Frasi celebri dei Film, Telefilm e Serie TV




Frasi del film Quo vado?


Le più belle e celebri frasi del film "Quo vado?", film commedia del 2016 con Checco Zalone.

«Noi posti fissi eravamo venerati come Dei.»
(Frase celebre del film)

Titolo Originale:
"Quo vado?" (2016)
Genere: Film commedia
Regia di: Gennaro Nunziante
Protagonisti: Checco Zalone, Lino Banfi

Trama breve:
Checco vive una vita da privilegiato in un piccolo paese italiano, con un lavoro sicuro come funzionario pubblico. Quando un nuovo governo riformista promette di ridurre il numero dei posti fissi, Checco si trova a dover affrontare una scelta difficile: lasciare il posto fisso o mantenerlo venendo messo in mobilità e trasferito lontano da casa. Per Checco il posto fisso è sacro, quindi accetta il trasferimento.
(Scheda completa)


Frasi celebri

Il nostro signore, sin da quando siamo bambini, ci dona dei talenti che dobbiamo preservare e fare crescere. (Checco)

Significa che l'intenzione c'è, l'anello c'è... quando c'è la decisione, eh... ci sposiamo! (Checco a Penelope)

Lei non amava me, amava la mia fissità di posto. (Checco) [riferito a Penelope]

E così dopo quindici anni al servizio della mia nazione, mi costringevano ad abbandonare il mio ufficio perché la legge è arida e non tien conto dei sentimenti. (Checco)

Sembrava una mattinata come tutte le altre, esco di casa in bici, una bella pedalata verso l'ufficio, ritiro il badge già timbrato, entro nel bar e lì incontro i miei colleghi... (Checco)

Allora, chiariamo una cosa, qui nessuno prevale sull'altro, perché tu è vero sei l'occidentale, razza superiore ma sei molto più piccolo. Tu sei il fratello grande ma sei molto più nero. Quindi vi equivalete. (Checco)

Vede dottore, quando ero bambino e mia madre mi comprava il Calippo, nel veder che si scioglieva già soffrivo da matti. Mo figurati la calotta polare artica che si scioglie! sono cose che io non reggo. (Checco) [allo psicologo]

Cosa mi combinò quella ragazza. in pochi attimi riuscì a trasformare in un paradiso ciò che mi appariva l'inferno, in piacevole freschezza ciò che era il ghiaccio polare e in un simpatico lemming ciò che era 'na zoccola! Perché quello è il lemming. Però lì con lei c'aveva poesia. la zoccola... incredibile... l'amore che cosa può! (Checco)

Non è commozione, non è compassione... è l'educazione. (Medico africano)

Non si scrive l'Italia invano! (Checco) [a un norvegese che aveva aperto un ristorante italiano]

[Al telefono, su una motoslitta sulla neve] Al circolo polare artico! Fa freddissimo, mà! Più di Roccaraso, di più! (Checco)

No ragazzi, no, i laureati dopo! Un mediano dai piedi buoni c'è? No ragazzi, si gioca in 11, non possiamo accogliervi tutti! (Checco)

Adesso ero davvero solo, in balia di un destino avverso, ma l'angelo custode non abbandona i suoi posti fissi. (Checco)

Signor sindaco, ti prometto che entro una settimana al più tardi, avremo tutte le irregolarità a norma. (Checco)

Valeria non puoi rescindermi così, amore mio, dovrò farti vertenza! (Checco)

Tira più un sorriso di donna che un rinoceronte. (Checco)

E comunque chi è ladro o una spia non è figlio di Maria! (Checco)

S'è commossa! Questa donna ha un cuore. S'è commossa! (Ministro Magnu) [riferito alla dottoressa Sironi]



Dialoghi

  • Checco: Proprio tu devi tacere mamma, tu ti sei sempre curata, bastava che eri un tantino invalida e invece avevi la coleciste, OPERATA!
    Padre di Checco: dal miglior dottore!
    Checco: il diabete te lo curi. Devo essere sana. A 70 anni deve essere sana... questo è egoismo.
    Padre di Checco: ha ragione, un invalido in famiglia serve sempre.
  • Checco: Io penso che il nostro Signore, sin da quando siamo bambini, ci dona dei talenti...
    [Parte un flashback e il prete continua la frase che Checco stava pronunciando]
    Prete: Che dobbiamo preservare e fare crescere. Tu per esempio Clarissa, che vuoi fare da grande?
    Clarissa: La veterinaria.
    Prete: E tu Martina?
    Martina: La musicista.
    Prete: Tu Claudio?
    Claudio: Lo scienziato.
    Prete: E tu Checco? Che vuoi fare da grande?
    Checco da bambino: Io voglio fare il posto fisso!
  • [A telefono]
    Fanelli: Provincia di Nuoro? In Sardegna?
    Checco: Ahiò Fanelli! sto da dio qui, Fanelli! Praticamente i colleghi mi hanno riservato questo trattamento che se c'è da fare una cosa, ma pure una fotocopia, dicono "no te non sei capace, la deve fare il tuo collega!" Come si chiama?
    Fanelli: Il mobbing.
    Checco: Il mobbing! Fanelli, come mi rilassa...
  • Autista [traducendo le parole del capo villaggio]: Tira più il sorriso di una donna che un rinoceronte.
    Checco: Eh anche noi diciamo così Dogol, solo che invece che il rinoceronte noi mettiamo il carro di buoi e invece del sorriso mettiamo il... il... Siete più romantici! Sì, sì...
  • Valeria: Come mai hai deciso di venire quassù?
    Checco: Eh, la verità... Per salvare il posto.
    Valeria: Bello. Mi piace. Un po' utopistico però è l'atteggiamento giusto. No?
    Checco: No, no... Nel senso... io dico il mio posto.
    Valeria: Sì, sì, il tuo posto, il mio posto, perché il mondo è il posto di tutti. Guarda non sopporto la gente che pensa solo al proprio orticello!
  • Checco: Oddio! Che cos'è quello?
    Valeria: Ma cosa? È un lemming. Non fa niente.
    Checco: No, a me dimmi il leone, la tigre niente... ma il lemming l'ho sempre avuto... che è furbo il lemming, è un bastardo il lemming.
  • [Al telefono]
    Mamma di Checco: Me lo dici mo com'è questa ragazza?
    Checco: Com'è... me', com'è... Hai presente Cameron Diaz? Me', ficcaci dentro Margherita Hack e dacci una spruzzatina di Licia Colò, è lei!
    • Giornalista del servizio [riferendosi a un piccolo pinguino che era stato regalato da un boss mafioso a suo figlio]: L'aveva chiamato Skipper come il mito del suo cartoon preferito[2], però ad accoglierlo non c'erano i freddi ghiacciai del Madagascar, ma una caldissima casa di Castrovizzo.
      Intervistatrice: Vogliamo fare un appello a chi detiene illegalmente questi animali?
      Checco: Ma certamente. Non portate i bambini a vedere Dumbo che lì so' cazzi!
  • Dottoressa Sironi: [Intervista Checco per un colloquio di lavoro] Quale compito indispensabile ha svolto in questo ufficio provinciale per 15 anni?
    Checco: [batte il pugno sul tavolo]
    Dottoressa Sironi: No, no, no! Non si arrabbi!
    Checco: Questo è il compito. [Batte nuovamente il pugno mimando l'azione di apporre timbri]
  • Checco: Che mestiere fa questo ragazzo qui? [riferendosi a un uomo della tribù locale, l'autista fa da traduttore e porge la domanda all'uomo]
    Autista [traducendo la risposta dell'uomo]: Caccia i cinghiali.
    Checco: Benissimo, allora mettiamo caso che tu ogni mese prendi un cinghiale: a gennaio una freccia un cinghiale, febbraio una freccia un cinghiale... poi arriva dicembre, tiri la tua freccina e trovi due cinghiali, ti è mai successo? [l'uomo scuote la testa dopo che l'autista ha tradotto] Si chiama tredicesima. Se il tuo cuore non conosce questa gioia, allora taci perché gli dei ti hanno condannato alla partita Iva.
  • Checco: E tu non la fai la preghiera?”
    Bimbo norvegese: Sono ateo!
    Checco: Ringraziamo a Cristo!
  • Senatore Binetto: Io sono un rottamato, chi ho sistemato, ho sistemato!
    Checco: No senatore, a me avete già sistemato, io sono del paese vostro, voi avete sistemato mio padre al Comune e mio zio alla Regione.
    Senatore Binetto: A te dove ti ho messo a non fare nulla?
    Checco: Io alla Provincia!
    Senatore Binetto: Ah, sudore, sudore!
    Checco: Ma ora ha sentito senatò...mi mettono in mobilità!
    Senatore Binetto: Ma che mobilità, quelli vogliono licenziare!
  • Guida africana: Prima volta in Africa signore?
    Checco: Sì, sì, prima volta.
    Guida africana: Vi piace l'Africa?
    Checco: Bella!
    Guida africana: E il paesaggio?
    Checco: Bello pure quello! È la macchina che è brutta!
  • Checco [riferito alla bambina appena nata]: È bellissima, come l'hai chiamata?
    Valeria: Aspettavo te.
    Checco: A me piace Ines.
    Valeria: Bello Ines, vuol dire purezza.
    Checco: Anche "Istituto nazionale Enti Statali", però "purezza" è buono pure.



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