Frasi celebri dei Film, Telefilm e Serie TV




Frasi del film Let's Go to Prison - Un principiante in prigione


«Regola d'oro della vita in prigione: Non far cadere il sapone!»
(Tagline del film)

Titolo Originale:
"Let's Go to Prison" (2006)
Genere: Film commedia, carcerario
Regia di: Bob Odenkirk
Protagonisti: Dax Shepard, Will Arnett

Trama breve:
Quando il piano di vendetta di un giovane criminale viene ostacolato da circostanze inevitabili, decide di far scontare le colpe del padre al figlio, spingendolo in carcere. Non ritenendosi soddisfatto si fa incarcerare pure lui per l'ennesima volta per fargli passare i peggiori anni della sua vita.
(Scheda completa)



Frasi celebri

Il sistema giudiziario è una merda! Ci sono circa 2 milioni di americani dietro le sbarre, poco più di tutta la popolazione di Houston. In galera ogni anno nascono tanti ragazzini da formare 250 squadre come i Boondocks Junior. Il numero di persone violentate in prigione è tale da riempire completamente 3 stati. Ve li immaginati tre stati pieni di arrapati che si stuprano fra loro? Niente male a pensarci... Io mi chiamo John Lyshitski e sono appena uscito di prigione. (John Lyshitski)

Se mi davano un centesimo per ogni volta che mi hanno messo dentro, ora avevo 15 dollari. (John Lyshitski)

[Primo arresto di John] Vedi Johnny, la ragione per cui dobbiamo convivere con tutte queste leggi e regolamenti è per fornire il nostro contributo alla società aiutando tutti i ragazzi, che hanno un futuro brillante e ricco di successi, a cercare di proteggersi dai disgustosi farabutti come te. 7 anni di carcere minorile. (Giudice Nelson Biederman III)

E così Nelson Biederman III diede inizio al mio viaggio nella macchina della giustizia. Il sistema funziona: salì a bordo da pivellino dilettante e ne discesi da apprezzabile professionista. (John Lyshitski)

Hey non provate a muovervi brutti stronzi, o vi sparacchio così tanto le chiappe che vincerete il premio per il miglior buco di culo. (John Lyshitski)

Colpevole, 4 anni. E se essere un coglione fosse un crimine signor Lyshitski, lei non vedrebbe più la luce del sole. (Giudice Nelson Biederman III)

Uscì di galera quando avevo 24 anni ma a 24 e mezzo ebbi subito un altro incontro ravvicinato con Biederman. (John Lyshitski)

Da 4 a 7 anni e la prossima volta che rubi un auto si accerti che non ci sia la luce azzurra sopra. (Giudice Nelson Biederman III)

Ora sono fuori di nuovo e ho intenzione di vendicarmi a morte di tutto, a cominciare da vostro onore in persona. Annientarlo a poco a poco, prendergli a calci il cane, strangolargli il gatto, pisciargli sui gerani, bruciargli il garage. Per poi diventare più creativo. (John Lyshitski)

Fra mezz'ora sarà in ufficio e quando arrivo voglio trovare la mia bibita fresca che mi aspetta. E quando dico fresca intendo FRESCA, non calda,
tiepidina, temperata, fredda, gelata, ghiacciata o ibernata... la voglia FRESCA. (Nelson Biederman IV)

Io mi compro questa baracca e ne faccio un falò. (Nelson Biederman IV)

Le due parole più terrificanti nella nostra lingua: giuria popolare. Le giurie sono formate da 12 persone così stupide da non riuscire a trovare una scusa per farsi scartare. (John Lyshitski)

Sono veramente contento di essere stato scelto come giurato: è come guardare le cause in televisione, tranne che ci sono io in televisione. E a 28 pollici vengo molto bene. (Giurato anziano)

Adesso vi spiego come funziona. Se cercherete di rendermi la vita difficile io vi ricambierò il favore, in maniera esponenziale, non so se mi spiego. Se invece avrete delle rimostranze, tutto quello che dovrete fare è scriverlo su un foglio piegato bene, metterlo dentro una busta e ficcarvelo per bene nel culo. (Direttore carcere)

Se poi ritenete di essere stati trattati ingiustamente scrivete tutto su carta protocollo, piegatelo col molta cura, aprite bene le chiappe e ficcatevelo interamente nel culo. (Direttore carcere)

Se invece avrete commenti o suggerimenti su come io dirigo questa prigione o chissà, magari se la cucina non fosse di vostro gradimento, per favore scrivete una lettera al mio ufficio. Solo assicuratevi di indicare con chiarezza dove rispedirla: all'interno del culo. Cosicché il capo delle guardie signor Shanahan vi possa assistere nello spingere ai lati le vostre chiappe e aiutarvi a ficcarvelo su per il culo. (Direttore carcere)

Oggi è il primo giorno della mia splendida vita futura. (John Lyshitski)

La gente non riesce ad immaginare cosa vuol dire stare in una cella. È facile, avete presente quell'attacco di terrore quando vedete quella luce azzurra roteare nel vostro specchietto retrovisore? Vi gira la testa e vi viene una specie di nausea. Ora immaginate di sentirvi così 24 ore al giorno mentre siete circondati da assassini e stupratori che si sentono nello stesso modo. Vi può mandare ai matti, questa è la vita in prigione e una volta che ci siete dentro c'è solo un modo per uscirne: chiusi in un sacco di plastica (= morti). (John Lyshitski)

[Nelson gli mostra la sua faccia cattiva] Sembri uno stitico che si sforza di cagare! (John Lyshitski)

Tenere una persona in prigione costa 54 dollari al giorno, per un totale di 75 milioni al giorno su scala nazionale, vale a dire 28 miliardi all'anno. Non è più economico lasciarci tenere i dannatissimi stereo che ci freghiamo dalle macchine? (John Lyshitski)

Non è possibile, questa è la cosa più stupida che abbia mai visto in vita mia. Mai fare lo spifferone, chiaro? Non hai mai visto un film sui detenuti? Sei morto, e a me forse spaccheranno i denti solo perché parlo con te. (John Lyshitski)

Ricordati, regola numero uno in prigione: non fidarti mai di nessuno. (John Lyshitski)

Di tutte le paure che la parola prigione scatena in un uomo: perdita di libertà, cibo scadente, claustrofobia, solitudine, niente è paragonabile al terrore di prenderlo nel culo. (John Lyshitski)

Mio caro nuovo compagno di penna, mi chiamo Nelson Biederman IV, ho trent'anni e sono in prigione da 3 mesi. In questo posto infernale ho preso tanti di quei calci nel culo che la mia merda ha l'impronta delle scarpe. Ma sai che ti dico? Cercherò di farci l'abitudine, almeno sono sicuro che le cose non potranno mai andare peggio di così. Comunque grazie per l'attenzione, adesso devo proprio smettere, qualcuno mi sta pisciando sulla testa. Il tuo nuovo amico Nelson. (1° lettera)

La prigione è un posto noiosissimo, si scommette su tutto. (John Lyshitski)

Bene, adesso siamo pari. Io ho commesso un solo errore e per due volte lei mi ha infilzato con la forchetta. (Nelson Biederman IV)

Quando sei già in galera e commetti un reato pensi "che altro possono farmi, sbattermi in galera?". La risposta è sì, cella di isolamento detta il buco. Nel buio è impossibile capire la differenza tra 5 minuti e l'infinito. La tua mente gioca brutti scherzi, diventi depresso, disorientato, ma la maggior parte dei detenuti soffre di attacchi tremendi di panico e di allucinazioni. (John Lyshitski)



Dialoghi

  • Detenuto 1: Cosa c'è oggi per pranzo?
    Detenuto 2: Arrosto di quella gran troia di tua madre.
  • John: Fidati di me, fa' quello che faccio io, tieni la bocca chiusa e cerca di non frignare.
    Nelson: Fa molto bene piangere, scarichi i sentimenti negativi.
    John: Piangere ti scarica? Forse questa puttanata aveva senso quando somigliavi ancora a un essere umano. Qui sei un pezzo di carne e sei nel tritatutto, e più sarai tenero e più sarai triturato, più quelle bestie là fuori ti mangeranno vivo. Incattivisciti, non c'è scampo!
  • Nelson: Adesso che cosa facciamo?
    John: Che vuoi dire?
    Nelson: Che viglio dire? Esattamente che cosa credi che dovremmo fare?
    John: Quello che stiamo facendo. È tutto qua. Non sembra ma siamo nel pieno dell'azione. Gironzoliamo un po', andiamo a pranzo, rientriamo, giriamo ancora un po' e andiamo a cena. Sai quando qualcuno descrive una situazione soffocante e oppressiva dicendo che si sente come dentro una prigione? Si riferisce a questo.
  • Nelson: Sono morto.
    John: Non necessariamente, potrebbe solo darti un calcio in culo.
    Nelson: Davvero?
    John: Certo. Tutti i santi giorni, per mesi o anni fino a che non sei morto.


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