Frasi del film Cube - Il cubo


Le più belle e celebri frasi del film "Cube - Il cubo", film thriller psicologico del 1987 con Kari Matchett e Geraint Wyn Davies.

«Paura Paranoia Angoscia Disperazione. Non cercare una ragione, cerca una via d'uscita.»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"Cube 2: Hypercube" (2002)
Genere: Film thriller, psicologico
Regia di: Vincenzo Natali
Protagonisti: Nicole de Boer, David Hewlett, Andrew Miller

Trama breve:
 Sei persone diverse, ognuna con un diverso stile di vita, si risvegliano all'interno di un cubo gigante con migliaia di possibili camere. Ognuno ha delle capacità che diventano note quando sono tutti insieme: un poliziotto, un mago della matematica, il designer dell'edificio, un medico, un maestro nella fuga e un uomo handicappato.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Meglio intelligenti che belle! [urlo di battaglia lanciandosi nella stanza successiva dopo aver scoperto il modo per capire dove sono presenti trappole] Salva! Sono salva! Numeri primi! Numeri primi! Numeri primi! Numeri primi! Numeri primi! (Leaven)

Io so che tipo sei: niente figli, nessuno che ti scopa; così te ne vai in giro furiosa a ficcare il naso nel culo degli altri ad annusare gli affari loro! Non mi sbaglio, Holloway. Sei arida come una pietra. È tutto qua il tuo problema. (Quentin)

Io e te siamo il sistema, io disegno la scatola e tu ci stai dentro. (David Worth)


 

Dialoghi

  • Quentin: Chi è che ricorda com'è finito qui dentro?
    Holloway: Peperoni! [lunga pausa] Stavo cenando. Peperoni, formaggio e patate. Volevo altro formaggio, sono andata al frigorifero e... Non so altro.
    Quentin: Tu? Leaven?
    Leaven: Io... mi ero messa a letto e...
    Quentin: E tu invece?
    Worth: Mi sono svegliato qui.
    Holloway: Sì, a notte fonda. Come in Cile. Arrivano sempre in piena notte.
    Leaven: Chi?
    Holloway: Solo chi governa può costruire una cosa tanto orrenda.
    Quentin: Il governo non centra.
    Leaven: E allora chi?
    Quentin: Non lo so.
    Holloway: Alieni!
  • Holloway: Un artista dell'evasione?
    Rennes: Sì, uno stronzo alla Houdini. Vi porto con me solo perché mi servono altri scarponi. Io a tagliare la corda ci metto meno di così. Niente chiacchiere, né discorsi a vanvera. Meglio che pensiate a quello che avete davanti agli occhi, ecco qual è la sfida. Il vostro vero nemico è dentro di voi. [entra nella stanza successiva e fa scattare una trappola]Merde! [ultime parole in francese prima che gli venga corrosa la faccia dal meccanismo innescato]
  • Quentin: Worth, per cosa vivi? Non hai una moglie, una ragazza, niente?
    Worth: No. Ho solo una buona collezione di materiale porno.
  • Kazan: Questa camera è verde. [sbatte la testa contro la parete]
    Quentin: Holloway...
    Holloway: Ehi... [gli ferma la testa]
    Holloway: Sì, è verde.
    Kazan: Voglio tornare nella camera blu.
    Quentin: Sotto shock o che cosa?
    Holloway: Credo sia un ritardato mentale.
    Kazan: Voglio stare nella camera blu.
    Quentin: Oh, Cristo santo!
    Leaven: Mi ha quasi spezzato il collo.
    Holloway: Dimmi, sei da solo? Dammi la mano?
    Kazan: Prima il burro poi il dolce, Kazan. Prima il burro poi il dolce.
    Leaven: Com'è sopravvissuto?
    Kazan: Voglio tornare nella camera blu.
    Holloway: Ci sono tante camere blu. Presto ne troveremo un'altra.
  • Holloway: Solo l'industria militare ha le risorse per costruire una struttura del genere.
    Quentin: Holloway, che ne sai tu dell'industria militare? Ci lavori forse? Guarda che non è così sofisticata come credi.
    Holloway: E uno come te da cosa lo deduce?
    Quentin: Che idea hai di chi ci governa? È gente come me. Hanno scrivanie più grosse, ma le mansioni sono uguali. Più che a tramare pensano alle loro barche. Ah, questo posto è... Ricordi Scaramanga? Quello che fa il killer in L'uomo dalla pistola d'oro? Questo è solo il giochino di qualche ricco psicopatico!
  • Quentin: Qualcuno tra noi deve prendersi delle responsabilità.
    Worth: E quel qualcuno devi essere tu...
    Quentin: Non tutti possono permettersi il lusso di fare i nichilisti.
    Worth: Non tutti sono tanto presuntuosi da fare gli eroi.
    Quentin: Questa è solo voglia di vivere! Ce l'hanno tutti Worth, persino quelli come te, nascosti dietro la loro corazza di cinismo!
    Worth [sarcastico]: Voglia di vivere. Quella calda piacevole sensazione che sale da dentro? Grazie Quentin, mi hai rigenerato.
    Quentin: "Oh, povero me. Nessuno mi ama." Se la cosa ti pesa tanto cosa aspetti a liberartene? Perché non la fai finita, Worth?! [Apre il portello di una stanza con una trappola]Avanti, facci vedere che vali qualcosa e salta nel tritacarne. Sii uomo. [Worth non si muove] Lo sapevo. [Richiude il portello]
    Worth: Vaffanculo, Quentin! Non voglio morire, sono realista! T'illudi che dopo averci rinchiusi in un marchingegno del genere ci facciano uscire?
    Quentin: Allora perché avrebbero lasciato degli indizi se non ci fosse un modo per andarcene?
    Worth: Indizi per noi? Che sciocchezza!
    Quentin: Se ci risparmi le tue miserie sarà più facile trovare la strada!
    Worth: Non uscirete di qua!
    Quentin: Sì, invece!
    Worth: No, ti dico!
    Quentin: Sì, invece!
    Worth: Non esiste un'uscita!
    Quentin: Preso.
    Holloway: E tu come fai a saperlo?
    Quentin: Rispondile, Worth.
    Holloway: Oh, Dio... No...
    Quentin: Chi sei?
    Worth: Un maledetto... progettista dell'involucro esterno.
    Holloway: Di cosa?!
    Worth: Dello scudo, il sarcofago.
    Leaven: Hai costruito questa cosa?!
    Worth: No, solamente l'esterno. E non so niente dei numeri, né di altro dell'interno. Sono stato incaricato di progettare un'involucro vuoto. Un cubo.
    Leaven: Un cubo? Perché non ce l'hai detto?
    Holloway: Per l'amor di Dio, Worth, tu sapevi che cos'era...
    Worth: No...
    Quentin: Worth, tu menti.
    Worth: Non era così all'inizio.
    Holloway: Chi c'è dietro?
    Worth: Non lo so.
    Quentin: Chi ti ha pagato?
    Worth: Non l'ho chiesto. Non ho mai messo piede fuori dall'ufficio. Ho sentito al telefono delle persone, altri come me. Specialisti che lavoravano su... su piccoli dettagli. Nessuno sapeva cosa fosse. Nessuno se lo chiedeva.
    Quentin: Stronzate! Sapevi tutto fin dall'inizio! Guardate: è dentro questa cosa fino al collo.
    Holloway: No, Quentin. È la loro tattica. Tutti separati cosicché la sinistra non sappia cosa fa la destra e la mente non corre alcun rischio.
    Quentin: Quale mente?
    Holloway: [Isterica] Quella che comanda ogni cosa, capisci? Il Pentagono, le grandi multinazionale, la polizia! Si fa un lavoretto insignificante, per esempio costruire un aggeggio in una città qualsiasi e in seguito si viene a sapere che quell'aggeggio in realtà è un componente essenziale di una macchina di morte! Avevo ragione io! E, credimi, è da una vita che lo sapevo! Te l'avevo detto, Quentin! Nessuno deve più dire che sono paranoica! Bisogna uscire di qui e far saltare in aria questa cosa!
    Worth: Holloway, sei fuori strada.
    Holloway: Allora aiutami, ti prego. Qual è la verità?
    Worth: Certo, non è facile accettarlo, ma non c'è nessun complotto, non c'è nemmeno un capo. È soltanto un grosso equivoco che genera l'illusione di un piano generale. Riesci a capirlo? Il Grande Fratello non ti controlla affatto!
    Quentin: Che spiegazione del cazzo è questa?
    Worth: La migliore che ci sia. Se ci pensi l'unica conclusione credibile è che non c'è nessuno lassù!
    Quentin: Qualcuno deve avere ideato questa cosa.
    Worth: Quale cosa? Perché, sappiamo che cos'è?
    Quentin: Non ne abbiamo la minima idea.
    Worth: Eppure la conosciamo meglio di chiunque altro. Forse qualcuno ne aveva un'idea prima di andare via o venire estromesso o licenziato. Ma se questa cosa ha uno scopo, è stato frainteso o soltanto dimenticato. Si tratta di un errore, una... una cattedrale nel deserto, uno dei tanti inutili lavori pubblici. Chi vuoi che si chieda a cosa serve? Tutti noi vogliamo avere la coscienza a posto e aver un buon stipendio. Insomma, io ci ho lavorato per mesi. Era... era un ottimo lavoro!
    Quentin: Perché ci rinchiudono della gente?
    Worth: Perché esiste. Bisogna usarlo o riconoscere che è inutile.
    Quentin: Ma lo è! Non serve a niente!
    Worth: Quentin, è quello che sto dicendo.
    Holloway: A questo siamo arrivati. È molto peggio di quello che credevo.
    Worth: Non direi. È solo più patetico.
    Quentin: Tu mi dai la nausea, Worth.
    Worth: Do la nausea anche a me stesso. Tu e io siamo parte del sistema. Io disegno la scatola e tu ci stai dentro. È come avevi detto, Quentin. Tieni i piedi per terra, non divagare, guarda solo quello che hai davanti agli occhi. Nessuno ha voglia di a capire qual è il disegno. La vita è troppo complicata. Voglio dire: rassegnamoci. La ragione per cui siamo qui ci sfugge totalmente.
    Holloway: È così che roviniamo il mondo?
    Leaven: Ah! Boom! Ma siete tutti ubriachi? O fumati? Io mi sento in colpa per aver rovinato il mondo da quando avevo sette anni! Dio, chi non ha peccato scagli la prima pietra!
  • Quentin [riferendosi a Kazan]: E lui stavolta non viene.
    Holloway: Invece sì, Quentin.
    Quentin: No, non se ne parla!
    Holloway: Non lo lasceremo qui a morire!
    Quentin: È imprevedibile! Trovata l'uscita torneremo a prenderlo. Non si può rischiare la pelle per colpa sua! Giusto, no?
    [Worth e Leaven stanno in silenzio]
    Holloway: Vergogna! Ma dico, vi siete visti?! Che v'è preso a tutti? Quelli possono anche averci tolto ogni cosa, ma siamo ancora esseri umani. Non ci rimane nient'altro.
    Leaven: Dopo torneremo a prenderlo.
    Holloway: È una menzogna. E lo sai bene.
  • Quentin: Tu devi continuare a lavorare sui numeri.
    Leaven: Non riesco più a pensare.
    Quentin: Sì che ci riesci. È il tuo dono.
    Leaven: Non è un dono. È solo un cervello.
    Worth: Falla riposare un po'. Non dormiamo da chissà quanto.
    Quentin: D'accordo. Un'ora.
    Worth: Come cazzo fai a sapere quanto dura un'ora?!
    Quentin: Un'ora dura quanto dico io.
  • Worth: Non ho nulla per cui vivere là fuori.
    Leaven: Cosa c'è là fuori?
    Worth: La sconfinata stupidità umana.
    Leaven: Ci si può convivere. [ultime parole]

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