Q. Archibald: In macchina. Chi era al volante?
    Mitch: Guidavo io. Ma questo che c'entra, scusa?
    John Q. Archibald: Come mai lei si è fatta male e tu niente?
    Mitch: E questo allora?
    [mostra leggeri graffi sul braccio]
    Lester: [ride]
    Mitch: Che cosa ridi?
    Lester: Qualcuno dia un cerotto a questo povero scemo. Non vorrei che morissi dissanguato.
    Mitch: Va al diavolo. Mi fa male.
    Julie Bird: Il suo airbag si è aperto e il mio no.
    John Q. Archibald: Che macchina hai?
    Mitch: Una Mercedes 500.
    John Q. Archibald: Hai una Mercedes 500? Oh. E di che anno?
    Mitch: Del 86. Ah, è un classico.
    John Q. Archibald: La Mercedes non ha fatto airbag dalla parte del passeggero fino al 1988.
    Lester: [ride] *BECCATO!*
    Mitch: Qual è il punto?
    John Q. Archibald: Per te qual è Mitch?
    Lester: Il punto è che tu sei della tribù dei picchia-picchia. Ti piace pestare la signorina qui presente. L'abbiamo capito tutti qui.
  • Rebecca Payne: Se cedete con lui vedrete le pistole in tutti gli ospedali del Paese. Pena che il signor Archibald sia l'unico ad avere un figlio malato? Ha mai visto il reparto sieropositivi? C'è un piano intero. Le persone si ammalano, muoiono. È così che va il mondo. Io mi trovo a dover affrontare decisioni come questa tutti i giorni.
    Capo Gus Monroe: Il fatto, però, è che un uomo minaccia di uccidere degli innocenti perché lui rifiuta di aiutare il figlio.
    Rebecca Payne: Il fatto è che ci sono 50 milioni di persone in America senza assicurazione medica. Se vuole cambiare qualcosa, parli con qualche deputato.
  • Max Conlin: [dopo aver raccolto le firme per suo testamento dagli altri] E adesso che fai? Te ne vai di là e ti fai fuori da solo?
    John Q. Archibald: Solo una cosa può fermarmi.
    Max Conlin: E cioè quale?
    John Q. Archibald [scherzando] : Che Mitch sia B positivo.
    Lester [recita il ruolo di Mitch]: No, no, no. Ehehehe. Gruppo zero, giuro.
    [Tutti ridono] John Q. Archibald: Ci vediamo sulle pagine dei settimanali.
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Frasi del film Out of Time



«Come risolvi un omicidio quando tutte le prove puntano a te.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "Out of Time" (2003)
Genere: azione, thriller
Regia di: Carl Franklin
Protagonisti: Denzel Washington, Eva Mendes, John Billingsley

Trama breve: Matt Whitlock è il capo della polizia in una piccola città fuori Miami, in Florida, che vive e lavora in un luogo normalmente riservato a coloro che sono andati in pensione e trascorrono il resto delle loro giornate rilassandosi al sole. Sebbene gli piaccia il suo lavoro, il suo bere mentre è in servizio è un evidente difetto nel suo carattere, causato in qualche modo dal suo recente divorzio dalla moglie Alex. Whitlock ha attualmente una relazione con una residente locale, Ann Merai Harrison, il cui violento marito Chris l'ha portata all'adulterio. Recentemente diagnosticatole un cancro terminale, Ann Merai ha in programma di premiare la lealtà di Whitlock nei suoi confronti con un bel compenso dalla sua assicurazione sulla vita. Dopo che un apparente incendio doloso alla loro casa uccide Ann Merai e Chris, Alex torna sulla scena come il detective incaricato del caso e Whitlock si ritrova ad essere il principale sospettato...
(Scheda completa)


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Frasi celebri

A volte penso che cerchi di farti sparare, Chae. (Matt Lee Whitlock)

Perché quando stavo con te quasi me ne dimenticavo. Per un paio di ore riuscivo a non pensare a quello che ho. (Ann Merai Harrison)

Meglio una birra in mano che due in frigo! (Chris Harrison)

È una .38 Chris. Solo sei colpi. (Matthias Lee Whitlock)

A volte le persone fanno stupide cose, soprattutto quando sono ancora innamorate. (Matt Lee Whitlock)



Dialoghi

  • Chris Harrison: Riuscirei a portare rispetto a un uomo che ha le palle di affrontarmi, di dirmi "sì, io mi scopo tua moglie".
    Matt Lee Whitlock: Magari quest'uomo non vorrebbe fare altro che, non so, dirti che come marito non vali niente e che non sei degno di Ann. Magari lui non vorrebbe fare altro che guardarti in faccia, dritto negli occhi, e dirti "Chris, mi scopo tua moglie". Magari tua moglie non glielo permette.
    Chris Harrison: Avrebbe il mio rispetto e se lo facesse, allora, io andrei da lui e guardandolo dritto negli occhi gli direi "Se provi ancora a toccarla, ti uccido.".
    Matt Lee Whitlock: Oh Chris, dai. Io sono la persona sbagliata, perché come poliziotto non posso lasciarti andare in giro a minacciare di uccidere la gente. Insomma, se dici sul serio sono costretto a prendere provvedimenti.
    Chris Harrison: Davvero?
    Matt Lee Whitlock: Certo. [Breve pausa] Grazie della birra e della chiacchierata.
    Chris Harrison: Grazie dell'attenzione.
    Matt Lee Whitlock: Prego. A Ann pensaci tu, se ce la fai.
  • Alex Diaz Whitlock: [menzionando i corpi carbonizzati tra le rovine della casa degli Harrison] Sai chi sono?
    Chae: Puoi dire con certezza "erano".
  • Matt Lee Whitlock: Le ho dato i soldi Scarcetti.
    Chae: Cosa???
    Matt Lee Whitlock: SHHH.
    Chae: Me li davi se venivo a letto con te?
  • Agente Strark: Il suo uomo non è maia rrivato, Whitlock.
    Matt Lee Whitlock: Agente Stark... Agente Strark: Sì, Sì... A me non interessa se lei è ferito o no, voglio il materiale confiscato. Se no si ritrova con una denuncia...
    Chae: [camminando verso Whitlock con un borsone] Hey. Hey. Ma dove diavolo è la 63esima strada sud-est a Miami?
    Matt Lee Whitlock: 53esima, Chae.
    Chae: No.
    Matt Lee Whitlock: Ti ho detto la 53esima, non la 63esima sud-est.
    Chae: No, non l'hai detto.
    Matt Lee Whitlock: Invece sì.
    Chae: No, non l'hai detto.
    Matt Lee Whitlock: Ti ho detto 53esima sud-est...
    Chae: Hai detto testuali parole: "Questi stronzi della DEA sono al 8400 della 63 sud-est."
    Matt Lee Whitlock: No, non l'ho detto. Scusi Agente Strark. Io ho detto: "Quegli stronzi della DEA sono al 8400 della 53 sud-est", Chae.
    Chae: 63.
    Matt Lee Whitlock: Cinquantatrè... ok non importa. Dagli la borsa. Dagli la borsa. Dagli la borsa.
    [all'agente Stark]
    Matt Lee Whitlock: Non serve contarli, ci sono tutti. Buon viaggio di ritorno.
    Chae: Pace e bene.
    Agente Strark: [agli altri due agenti] Andiamo.
    Matt Lee Whitlock: [a Chae, dopo che l'agente Stark se n'è andato] Ci sono tutti, vero?
    Chae: Più o meno... Ci sono tutti, dai.
    Matt Lee Whitlock: È stata bella la scenetta, no? Che ne dici, bel trucco.
    Chae: Un po' sopra le righe.
    Matt Lee Whitlock: Sopra le righe? Quale parte?
    Chae: La tua parte.
  • Chae: Che cosa hai combinato?
    Matt Lee Whitlock: Non lasciare mai tua moglie, ecco cosa ho combinato.
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Frasi del film Il mondo perduto - Jurassic Park



«Qualcosa è sopravvissuto.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "The Lost World: Jurassic Park" (1997)
Genere: azione, avventura, fantascienza
Regia di: Steven Spielberg
Protagonisti: Jeff Goldblum, Julianne Moore, Pete Postlethwaite, Arliss Howard, Vince Vaughn

Trama breve: Quattro anni dopo il fallimento di Jurassic Park su Isla Nublar, John Hammond rivela a Ian Malcolm che c'era un'altra isola ("Sito B") su cui venivano allevati i dinosauri prima di essere trasportati su Isla Nublar. Rimasti soli dopo il disastro, i dinosauri sono sopravvissuti e Hammond è ansioso che il mondo li veda nel loro ambiente "naturale".
(Scheda completa)


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Frasi celebri

Non ci sono versioni della verità. (Ian Malcolm)

[Rivolto a Ian, che lo trattiene per la giacca] Attento, questo vestito costa più della sua istruzione. (Peter Ludlow)

[A Ian] Lei aveva ragione ed io torto. Se la sarebbe mai aspettata questa frase da me? (John Hammond)

Se vuole lasciare il suo nome su qualcosa va bene, ma la smetta di piazzarlo sulle lapidi della gente, John! (Ian Malcolm)

[Presentando Nick e Ian] Nick è il nostro fotografo. Ian è il nostro... Ian. (Eddie Carr)

[A Kelly] Ehi, vuoi un buon consiglio di un genitore? Non ascoltarmi... Non ascoltarmi... (Ian Malcolm)

[Un dinosauro è spaventato dal rumore della macchina fotografica] Si arrabbiano molto quando finisce il rullino. (Ian Malcolm)

[A Ian] Lavoro sui predatori da quando avevo vent'anni: leoni, sciacalli, iene... tu... (Sarah Harding)

Peter, se vuole che guidi la sua scampagnata nei boschi ci sono due condizioni: la prima, comando io e quando non ci sono io decide Dieter; lei deve soltanto firmare gli assegni, dirci che facciamo un buon lavoro e aprire la cassa di Scotch quando la giornata è buona. Seconda condizione: il mio compenso, se lo tenga pure. Tutto ciò che voglio in cambio dei miei servizi è il diritto di cacciare uno dei Tirannosauri, un maschio, solo un maschio; come e perché, affare mio. Ora, se non le piace una di queste due condizioni farà da solo. Perciò, avanti, fissi il suo campo base proprio qui, o in una palude o in un nido di Rex, già per quanto mi riguarda... ma io ho partecipato a troppi safari con ricchi dentisti per ascoltare altre idee suicide come questa, chiaro? (Roland Tembo)

Tento di cambiare centinaia di anni di dogma radicato. Fin dall'inizio i dinosauri furono considerati lucertole terribili. Oggi si tende a non ritenerli genitori amorevoli. Robert Burke ha detto che il T. rex era un violento pronto ad abbandonare i suoi piccoli alla prima occasione. Io posso provare il contrario. (Sarah Harding)

Violenza e tecnologia: cattivi compagni di letto! (Eddie Carr)

[A Ian] Sai, mi sono specializzata ad aspettare te. (Sarah Harding)

[A Roland] Noi siamo venuti qui per studiare, voi per sbudellare! (Nick Van Owen)

È una cosa assolutamente imperativa, la nostra collaborazione in Costa Rica con il Dipartimento per le riserve biologiche, per stabilire una serie di regole, per la preservazione dell'isolamento di quell'isola. A queste creature, necessita l'assenza dell'uomo, non l'aiuto per sopravvivere. Se riusciremo solo a farci da parte, a confidare nella natura, la vita troverà il modo. (John Hammond)



Dialoghi

  • John Hammond: No, non si preoccupi, non rifarò gli stessi errori, creda.
    Ian Malcolm: No, ne sta... ne sta commettendo di nuovi.
  • John Hammond: E ora è solo questione di tempo prima che questo mondo perduto sia trovato e depredato. L'opinione pubblica è l'unica cosa che posso usare per preservarlo, ma per poter ottenere questo genere appoggio mi serve un completo rapporto fotografico su quegli animali che agiscono liberi nel loro habitat.
    Ian Malcolm: È passato da capitalista a naturalista in quattro anni... è... è sbalorditivo.
  • [Ian dà dei colpi al telefono satellitare mal funzionante]
    Eddie Carr: Ah, non farlo! Non farlo! Bisogna coccolarlo un pochino, bisogna amarlo.
    Ian Malcolm: L'amerò quando funziona.
    Tecnico: Funzionerà quando lo ami.
  • Sarah: Come lo troviamo?
    Ian: Seguiamo le urla!
  • Nick Van Owen: Ogni tanto faccio volontariato con Greenpeace.
    Ian Malcolm: Greenpeace? Che cosa ti ha spinto?
    Nick Van Owen: Le donne. C'è un 80% di donne in Greenpeace.
  • Nick Van Owen: L'assegno di Hammond era buono. O non andrei a questa caccia alle anatre.
    Ian Malcolm: Eh, dove andrai è il solo posto al mondo dove le anatre cacciano te.
  • Ian Malcolm: Sarah!!
    Nick Van Owen: Sarah!!
    Ian Malcolm [cercando Sarah]: Sarah!
    Nick Van Owen: Sarah Harding!
    Ian Malcolm: Quante Sarah ci saranno su quest'isola?!
  • Eddie Carr [vedendo un gruppo di dinosauri]: Questo è... questo è magnifico!
    Ian Malcolm: Oh sì, "uuh" "aah"... è così che si comincia... ma poi si arriva alle grida e... alla fuga in massa...
  • Sarah Harding: Siamo qui per documentarci, non per interagire.
    Ian Malcolm: Il che, a proposito, è scientificamente impossibile; il principio di indeterminazione di Heisenberg: "se studi una cosa, la cambi". Perciò...
    Sarah Harding: Be', sai, correrò il rischio. Sono stufa di scavicchiare nella roccia e nelle ossa, e fare supposizioni e deduzioni sulle abitudini di allevamento di animali che sono morti da 65 milioni di anni, sono stufa marcia. Poi arrivi tu e mi riempi la testa di storie, è chiaro che sarei venuta, che pretendi?
    Ian Malcolm: Storie di mutilazioni e morte, non stavi attenta?
  • Sarah Harding: Tesoro, mi rivedrai a giorni.
    Ian Malcolm: No tesoro, ti rivedrò a pezzi.
  • Ian Malcolm: Cinque anni di lavoro e miglia di recinti elettrificati non hanno preparato l'altra isola, e lei pensa che qualche dozzina di "uomini Marlboro" ci sarebbero riusciti?
    Nick Van Owen: Siete dei saccheggiatori, vi interessa solo arraffare. Non ne avete il diritto!
    Peter Ludlow: Un animale estinto che viene riportato in vita non ha diritti. Esiste perché lo abbiamo creato, lo abbiamo brevettato, è nostro.
  • Nick Van Owen: Pare che tu abbia un pizzico di buonsenso. Cosa diavolo ci fai qui?
    Roland Tembo: Nascosto su quest'isola c'è il più grande predatore di tutti i tempi. Il secondo più grande predatore deve abbatterlo.
    Nick Van Owen [indicando il fucile]: E userai quello?
    Roland Tembo: Se non si arrenderà, sì.
    Nick Van Owen: Fammelo vedere...
    Roland Tembo: No...
    Nick Van Owen [ridacchia]: Quell'animale esiste per la prima volta dopo decine di milioni di anni, e l'unico modo in cui sai esprimerti è ucciderlo?!
    Roland Tembo: Ricordi quel tizio, circa venti anni fa, ora mi sfugge il nome... scalò l'Everest senza usare l'ossigeno, tornò giù quasi morto. Gli chiesero... dissero, "Perché sei andato là per morire?" e lui disse " Non è cosi: sono andato là per vivere."
  • Ian Malcolm: Non le ho fatto gli auguri per la sua nuova iniziativa imprenditoriale... Promettente l'inizio...
    Peter Ludlow: La mia squadra è intatta, mi dispiace per la perdita del suo uomo... Sa, è molto facile criticare qualcuno che partorisce un'idea, che si assume tutti i rischi, che mette tutto...
    Ian Malcolm: Quando tenta di sembrare Hammond le viene fuori un'arruffone, insomma, non è colpa sua, dicono che il talento salti una generazione, perciò... Ehi, sono sicuro che i suoi figli saranno scaltri come i gatti!
    Peter Ludlow: Hammond fa il passo più lungo della gamba, io no.
    Ian Malcolm: Portare via i dinosauri da quest'isola è la peggiore idea della lunga triste storia delle cattive idee, e... io sarò presente quando lo capirà.
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Frasi del film Io sono Leggenda



«L'ultimo uomo sulla terra non è solo.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "I Am Legend" (2007)
Genere: azione, avventura, fantascienza, thriller, drammatico
Regia di: Francis Lawrence
Protagonisti: Will Smith, Alice Braga

Trama breve: Un virus che è stato creato allo scopo di combattere il cancro sembrava essere promettente. Alcuni anni dopo è mutato in una pestilenza che ha ucciso la maggior parte delle persone sulla Terra o le ha trasformate in creature zombi, l'1% della popolazione mondiale è immune ma è stata uccisa dagli infetti. Tra loro c'è lo scienziato militare Robert Neville (Will Smith), che ha trascorso gli ultimi tre anni dopo che la peste ha decimato l'umanità cercando di trovare una cura. Ma sta perdendo la speranza...
(Scheda completa)


Indice



Frasi celebri

Non c'è dubbio, cittadini americani, questo virus mutante è letale e minaccia non solo la sopravvivenza della nostra nazione, ma anche quella delle altre nazioni del pianeta. È per questo motivo che con grande tristezza, ma con grande determinazione, stasera ho firmato il decreto che ordina all'esercito di imporre una quarantena alla città di New York. Dio ci protegga. (Comunicato radio del Presidente degli Stati Uniti)

Mi chiamo Robert Neville, sono un sopravvissuto che vive a New York. Sto trasmettendo su tutte le frequenze in onde medie. Sarò al porto di South Street tutti i giorni a mezzogiorno, quando il sole è più alto nel cielo. Se ci siete, se c'è qualcuno da qualche parte, posso offrire cibo, posso offrire riparo, posso offrire protezione. Se c'è qualcufzno, chiunque sia, ti prego, non sei solo. (Robert Neville)

Giorno 1001. Oggi siamo arrivati a contatto diretto con un alveare. Le analisi del sangue confermano che rimango immune sia al ceppo aereo che a quello da contatto. È confermato anche che i canidi rimangono immuni solo al ceppo aereo. La sperimentazione del vaccino continua. Non riesco a trasferire la mia immunità a ospiti infetti. Il virus di Krippin è... raffinato. Si brancola nel buio, ragazzo mio. Nota comportamentale: oggi un maschio infetto si è esposto per un istante alla luce del sole. È possibile che la diminuita funzione cerebrale o la sempre crescente scarsità di cibo li spingano a ignorare l'elementare istinto di sopravvivenza. (Robert Neville)

Aveva un'idea tutta sua [Bob Marley]: un'idea che potremmo quasi definire da virologo. Lui pensava che si potessero curare il razzismo e l'odio, letteralmente curare, tramite delle iniezioni di musica e amore nella vita delle persone. Un giorno doveva suonare a una manifestazione per la pace. Degli uomini sono andati a casa sua e gli hanno sparato addosso. Due giorni dopo lui è salito sul quel palco, e ha cantato. Qualcuno gli ha chiesto perché, e lui ha detto: "Perché le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero, come potrei farlo io?". Illumina l'oscurità! (Robert Neville)

La de-evoluzione sociale sembra completa. I tipici comportamenti umani ormai sono del tutto assenti. (Robert Neville)

E adesso come faccio senza nessuna donna al mondo? Mi devo accontentare del manichino. (Robert Neville)

Non è stato Dio a fare questo, ma noi. (Robert Neville)

Ma qualcosa mi ha detto che dovevo accendere la radio. Mi ha detto di venire qui. (Anna)

Rimasero tutti a guardare con le facce pallide rivolte in su. Lui ricambiò i loro sguardi. E di colpo pensò: sono io quello anormale, ormai. (Robert Neville)

Questo è il punto "zero": il mio posto è qui. (Robert Neville)

Niente è andato come doveva andare. (Robert Neville)

Ehi, ehi... Che cavolo ci fai lì Fred! ... Uh ma che... Ma che cosa... ci... noo, noo, noo! Noo... Che cosa ci fai lì Fred!?... Come hai fatto ad arrivarci!? Fred! Se sei vero è meglio che me lo dici subito! Se sei vero è meglio che me lo dici subito! [spara] Porca puttana Fred!... Porca puttana!... (Robert Neville)

Cosa? Non posso permettere che vada avanti! (Robert Neville)

La cura è nel sangue! (Robert Neville)

[Ultime parole ad Anna] No, loro non si fermeranno, non si fermeranno! State lì fino all'alba. (Robert Neville)

Nel 2009 un virus letale distrusse la nostra civiltà e spinse il genere umano sull'orlo dell'estinzione. Il dottor Robert Neville dedicò la sua vita alla ricerca di una cura e alla ricostruzione dell'umanità. Il 9 settembre del 2012, alle 8:49 di sera scoprì quella cura e alle 8:52 donò la sua vita per difenderla. Noi siamo il suo lascito. Lui è leggenda. Illumina l'oscurità. (Anna) [voce fuori campo]



Dialoghi

  • Anna: Neville, il mondo è più silenzioso, bisogna soltanto ascoltare. Se sappiamo ascoltare possiamo sentire il progetto di Dio.
    Neville: Il suo progetto... Va bene, parliamo del progetto del tuo Dio. C'erano 6 miliardi di persone quando è scoppiata l'epidemia. Il virus di Krippin ha una mortalità del 90%, questo vuol dire 5 miliardi e 400 milioni di morti. Contagio, emorragia interna, morte. Circa l'1% di immuni, vale a dire 12 milioni di persone come te, me e Ethan. I rimanenti 588 milioni di persone sono diventate i tuoi "cacciatori del buio". E poi hanno avuto fame e hanno ucciso e mangiato tutti i sopravvissuti. Tutti i sopravvissuti. Ognuna di quelle persone che tu o io abbiamo mai conosciuto è morta. Morta!. Dio non c'è. Dio non c'è!
  • Neville: La mia voce alla radio ti ha detto di venire qui, Anna...
    Anna: Stavi cercando di toglierti la vita, ieri sera, vero? E io sono arrivata appena in tempo per salvarti la vita. Credi che sia una coincidenza? Mi ha mandata qui per un motivo...
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Frasi del film Il prezzo della vendetta



«Quella fotografia è vecchissima...Perché proprio adesso?»
(Frase tratta dal film)

Titolo Originale:
"Rufmord" (2018)
Genere: Film drammatico
Regia di: Viviane Andereggen
Protagonisti: Rosalie Thomass, Johann von Bülow, Shenja Lacher

Trama breve:
Luisa, una maestra che insegna alle scuole elementari e ben voluta dai suoi studenti, scompare senza lasciare tracce. Nella sua abitazione la Polizia si imbatte in un coltello e un'ampia scia di sangue e mentre le indagini nel presente proseguono, ci viene mostrato il passato della giovane insegnante.
(Scheda completa)


Frasi celebri

È vero che le femmine attirano i maschi con degli odori particolari per fare sesso con loro e poi i maschi lottano uno contro l'altro e solo chi vince può andare solo con la femmine per fare... sesso? (Paul)

Lei è la sua insegnante, so quanto piace a Paul. Cosa che naturalmente comprendo benissimo. (Georg Bär)

Benvenuti nel sito della scuola elementare Mendelssohn di Kails. Il corpo insegnante come piace a noi. (Scritta nella foto di nudo sul sito della scuola)

Chi ha avuto una delusione d'amore forse misura il tempo con un metro diverso. (Finn)

Anche mia cugina si è spogliata per un calendario per contadini. Ma lei non è un'insegnante. C'è una bella differenza. (Mamma di uno studente)

Grazie ai nostri mezzi abbiamo scoperto che l'autore ha cancellato ogni traccia, forse ha usato un Tor Browser. È un sistema antitracciamento che si avvale di più server, dove i collegamenti possono cambiare di continuo. (Poliziotto)

In fin dei conti anche la scuola viene infangata, non solo tu. (Susanne)

Ma lei non è te. Da fuori le cose sembrano sempre più facili. (Melly)

Gli amici non dicono bugie. (Luisa Jobst)

Se erano buone intenzione nei miei confronti perché mi sento una schifezza? (Luisa Jobst)

Quando pensi di non farcela più, all'improvviso tutto può cambiare. (Brigitte)



Dialoghi

  • Brigitte: Sta facendo un buon lavoro nella sua classe. Ricordate, l'anno scorso nessuno voleva avere a che fare con quegli scalmanati e quest'anno sono agnellini.
    Susanne: Beh, diciamo che si è semplificata molto il lavoro. Se permettessi alla mia classe di usare il cellulare durante le lezioni sarebbero agnellini anche con me.
  • Marianne Bär: Se tuo figlio ti interessasse davvero sapresti sapresti che non è in grado di sopportare una pressione simile. L'ho sempre detto che un'istruzione scolastica alternativa gli sarebbe più congeniale.
    Georg Bär: Già, certo. Scuola privata per il figlio. Cucina di lusso per la mammina. E io sono il fesso che paga. Ma ti sei mai chiesta, hai mai provato a pensare quello che devo sopportare io, tutti i giorni? TUTTI !!!
  • Melly: Vedrai che al prossimo scandalo la gente parlerà di tutt'altro. Puoi stare tranquilla. Luisa Jobst: Se funziona così, pubblica una tua foto nuda.
  • Finn: Credi che questa storia non abbia colpito anche me?
    Luisa Jobst: No, tu sei quello che sta con la puttana. Anche questo non deve essere facile.
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Frasi del film Pierino colpisce ancora



«Se sei come me, non te proccupà, alla vita è meglio darle del tu»
(Frase della sigla del film)

Titolo Originale:
"Pierino colpisce ancora" (1982)
Genere: Film comico
Regia di: Marino Girolami
Protagonisti: Alvaro Vitali, Michela Miti, Gianfranco Barra, Enzo Robutti

Trama breve:
Pierino viene nuovamente bocciato agli esami di quinta elementare e come se non bastasse viene pure espulso per sempre da questo istituto. Dopo l'ennesimo dispiacere arrecato alla famiglia, i suoi genitori spazientiti decidono di mandarlo nel collegio di Grosseto.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Sigla di Pierino
Se sei come me
C′è chi te dirà
Smetti di giocare
Comincia a studiare
Strillerà papà
Magari poi se incavolerà
Predicerà e tutto
Non stare a sentir
Mai ye devi dì
Dai non me sfinì
Studieró vabbe
Domani Papà
Sgommero domani lo giuro
Fà venire qui per oggi papà
(Conversazione Pierino e Papà)
Se sei come me
Non te proccupà
Alla vita e meglio darle del tu
Canta insieme a me
Gli passi non c'è sta a pensà
Queli son fatti apposta
Per rompergli al mattin
Non te Fà fregà
Canta insieme a me
Guarda il mondo è blu
Ma appare un bijue
Quel che poi verrà domani
Nessuno lo sa
Alla vita e meglio darle del tu
(Rit.Pierino è una forza)
Col fischio o senza?
Fischio
Pierino è il migliore

Ammazza, quanto so' bello! So' mejo de prima! (Pierino)

Col fischio o senza? (Pierino)

Tema di Pierino
Giuseppe Garibaldi è nato a NIZZA
è stato uno dei più grandi eroi della nostra storia
è leggendaria la sua spedizione dei millle e percio è ricercato in tutto il mondo per il traffico di stupefacenti
è un criminale che non bisogna farsi sfuggire, il suo amore per Anita dura fino al momento in cui a preso alloggio in via alessandria e convive con una prostituta alla quale disse "OBBEDISCO"
se fa resistenza l'ordine è di sparargli addosso.

Alfonso? Nun fa lo stronzo! (Pierino)

Caro Oronzo, io so' Pierino, so' simpatico e so' carino. Tu invece ti chiami Oronzo che fa rima con... (Pierino)

Il profesore ha detto che se voglio essere promosso devo cambiare strada. Allora io ho fatto il giro più largo. (Pierino)

Espressione algebrica di Pierino
+ melo -
+ vengo -
x non venir + -
non me lo - +
o x lo -
melo -
di -

Il cane quannu scurreggia alza la coda. E il gatto alza le orecchie. (Pierino)

Le scorregge sono di tre tipi, la prima è quella silenziosa ed è la più terribile, se uno ti sta vicino può anche morire e si chiama Alfonsssssssso. La seconda è quella squacquera, è quella più pericolosa però perché non si sa mai se è una scurreggia o te sei cagato sotto, e si chiama Pasqqquale. La terza invece è quella che ti dà più soddisfazione, è quella tanto per capì se fa quannu hai magnato pasta e fagioli, quella si chiama Ro-ber-to Brac-co! (Pierino)

[Pierino scorreggia] Questa si chiama scorreggia d'artista, e mica la sanno far tutti eh. (Pierino)

Rizzi Rizzi come mi addrizzi! (Pierino)

È meglio svegliarsi col culo gelato, che col gelato al culo. (Pierino)

Mela, mela, banana e caffé. (Pierino)



Dialoghi

  • Pierino: Mille con tre L?
    Nonno di Pierino: No, con tre zeri.
  • Prof. Pomari: Adesso ti farò un piccolo esame, per valutare il tuo grado di preparazione... Quando è morto Alessandro Manzoni?
    Pierino: No! È morto Alessandro Manzoni? Poveraccio, io non sapevo manco che stava male!
  • Pierino: A Giova'?
    Giovanni: Eh?
    Pierino: Che vai al giardino zoologico?
    Giovanni: Sine.
    Pierino: E a quale gabbia te fai mette?
    Giovanni: Ah Pierì stai sempre a sfottere. In uno di questi giorni ti faccio un grugno grosso così.
    Pierino: Eh come sei diventato cattivo, a pensa' che ti volevo portare le noccioline.
  • Pierino: Tu lo sai come si dice mignotta in greco?
    Alunno: No!
    Pierino: Micateladogratis.
  • Professoressa: Silenzio! Qui non siamo in un casino!
    Pierino: Magari! Se questo era un casino ero il primo della classe!
  • Professoressa: Qual è l'animale più veloce?
    Pierino: È il pidocchio!
    Professori [In coro]: Il pidocchio!?!
    Pierino: Sì, sta sempre in testa! [barzelletta]
  • Signore: Ma che fai? Ti gratti il capo senza manco levarti il cappello?
    Pierino: Perché te quando te gratti er culo ti tiri giù i calzoni?
  • Pierino: Come vai a scuola?
    Oronzo: Tu?
    Pierino: Io vado a piedi.
  • Dott. Paoletti: Allora ragazzi, vi siete mai trovati di fronte a un pericolo? Un pericolo da affrontare a ogni costo? Una situazione, cioè, in cui è necessario fare appello al proprio sangue freddo? Alla padronanza dei propri nervi?
    Pierino: Sì, io dotto': quando la sera vado a casa e trovo mi'padre sempre incavolato! [ride con tutta la classe]
    Professoressa Rizzi: Pierino!
    Dott. Paoletti: Questo sangue freddo, questa padronanza dei propri nervi che gli inglesi chiamano self-control, cioè l'autocontrollo...
    Pierino: [a Oronzo, sottovoce] Hai capito? L'autocontrollo. Vuol di'quello che aggiusta 'a macchina!
    Oronzo: Ma stai zitto, ignorante!
    Dott. Paoletti: ...In certi casi può addirittura salvarvi la vita. A questo proposito, vi racconterò un fatto che mi è successo durante un viaggio in Africa: dunque, tornavo da una battuta di caccia, quando in una radura della foresta mi sono trovato faccia a faccia con un leone. [Pierino ansima spaventato] Io ero rimasto con una sola cartuccia nel mio fucile quindi, per salvarmi, dovevo ammazzare il leone al primo colpo. Facendo affidamento al mio self-control, miro con calma alla sua parte più vulnerabile (cioè l'occhio), ma, proprio mentre sto per sparare, arriva da destra un altro leone!
    Pierino: Oddio, 'ndo sta?!
    Dott. Paoletti: Cosa potevo fare? Dovevo ucciderli tutti e due con una sola pallottola! Non era facile ma, facendo appello di nuovo al mio self-control, riesco a metterli tutti e due sotto tiro ma, proprio mentre sto per premere il grilletto, un terribile ruggito mi fa gelare il sangue! Un terzo leone, [enfatizzando] enorme, sta arrivando dall'altra parte! A quel punto mi sono sentito perduto ma, facendo di nuovo ricorso al mio self-control, piano piano, con la dovuta calma, sono riuscito a metterli tutti e tre sotto tiro e...BOM!! [Pierino sobbalza] Li ho fatti secchi con un sol colpo! Tutti e tre!
    Pierino: 'A dotto', je posso di'na cosa?
    Dott. Paoletti: Ma certo!
    Pierino: Ma vaffanculo, va! [ride con tutta la classe] "Tutt'e tre"!!
  • [Al telefono]
    Pierino: Sì, Pronto?
    Prof. Bianchi: Chi parla?
    Pierino: E che ne so! Famo un po' per uno.
  • Pierino: Tu lo sai chi ha preso la Bastiglia?
    Oronzo: I sanculotti!
    Pierino: I sancu che?
    Oronzo: I sanculotti!
    Pierino: No! La Bastiglia l'ha presa un bovero negro raffreddado!
  • Oronzo: Pensa, ho un fratello che da cinque anni suona al conservatorio.
    Pierino: Ammazza, oh! So’ cinque anni che sòna e ancora non gli hanno aperto?
  • Professoressa Rizzi: Vi spiegherò il significato di alcune parole poco usate. Cominciamo dalla parola 'anonimo'. Chi sa cosa vuol dire?
    Oronzo: Anonimo è colui che non vuol farsi riconoscere. Per esempio chi manda una lettera senza firma è un anonimo!
    Professoressa Rizzi: Bravo, Oronzo! Avete capito tutti?
    Classe: Certo! Abbiamo capito! Si!
    Pierino: PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!
    Professoressa Rizzi: Chi è stato?
    Pierino: Anonimo!
  • Signore: Qualche giorno fa anch'io ho perso il mio cane a Napoli.
    Pierino: Ah sì? E che ha fatto?
    Signore: È tornato da Napoli a Roma a piedi. Ha fatto 300 km da solo e me lo sono trovato davanti alla porta di casa.
    Pierino: Ammazza. Ma che si chiama Mandrake il cane suo? Signore: Ma quale Mandrake... I cani hanno fiuto, tutto lì. Sentono l'odore del padrone anche a 300 km di distanza. Che ne dici?
    Pierino: E che dico? Dico che è ora che se fa un bagno.
    Signore: E perché?
    Pierino: E perché se ha sentito l'odore a 300 km di distanza si figuri quanto puzza.
  • Capo commissione: Non devi fumare, non lo sai che alla tua età è un veleno?
    Pierino: Ah, alla mia età? Questo è niente. Pensi che alla età di 7 anni già possedevo la prima donna.
    Capo commissione: Ma dico io, ma che gusto ci potevi trovare a quell'età?
    Pierino: Ambé, questo non me lo ricordo perché ero ubriaco fradicio.
  • Padre di Pierino: Se ti fanno promosso mi taglio le palle.
    Pierino: Bello sforzo che fai, per quello che ti servono...
  • Maestra Mazzacurati: Passiamo alla geografia.
    Capo commissione: Quali sono le province della lombardia?
    Pierino: Quella è facile, il Milan e l'Atalanta.
    Capo commissione: E quelle della Liguria?
    Pierino: Ah e quelle della Liguria è più facile, il Genoa e la Sampdoria.
  • Capo commissione: Trova il perimetro.
    Pierino: A Professo' io sto perimetro non lo trovo... A me me sa che se 'o so' fregato!
    Capo commissione: NON SEI RIUSCITO A TROVARMI IL PERIMETRO???
    Pierino: Ma che fa, lei prima se perde la roba e poi se la piglia con me? Vai a far del bene alla gente, vai a far, poi guarda come ti ringrazia.
  • Maestra Mazzacurati: Sei preparato in geografia? Allora dimmi dove si trova il lago Titicaca.
    Pierino: Ma che fa, provoca? Poi dite che so i piccoli che dicono le parolacce.
  • Capo commissione: Hai studiato l'Ilidiade? Recitami il primo canto, la famosa lite tra Achille e Agamennone.
    Pierino: Cantami o diva dei peli di Achille, che si tagliava tutte le mattine con un rasoio vecchio e tutto rotto e dal dolore si pisciava sotto. Co la faccia piena di cerrotti è andato dal Re tutto infurioso per chiedere na giornata de riposo. Ma Agamennone, che c'aveva li cacchi sua, glieve fregava assai dei Mirmidoni. Achille dice: ma li mortacci tua, te voi levar da mezzo i coglioni?
  • Padre di Pierino: Lo so io dove ti mando, in collegio, dove ti drizzano le ossa.
    Pierino: Però se drizzavano un'altra cosa ci andavi prima te...
  • Il portiere: Ci penserà il prof. Pomari a metterti a posto.
    Pierino: E chi è Pomari?
    Il portiere: Il direttore, un duro, un uomo tutto d'un pezzo...
    Pierino: Sì, un pezzo di...
  • Enrichetta Pomari: Eccomi qua, sono stata all'istituto di bellezza.
    Pierino: Che è, hai trovato chiuso?
  • Direttore Pomari: Se in una tasca dei pantaloni hai 100.000 lire, e nell'altra tasca hai 10.000 lire. Cosa hai in tutto?
    Pierino: Allora, se in una tasca c'ho 100.000 lire e nell'altra c'ho 10.000, allora c'ho i pantaloni de un altro.
  • Direttore Pomari: Senti, adesso mi fai un esempio con il verbo scorrere.
    Pierino: Scorreggiava nel suo letto.
    Direttore Pomari: Ma Pierino, cosa dici?
    Pierino: Vuole che faccia l'analisi logica?
    Direttore Pomari: Sentiamo...
    Pierino: Scorre= predicato verbale; Giava= soggetto, Giava è un fiume; suo= aggettivo possessivo; nel letto= stato in luogo.
    Direttore Pomari: Ma Pierino, Giava è un mare. Il mare di Giava. Non è un fiume. Come fa a scorreggiare nel suo letto?
    Pierino: Ahahahah, ha detto scurreggià!
  • Enrichetta Pomari: Pierino, ma non sei ancora entrato in classe?
    Pierino: Macché, era pieno di gente.
  • Maestra Rizzi: Pierino, chi ti ha insegnato l'educazione?
    Pierino: Nessuno signorina, lo giuro.
    Maestra Rizzi: Tuo padre lo porta il cappello?
    Pierino: Sì.
    Maestra Rizzi: Allora qual è la prima cosa che fa quando arriva a casa?
    Pierino: Va a pisciare, signorina.
  • Pierino: Signorina, ho anche io un oggettino che suggerisce una canzone.
    Maestra Rizzi: Ma ma Pierino, con una sega quale canzone vuoi suggerire?
    Pierino: Solitudine.
  • Pierino: A proposito di porcospino, sai dirmi come fanno l'amore?
    Oronzo: Come tutti gli altri animali.
    Pierino: No, no, con molta prudenza. Con tutte quelle spina che c'hanno...
  • Oronzo: E tu sai che differenza c'è tra Napoleone, la professoressa Rizzi e la famiglia?
    Pierino: Questa è facile. Napoleone è Bonaparte. La Rizzi è bona tutta. E la famiglia?
    Oronzo: E la famiglia?
    Pierino: Tutti bene, grazie.
  • Pierino: Tu sai come far passare un scopa attraverso al buco della serratura?
    Oronzo: No.
    Pierino: Strappi zeppo per zeppo e la fai passar attraverso il buco.
    Oronzo: E il manico?
    Pierino: Te lo ficchi nel culo.
  • [Pierino lavora come venditore di borse in un negozio]
    Signora: Quanto costa?
    Pierino: Questa costa 200.000.
    Signora: Non avreste qualcosa di meglio?
    Pierino: Ah sì, ci sarebbe questa che è di pelle di coccodrillo, di prima qualità.
    Signora: E quanto costa?
    Pierino: E questa costa 700.000 lire.
    Signora: E di certo è bella. Ma vede io vorre qualcosa di speciale. Anche se costa un pochetto di più.
    Pierino: Ho proprio qualcosa che fa per lei. Ecco qua.
    Signora: E questa qua quanto costa?
    Pierino: Questa costa 2 milioni.
    Signora: 2 milioni? E mi dica, e de cose e se fata?
    Pierino: Ela se fata de pele di cazo! Basta fargli una carezza che diventa una valagia.
  • Maestra Rizzi: Cacofonia. Chi conosce il significato?
    Pierino: È il rumore che fa uno quando sta al cesso.
  • Padre di Pierino: Insomma, non c'è maniera di piantarla di rompere i coglioni a sti poveracci?
    Pierino: Sì una maniera ci sarebbe, papà.
    Padre di Pierino: E quale?
    Pierino: Quella che se li tagliano tutti, così non glieli rompo più.
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Frasi del film Pierino contro tutti



«Abbasso la maestra. W la supplente BONA!»
(Frase nella lavagna della locandina del film)

Titolo Originale:
"Pierino contro tutti" (1981)
Genere: Film comico
Regia di: Marino Girolami
Protagonisti: Alvaro Vitali, Michele Gammino, Michela Miti, Sophia Lombardo

Trama breve:
Pierino è lo studente più anziano della scuola perché è stato bocciato più volte e si diverte a fare scherzi, pernacchie, battute divertenti di ogni tipo e in qualsiasi luogo, a scuola, a casa, nel locale di sua padre, per lui un posto vale l'altro. In particolare è a scuola che dà il "meglio" di sè: un giorno uno dei suoi scherzi provoca l'infortunio a una sua insegnante burbera e isterica che verrà sostituita temporaneamente da una supplente giovane e bella che piace anche a Pierino, ma lei è già perdutamente innamorata dell'insegnante di educazione fisica.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Col fischio o senza? (Pierino)

VENGO SUBITO...allora godi poco. (Avviso di un negozio modificato da Pierino)

Un caffé nero come la morte e dolce come l'amore. (Uomo al bar)

Quella ha detto di guarir, mica di resuscitar. (Pierino)

Se tu esageri vai a finire come Molliconi. Quello che a forza di dai e dai è rimasto senza coglioni. (Dottore)

Poesia 5 Maggio di Pierino
Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro
Gli è uscito dal culo una specie di respiro.
Così percossa, attonita
La terra al nunzio sta,
Mentre eravamo pronti tutti vanno a cacà.
Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Mentre si grattavano le palle fino a sentirsi male.

Pierino spiega Giulio Cesare
Allora una mattina Giulio Cesare fu svegliato.
Ah Cesareeeeee!!! Siamo attaccati dalli Galli.
E Cesare disse ma che me frega a me, chiamate alle Galline.
No, i Galli sono i francesi.
Allora chiamate i Centurioni.
Non ci so i centurioni, so finiti.
Allora metteteve le bretelle.
E che so le bretelle?
Allora chiamate l'aviazione.
Ma se l'aviazione la dobbiamo ancora inventare...
Ma allora chi è sto Ponzio Pilota che c'abbiamo?



Dialoghi

  • Pierino: Lo sai che differenza passa tra un arrosto bruciato e una donna incinta?
    Venditore frutta: No.
    Pierino: Nessuna: in tutti e due i casi bastava levarlo un momento prima!
  • Professore: Tema: Parlate di Garibaldi.
    Pierino: Ah no, io la spia n'a faccio.
  • Pierino: Mi scusi signora, io al cinema sono venuto per divertirmi.
    Signora: E allora?
    Pierino: E allora, o si leva il cappello, o si leva le mutande.
  • Cliente padre: Ragazzino?
    Pierino:Sì?
    Coppia di clienti: Scusa, si può avere un po' di frutta?
    Pierino:Certo! Che frutto vuole? È frutta di stagione, fresca.
    Cliente padre: Per me…cachi.
    Cliente madre: Cachi anche per me!
    Pierino: Ah…e per il regazzino un par di scureggette vanno bene?
  • [Pierino cammina a gambe divaricate e viene notato da due medici]
    Medico 1: Guarda quel ragazzino. Secondo me è un tipico caso di artrosi sacrale.
    Medico 2: Vuoi scherzare? Quella è una sciatica precose.
    Medico 1: No, tu sbagli. Comunque è tanto semplice, domandiamoglielo e vediamo chi ha ragione.
    Medico 2: Scusa, ti dispiace dirci una cosa?
    Pierino: No.
    Medico 2: Tu hai una sciatica precoce, vero?
    Pierino: Sciatica precoce? No.
    Medico 1: Visto? Hai un'artrosi sacrale.
    Pierino: Artrosi sacrale? No, nemmeno.
    Medico 1: Abbiamo sbagliato tutti e due.
    Pierino: No, no. A dire la verità abbiamo sbagliato tutti e tre.
    Medico 1: Perché?
    Pierino: E perché io credevo che era una scurreggia. Invece mi so cagato sotto.
  • Nonno di Pierino: La verità è che mi voglion veder morto. Allora se son scordati che io son stato un bersagliere e mi pare ancora di star sul Carso.
    Pierino: Sì a tutti...
  • Maestra Mazzacurati: L'ultima volta vi ho insegnato il significato di alcuni verbi poco usati. Vediamo se ve li ricordate. Fiorella, fammi un esempio con il verbo detergere.
    Fiorella: Il cuoco di deterge il sudore.
    Maestra Mazzacurati: Brava Fiorella, e adesso tu Roberto. Costruiscimi una frase con il verbo mescere.
    Roberto: L'oste mesce il vino.
    Maestra Mazzacurati: Bravo Roberto.
    Pierino: Singorina.
    Maestra Mazzacurati: Cosa vuoi?
    Pierino: Anche io voglio fare una frase sul verbo mescere.
    Maestra Mazzacurati: Va bene, vieni avanti.
    Pierino: Dunque... mia madre ha deciso di comprarmi i calconi lunghi.
    Maestra Mazzacurati: E che cosa vuol dire.
    Pierino: Perché con quelli corti m'esce. M'esce di fuori.
  • Cliente: E perché i conigli fanno tanti figli?
    Pierino: Ah Signò, perché non c'hanno il televisore.
  • Signora 1: Sono così contenta per la mia Marisa. Ha trovato un posto d'oro. Un principale che l'apprezza tanto. Ah l'ha presa così a ben volere, pensi la porta con lui anche quando viaggia, non la molla un momento. E poi, la riempie di regali. Pensi, tre giorni fa, per un lavoretto particolarmente ben fatto le ha regalato una pelliccia, un visone, un visone che vale un Mercedes. Quattrocentoquattordici beste, le ho contate. E la sua Luisa cosa fa?
    Signora 2: La mia Luisa...
    Pierino: Fa la puttana come sua figlia, solo che non è così fortunata.
  • Maestra Mazzacurati: Attenzione bambini. Allora... questa è una pesca. La peluria che ricopre la buccia del frutto è una protezione contro gli agenti esterni. Una specie di sistema difensivo contro gli insetti.
    Fiorella: Signorina, anche le noci di cocco hanno la stessa peluria, vero?
    Pierino: Anche le palle di Natale intorno hanno la peluria.
    Maestra Mazzacurati: Ma Pierino, che sciocchezze dici. Quando mai si sono viste le palle di Natale ricoperte dalla peluria.
    Pierino: Natale, tira giù i pantaloni. Fagliele vedere.
  • [Cadono due biglie a terra durante la lezione in classe]
    Pierino: A proposito di palle...
    Maestra Mazzacurati: Non palle, Pierino. Biglie, sono due biglie d'acciaio.
    Pierino: È questione di opinioni. Per me quelle sono le palle di Superman.
  • [Pierino, gli insegnanti e il preside riuniti per discutere la sua sopensione] Preside: Ora tocca a te Pierino, siamo tutti qua ben disposti ad accettare la prova sincera del tuo pentimento. La buona volontà si può dimostrare con una sola parola, con un solo gesto.
    Nonno di Pierino: Hai capito? Ti hanno perdonato. Aspettano un gesto, n'a parola.
    Pierino: Ma sei sicuro?
    Nonno di Pierino: Sono sicuro sì, adesso aspettano un gesto.
    Pierino: Tiè!!! [fa il gesto dell'ombrello]
  • Prof. Celani: E allora, hai finito di fare l'idiota?
    Pierino: Io sì, adesso tocca a lei.
  • Maestra Rizzi: Buongiorno ragazzi.
    La classe in coro: Buongiorno!
    Maestra Rizzi: Beh, eccoci di nuovo insieme. Allora, siete contenti?
    Pierino: È la forza del destino che ci fa incontrare ancora. A nome di tutta la classe gli devo dire che ci fa tanto piacere.
    Maestra Rizzi: Grazie Pierino, sei davvero gentile ma vedi che io mi trovo qui perché la signorina Mazzacurati purtroppo ha avuto un incidente e ne avrà almeno per una settimana.
    Pierino [sorpreso]: Ihhhhh, una settimana?
    Maestra Rizzi: Eh purtroppo sì, lo vedi che non sei tanto contento?
    Pierino: E so contento no, na settimana sola...
  • Cliente: Senti Marisa, è un vero disastro. È una settimana che siamo sposati e lui non ha ancora fatto niente.
    Fioraia Marisa: Ma a letto cosa fate?
    Cliente: Niente. Lui legge, legge sempre, un libro dietro l'altro.
    Fioraia Marisa: Ma, hai provato a provocarlo? Perché non ti fai trovare a letto tutta nuda?
    Cliente: E ci ho provato, ci ho provato. Ieri sera per esempio lui se ne è accorto. Ha posato distrattamente la mano sul mio seno, poi ha cominciato a scendere giù verso il basso. E quando è arrivato là...
    Pierino: Ci ha intinto il dito e ha cambiato pagina.
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Frasi del film L'allenatore nel pallone



«C'è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: 5-5-5.»
(Frase celebre del film)

Titolo Originale:
"L'allenatore nel pallone" (1984)
Genere: Film commedia, sportivo
Regia di: Sergio Martino
Protagonisti: Lino Banfi, Camillo Milli, Andrea Roncato, Urs Althaus

Trama breve:
L'allenatore Oronzo Canà è chiamato ad allenare la Longobarda, squadra di un piccolo paese del Nord Italia, quando ottiene la promozione in Serie A. Il suo unico obiettivo stagionale è quello di non fare retrocedere la squadra in Serie B, ma non sarà facile perché il migliore della squadra gioca contro la stessa Longobarda come da accordi con il Presidente perché la Serie A è troppo costosa, e il giovane centravanti brasiliano ingaggiato per trascinare la squadra a suon di gol è affetto da una profonda 'nostalgia' di casa.
(Scheda completa)


Frasi celebri

In questo momento un mio incaricato lo sta contattando a casa sua, di lui, previo telefono, in Puglia. (Comm. Borlotti)

Sarò muto come un pesce... che si è operato alle corde vocheli. (Canà)

Tutti gli intrallazzi si fanno a Torino. (Canà)

Oronzo Canà, si lo so, la iena del tavoliere. Grandissimo mediano di rottura. Bravo! (Bergonzoni)

Abbiamo la iena e la volpe. La iena e the fox. Bravissimo! (Bergonzoni) [alludendo a Canà e Borlotti]

Ma che denaro liquido che quello fattura settecentocinquantamila lire l'anno. Un pastificio che si chiama Mosciarelli, chi se la compra la pasta, è pure scotta! Sa che hanno mandato un carico nel Biafra e ce lo hanno mandato indietro la pasta? (Canà) [parlando dello sponsor, il pastificio Mosciarelli]

Non pensi di esserti allargato un po' troppo! (Gianfranco Giubilo) [rivolto a Canà]

Cosa ne pensa lei presidente di quello che dice il vate della Daunia? (Fulvio Stinchelli) [rivolto al presidente della Longobarda]

La donzelletta vien dalla campagna... e la chiappa si bagna. (Bergonzoni)

Io ho scoperto che tu non sei né figlio d'emigrante, né figlio di preta pura, tu sei proprio figlio di puttena, neto! (Canà)

Ma quante mammelle aveva la mamma di questo Giginho? Che c'aveva la centrale del lecce? (Canà)

C'è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: 5-5-5. (Canà)

Brasil la nostalgia du Brasil. Brasil sta lì, l'Italia aqui. Arì. Arì. Aristoteles adesso adesso dorme aqui. Arì. Arì. Sognà. Sognà. E speriamo che domenica vuoi segnà! Magar. Magar. Cicos, cicos, Canos, Canos... (Canà canta la ninna nanna)

Obrigado, mister! (Aristoteles)

La Longobarda è Aristoteles, e Aristoteles è la Longobarda. (Canà) [al processo del lunedì]

Se Zico ha giocato con i guanti, il mio Aristoteles giocherà col cappotto! (Canà)

Sorridi! (Canà) [rivolto a Crisantemi mentre entra in campo]

Grass, pelato, brüt... Che schifo. Cülatun! (Capotreno) [dopo aver visto Canà supplicare Aristoteles di non partire]

Mi chiamano "L'insaziabile"... (Bergonzoni)

Arbitro sei un cornutaccio! (Canà)

Domenica un solo grido ci deve unire: vincere e vinceremo! (Canà) [dalla finestra di casa ai tifosi esultanti dopo la vittoria con la Lazio]

Castegner! E Rummenigge sta sempre a segner! (Canà) [all'annuncio dell'acquisto di Rummenigge]

Ma lo sa che noi attraverso le cessioni di Falchetti e Mengoni riusciamo ad avere la metà di Giordano? Da girare all'Udinese per un quarto di Zico e tre quarti di Edinho. (Comm. Borlotti)

Stavo meglio in brasile a vendere bibite al maracanà e no in questa stazione di merd. (Giginho)

Canà, tagliamo la testa al toro, le rinnovo la fiducia, porti la squadra in ritiro, servirà a ritrovare l'amalgama! (Comm. Borlotti)

Sono riuscito ad avere i tre quarti di Gentile e i sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno. In conclusione, noi abbiamo ottenuto la comproprietà di Maradona in cambio di Falchetti e Mengoni. (Comm. Borlotti)

Oronzo, Oronzo, vieni a pescare con noi, ci manca il verme! (Tifosi del Milan) [coro da stadio]

Me desculpo… ma non capisco… eh…me desculpo, io signora mia, sono due ore che me desculpo ho mica ammazzeto nessuno… (Canà)

E va bene guardare al futuro, ma noi dobbiamo guardare anche al presente, presidente. Perché altrimenti io faccio giocare come ala fluidifichente, Daniele Piombi, e come ala tornente, Pippo Baudo! (Canà)



Dialoghi

  • Mara Canà: Mi fai schifo! Non hai nessuna sensibilità. Guarda il Barone come sta in panchina. Guardalo, lui sì che non perde il suo self control. Anche dopo il gol non esprime emozioni. Mentre te quando stai in panchina sembri un tarantolato!
    Oronzo Canà: Terrona ignorante. Tarantolato. Io dovrei avere il premio per il self control dopo diciott'anni che ti sopporto, maledetta disgrazieta! Grazie: self control, c'ha tutto quello che vuole il Barone Nils Liedholm: il vigneto, l'oliveto, i vini DOC, i vini DIC e pure i soldi. Sempre. Panchina lunga...
  • Canà: Sella tu stai…
    Sella: No mister io sono già con Cavallo in stanza…
    Canà: Eh si Sella e cavallo è già fatto l'accoppiamento…
  • Aldo Biscardi: Presidente Borlotti, può rivelarci chi sarà il nuovo allenatore?
    Borlotti: Io sono un impulsivo, un istintivo, sono abituato a fare di testa mia. E colgo l'occasione che siamo qui in televisione, che tutti gli sportivi ci vedono, per comunicare la mia decisione anche all'interessato, il nome di cui è Oronzo Canà.
  • Borlotti: Indovini chi le ho preso? Ma...
    Canà: Ma...
    Borlotti: Mara...
    Canà: Mara... c'è mia moglie Mara? Dov'è? Mara...
    Borlotti: Marado...
    Canà: Marado...
    Borlotti: Maradona!
    Canà: Maradonna Benedetta dell'Incoroneta!
  • Canà: Senti, qual è la cugina di Éder?
    Giginho: La terza della direita è la prima di Éder.
    Canà: La terza della derecia e la prima di... ma è la terza o la prima?
    Giginho: La prima che è la cugina, la segunda.
    Canà: Ah la secunda è la cugina e la prima...
    Bergonzoni: La prima vuol dire la cugina ed è dietro la quinta.
    Canà: Ah, quindi questa non c'è. Emm... È dietro la quinta adesso.
    Bergonzoni: Ma che dietro la quinta non c'è. Dietro la quinta là.
    Canà: Ah, la quinta...
    Bergonzoni: Prima c'è quella con su una bella quarta e subito dopo c'è la sesta.
    Giginho: La prima, che è la cugina, è la sesta.
    Canà: Cioè la prima è la sesta, e la quinta che dice lui dov'è?
    Bergonzoni: Insomma, mia zia è la prima? No, perché è mia zia, sennò sarebbe cugina, porta una bella quinta, ma è la prima. Mia cugina è la sesta.
    Canà: Senti a me di tua zia non me ne frega niente! Io voglio sapere questa cazzo di cugina di Éder dove cavolo sta?!
    Bergonzoni: Son tutte belle. Hanno tutte dei bei numeri.
  • Dottor Socrates: Vaffanculo a te, mammeta...
    Canà: ... e Socrates!
  • Canà: Sicché lui adesso sta a Firenze a parlare con Picchio De Sisti ed io son venuto qua in Brasile dove tutti vengono o per le donne o per i giocatori... io son venuto farmi fare l'appendicite. Hai capito com'è?! [Canà sputa in faccia a Bergonzoni] Io a uno lo devo sputare in faccia sennò con chi mi sfoga? Anzi, scusa... [Canà sputa verso l'alto due volte] So' più soddisfatto adesso.
    Bergonzoni: Senti, ma perché hai fatto così?
    Canà: Mi sono sputato in faccia da solo. Uno che a quarantott'anni viene a Rio a farsi fa l'appendicite, vuoi che non si sputi in faccia da solo?
  • Canà: Io che tipo di zona uso? Che uso io? La? La bi..?
    Allenatore in seconda: La biro...
    Canà: La... la biro. Quindi io uso la biro, il signor De Sisti usa il pennarello vero? Trapattoni invece usa la penna stilografica, senza inchiostro dentro, perché invece dell'inchiostro ci sputa dentro all'occhio direttamente del suo allenatore in seconda. Ma che-che-che chevolo c'entra. Io sto parlando della bizona!
  • Canà: Mentre i cinque della difesa vanno avanti, i cinque attaccanti retrocedono e così viceversa. Allora la gente pensa: «Ma quelli che c'hanno, cinque giocatori in più?» Invece no, perché mentre i cinque vanno avanti, gli altri cinque vanno indietro, e durante questa confusione generale le squadre avversarie si diranno: «Ah! Ah! Che cosa sta succedendo?». E non ci capiscono niente.
    Speroni: Nemmeno noi.
  • Canà: Lasciatela la palla!
    Dirigente Longobarda: Ma mister, guardi che la palla ce l'hanno gli avversari.
    Canà: E apposta io sto gridando: «Lasciatela quella palla»; così quelli sentono così e lasciano... è una guerra psicologica la nostra!
  • Dirigente Longobarda: Cambia Cavallo!
    Canà: Che l'erba cresce.
  • Maffei: Ecco, in conclusione Canà?
    Canà: In conclusione... picchio De Sisti.
    Maffei: Picchio De Sisti si è espresso in modo molto favorevole nei confronti della sua squadra.
    Canà: No questa volta è lei che non ha afferreto. Io picchio De Sisti e lo dichiaro a tutta Italia. Io picchio De Sisti e gli spezzo pure la noce del capocollo! Chiaro?
  • Francesco Graziani: Mister, questi cinque gol l'hanno un po' dimagrita?
    Canà: Non ti preoccupare che tra una decina d'anni ti vedo anche a te al posto mio. Già i capelli li stai perdendo.
  • Mara Canà: Ah ma che divertenti queste scritte così paint post modern. E poi vanno di moda i murales. Sara felice il nostro architetto. Neh.
    Canà: Ah devi vedere come sarà felice il nostro amministratore, neh. Tutti i danni li pago io, neh! Cammina dentro...
  • Crisantemi: Con la Samp la vedo molto male oggi, eh?.
    Canà: Certo che tu metti proprio molta allegria addosso alla gente: già c'hai questa faccia con questo pallore fisso, ti chiami Crisantemi, ti ho comprato i primi di novembre. Per cortesia, cerca di non gufare continuamente. Se no ti faccio rimanere nel loculo tutta... ehm, nella panchina tutta la vita. [fa le corna e getta del sale]
    Crisantemi: Ma che è?
    Canà: Niente, piove.
  • Crisantemi: Ha visto Wilkins che gol?
    Canà: Io ho visto che tu ti devi stare zitto, perché a forza di grattarmi mi stai facendo venire l'orchite. Porca miseria!
  • Bergonzoni [rivolto a Mara Canà]: Onore alla bellezza. Lei ha mai partecipato a qualche concorso?
    Canà: Sì, alle Poste e Telecomunicazioni, ma non l'hanno presa perché non era raccomandata.
  • Bergonzoni [parlando della suocera di Canà]: È mezzo soprano?
    Canà: No, tutta scema.
  • Ceretti: Canà. Canà. Come pensa di uscire dal tunnel della crisi?
    Canà: Nessuna crisi, domenica risorgeremo, lo scriva a caratteri grossi e lo vada a scrivere al giornale per cortesia. [a Borlotti] Che cacachezzi che è questo!
  • [Canà entra in campo e, a causa della nebbia, Platini gli sbatte contro]
    Canà: Oh, Monsieur Platini.
    Platini: Qu'est qu'il y a?
    Canà: Excuse moi monsieur Platini, je suis Oronzo Canà, l'allenateur della Longobardà. Allor, je... je... la nebbià, je n'ai vu rien et jese juju...
    Platini: ...merde!
    Crisantemi: Che ha detto Platini?
    Canà: Ha detto mee... metti un altro in panchina, no monsieur Crisantemì che c'ha la face de cimetière, tu comprends?
  • Maffei: Ecco, in conclusione Canà?
    Canà: In conclusione... picchio De Sisti.
    Maffei: Picchio De Sisti si è espresso in modo molto favorevole nei confronti della sua squadra.
    Canà: No, questa volta è lei che non ha afferreto. Io picchio De Sisti e lo dichiaro a tutta Italia. Io picchio De Sisti e gli spezzo pure la noce del capocollo! Chiaro?
    Maffei: Canà sempre imprevedibile...
  • Crisantemi: Mister mi preparo?
    Canà: No, no, che è già un funerale la partita.
  • [Il presidente convoca Canà prima dell'ultima partita di campionato, decisiva per la salvezza]
    Presidente Borlotti: Perdere e perderemo!
    Canà: Non ho afferreto, scusi.
    Borlotti: Lei ha capito benissimo. Perdere e perderemo!
    Canà: Ma scusi, ma perché? Dobbiamo vincere.
    Borlotti: Si è mai chiesto perché io ho scelto proprio lei per allenare la Longobarda? Per le sue doti? Buca tasi. Bocca taci. Canà, mi guardi negli occhi e apra le orecchie: io lo ho ingaggiato perché avevo bisogno di qualcuno che mi rimandasse subito la squadra in serie B. Ma lo sa quanto mi costa una squadra in serie A?
    Canà: Certo che lei è bravo presidente. Lei non lo sa, la pugnalata che mi sta dando in questo momento.
    Borlotti: Canà, io le voglio bene, ma domenica dobbiamo assolutamente perdere e lei me lo deve giurare.
    Canà: Questo mai!
    Borlotti: E io la caccio via subito! Se invece lei seguirà le mie indicazioni, ecco qui il contratto per la prossima stagione, con ingaggio raddoppiato, già firmato da me.
    Canà: E che cosa dovrei fare io?
    Borlotti: In primis togliere di squadra Aristoteles, che è quello che ci può fare vincere.
    Canà: E in secundis?
    Borlotti: Ci ho già pensato io... E no, questo glielo darò domenica sera dopo la partita. Canà la vedo strano, come si sente?
    Canà: Come uno che ha mangiato una tonnellata e mezza di merda. Pesante da digerire, sa?
  • [Speroni sbaglia di proposito un gol a porta vuota]
    Aristoteles: Ma mister ha visto? Perché non dice: «filho de puta»?
    Canà: Lo so io a chi dovrei dire «filho de puta». Lo so io a chi lo dovrei dire!
  • [Canà viene sollevato in aria dai tifosi in festa dopo la salvezza]
    Canà: M'avete preso per un coglione.
    Tifosi: Ma no, sei un eroe!
    Canà: Ahhh! Mi avete preso per un coglione.
    Tifosi: Ma no, sei un eroe!
    Canà: Oh! Mi avete preso per un coglione, sotto la meno, mi fa male!
  • Borlotti: Lei è un disoccupato, lo sa?
    Canà: E lei è un cornuto, lo sa?
  • Giginho e Bergonzoni: "Mira Canà! Mira Canà!"
    Canà: "Ma siamo al Maracanà ..."
    Giginho e Bergonzoni [additando il campetto]: "Mira Canà! Mira Canà!"
    Canà: "Ma mira vuol dire guarda? Ma allora - porca puttena! - dite: "Mira ... virgola... Canà!"
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Frasi del film L'insegnante (1975)



«Lei dà a lui lezioni private.»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"L'insegnante" (1978)
Genere: Film commedia, erotico
Regia di: Nando Cicero
Protagonisti: Edwige Fenech, Alfredo Pea e Alvaro Vitali

Trama breve:
Una famiglia benestante e di un certo livello assume una bellissima insegnante privata per evitare la bocciatura al figlio. Questi si innamora perdutamente di lei fino al punto da fingersi gay in modo da poterla avere più vicina a sé.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Bisogna aiutarli. Bisogna andare loro incontro. La nostra è una missione! (Preside Margara)

A capa tua non vali u culu mia. (Ciccio La Rosa)

Non ve la posso dare la chiave. Se poi ve la rubate io non vedo niente. (Peppino)

Vivaci? Ma quelli sono delinquenti, disgraziatissimi mascalzoni. Altro che riforma della scuola, il riformatorio ci vuole. (prof. Puntiglio)

Ci sono molte cose che lasciano a desiderare, qui dentro, specialmente in campo amministrativo. Aule prefabbricate, appalti da chi vi pare, mazzette prese sotto banco nel vero senso della parola, merendine confezionate con poco e niente anzi più niente che poco, libri di testo venduti col sovrapiù. Adesso basta! È giunto il momento di ripulire gli angolini. (Prof. Puntiglio)

Dolcezza e studio. Studio e dolcezza. (Preside Margara)

Sto vino è bono ma è tosto. (Preside Margara)

Se i tuoi genitori non comunicano pure i figli diventano scomunicati. (Amalia Mottola)

Tema.
Analizzare bremente il concetto di Francesco Petrarca nei celebri versi.
Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna.

SVOLGIMENTO:
Il bidet
(Prof. Calì)

Questo è male perché il padre deve stare sempre vicino al figlio. Accompagnarlo, seguirlo nelle sue peripezie. Insegnagli la strada giusta. Insomma, onorevole, lo deve portare a puttane! (Il medico che visita Franco)



Dialoghi

  • [Scherzo telefonico]
    Sconosciuto: Peppino, alla seconda corsa gioca vincente Archimede.
    Peppino: Archimede? E chi è Archimede?
    Sconosciuto: Quello che te lo mette in culo e non si vede.
  • [Sulle corse dei cavalli]
    Salvatore Tatuzzo: Una tripla?
    Peppino: C'è una tripla.
    Salvatore Tatuzzo: 6...1...stronzo!
  • Amalia Mottola: Senti Fefè, ti rendi conto che tu per 10 anni in questo letto ci hai dormito senza altro scopo.
    Fefé Mottola: E quale altro scopo ci dovevo avere? Che ci devo fare, un picnic?
  • Prof. Calì: Sì, signor preside. Mottola Francesco è un indisciplinato, un individuo lascivo alla scuola.
    Preside Margara: Ma lo sa lei chi è il padre di Mottola?
    Prof. Calì: Il padre di un somaro.
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Frasi del film L'insegnante va in collegio



«Il passero solitario è diventato uno stormo.»
(Frase celebre del film)

Titolo Originale:
"L'insegnante va in collegio" (1978)
Genere: Film commedia, erotico
Regia di: Mariano Laurenti
Protagonisti: Edwige Fenech, Lino Banfi, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Gianfranco D'Angelo

Trama breve:
Edwige Fenech recita in questa commedia erotica italiana nei panni della nuova insegnante di inglese in una scuola cattolica maschile. Tutti i ragazzi desiderano avere la possibilità di "imparare" di più con la loro nuova insegnante, ma solamente uno studente ne avrà l'opportunità.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Perché siete un uomo intelligente e siete un uomo fetente. Chi va ad immaginare che un fetentone come voi a bordo di una macchina fetentona come questa sia nientemeno che il commendatore Riccardo Bolzoni miliardario a palate. (Peppino)

Qua dentro c'è il cervello! (Peppino)

Ma perché io devo sopportare uno che mi passeggia sui testicoli dalla mattina alla sera? (Riccardo Bolzoni)

Se vi siete messi in testa che questa casa la pulisca io ci vogliono due cose: una settimana di tempo e un'altra che la puisca al posto mio. (Amelia)

Adesso le faccio vedere questo ultimo esercizio che sviluppa moltissimo i pettorali, attenzione! Ma lei non ne ha bisogno, a pettorali sta bene. (professor Strumolo)

Buono, come il pene. (Peppino)

Fusecchia. Il tuo tema ho voluto leggerlo per ultimo. È la schifezza delle schifezze. Ci sono ignoranze monumentali. Achille lo chiamavano il pelide perché era figlio di Peleo, non perché era pieno di peli come c'è scritto qua. (professor Morlupo)

Il passero solitario è diventato uno stormo. (professor Morlupo)

Se disperato significa pensare sempre alla stessa donna, desiderarla, non poter fare a meno di lei, allora sì, sono disperato. (Carlo Bolzoni)

I ricchi sono così. Prima si ingrassano fabbricando salami e poi hanno paura. (Carlo Bolzoni)



Dialoghi

  • Armandino: Vi ho raccontato mai lo scherzo della doccia?
    Lucio e Carlo: No, com'è?
    Armandino Ammazza che forza! Però bisogna essere in due per farlo. Quando arriva una cliente bona, giustamente questa che fa? Chiede una stanza con doccia. Uno dei due va su ai cassoni dell'acqua a evdere il contatore, così quando ella apre la doccia lui se ne accorge subito, no? Mhhh la lascia per bene insaponare, poi all'improvviso TAC e gli chiude l'acqua. Mhhh quella tutta insaponata che fa?
    Lucio: Che fa?
    Armandino: Ma che te frega a te?
  • preside don Marcello: Sii prudente. Sant'Agostino evvero diceva...
    Monica: Sant'Agostino non era una donna, non aveva la mia età e per di più era un santo.
  • Peppino: I sentimenti vanno rispettati. Sono una cosa sacra. Come diceva sempre la mia povera mamma...
    Riccardo Bolzoni: Povera mamma? Ma perché, è morta?
    Peppino: No. Povera mamma perché non c'ha una lira.
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