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La grande fuga (1963)


Trama del film "La grande fuga" del 1963 con Steve McQueen: frasi celebri, spiegazione del finale, curiosità, colonna sonora, attori e personaggi.

La grande fuga (The Great Escape) è un film drammatico di guerra del 1963 diretto da John Sturges ed interpretato da Steve McQueen.






Trama

Un gruppo di prigionieri inglesi si sono talmente specializzati nelle fughe dai lagher che per essere tenuti a bada sono stati rinchiusi in un campo di prigionia tedesco. Il loro scopo è quello di scappare per creare disordine e destabilizzare le forze tedesche, in modo da costringerle a concentrarsi più sulla loro fuga che alla guerra sul fronte. Sin dal primo giorno provano a fuggire ma ogni tentativo è vano, almeno fino a quando non pensano di creare tre tunnel (denominati: Tom, Dick e Harry) che secondo i loro piani dovrebbero permettere l'evasione di ben 250 prigionieri.

Paese: USA
Durata: 172 min
Voto: 8,2
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Commento

Appassionati di cinema, guardate questo film! Pietra miliare nel suo genere, fantastico, cast stellare (Steven McQueen è stato uno degli attori più talentuosi della storia del cinema, e questa è solo una delle sue tante gemme), trama coinvolgente, assolutamente da non perdere. Forse un po' troppo lungo per chi avesse solo 2 ore a disposizione, ma sono sicuro che non vi annoierà.

Avvertenza [VM14]: Niente di particolarmente rilevante.



Spiegazione




Interpreti e personaggi

Steve McQueen (capitano Virgil Hilts), James Garner (tenente Robert Hendley), Richard Attenborough (Roger Bartlett), James Donald (maggiore Ramsey), Charles Bronson (tenente Danny Velinski), Donald Pleasence (tenente Colin Blythe), James Coburn (Flying officer Louis Sedgwick), Hannes Messemer (colonnello Von Luger), David McCallum (tenente Eric Ashley-Pitt), Gordon Jackson (tenente Sandy MacDonald), John Leyton (tenente William Dickes), Angus Lennie (ufficiale Archibald Ives), Nigel Stock (tenente Denys Cavendish), Robert Graf (Werner), Jud Taylor (Goff), Karl-Otto Alberty (ufficiale tedesco).



Curiosità

Alcune curiosità contengono spoiler.

- Si è classificato al 6º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1963-1964.

- Venticinque anni dopo La grande fuga - diretto da John Sturges nel 1963 - Jud Taylor e Paul Wendkos realizzarono un sequel televisivo del film, La grande fuga 2 - Capitolo finale, che fu mandato in onda dalla NBC.

- Il film è stato omaggiato da Quentin Tarantino nel suo Le iene quando all'inizio vengono citati Charles Bronson e i suoi tunnel.

- Il film è stato girato interamente in Europa, con una perfetta riproduzione delle Stalag Luft III costruita vicino Monaco, in Germania. Gli esterni relativi alla fuga sono stati realizzati in Renania e in zone vicino al Mar del Nord, mentre le scene di Steve McQueen in moto sono state effettuate a Füssen – sul confine austriaco – e sulle Alpi. Tutti gli interni, invece sono stati girati negli studi Bavaria, a Monaco.

- Centinaia di comparse sono state reclutate all’Università di Monaco ma, per risparmiare tempo nella selezione degli attori, Sturges ha dato piccoli ruoli a macchinisti, addetti al guardaroba e al suo segretario.

- Quando lo spazio degli studi Bavaria risultava essere troppo piccolo, la produzione ha ottenuto dal Governo tedesco il permesso di girare nell’adiacente parco nazionale. Una volta finite le riprese sono stati ripiantati circa duemila pini per rimpiazzare quelli danneggiati.

- La location è risultata perfetta in quanto ha offerto la possibilità di usare autentici equipaggiamenti militari tedeschi della II Guerra mondiale. Un’infinità di camionette, auto e moto degli anni ’40 sono state recuperate presso collezionisti e rimesse in funzione. Un aereo Bücker del 1937 è stato perfettamente restaurato e filmato mentre volava, prima di essere distrutto in modo spettacolare sui boschi bavaresi di Füssen.

- Per le sequenze del treno è stata affittata una locomotiva e acquistate due auto da rottamare, modificate in modo tale da ospitare la cinepresa. Le scene sono state girate sulla ferrovia a binario unico che unisce Monaco ad Amburgo e un responsabile della Compagnia ferroviaria ha avuto l’incarico di avvisare quando la troupe doveva allontanarsi, onde evitare lo scontro con un treno in transito.

- Durante l'emozionante inseguimento in moto, Sturges ha permesso a McQueen di traversi da soldato tedesco. In questo modo nella scena finale, grazie alle magie realizzate in fase di montaggio, l’attore insegue se stesso!

- Durante le anteprime il pubblico è stato così colpito dalle scene claustrofobiche della costruzione dei tunnel che, secondo Sturges, alla fine della proiezione le persone stringevano ancora nervosamente i braccioli delle poltroncine.

- Il romanzo La grande fuga di Paul Brickhill è la descrizione di un’avventura che ha affascinato i lettori di tutto il mondo. Brickhill prigioniero nel campo tedesco Stalag Luft III durante la II Guerra mondiale, ha saputo abilmente catturare l’entusiasmo, la drammaticità e la tensione di una delle più famose fughe di massa che la storia ricordi. Ma per il regista John Sturges il romanzo è stato solo l’inizio di un’odissea durata tredici anni prima di portare sugli schermi questa storia esaltante. Sturges ha letto il libro di Brickhill nel 1950 e immediatamente ha avvertito la possibilità di trasformarlo in film, ma non tutti condividevano il suo entusiasmo. Il regista, che era sotto contratto con la MGM, aveva cercato di conquistare l’attenzione del responsabile dello Studio, Louis B. Meyer, ma la sua proposta era stata velocemente cestinata.

- La risposta che tutti continuavano a dargli era che non capivano cosa ci fosse di interessante in una fuga dove solo tre persone erano riuscite a salvarsi. Anche l’assenza dell’elemento femminile era visto come un deterrente e solo dopo che Sturges si fu conquistato il successo con I magnifici sette ebbe il potere contrattuale necessario per ottenere che il suo progetto andasse in porto. Ma rimaneva ancora un grosso scoglio: trovare il protagonista.

- Con I magnifici sette Sturges aveva contribuito a fare di Steve McQueen una star internazionale, ma l’attore era poco propenso a vestire i panni di Hilts, il Re della Gattabuia. I suoi due film precedenti erano entrambi ambientati durante la II Guerra mondiale e si erano rivelati un grosso fiasco. Sturges, però, era deciso a non mollare e quando McQueen lesse una prima stesura del copione decise di entrare nel cast ad una condizione: essendo un appassionato di moto, volle che alla fine il suo personaggio scappasse proprio in moto. Sturges accettò e il copione venne riscritto, includendo la scena che sarebbe divenuta la più famosa del film.

- McQueen si unì ad uno straordinario cast internazionale che comprendeva tra gli altri James Garner, Richard Attemborough, James Donald, Charles Bronson, Donald Pleasence e James Coburn. Molti degli attori americani all’inizio rimasero intimiditi dalla bravura dei colleghi britannici, tutti di formazione teatrale. Più tardi, però, Attemborough raccontò che lui e gli altri inglesi avevano imparato molto dalla naturalezza con la quale gli americani si muovevano di fronte alla cinepresa.

- Alla fine delle riprese, Elmer Bernstein compose un’indimenticabile colonna sonora, considerata una delle sue migliori – insieme a quella per I magnifici sette – e la United Artist, distributrice del film, supportò la pellicola con una massiccia campagna pubblicitaria a livello internazionale. La grande fuga uscì sugli schermi il 4 luglio 1963, riscuotendo un entusiastico successo di critiche e di pubblico, tanto da essere considerato uno dei migliori film di guerra mai prodotti.

- Dopo tredici anni Sturges era finalmente riuscito a realizzare il proprio sogno, creando un film che non è solo un classico, ma soprattutto un’esaltante testimonianza dell’indomito spirito umano.

- Parecchi membri del cast erano davvero stati prigionieri di guerra durante la II Guerra mondiale. Donald Pleasence – Blythe, il Falsario – era stato imprigionato in un campo tedesco, Hannes Messermer – Von Luger – in uno russo, mentre Til Kiwe – Frick – e Hans Reiser – l’agente della Gestapo Kuhn – erano stati prigionieri degli americani.

- La sceneggiatura del film è stata scritta insieme al famosissimo autore James Clavell, l’unico in grado di scrivere questa storia; Clavell, durante la II Guerra mondiale, era stato imprigionato in un campo giapponese e da quell’esperienza era nato il suo romanzo Qualcuno da odiare.

- C. Fallace Floody, un ex prigioniero del campo Stalag Luft III, venne assunto come direttore tecnico. Pur senza un’esperienza specifica, approvò incondizionatamente i set che erano stati preparati, affermando che Sturges e la troupe avevano saputo ricostruire una realtà così perfetta da essere quasi imbarazzante.

- Anche Charles Bronson, che interpreta il responsabile degli scavi, portò la sua esperienza personale: prima di diventare attore, aveva fatto il minatore e diede al regista molti consigli su come rimuovere la terra. Jack Reddish, l’aiuto regista, conosceva bene le montagne e le colline intorno a Monaco: le aveva percorse tutte sugli sci dozzine di volte! Aveva fatto parte della squadra americana di sci che aveva partecipato alle Olimpiadi di St. Moritz del 1948 ed era stato capitano del team intervenuto alle Olimpiadi di Oslo del 1952.

- Anche se McQueen ha interpretato da solo la corsa in moto, c’è un’acrobazia che non ha realizzato: il salto di quasi dieci metri oltre un muro effettuato dal suo amico Bud Ekins che, quando venne assunto, stava gestendo un negozio di moto nella zona di Los Angeles. Questo segnò per lui l’inizio di una nuova carriera e, successivamente, fece ancora da controfigura a McQueen in Bullitt e curò buona parte delle acrobazie della serie televisiva Chips.

- Il budget stimato per il film era di $4,000,000.

- Il film ha incassato $12,000,000.

- La critica ha accolto positivamente la pellicola apprezzando, soprattutto, la capacità di non concedere un attimo di tregua nonostante la lunga durata. Questo grazie al buon lavoro del regista che ha saputo miscelare sapientemente azione, guerra e avventura.



Frasi celebri

Continua a leggere su Le più belle frasi del film La grande fuga



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