Frasi celebri dei Film, Telefilm e Serie TV




Frasi del film Ragazze interrotte


«A volte l'unico modo per rimanere sani di mente è diventare un po' pazzi.»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"Girl, Interrupted" (1999)
Genere: Film biografico, drammatico
Regia di: James Mangold
Protagonisti: Winona Ryder, Angelina Jolie, Whoopi Goldberg

Trama breve:
La storia di una giovane donna costretta a "soggiornare" suo malgrado, in un rinomato ospedale psichiatrico, alla fine dei turbolenti anni '60. Susanna è refrattaria alla vita in ospedale e si ribella alla caposala e alla psichiatra, scegliendo invece di diventare amica delle "pazze" rinchiuse con lei, un gruppo di donne inquiete tra le quali c'è Lisa, una sociopatica seducente e carismatica. Susanna impara rapidamente che se vuole la sua libertà, deve affrontare la persona che la terrorizza di più: se stessa.
(Scheda completa)




Frasi celebri

Avete mai confuso un sogno con la vita? O rubato qualcosa pur avendo i soldi in tasca? Siete mai stati giù di giri? O creduto che il vostro treno si muovesse mentre invece era fermo? Forse ero pazza e basta, forse erano gli anni '60 o magari ero solo una ragazza interrotta. (prologo)

[A Susanna] Secondo me le ragazze di questi tempi dovrebbero fare quello che vogliono, non sei d'accordo? (Signora Barbara Glicrest)

Il rasoio fa male,
il fiume è troppo basso,
l'acido è bestiale,
la droga dà il collasso,
la corda si spezza,
la pistola è proibita,
il gas puzza e allora...
viva la vita.
(Lisa)

Spiegare cosa? Spiegare ad un dottore che le leggi della fisica possono essere sospese, che quello che va su può non tornare giù, spiegare che il tempo a volte si muove in avanti e poi indietro e poi in avanti ancora e non riesci a controllarlo. (Susanna)

Sindrome da personalità borderline. Instabilità di immagine propria, rapporti ed umori. Incertezza negli obiettivi, impulsività in attività che sono autodistruttive tipo il sesso casuale. Si riscontrano spesso ostilità sociale, e un diffuso atteggiamento pessimistico. Beh, sono proprio io. (Susanna, legge il suo fascicolo)

Non sei uscita perché stai meglio Daisy, è che si sono arresi. (Lisa)

[Che cosa le avresti detto?] Non lo so, ma che mi dispiaceva tanto. Che non so che significa essere come lei, ma so cosa significa voler morire e che sorridere fa male e che ci provi a inserirti ma non ci riesci e che fai del male al tuo corpo per tentare di uccidere la cosa che hai dentro. (Susanna)

Quando ti rifiuti di soffrire, la morte ti sembra una specie di sogno. Ma vedere la morte, vederla fisicamente, ti fa capire che sognarla era una cosa ridicola. forse quando si cresce arriva un momento in cui si rimane senza pelle. Forse continuiamo ad avere segreto perché non crediamo alla nostra anima, perché ci rendiamo conto che il pensiero è una cosa difficile. (Susanna)

Gli occhi di Lisa un tempo così magnetici ora sono soltanto vuoti. (Lisa, leggendo il diario di Susanna)

Credere nelle favole non vuol dire essere ingenui o immaturi, ma significa guardare con occhi diversi la realtà. (Susanna)

Perché tu lo sei già, morta, Liza. Non interessa a nessuno se tu muori perché è da tanto che sei morta. (Susanna)

[A Lisa] Ho sprecato un anno della mia vita. E magari tutti quelli là fuori sono bugiardi. E magari tutto il mondo è stupido e ignorante. Ma io preferisco essere lì, io preferisco essere lì fuori, cazzo. Anziché qua dentro con te. (Susanna)

Dichiarata sana e rispedita nel mondo. Diagnosi finale: borderline recuperata. Che cosa voglia dire ancora non l'ho capito. Sono mai stata matta? Forse sì. O forse è matta la vita. La follia non è essere a pezzi o custodire un oscuro segreto. La follia siete voi o io, amplificati: se avete mai detto una bugia e vi è piaciuto, se avete mai desiderato di poter restare bambini in eterno... Non erano perfette ma erano amiche mie. Negli anni '70 quasi tutte erano uscite e vivevano la loro vita. Alcune le ho riviste, altre no, mai più. Ma non c'è un giorno in cui il mio cuore non le ritrovi. (epilogo)



Dialoghi

  • Autista: Scusa, ma che cosa hai fatto? Che cosa hai fatto?
    Susanna: Come, scusa?
    Autista: Beh, mi sembri normale.
    Susanna: Sono triste.
    Autista: [Ride] Tutti quanti siamo tristi.
    Susanna: No, è che io vedo cose.
    Autista: Cioè come quando sei fatto?
    Susanna: Sì, una specie.
    Autista: Allora dovrebbero chiudere pure John Lennon.
    Susanna: Io non sono John Lennon.
    [Arrivati a destinazione]
    Autista: Non ci stare troppo comoda.
  • [Mentre viene ricoverata d'urgenza]
    Susanna: Guardatemi bene la mano perché non ci sono più ossa dentro.
    Medico: Pare una botta al polso. È per questo che l'hai fatto?
    Susanna: Fra le altre cose. Qualche volta è troppo dura per me stare in un solo posto.
  • Dr. Crumble: Susanna, se non avevi più ossa nella mano. Come hai fatto a prendere l'aspirina?
    Susanna: Ma cosa sta facendo mia madre?
    Dr. Crumble: Vuoi rispondere alla mia domanda per favore? Come hai preso il flacone dell'aspirina se non avevi più ossa nella mano?
    Susanna: Perché a quel punto le riavevo.
  • [Susanna deve radersi le gambe]
    Susanna: Devi stare a guardare?
    Valerie: Temo di sì. Ecco perché ci sono tante donne con le gambe pelose qui.
    Susanna: Ti ha mai guardato nessuno mentre ti radi?
    Valerie: Ho due figli e un solo bagno. Tu che ne pensi?
    Susanna: Che dovresti chiuderti a chiave.
  • Lisa: E così papà ti ha comprato un posto dove nessuno può entrare. Tu non esci mai, salvo quando Valerie ti obbliga ad andare alla caffetteria dove non mangi niente. Tu sei lassativo dipendente, quindi io credevo che fossi come Janet (anoressica), ma poi, poi eccoti qua con quel pollo del cazzo [imita un polletto]. Senti, ma che storia è?
    Daisy: Papà ha un negozio di alimentari, stronza, con una rosticceria. Mi piace solo il pollo di papà e quando mangio qualcos'altro vomito.
    Susanna: Ma perché te lo mangi qui? Perché non ti va di andare alla caffetteria?
    Daisy: Scusa, tu che preferisci andare al cesso da sola o con Valerie che ti guarda?
    Susanna: Da sola.
    Daisy: A tutti quanti piace stare da soli, quando esce fuori, a me piace stare da sola quando entra dentro. Per me la caffetteria è come stare con 20 ragazze tutte insieme a fare la cacca.
  • Insegnante di yoga: Janet, che razza di albero pensi di essere sdraiata lì per terra?
    Janet: Sono un arbusto spezzato!
  • Susanna: Ma tu che hai fatto? Perché sei qui?
    Georgina: Pseudologia fantastica.
    Susanna: E che cos'è?
    Georgina: Sono una bugiarda patologica.
  • Susanna: Sono ambivalente. Anzi, questa è la mia parola preferita adesso.
    Dottoressa: Ma tu lo sai che cosa significa ambivalenza?
    Susanna: Non mi interessa.
    Dottoressa: Se è la tua parola preferita devo pensare che debba interessarti.
    Susanna: Significa "Non mi interessa", ecco che cosa significa.
    Dottoressa: No, al contrario, Susanna. Il concetto di ambivalenza implica forti sentimenti in opposizione fra loro. Il prefisso, come in ambidestro, significa entrambi. Il resto della parola in latino significa vigore. La parola suggerisce che tu sei dilaniata fra due opposte linee di condotta.
    Susanna: Insomma, resto o me ne vado?
    Dottoressa: Sono sana oppure sono pazza.
    Susanna: Queste non sono linee di condotta.
    Dottoressa: Lo possono diventare, cara, per qualcuno.
    Susanna: Be', allora la parola è sbagliata.
    Dottoressa: No, io credo che sia perfetta. Quis hic locus, quale regno, quae mundi plaga? Quale mondo è questo? Quale regno? Quali spiagge, di quali mondi? È molto grossa la domanda a cui devi rispondere, Susanna. La scelta della tua vita. Tu quanto vuoi indulgere ai tuoi difetti? Quali sono i tuoi difetti? E sono difetti? Se ti aggrappi a loro finirai ricoverata in un ospedale per tutta la vita. Grandi domande, grandi decisioni. Non mi sorprende che tu professi non curanza in proposito.
    Susanna: È tutto?
    Dottoressa: Per ora.
  • Susanna: Dov'è Lisa? Dov'è andata a finire Lisa?
    Valerie: Che ti prende, non ce la fai senza di lei?
    Susanna: L'avete mandata via per la cantata a Polly, abbiamo solo cercato di darle una mano. La volevamo solamente aiutare. Questo posto è assolutamente una camera delle torture fascista.
    Valerie: No, ci ho lavorato negli ospedali di stato e ti assicuro che questo posto è un hotel 5 stelle.
    Susanna: [Ride sconcertata e poi canta] Oh Signore, misera vita. Oh Signore misera vita.
    Valerie: Sta a sentire, io riesco a reggere un sacco di stronzate da un sacco di gente pazza. Ma tu, tu non sei pazza.
    Susanna: E allora che cos'ho che non va, eh? Che cavolo di stronzate succede dentro la mia testa? Dimmi dottoressa Valerie quale sarebbe la tua diagnosi del cazzo?
    Valerie: Tu sei soltanto una ragazzina viziata ed egocentrica che ci si manda da sola al manicomio.
    Susanna: Ah, sì? È questo il tuo parere medico eh? È questo che hai imparato ai 3 anni della scuola serale di specializzazione per madri negre e nubili? Insomma, Melvin non ci capisce niente, la Vick è psicopatica, e tu pretendi di essere un dottore. Certo, firmi le cartelle cliniche, ci dai le medicine, ma tu [usa la tipica pronuncia da straniero per sfottere] "non essere dottore miss Valerie, tu essere solo povera infermiera negra".
    Valerie: E tu ti stai solo buttando via.
  • Lisa: Aiutami a capire, io credevo che non ti facessi di Valium. Dimmi come funziona la tua, rete di salvataggio. Dimmi che non prende quella lama, te l'appoggi sulla pelle e preghi che ti venga il coraggio di spingere forte. Dimmi com'è che paparino ti aiuta a sopportare tutto questo. Illuminami.
    Daisy: Mio padre mi ama molto.
    Lisa: Non ho dubbi. Con ogni centimetro della sua virilità.
  • Daisy: Tu sei solo invidiosa, Lisa. Perché io sono guarita, perché sono stata dimessa, perché ho una speranza e una vita.
    Lisa: Non sei uscita perché stai meglio, Daisy. È che si sono arresi. Tu questa la chiami vita? Accettare i soldi di papà, comprarti ninnoli e bambolette, ingozzando pollo diventando grassa come una vacca da fieno. Hai cambiato scena ma non hai cambiato situazione. Il secondino ti fa visita a domicilio, e lo sanno tutti quanti, lo sanno tutti, che lui ti scopa. Quello che non sanno è che ti piace. Hmm? Certo che ti piace. È perfetto, favoloso. Un uomo e un cazzo. E un uomo, un cazzo e un pollo, e un papà, un valium, un vibratore, quello che vuoi. Ti piace fare la signora Randone? Probabilmente non hai fatto altro in vita tua.
  • Susanna: [Daisy si è impiccata] Ho bisogno di un'ambulanza.
    Lisa: Meglio un carro funebre.
  • [Lisa legge ad alta voce il diario di Susanna]
    Lisa: Stavamo leggendo il tuo diario, visto che è la tua ultima notte facciamo un po' di salotto, un po' di lettura. Celebriamo la saggezza che ti porterai nel mondo. Cerchiamo di crescere come persone. Abbiamo letto di quando da piccola ti hanno legato ad una tavola e che secondo te Georgina non vuole uscire, Polly non uscirà mai e io sono da manicomio criminale.
    Susanna: Mah, che cosa state facendo ragazze?
    Lisa: [Continua a leggere] Gli occhi di Lisa un tempo così magnetici ora sono soltanto vuoti.
    Susanna: Lisa, si tratta di una cosa mia. È una cosa mia.
    Lisa: [Continua a leggere] Georgina. Georgina mente solo a coloro che la tengono qui. A volte penso che voglia vivere nel mondo di Oz per sempre. Molto intuitiva.
    Georgina: È meglio che la cancelli quella cosa, è meglio che la cancelli! Perché mio padre è il capo dei servizi segreti e ti può fare ammazzare in un minuto.
    Lisa: [Continua a leggere] In questo mondo l'apparenza è tutto. Qualche volta credo che la purezza e la dolcezza di Polly non siano affatto genuine ma siano il disperato tentativo di renderci più facile guardarla in faccia... Carino da parte tua giudicarci adesso che sei guarita.
    Susanna: Ma che cosa vuoi fare, Lisa?
    Lisa: La parte della cattiva, amore. Come tu vuoi. Cerco di darti tutto quello che tu vuoi.
    Susanna: No, non è vero.
    Lisa: Volevi il tuo fascicolo e te l'ho fatto trovare! Volevi uscire e ti ho fatto uscire! Ti servivano soldi e io te li ho trovati! Io sono molto coerente, ti ho detto la verità, non te l'ho scritto in un diario del cazzo! Ti ho detto tutto in faccia. Anche a Daisy gliel'ho detto in faccia, quello che tutti sapevano e non lo dicevano, e lei si è uccisa. E io ho fatto la parte della cattiva, proprio come volevi tu.
    Susanna: Ma perché dovevo volerlo?
    Lisa: Perché ti fa sentire buona, piccola mia. Ti fa sentire buona così puoi tornare qua, tutta dolcezza e luce, triste e contrita e tutti quanti si torcano le mani congratulandosi con te per il tuo stramaledetto coraggio. E nel frattempo, io faccio tre pompini alla stazione per gli stessi soldi che quella aveva nella vestaglia!
  • Lisa: Non ti sono più simpatica? Perché sei libera? Credi di essere libera? Io sono libera. Tu neanche lo sai che cos'è la libertà. Io sono libera! Perché io respiro. Invece tu ti ci strozzerai con la tua mediocre piccola vita del cazzo. Sai ci sono troppi muri nel mondo. Troppi muri contro cui spingere la gente e c'è troppa gente che chiede di essere spinta. Gente che ti implora di essere spinta. Lo capisci? Ti scongiura di spingerla contro il muro e allora io mi domando e continuo a farmi sempre la stessa domanda: Perché nessuno ci mette me con le spalle al muro? Perché nessuno mai allunga la mano e mi strappa fuori la verità e mi dice che sono solo una Puttana e che i miei genitori vorrebbero che fossi morta.
    Susanna: Perché tu lo sei già, morta, Lisa. Non interessa a nessuno se tu muori perché è da tanto che sei morta. Il tuo cuore è gelido. Ecco perché continui a tornare sempre qui. Tu non sei libera, hai bisogno di questo posto per sentirti viva. Sei patetica.


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