Frasi de I Cesaroni

«Su torna a casa dai e per favore in fretta
nella tua stanza c'è qualcuno che ti aspetta
la casa a un tratto è diventata un po' più stretta.»
(Testo della sigla)

Titolo Originale:
"I Cesaroni" (2006-2014)
Genere: commedia familiare
Regia di: Francesco Vicario, Stefano Vicario e Francesco Pavolini
Protagonisti: Claudio Amendola, Elena Sofia Ricci

Trama breve:
La serie ruota intorno alle avventure di una famiglia allargata, composta da Giulio, vedovo e padre di tre ragazzi, e Lucia, divorziata e madre di due ragazze.
(Scheda completa)




Frasi celebri

Che amarezza... (Cesare Cesaroni)

Le chiacchiere stanno a zero! (Giulio, Cesare, Ezio)

Esequie! (particolare saluto di Cesare Cesaroni)

... come il padre del padre del padre del padre del padre di mio padre! (locuzione di Cesare per giustificare il suo attaccamento alla tradizione)

Bello pisellone! (Walter a Marco)

Per tua norma e regola [omissis]! (incipit di diverse frasi dette da Ezio, Walter e soprattutto Cesare Cesaroni)

Ragazzaccia! (Walter a Alice)

E che problema c'è? (Ezio quando ha una delle sue idee)

Sai cos'è stupido? Farsi abbracciare da un'albero quando potresti farlo con una madre viva e vegeta che ha fatto qualcosa che non ti piace, ma che lo ha fatto per te. (Mimmo)

Il brutto di quando suona la sveglia è che spesso non hai voglia di alzarti, e vorresti continuare a dormire e a sognare…Il brutto dei sogni è che prima o poi finiscono e uno rimane con la voglia di sognare ancora… (Mimmo)

Perché si vomita sempre quello che si ha nello stomaco e non si vomita quello che si ha nella testa? (Alice Cudicini)

Forse ti stavo cercando talmente tanto che non riuscivo più a capire il punto da cui ero partito... (Marco Cesaroni)

Marco è Foscolo... Lui, è un seduttore triste. Passa la metà della sua vita a guardare fuori dalla finestra e l'altra metà a cercare di scrivere quello che ci ha visto, che poi non è mai quello che vedono anche gli altri. (Eva Cudicini)

Quello che non ci interessa lo ignoriamo, quello che non ci piace lo evitiamo, ma soprattutto quello che ci fa soffrire lo dimentichiamo, o almeno ci proviamo. (Mimmo)

Se uno nasce scemo non può morì intelligente. (Cesare Cesaroni)

Bisogna passarci per poter capire certe cose. (Giulio Cesaroni)

Quando ci sono di mezzo gli affetti è difficile dire la verità. (Giulio Cesaroni)

È molto difficile fare i conti quando c'è di mezzo il cuore. (Rudi Cesaroni)

Ricordati che nella vita tutti hanno bisogno di essere salvati almeno una volta, anche i supereroi. (Carlotta Alberti)

Se uno nasce tondo non può morì quadrato. (Ezio Masetti)

Per amore si cresce si soffre si gioisce ma non si muore. (Giulio Cesaroni)

Ascoltami ... Tu un giorno ti scorderai del male che ti ho fatto ... Ma io ti assicuro che non scorderò mai il bene che tu hai fatto a me ... Credimi ti prego... (Walter Masetti)

Non sta piangendo... sta crescendo! (Giulio Cesaroni)

Forse la cosa che mi piace di più della musica è che in un attimo ti porta lontano e fa sparire tutti i problemi. (Mimmo)

Da quando ha risolto i suoi problemi con Maya, Marco sta vivendo una favola meravigliosa... e non perché lei è una principessa! La vera favola, infatti, è essere innamorati di qualcuno. C'è anche chi alle favole non ci crede e non ci crederà mai... forse perché ha paura. (Mimmo)

Io so che la tua strada l’hai già disegnata, ma io ti ho messo in mano una gomma e una matita. (Marco Cesaroni)

Ma se ti dico che sei molto, molto, molto, molto ma mooolto bella... non finiamo come Marco ed Eva, vero!? (Rudi Cesaroni)

L'unica cosa che so è che quando uno è innamorato la vita si complica... (Mimmo)

Per un meccanico essere un disastro è una buona dote, riesce a vedere del buono anche in un rottame e si arrende neanche quando sembra che non ci sia più niente da fare. (Walter Masetti)

Quando ti dichiari ad una persona e lei non ricambia è lei a sentirsi a imbarazzo non tu. (Alice Cudicini)

L'amore ti costringe a dire cose che non avresti mai detto... e a fare cose che non avresti mai fatto. (Mimmo)



Dialoghi

  • Giulio [che cerca di diventare un padre migliore]: I tuoi amici sono miei amici, Rudi! Come sta Burino?
    Rudi: Budino.
    Giulio: Va bè, Burino, Budino, me sta molto simpatico! E quell'altro cinese che invece chiamate Charlie come se chiama davvero?
    Rudi: Ciung.
    Giulio: Tciung! Eheheh, come 'o starnuto! Lo potevate chiama' "salute"!
  • [Dopo che Mimmo voleva rifiutarsi di fare un lavoretto per Rudi]
    Rudi: Senti, tu sei il più piccolo quindi obbedisci! La famiglia funziona così: Marco obbedisce a papà, io faccio finta di obbedire a Marco e tu obbedisci a me!
    Mimmo: Quindi se non sono il più piccolo posso comandare qualcuno?
    Rudi: Certo! è la regola! Adesso vai!
    Mimmo: OK!
  • [Marco arriva tardi ad un appuntamento con Rachele per andare a salvare Eva]
    Rachele: Allora che succede?
    Marco: Ah no, niente... Il dentista... Questo dente mi... mi tormenterà per sempre...
    Rachele: Toglilo!
    Marco: Ci ho provato mille volte. Ma è inutile. Non ci riesco. Non posso.
    Rachele: Forse ho capito di che dolore si tratta.
    Marco: È una sofferenza che non passa neanche con l'anestesia, anche se piacevole e attraente.
    Rachele: Già! È una malattia da cui non si guarisce facilmente. Lo so.
    Marco: Rachele, forse è meglio che tu torni a Milano. Finché non avrò trovato la cura adatta io non posso offrirti niente.
    Rachele: L'unica cura che può guarirti è quella che ti fa ammalare. Ciao. Salutami Eva.
  • Eva: Lo sai non mi importa se l'hai già fatto.
    Marco: Cosa?
    Eva: L'amore.
    Marco: Perché tu invece...
    Eva: Aspettavo te.
    [si baciano]
  • Eva: A che pensi?
    Marco: A quanto sono stato stupido.
    Eva: Ma davvero non te n'eri accorto... che ero innammorata di te?
    Marco: Non lo so, oddio, qualche dubbio ce l'ho avuto, poi se penso al tuo sorriso sul traghetto effettivamente... Poi però sei sparita!
    Eva: Per forza, sei inciampato sulle labbra di Rachele!
    Marco: Forse ti stavo cercando talmente tanto che non riuscivo più a capire il punto da cui ero partito.
    Eva: Perché cercando? Scusa da quando... Insomma, da quand'è che ti piacevo?
    Marco: Dal matrimonio dei nostri genitori, tu ridevi di felicità e avevi le gote rosse, metà di trucco, metà d'imbarazzo, e quando hai visto che ti stavo guardando, sei diventata seria in un attimo. Ed io ho sentito come una cosa qua, come se avessi bevuto un bicchiere di aceto, e lì ho capito che volevo stare con te! E tu invece? Quando l'hai capito?
    Eva: Boh, non lo so! Non mi ricordo, be' non era importante evidentemente.
    Marco: E dai!
    Eva: Va bene. Forse al concorso, ti ricordi?
    Marco: Certo che mi ricordo!
    Eva: Io stavo dietro il vetro della radio e ti ascoltavo da lì e per un attimo ho sperato che la stessi cantando per me.
    Marco: Eva, ma io stavo cantando per te!
    Eva: Davvero?
    Marco: Te lo giuro!
    [Si baciano]
  • Walter: Qua ci serve il gioco pesante... bisogna passare al piano C.
    Carlotta: E il piano B?
    Walter: Io sono troppo avanti!


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