Frasi del film Premonition 2007



«Hanno detto che è stato un incidente. Ma la realtà... è che non è ancora successo.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "Premonition" (2007)
Genere: drammatico, sentimentale, giallo, psicologico, paranormale
Regia di: Mennan Yapo
Protagonisti: Sandra Bullock, Julian McMahon

Trama breve: Giovedi. La casalinga Linda Hanson apre la porta: è lo sceriffo, informandola che suo marito Jim è morto il giorno prima in un incidente stradale. Quando l''indomani si risveglia non è venerdì, è il lunedì precedente. Jim è in cucina ancora vivo a fare colazione. Linda pensa che ciò ha vissuto il giovedì sia stato solo un terribile incubo, ma la mattina dopo, quando si sveglia, è sabato, il giorno del suo funerale. E così via per sette giorni - Linda viaggia dal passato al futuro. Mette insieme le cose, rendendosi conto che il suo matrimonio stava cadendo a pezzi. Può salvarlo? E lei può salvare Jim? Mercoledì si avvicina...
(Scheda completa)


Indice



Frasi celebri

Mi sveglio e lui è morto. Mi sveglio e lui è vivo. (Linda Hanson)

Se lasciassi morire Jim, è come se l'avessi ucciso io? (Linda Hanson)

Io non so più in cosa credere. (Linda Hanson)

Ogni giorno in cui siamo vivi può essere considerato un miracolo. (Padre Kennedy)

La fede è semplicemente voler credere in qualcosa più grande di te. Qualcosa che non puoi sentire, odorare o toccare. Come la speranza o l'amore. (Padre Kennedy)

Non è mai tardi per rendersi conto di cosa è importante nella vita e lottare per ottenerlo. (Padre Kennedy)



Dialoghi

  • Linda: Mamma, se lascio che Jim muoia, è come se lo uccidessi?
    Joanne: Linda, lui è già morto...
  • Linda: Perché crede che sia venuta qui?
    Dr. Roth: Per farsi aiutare. È chiaro che si sente sommersa da una serie di eventi incoerenti.
    Linda: Forse, ma mi sveglio ogni mattina e scopro che Jim è morto di nuovo, mi sembra che siamo al di là dell'incoerenza.
  • Linda: Non pensa che io e lei dovremmo parlare? Non deve parlarmi di mio marito?
    Claire: Chi è stato a dirglielo?
    Linda: Me lo ha detto lei adesso.
  • Padre Kennedy: 1632. Una colonia di mercanti olandesi sulla costa della Carolina. Un'allevatrice isterica sosteneva di aver camminato fra le macerie di un uragano che non era ancora avvenuto. L'hanno impiccata credendola una strega. Due giorni dopo la cittadina fu spazzata via da un potentissimo uragano. Ventesimo secolo, Boston, 1918. Al culmine di un'epidemia di influenza, un padre disse agli amici di essere stato nel futuro, e di aver visto le tombe dei suoi due figli piccoli. Perse la ragione e sparò ai bambini per risparmiare loro la malattia. L'autopsia mostrò che i figli non si erano mai contagiati. Lui si sparò una settimana dopo.
    Linda Hanson: Come è possibile che sia potuto succedere questo?
    Padre Kennedy: Vedi, la storia è piena di fenomeni inspiegabili. Secondo il pensiero di alcuni, quelle persone soffrivano la condizione che gli antichi chiamavano "Blasphemare absens fides": i pericoli di colui che non crede.
    Linda Hanson: Non capisco.
    Padre Kennedy: È la dottrina per cui natura aborisce il vuoto, anche spirituale. Le persone che hanno perduto la fede, sono come dei vasi vuoti, maggiormente esposte per questo a vedere le loro vite possedute da forze più grandi di loro.
    Linda Hanson: È una maledizione?
    Padre Kennedy: O magari è un miracolo.
    Linda Hanson: Sì, io, non credo ai miracoli.
    Padre Kennedy: Ogni giorno in cui siamo vivi può essere un miracolo, Linda.
    Linda Hanson: A me non sembra che sia così. Non per me. Padre, so che sta per succedere qualcosa di brutto. Non so che fare... mi serve il suo aiuto. Mi serva la sua guida, mi serve la fede.
    Padre Kennedy: La fede è semplicemente voler credere in qualcosa più grande di te. Qualcosa che non puoi sentire, odorare o toccare. Come la speranza o l'amore.
    Linda Hanson: Sono cose che credo di aver perso.
    Padre Kennedy: Forse dovresti provare di ritrovarle?
    Linda Hanson: Ma se fosse troppo tardi...
    Padre Kennedy: Non è mai tarti per rendersi conto di cosa è importante nella vita e lottare per ottenerlo.
    Linda Hanson: Io non so per cosa devo lottare.
Continua a leggere »

Frasi del film John Q



«Non dai opzioni a un padre e non gli lasci altra scelta.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "John Q" (2002)
Genere: thriller, drammatico
Regia di: Nick Cassavetes
Protagonisti: Denzel Washington, Robert Duvall, James Woods, Kimberly Elise

Trama breve: John Q. è un uomo comune, operaio di fabbrica, che conduce una vita modesta ma dignitosa. La moglie e il figlio sono il suo mondo. L'improvvisa malattia del piccolo getta John in una atroce depressione e in intenso scontro con l'ospedale.
(Scheda completa)


Indice



Frasi celebri

Io non ho nessuna intenzione di seppellire mio figlio! Mio figlio seppellirà me! (John Q. Archibald)

Ho seguito il suo consiglio, non mi sono arreso davanti a un NO! (John Q. Archibald)

[Dopo aver rilevato il pronto soccorso] La gestione di questo ospedale è cambiata! Assistenza gratis per tutti da ora in poi! (John Q. Archibald)

Non è più una richiesta, dottore. Questo è un ordine! Lei deve dare a mio figlio un cuore nuovo. Ha capito bene? (John Q. Archibald)

State cercando di farmi dire qualcosa che potete usare contro mio marito. (Denis Archibald)

No, mettiamo in chiaro subito una cosa. Non vi permetterò di usarmi per costruire un'acusa contro mio marito. Io lo appoggio sempre, in ogni cosa che fa. Sono dalla sua parte, non dalla vostra! (Denis Archibald)

Lo salveremo, te lo giuro sulla mia vita. Ce la farà. (John Q. Archibald)

[Sul giuramento di Ippocrate che viene prestato dai medici prima di iniziare la professione] Più che altro è il giuramento degli ipocrati. Come dice, dottore? Giuro solennemente dei malati e dei moribondi... sempre se previsti di assicurazione completa. (Lester)

[Rabbiosamente al telefono con John] Lo stanno rilasciando, ora devi fare qualcosa! MI SENTI! FARE QUALCOSA! (Denis Archibald)

Ti devono dare un cuore forte, un cuore migliore per... per essere più forte, tutto qui. (John Q. Archibald)

Mi dispiace, John. Senza un cuore nuovo non ce la farai mai. (Raymond Turner)

[A Rebecca Payne, l'amministratore dell'ospedale, nel corridoio dell'ospedale con la presenza del tenente Frank Grimes] E lei non mi rivolga la parola. Avrei una grande voglia di dirle cosa penso di lei, ma sono cristiana e non lo farò. (Denise Archibald)

Mike non può sapere cos'è giusto per lui. Io sono suo padre, è mio compito proteggerlo e poi... Denise farebbe la stessa cosa. (John Q. Archibald)

Stia zitto, adesso basta. Ho sentito proteste e lamenti a sufficienza per oggi, va bene? Senta, se lei vuole vedermi come un vampiro succhia-sangue, si accomodi, perfetto, io sono il vampiro. Ma chi è che ha in mano la pistola? (Dr. Turner)

[Intervistato da Tuck Lampley] Devo essere sincero, tutta questa storia è uno schifo, si sarebbe potuta evitare così facilmente, voglio dire, davvero, non sarebbe successo niente se John fosse stato miliardario o se si fosse chiamato Rockefeller. A volte John non afferra che la cosa più sacra in questo paese non sono "i valori", ma il "valore". C'è chi ha e chi non ha: i colletti bianchi, i colletti blu e poi c'è chi il colletto non ce l'ha. Lì dentro l'ospedale c'è la "chirurgia", la "chirurgia ambulatoriale", e poi c'è la chirurgia per gli sfigati. C'è tanta gente dappertutto, tanta gente che non ha 250.000 dollari nel portafogli. Far vergognare così un uomo e metterlo con le spalle al muro. Mi sembra che qualcosa sia malato, non qualcuno. (Jimmy Palumbo)

[A John Q] Questa storia finirà male per te. Hai solo due vie d'uscita: in prigione o morto. (tenente Frank Grimes)

No, questo è pur sempre un ospedale. Se c'è un cuore disponibile, non lo lascio di certo inutilizzato. (Raymond Turner)

Tutto bene, campione? Occupati di tua madre, capito? Sei tu l'uomo di casa adesso. (John Q. Archibald)

Sono molto fiera di te. (Denise Archibald)

Ascolta sempre quello che dice tua madre. Hai capito? Fai quello che ti dice. È la tua migliore amica, dille che le vuoi bene. Tutti i giorni. Ora tu sei ancora troppo piccolo per pensare alle ragazze, ma verrà il tempo per questo; e quando arriverà trattale come principesse. Perché è questo che sono. Se decidi di prendere un impegno, rispettalo perché la tua parola è la tua garanzia figliolo, è tutto quello che hai. E i soldi poi, tu cerca di fare molti soldi se ti è possibile, anche se ti devi vendere ogni tanto cerca di farne più che puoi, non essere stupido come tuo padre. È tutto molto più facile con i soldi, figlio mio. Non fumare. Sii gentile con le persone. Se qualcuno ti offre un'occasione, lo sai ne abbiamo parlato, sii all'altezza, sii uomo. Stai lontano dalle cose brutte, figliolo ti prego non restare invischiato in brutte storie. Ci sono tante cose meravigliose che ti aspettano. Io non ti lascerò mai, sono sempre con te, starò qui. Ti voglio bene, figliolo. (John Q. Archibald)

Non addio, figliolo... a più tardi. (John Q. Archibald)

Papà! Papà! Grazie. (Mike Archibald)



Dialoghi

  • Frank Grimes: Santoddio, ma qualcuno lavora in questo ospedale?
    Agente: È sabato, signore.
    Frank Grimes: E con questo? Perché, la gente di sabato non si ammala?
  • [Turner che guarda un paziente colpito da arma da fuoco]
    Dr. Turner: Oh. no, non posso farlo... è una ferita. Io sono un cardiochirurgo, non un medico del pronto soccorso.
    John Q. Archibald: È come andare in bicicletta, faccia finta che la stanno pagando.
    Dr. Turner: No, sono due cose diverse. Io non posso farlo.
    John Q. Archibald: Sì, lo so. Quest'uomo sta muorendo. Lo aiuti e basta.
    Dr. Turner: Lo aiuterei volentieri, ma...
    John Q. Archibald: LO FACCIA!
    Dr. Turner: 75mg di Demerol... Lidocaina 2% locale... lavarsi le mani, avanti.
  • John Q. Archibald: [nella sala d'attesa del pronto soccorso] Chi era al volante?
    Mitch: Eh?
    John Q. Archibald: In macchina. Chi era al volante?
    Mitch: Guidavo io. Ma questo che c'entra, scusa?
    John Q. Archibald: Come mai lei si è fatta male e tu niente?
    Mitch: E questo allora?
    [mostra leggeri graffi sul braccio]
    Lester: [ride]
    Mitch: Che cosa ridi?
    Lester: Qualcuno dia un cerotto a questo povero scemo. Non vorrei che morissi dissanguato.
    Mitch: Va al diavolo. Mi fa male.
    Julie Bird: Il suo airbag si è aperto e il mio no.
    John Q. Archibald: Che macchina hai?
    Mitch: Una Mercedes 500.
    John Q. Archibald: Hai una Mercedes 500? Oh. E di che anno?
    Mitch: Del 86. Ah, è un classico.
    John Q. Archibald: La Mercedes non ha fatto airbag dalla parte del passeggero fino al 1988.
    Lester: [ride] *BECCATO!*
    Mitch: Qual è il punto?
    John Q. Archibald: Per te qual è Mitch?
    Lester: Il punto è che tu sei della tribù dei picchia-picchia. Ti piace pestare la signorina qui presente. L'abbiamo capito tutti qui.
  • Rebecca Payne: Se cedete con lui vedrete le pistole in tutti gli ospedali del Paese. Pena che il signor Archibald sia l'unico ad avere un figlio malato? Ha mai visto il reparto sieropositivi? C'è un piano intero. Le persone si ammalano, muoiono. È così che va il mondo. Io mi trovo a dover affrontare decisioni come questa tutti i giorni.
    Capo Gus Monroe: Il fatto, però, è che un uomo minaccia di uccidere degli innocenti perché lui rifiuta di aiutare il figlio.
    Rebecca Payne: Il fatto è che ci sono 50 milioni di persone in America senza assicurazione medica. Se vuole cambiare qualcosa, parli con qualche deputato.
  • Max Conlin: [dopo aver raccolto le firme per suo testamento dagli altri] E adesso che fai? Te ne vai di là e ti fai fuori da solo?
    John Q. Archibald: Solo una cosa può fermarmi.
    Max Conlin: E cioè quale?
    John Q. Archibald [scherzando] : Che Mitch sia B positivo.
    Lester [recita il ruolo di Mitch]: No, no, no. Ehehehe. Gruppo zero, giuro.
    [Tutti ridono] John Q. Archibald: Ci vediamo sulle pagine dei settimanali.
Continua a leggere »

Frasi del film Out of Time



«Come risolvi un omicidio quando tutte le prove puntano a te.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "Out of Time" (2003)
Genere: azione, thriller
Regia di: Carl Franklin
Protagonisti: Denzel Washington, Eva Mendes, John Billingsley

Trama breve: Matt Whitlock è il capo della polizia in una piccola città fuori Miami, in Florida, che vive e lavora in un luogo normalmente riservato a coloro che sono andati in pensione e trascorrono il resto delle loro giornate rilassandosi al sole. Sebbene gli piaccia il suo lavoro, il suo bere mentre è in servizio è un evidente difetto nel suo carattere, causato in qualche modo dal suo recente divorzio dalla moglie Alex. Whitlock ha attualmente una relazione con una residente locale, Ann Merai Harrison, il cui violento marito Chris l'ha portata all'adulterio. Recentemente diagnosticatole un cancro terminale, Ann Merai ha in programma di premiare la lealtà di Whitlock nei suoi confronti con un bel compenso dalla sua assicurazione sulla vita. Dopo che un apparente incendio doloso alla loro casa uccide Ann Merai e Chris, Alex torna sulla scena come il detective incaricato del caso e Whitlock si ritrova ad essere il principale sospettato...
(Scheda completa)


Indice



Frasi celebri

A volte penso che cerchi di farti sparare, Chae. (Matt Lee Whitlock)

Perché quando stavo con te quasi me ne dimenticavo. Per un paio di ore riuscivo a non pensare a quello che ho. (Ann Merai Harrison)

Meglio una birra in mano che due in frigo! (Chris Harrison)

È una .38 Chris. Solo sei colpi. (Matthias Lee Whitlock)

A volte le persone fanno stupide cose, soprattutto quando sono ancora innamorate. (Matt Lee Whitlock)



Dialoghi

  • Chris Harrison: Riuscirei a portare rispetto a un uomo che ha le palle di affrontarmi, di dirmi "sì, io mi scopo tua moglie".
    Matt Lee Whitlock: Magari quest'uomo non vorrebbe fare altro che, non so, dirti che come marito non vali niente e che non sei degno di Ann. Magari lui non vorrebbe fare altro che guardarti in faccia, dritto negli occhi, e dirti "Chris, mi scopo tua moglie". Magari tua moglie non glielo permette.
    Chris Harrison: Avrebbe il mio rispetto e se lo facesse, allora, io andrei da lui e guardandolo dritto negli occhi gli direi "Se provi ancora a toccarla, ti uccido.".
    Matt Lee Whitlock: Oh Chris, dai. Io sono la persona sbagliata, perché come poliziotto non posso lasciarti andare in giro a minacciare di uccidere la gente. Insomma, se dici sul serio sono costretto a prendere provvedimenti.
    Chris Harrison: Davvero?
    Matt Lee Whitlock: Certo. [Breve pausa] Grazie della birra e della chiacchierata.
    Chris Harrison: Grazie dell'attenzione.
    Matt Lee Whitlock: Prego. A Ann pensaci tu, se ce la fai.
  • Alex Diaz Whitlock: [menzionando i corpi carbonizzati tra le rovine della casa degli Harrison] Sai chi sono?
    Chae: Puoi dire con certezza "erano".
  • Matt Lee Whitlock: Le ho dato i soldi Scarcetti.
    Chae: Cosa???
    Matt Lee Whitlock: SHHH.
    Chae: Me li davi se venivo a letto con te?
  • Agente Strark: Il suo uomo non è maia rrivato, Whitlock.
    Matt Lee Whitlock: Agente Stark... Agente Strark: Sì, Sì... A me non interessa se lei è ferito o no, voglio il materiale confiscato. Se no si ritrova con una denuncia...
    Chae: [camminando verso Whitlock con un borsone] Hey. Hey. Ma dove diavolo è la 63esima strada sud-est a Miami?
    Matt Lee Whitlock: 53esima, Chae.
    Chae: No.
    Matt Lee Whitlock: Ti ho detto la 53esima, non la 63esima sud-est.
    Chae: No, non l'hai detto.
    Matt Lee Whitlock: Invece sì.
    Chae: No, non l'hai detto.
    Matt Lee Whitlock: Ti ho detto 53esima sud-est...
    Chae: Hai detto testuali parole: "Questi stronzi della DEA sono al 8400 della 63 sud-est."
    Matt Lee Whitlock: No, non l'ho detto. Scusi Agente Strark. Io ho detto: "Quegli stronzi della DEA sono al 8400 della 53 sud-est", Chae.
    Chae: 63.
    Matt Lee Whitlock: Cinquantatrè... ok non importa. Dagli la borsa. Dagli la borsa. Dagli la borsa.
    [all'agente Stark]
    Matt Lee Whitlock: Non serve contarli, ci sono tutti. Buon viaggio di ritorno.
    Chae: Pace e bene.
    Agente Strark: [agli altri due agenti] Andiamo.
    Matt Lee Whitlock: [a Chae, dopo che l'agente Stark se n'è andato] Ci sono tutti, vero?
    Chae: Più o meno... Ci sono tutti, dai.
    Matt Lee Whitlock: È stata bella la scenetta, no? Che ne dici, bel trucco.
    Chae: Un po' sopra le righe.
    Matt Lee Whitlock: Sopra le righe? Quale parte?
    Chae: La tua parte.
  • Chae: Che cosa hai combinato?
    Matt Lee Whitlock: Non lasciare mai tua moglie, ecco cosa ho combinato.
Continua a leggere »

Frasi del film Il mondo perduto - Jurassic Park



«Qualcosa è sopravvissuto.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "The Lost World: Jurassic Park" (1997)
Genere: azione, avventura, fantascienza
Regia di: Steven Spielberg
Protagonisti: Jeff Goldblum, Julianne Moore, Pete Postlethwaite, Arliss Howard, Vince Vaughn

Trama breve: Quattro anni dopo il fallimento di Jurassic Park su Isla Nublar, John Hammond rivela a Ian Malcolm che c'era un'altra isola ("Sito B") su cui venivano allevati i dinosauri prima di essere trasportati su Isla Nublar. Rimasti soli dopo il disastro, i dinosauri sono sopravvissuti e Hammond è ansioso che il mondo li veda nel loro ambiente "naturale".
(Scheda completa)


Indice



Frasi celebri

Non ci sono versioni della verità. (Ian Malcolm)

[Rivolto a Ian, che lo trattiene per la giacca] Attento, questo vestito costa più della sua istruzione. (Peter Ludlow)

[A Ian] Lei aveva ragione ed io torto. Se la sarebbe mai aspettata questa frase da me? (John Hammond)

Se vuole lasciare il suo nome su qualcosa va bene, ma la smetta di piazzarlo sulle lapidi della gente, John! (Ian Malcolm)

[Presentando Nick e Ian] Nick è il nostro fotografo. Ian è il nostro... Ian. (Eddie Carr)

[A Kelly] Ehi, vuoi un buon consiglio di un genitore? Non ascoltarmi... Non ascoltarmi... (Ian Malcolm)

[Un dinosauro è spaventato dal rumore della macchina fotografica] Si arrabbiano molto quando finisce il rullino. (Ian Malcolm)

[A Ian] Lavoro sui predatori da quando avevo vent'anni: leoni, sciacalli, iene... tu... (Sarah Harding)

Peter, se vuole che guidi la sua scampagnata nei boschi ci sono due condizioni: la prima, comando io e quando non ci sono io decide Dieter; lei deve soltanto firmare gli assegni, dirci che facciamo un buon lavoro e aprire la cassa di Scotch quando la giornata è buona. Seconda condizione: il mio compenso, se lo tenga pure. Tutto ciò che voglio in cambio dei miei servizi è il diritto di cacciare uno dei Tirannosauri, un maschio, solo un maschio; come e perché, affare mio. Ora, se non le piace una di queste due condizioni farà da solo. Perciò, avanti, fissi il suo campo base proprio qui, o in una palude o in un nido di Rex, già per quanto mi riguarda... ma io ho partecipato a troppi safari con ricchi dentisti per ascoltare altre idee suicide come questa, chiaro? (Roland Tembo)

Tento di cambiare centinaia di anni di dogma radicato. Fin dall'inizio i dinosauri furono considerati lucertole terribili. Oggi si tende a non ritenerli genitori amorevoli. Robert Burke ha detto che il T. rex era un violento pronto ad abbandonare i suoi piccoli alla prima occasione. Io posso provare il contrario. (Sarah Harding)

Violenza e tecnologia: cattivi compagni di letto! (Eddie Carr)

[A Ian] Sai, mi sono specializzata ad aspettare te. (Sarah Harding)

[A Roland] Noi siamo venuti qui per studiare, voi per sbudellare! (Nick Van Owen)

È una cosa assolutamente imperativa, la nostra collaborazione in Costa Rica con il Dipartimento per le riserve biologiche, per stabilire una serie di regole, per la preservazione dell'isolamento di quell'isola. A queste creature, necessita l'assenza dell'uomo, non l'aiuto per sopravvivere. Se riusciremo solo a farci da parte, a confidare nella natura, la vita troverà il modo. (John Hammond)



Dialoghi

  • John Hammond: No, non si preoccupi, non rifarò gli stessi errori, creda.
    Ian Malcolm: No, ne sta... ne sta commettendo di nuovi.
  • John Hammond: E ora è solo questione di tempo prima che questo mondo perduto sia trovato e depredato. L'opinione pubblica è l'unica cosa che posso usare per preservarlo, ma per poter ottenere questo genere appoggio mi serve un completo rapporto fotografico su quegli animali che agiscono liberi nel loro habitat.
    Ian Malcolm: È passato da capitalista a naturalista in quattro anni... è... è sbalorditivo.
  • [Ian dà dei colpi al telefono satellitare mal funzionante]
    Eddie Carr: Ah, non farlo! Non farlo! Bisogna coccolarlo un pochino, bisogna amarlo.
    Ian Malcolm: L'amerò quando funziona.
    Tecnico: Funzionerà quando lo ami.
  • Sarah: Come lo troviamo?
    Ian: Seguiamo le urla!
  • Nick Van Owen: Ogni tanto faccio volontariato con Greenpeace.
    Ian Malcolm: Greenpeace? Che cosa ti ha spinto?
    Nick Van Owen: Le donne. C'è un 80% di donne in Greenpeace.
  • Nick Van Owen: L'assegno di Hammond era buono. O non andrei a questa caccia alle anatre.
    Ian Malcolm: Eh, dove andrai è il solo posto al mondo dove le anatre cacciano te.
  • Ian Malcolm: Sarah!!
    Nick Van Owen: Sarah!!
    Ian Malcolm [cercando Sarah]: Sarah!
    Nick Van Owen: Sarah Harding!
    Ian Malcolm: Quante Sarah ci saranno su quest'isola?!
  • Eddie Carr [vedendo un gruppo di dinosauri]: Questo è... questo è magnifico!
    Ian Malcolm: Oh sì, "uuh" "aah"... è così che si comincia... ma poi si arriva alle grida e... alla fuga in massa...
  • Sarah Harding: Siamo qui per documentarci, non per interagire.
    Ian Malcolm: Il che, a proposito, è scientificamente impossibile; il principio di indeterminazione di Heisenberg: "se studi una cosa, la cambi". Perciò...
    Sarah Harding: Be', sai, correrò il rischio. Sono stufa di scavicchiare nella roccia e nelle ossa, e fare supposizioni e deduzioni sulle abitudini di allevamento di animali che sono morti da 65 milioni di anni, sono stufa marcia. Poi arrivi tu e mi riempi la testa di storie, è chiaro che sarei venuta, che pretendi?
    Ian Malcolm: Storie di mutilazioni e morte, non stavi attenta?
  • Sarah Harding: Tesoro, mi rivedrai a giorni.
    Ian Malcolm: No tesoro, ti rivedrò a pezzi.
  • Ian Malcolm: Cinque anni di lavoro e miglia di recinti elettrificati non hanno preparato l'altra isola, e lei pensa che qualche dozzina di "uomini Marlboro" ci sarebbero riusciti?
    Nick Van Owen: Siete dei saccheggiatori, vi interessa solo arraffare. Non ne avete il diritto!
    Peter Ludlow: Un animale estinto che viene riportato in vita non ha diritti. Esiste perché lo abbiamo creato, lo abbiamo brevettato, è nostro.
  • Nick Van Owen: Pare che tu abbia un pizzico di buonsenso. Cosa diavolo ci fai qui?
    Roland Tembo: Nascosto su quest'isola c'è il più grande predatore di tutti i tempi. Il secondo più grande predatore deve abbatterlo.
    Nick Van Owen [indicando il fucile]: E userai quello?
    Roland Tembo: Se non si arrenderà, sì.
    Nick Van Owen: Fammelo vedere...
    Roland Tembo: No...
    Nick Van Owen [ridacchia]: Quell'animale esiste per la prima volta dopo decine di milioni di anni, e l'unico modo in cui sai esprimerti è ucciderlo?!
    Roland Tembo: Ricordi quel tizio, circa venti anni fa, ora mi sfugge il nome... scalò l'Everest senza usare l'ossigeno, tornò giù quasi morto. Gli chiesero... dissero, "Perché sei andato là per morire?" e lui disse " Non è cosi: sono andato là per vivere."
  • Ian Malcolm: Non le ho fatto gli auguri per la sua nuova iniziativa imprenditoriale... Promettente l'inizio...
    Peter Ludlow: La mia squadra è intatta, mi dispiace per la perdita del suo uomo... Sa, è molto facile criticare qualcuno che partorisce un'idea, che si assume tutti i rischi, che mette tutto...
    Ian Malcolm: Quando tenta di sembrare Hammond le viene fuori un'arruffone, insomma, non è colpa sua, dicono che il talento salti una generazione, perciò... Ehi, sono sicuro che i suoi figli saranno scaltri come i gatti!
    Peter Ludlow: Hammond fa il passo più lungo della gamba, io no.
    Ian Malcolm: Portare via i dinosauri da quest'isola è la peggiore idea della lunga triste storia delle cattive idee, e... io sarò presente quando lo capirà.
Continua a leggere »

Frasi del film Io sono Leggenda



«L'ultimo uomo sulla terra non è solo.»
(Tagline del film)

Titolo Originale: "I Am Legend" (2007)
Genere: azione, avventura, fantascienza, thriller, drammatico
Regia di: Francis Lawrence
Protagonisti: Will Smith, Alice Braga

Trama breve: Un virus che è stato creato allo scopo di combattere il cancro sembrava essere promettente. Alcuni anni dopo è mutato in una pestilenza che ha ucciso la maggior parte delle persone sulla Terra o le ha trasformate in creature zombi, l'1% della popolazione mondiale è immune ma è stata uccisa dagli infetti. Tra loro c'è lo scienziato militare Robert Neville (Will Smith), che ha trascorso gli ultimi tre anni dopo che la peste ha decimato l'umanità cercando di trovare una cura. Ma sta perdendo la speranza...
(Scheda completa)


Indice



Frasi celebri

Non c'è dubbio, cittadini americani, questo virus mutante è letale e minaccia non solo la sopravvivenza della nostra nazione, ma anche quella delle altre nazioni del pianeta. È per questo motivo che con grande tristezza, ma con grande determinazione, stasera ho firmato il decreto che ordina all'esercito di imporre una quarantena alla città di New York. Dio ci protegga. (Comunicato radio del Presidente degli Stati Uniti)

Mi chiamo Robert Neville, sono un sopravvissuto che vive a New York. Sto trasmettendo su tutte le frequenze in onde medie. Sarò al porto di South Street tutti i giorni a mezzogiorno, quando il sole è più alto nel cielo. Se ci siete, se c'è qualcuno da qualche parte, posso offrire cibo, posso offrire riparo, posso offrire protezione. Se c'è qualcufzno, chiunque sia, ti prego, non sei solo. (Robert Neville)

Giorno 1001. Oggi siamo arrivati a contatto diretto con un alveare. Le analisi del sangue confermano che rimango immune sia al ceppo aereo che a quello da contatto. È confermato anche che i canidi rimangono immuni solo al ceppo aereo. La sperimentazione del vaccino continua. Non riesco a trasferire la mia immunità a ospiti infetti. Il virus di Krippin è... raffinato. Si brancola nel buio, ragazzo mio. Nota comportamentale: oggi un maschio infetto si è esposto per un istante alla luce del sole. È possibile che la diminuita funzione cerebrale o la sempre crescente scarsità di cibo li spingano a ignorare l'elementare istinto di sopravvivenza. (Robert Neville)

Aveva un'idea tutta sua [Bob Marley]: un'idea che potremmo quasi definire da virologo. Lui pensava che si potessero curare il razzismo e l'odio, letteralmente curare, tramite delle iniezioni di musica e amore nella vita delle persone. Un giorno doveva suonare a una manifestazione per la pace. Degli uomini sono andati a casa sua e gli hanno sparato addosso. Due giorni dopo lui è salito sul quel palco, e ha cantato. Qualcuno gli ha chiesto perché, e lui ha detto: "Perché le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero, come potrei farlo io?". Illumina l'oscurità! (Robert Neville)

La de-evoluzione sociale sembra completa. I tipici comportamenti umani ormai sono del tutto assenti. (Robert Neville)

E adesso come faccio senza nessuna donna al mondo? Mi devo accontentare del manichino. (Robert Neville)

Non è stato Dio a fare questo, ma noi. (Robert Neville)

Ma qualcosa mi ha detto che dovevo accendere la radio. Mi ha detto di venire qui. (Anna)

Rimasero tutti a guardare con le facce pallide rivolte in su. Lui ricambiò i loro sguardi. E di colpo pensò: sono io quello anormale, ormai. (Robert Neville)

Questo è il punto "zero": il mio posto è qui. (Robert Neville)

Niente è andato come doveva andare. (Robert Neville)

Ehi, ehi... Che cavolo ci fai lì Fred! ... Uh ma che... Ma che cosa... ci... noo, noo, noo! Noo... Che cosa ci fai lì Fred!?... Come hai fatto ad arrivarci!? Fred! Se sei vero è meglio che me lo dici subito! Se sei vero è meglio che me lo dici subito! [spara] Porca puttana Fred!... Porca puttana!... (Robert Neville)

Cosa? Non posso permettere che vada avanti! (Robert Neville)

La cura è nel sangue! (Robert Neville)

[Ultime parole ad Anna] No, loro non si fermeranno, non si fermeranno! State lì fino all'alba. (Robert Neville)

Nel 2009 un virus letale distrusse la nostra civiltà e spinse il genere umano sull'orlo dell'estinzione. Il dottor Robert Neville dedicò la sua vita alla ricerca di una cura e alla ricostruzione dell'umanità. Il 9 settembre del 2012, alle 8:49 di sera scoprì quella cura e alle 8:52 donò la sua vita per difenderla. Noi siamo il suo lascito. Lui è leggenda. Illumina l'oscurità. (Anna) [voce fuori campo]



Dialoghi

  • Anna: Neville, il mondo è più silenzioso, bisogna soltanto ascoltare. Se sappiamo ascoltare possiamo sentire il progetto di Dio.
    Neville: Il suo progetto... Va bene, parliamo del progetto del tuo Dio. C'erano 6 miliardi di persone quando è scoppiata l'epidemia. Il virus di Krippin ha una mortalità del 90%, questo vuol dire 5 miliardi e 400 milioni di morti. Contagio, emorragia interna, morte. Circa l'1% di immuni, vale a dire 12 milioni di persone come te, me e Ethan. I rimanenti 588 milioni di persone sono diventate i tuoi "cacciatori del buio". E poi hanno avuto fame e hanno ucciso e mangiato tutti i sopravvissuti. Tutti i sopravvissuti. Ognuna di quelle persone che tu o io abbiamo mai conosciuto è morta. Morta!. Dio non c'è. Dio non c'è!
  • Neville: La mia voce alla radio ti ha detto di venire qui, Anna...
    Anna: Stavi cercando di toglierti la vita, ieri sera, vero? E io sono arrivata appena in tempo per salvarti la vita. Credi che sia una coincidenza? Mi ha mandata qui per un motivo...
Continua a leggere »

Squid Game (Serie TV 2021): trama e spiegazione



Squid Game è una serie televisiva statunitense di genere drammatico-thriller, diretta da Hwang Dong-hyuk, ed interpretata da Lee Jung-jae. La serie tv è costituita da 1 stagione andata in onda nel 2021.





Indice



Trama

Una storia di persone che hanno fallito nella vita e si sono indebitate per vari motivi, ma ricevono improvvisamente un misterioso invito a partecipare a un gioco di sopravvivenza per vincere un montepremi finale di 45.600.000.000 ₩ (circa 33000000 €). Il gioco si svolge su un'isola isolata e i partecipanti sono rinchiusi fino a quando non c'è un vincitore finale. Le sfide consistono in giochi per bambini popolari degli anni '70 e '80 in Corea, come il gioco del calamaro, traduzione letterale del suo nome coreano, che è un tipo di gioco in cui l'attacco e la difesa usano una schema a forma di calamaro disegnato nella terra. Ci sono 456 partecipanti, uomini e donne (maggiorenni) di tutte le età.

Paese: Corea del Sud
Durata: 32-62 minuti
Voto: 8
Guarda il 🎬 TRAILER ►


Commento

A mio parere è la migliore serie presente su Netflix, anche se per ora abbiamo visto solamente la prima stagione. La mia sensazione però è che il meglio della serie lo abbiamo già visto e che dalla seconda stagione in poi sarà diverso, meno interessante, in quanto verrà a mancare l'effetto sorpresa. Onestamente non capisco chi si lamenta per il fatto che nella serie si uccidano le persone attraverso delle sfide mortali, tra l'altro ho anche fatto una lista di film simili a Saw l'enigmista, ovvero film dove i partecipanti sono messi a dura prova in delle sfide mortali, ben peggiori a quelle che troviamo su Squid Game. Quindi è solamente il genere che non piace, come per esempio ad altre persone non piacciono i film o le serie romantiche o d'animazione. Ma comunque la serie è davvero ben fatta e chi vede solo il sangue è perché ha una visione così ridotta da non riuscire a vedere le altre cose che si possono vedere nella serie, come la cultura coreana: affezionarsi a personaggi dai nomi difficili da pronunciare e memorizzare per noi italiani, tutti quei giochi da bambini di cui molti di noi non eravamo nemmeno a conoscenza (fatta eccezione per 1,2,3 stella!), ma anche il fatto che i soldi non vanno sperperati e che indebitarsi significa mettere in difficoltà non solo se stessi ma anche le persone a cui vogliamo bene. Quello che voglio dire è che la serie non sarebbe diventata così famosa se tutto ciò che ha da offrire fosse il sangue che schizza sulla telecamera, quindi bisogna dargli una possibilità guardando tutto l'insieme e non la singola scena. La recitazione è incredibile, gli effetti sono fantastici... e la storia è davvero coinvolgente.

Avvertenza [VM14]: I partecipanti partecipano a giochi mortali per cui possono morire quando meno ce lo si aspetta, anche se non ricordo di aver visto scene splatter così esagerate. È un gioco spietato che sicuramente può turbare i più piccoli, specie se visto con le voci originali (in particolare la voce della bambola del primo gioco). Oltre a questo vi è la presenza di linguaggio volgare, molta violenza, e in generale scene spaventose e intense. Non guardatelo se soffrite di cuore ma, ripeto, probabilmente avete già visto film e serie tv che vi hanno fatto fare salti dalla sedia ben maggiori.



Spiegazione




Interpreti e personaggi

Lee Jung-jae (Seong Gi-hun), Park Hae-soo (Cho Sang-woo), Wi Ha-joon (Hwang Jun-ho), Jung Ho-yeon (Kang Sae-byeok), Oh Yeong-su (Oh Il-nam), Heo Sung-tae (Jang Deok-su), Anupam Tripathi (Abdul Ali), Kim Joo-ryoung (Han Mi-nyeo), Lee Byung-hun (Front Man), Gong Yoo (reclutatore), Lee Jung-jun (guardiano quadrato), Daniel C Kennedy (VIP con maschera d'ariete).



Curiosità

Alcune curiosità contengono spoiler.

- Il creatore di Squid Game, Hwang Dong-hyuk , ha sviluppato lo spettacolo 10 anni fa. Ma è stato rifiutato dalle società di media e dagli attori per 10 anni.

- Il numero di telefono utilizzato nella serie era un numero di telefono reale. Tuttavia, l'unica differenza è che ha otto cifre nella serie, mentre i numeri reali in Corea del Sud ne hanno sempre dieci. Quando i chiamanti hanno composto quel numero, i loro telefoni hanno aggiunto automaticamente il prefisso "010", che lo ha trasformato in un numero reale. Di conseguenza, il proprietario veniva chiamato più di 4.000 volte al giorno. Netflix ha poi annunciato che il numero verrà modificato.

- Kyung-Sun Chae, la scenografa, ha ritenuto che questo fosse il suo progetto più impegnativo poiché non solo doveva creare qualcosa di infantile e stravagante, ma anche inquietante e minaccioso, oltre ai problemi di sicurezza per gli attori.

- Le scene con Sae-byeok e Ji-yeong sono state scritte per mostrare i due personaggi più innocenti degli altri giocatori poiché erano i più giovani e avevano usato il loro tempo estremamente limitato per creare uno stretto legame. A differenza di Gi-hun e Sang-woo, che erano amici d'infanzia ma si sono allontanati sempre più durante i giochi.

- Il regista Hwang Dong-hyuk ha scelto Lee Jung-jae come Gi-hun per "distruggere la sua immagine carismatica ritratta nei suoi ruoli precedenti".

- Le tute dei lavoratori sono state scelte per il loro design ampio in modo da poter mascherare il sesso dei lavoratori e per creare uno schieramento a parte, oltre quello dei giocatori. Le maschere dei soldati sono state progettate specificamente per assomigliare al volto di una formica.

- In soli 28 giorni dalla messa in onda, lo spettacolo ha attirato 111 milioni di spettatori, superando Bridgerton (2020) diventando la serie originale Netflix più vista.

- Quando Gi-Hun si scontra con Sae-byeok, le fa cadere il drink ma poi Gi-Hun glielo riprende cercando di infilare la cannuccia nel bicchiere. Questa scena è improvvisata perché appunto la cannuccia sarebbe dovuta rimanere nel bicchiere. Potete vedere l'attrice, Jung Ho-yeon, che trema dalle risate e abbassa la testa per nasconderle alla telecamere mentre l'attore protagonista scappa via.

- Joon-Ho, il detective, originariamente non faceva parte della sceneggiatura. Non ne ha fatto parte fino a quando il regista ha ottenuto il via libera per realizzare una serie di sottotrame che mostrassero i meccanismi interni dietro le quinte.

- Anupam Tripathi, l'attore indiano, parla correntemente il coreano e stava studiando recitazione quando è stato scelto per la serie.

- Mentre Hwang Dong-hyuk originariamente si era inventato la struttura approssimativa dello spettacolo nel 2008, nel 2014 Takashi Miike ha pubblicato un film giapponese intitolato As the Gods Will (2014). Il film estremamente splatter contiene una trama simile che presenta un gruppo di concorrenti che partecipano a una serie di giochi per bambini (incluso 1,2,3 stella!) in cui se perdono pagano con la morte.

- Il regista della serie, Hwang Dong-hyuk, inizialmente non aveva intenzione di realizzare una seconda stagione. Tuttavia, il 9 novembre 2021, Dong-hyuk ha confermato che una nuova stagione era in fase di sviluppo.

- Mentre i giochi continuano, l'interno del labirinto colorato si oscura.

- Le bare confezionate come regalo sono state pensate dallo scenografo, Chae Kyung-Sun, come l'idea del creatore dei giochi che si considera un dio dando alle persone i giochi.

- La sfida dei dalgona è stata la scena più difficile da realizzare poiché ogni attore doveva avere il proprio gestore di oggetti di scena per garantire l'aspetto corretto per i progetti. Gli attori hanno anche affermato che a causa del set contenuto e del numero di persone nel piccolo spazio, faceva incredibilmente caldo.

- Secondo Bloomberg, Netflix ha speso 21,4 milioni di dollari per la produzione dei 9 episodi (circa 2,4 milioni a episodio), da cui è composta la prima stagione del dramma coreano, e arriverà a trarre da essi un guadagno 40 volte superiore: quasi un miliardo di dollari (891 milioni).

- Nell'ottobre 2021 è stato riferito che i media statali nordcoreani stavano usando questa serie come mezzo di propaganda comunista contro la Corea del Sud.

- Il labirinto di scale ricorda le strutture dell'illustrazione "Relativity" di MC Escher con la forma e la combinazione di colori di La Muralla Roja, un condominio in Spagna progettato da Ricardo Bofill.

- Il gioco coreano del lancio delle carte, chiamato ddakji, di solito richiede diversi fogli di carta quadrati piegati per essere giocato. Dopo aver scelto un giocatore che lancia, gli altri giocatori posizionano le loro tessere ddakji sul tavolo o sul terreno. Il giocatore che lancia prova a lanciare la propria tessera in modo che la tessera dell'altro giocatore si capovolga. Se hanno successo, possono mantenere la tessera. Lanciare ddakji sembra semplice, ma per ottenere l'angolo e la forza necessari per capovolgere la tessera dell'altro giocatore occorre pratica.

- È risaputo che Apple ama avere i propri dispositivi inseriti nei prodotti in serie TV e film, ma si impegna a supportarli solo se i personaggi "positivi" sono quelli che utilizzano i loro prodotti. Nell'ufficio del frontman (un personaggio "negativo") un computer Apple è ben visibile durante una scena. Essendo che "Squid Game" è una serie sudcoreana, il paese d'origine di Samsung, questo può essere interpretato solo come un contro-riferimento ironico.

- La prima scena del magazzino è stata difficile da girare poiché le tute dei giocatori erano fatte di materiale da palestra e la stanza era sempre più polverosa. Diversi attori hanno avuto reazioni allergiche per l'enorme quantità di polvere.

- Gli oggetti presenti nelle aree dei giochi, come la bambola robot che guida il primo gioco, gli scivoli ecc. sono sovradimensionati per far sentire i giocatori più piccoli, come i bambini nei giochi per bambini.

- 45,6 miliardi di won (KRW), il monteprimi per i vincitori del gioco, vale circa $ 38,8 milioni (USD), ovvero € 33 milioni. Per fare un confronto, le cifre del primo episodio in dollari USA: 10.000 won sono $ 8,51 - la mancia che Gi-hub ha dato all'impiegato del centro scommesse; ogni banconota da 10.000 won che Gi-hun è spesso mostrata mentre tiene in mano con entusiasmo vale meno di $ 10; 100.000 won sono $85 e questo è l'importo che il reclutatore paga a Gi-hun ogni volta che vince un round di ddakji; 4,5 milioni vinti alle corse di cavalli sono 3.800 dollari; 160 milioni di won sono 136.000 dollari, questa è la cifra che Gi-hun deve agli strozzini; 250 milioni di won sono $ 213.000 e questo è ciò che Gi-hun deve alla banca.

- Il gioco è gestito da tre livelli di guardie in tute rosse: manager con quadrati sui loro elmetti, soldati (triangoli) e lavoratori (cerchi). I manager sono armati di revolver, i soldati hanno mitragliatrici e revolver e i lavoratori disarmati svolgono compiti umili. Mentre i giocatori portano i numeri, le guardie non mostrano i loro numeri e quindi sono visivamente indistinguibili a parte il loro grado.

- La composizione di Johann Strauss "The Blue Danube Waltz" è stata presentata più volte nello spettacolo. Lo stesso pezzo è stato anche presentato due volte nel film Battle Royale (2000) la cui storia e trama sono di natura simile.

- Due colori accesi ricorrenti nei costumi e nelle scenografie sono il rosso rosato e il verde menta. Ad esempio, le guardie indossano il rosso e i giocatori indossano il verde, e il primo episodio si intitola "Luce rossa, luce verde" (nella versione statunitense). Si tratta di colori e sfumature particolari utilizzati nel materiale scolastico coreano, che rafforzano l'atmosfera infantile dei giochi.

- Il giocatore 067 viene chiamato 'disertore'. In Corea del Sud, un disertore si riferisce a una persona che è fuggita dalla Corea del Nord e ha attraversato il confine con la Corea del Sud.

- Il regista e scrittore sudcoreano Hwang Dong-hyuk ha affermato che Kaiji (una serie manga giapponese scritta e illustrata da Nobuyuki Fukumoto) è stata fonte di ispirazione per la serie televisiva Squid Game.

- HoYeon Jung si è ispirata all'interpretazione di Amy Adams nel film Il dubbio (2008) per il suo ruolo di Kang Sae-byeok.

- Showbiz Cheat Sheet riporta che lo spettacolo è costato circa 20 miliardi di won ($ 17 milioni (USD)) per la produzione.

- Ci sono molti casi in cui la serie è ispirata a Stanley Kubrick. Alcuni esempi includono l'uso di The Blue Danube Waltz (in particolare da 2001: Odissea nello spazio (1968)) e scelte cinematografiche distinte (inquadrature basse, messa in scena simmetrica e scelte di inquadratura grandangolare)

- Due opere musicali presenti nella serie sono il Concerto per tromba di Haydn (3° movimento) e il valzer di Johann Strauss "The Blue Danube".

- Le tute rosse indossate dagli operai sono simili alle tute rosse delle altre serie di successo di Netflix; La Casa de Papel aka Money Heist. Per coincidenza entrambe le tute rosse sono accompagnate da una maschera.

- La posizione nel primo episodio in cui viene prelevato Gi-Hun per il gioco è lo stesso punto in cui il senzatetto sta morendo di freddo nell'ultimo episodio. È a Yeouido, il centro finanziario dell'economia coreana come Wall Street.

- Quando Hwang sta esaminando i file di gioco, quando apre il file dei giocatori dal 2020 inizia dal giocatore 2. Un indizio che lascia poco all'immaginazione.

- Nel montaggio dei vari concorrenti in attesa che il furgone rientri nel gioco, tutti i concorrenti vengono mostrati mentre salgono in macchina e vengono gasati, ad eccezione del vecchio (che in seguito si rivela essere la mente). Viene mostrato solo mentre sale nel furgone.

- Il gioco del bridge di vetro, in cui un giocatore deve scegliere quale pannello di vetro è frangibile, era considerato il più pericoloso ed è stato lavorato numerose volte prima che venisse scelto il design più sicuro.

- Gli attori durante il tiro alla fune stavano in realtà giocando al vero gioco ed erano esausti nei loro giorni di riprese.

- Appena prima del tiro alla fune, quando Deok-Su tradisce Mi-Nyeo, i sottotitoli inglesi fanno dire ai membri della sua banda che "non ne vale la pena", ma la frase vera e propria è qualcosa come "che spreco di nome". Il nome di Mi-Nyeo si traduce direttamente in "bellezza" in coreano, quindi la banda la ferisce ulteriormente insultando il suo aspetto oltre ad abbandonarla.

- Nella stanza principale con i letti a castello dei giocatori, noterai che quando i letti a castello vengono rimossi mentre i giocatori vengono uccisi, puoi vedere che ci sono immagini di tessere con figure stilizzate sui muri che mostrano tutti i giochi a cui giocano. Prima che giochino al gioco finale, potete notare una prefigurazione del gioco del calamaro giocato con due giocatori sul muro.

- Il modo in cui i personaggi principali muoiono è stato prefigurato nell'episodio 2 quando tornano nel mondo esterno (il ponte, un coltello al collo, ecc.). Sang-Woo, per esempio, è mostrato nel suo completo da lavoro sdraiato nella vasca da bagno, prefigurando la sua eventuale morte sotto la pioggia; Kang Sae-byeok minaccia un tizio con un coltello alla gola e muore allo stesso modo; Jang Deok-su si getta dal ponte per scappare ai suoi nemici e muore proprio cadendo giù dal ponte di vetro.

- C'è una teoria sul motivo per cui Il-nam, che si è rivelato essere la mente morente dietro i giochi, ha dato a Gi-hun la sua giacca invece di restituirgli semplicemente la giacca col numero 456 una volta che quest'ultimo ha vinto il gioco delle biglie. La giacca di Il-nam era numerata 001 e avrebbe potuto essere data a Gi-hun come un modo per dire agli operai di non eliminare Gi-hun dalla gara prima dell'inizio delle sfide, forse a causa della gentilezza di Gi-hun mostrata fin dall'inizio quando ha lasciato a Il-nam rivivere la gioia dei suoi giochi d'infanzia insieme a un amico. Per coincidenza, Gi-hun è l'unico con cui vediamo Il-nam parlare di rientrare nei giochi.

- Mentre sembra che Il-Nam sia "protetto" in alcune circostanze dei giochi, durante il tiro alla fune si può vedere che ha rischiato di morire insieme al resto della squadra. Ha già una diagnosi di cancro imminente e terminale e ha dichiarato apertamente che ha giocato ai giochi perché era annoiato - basandosi solo su questo, sembra improbabile che abbia imbrogliato per salvarsi la vita in quanto ciò avrebbe eliminato l'eccitazione dell'esperienza e tutto ciò che voleva era divertirsi.

- Lee Byung-hun , che interpreta il Front Man, è anche menzionato per nome come attore da uno dei concorrenti.

- I giocatori volevano sapere qual era il gioco successivo e se avessero guardato il muro nella stanza a castello, i bambini sul muro mostravano ogni gioco che avrebbero giocato. È evidente nell'episodio 2 in cui si riesce a malapena a vedere, i biscotti dalgona e il gioco del ponte. Più avanti nell'episodio 3 puoi vedere il tiro a segno, il gioco dei calamari e 1,2,3 Stella!.

- Una volta appreso che il vecchio è la mente del gioco, diventa evidente che ha dovuto perdere di proposito il gioco delle biglie perché il gioco del ponte di vetro sarebbe stato troppo impegnativo dal punto di vista fisico per lui. Quella sfida avrebbe probabilmente portato alla sua morte o avrebbe rovinato la sua copertura.

- La stanza bianca prima dell'inizio del gioco delle biglie è stata creata per dare un senso di incertezza in quanto fino a quel momento le altre stanze davano un indizio e assomigliavano al gioco che stava per essere giocato (gigantesco parco giochi, tiro alla fune).

- C'è una teoria su come vengono scelti i lavoratori così come i giocatori: chi sceglie la tessera ddakji blu durante la partita iniziale con il reclutatore viene selezionato e avvicinato come giocatore; chiunque raccolga la tessera ddakji rossa viene reclutato come lavoratore nei giochi. Tuttavia, questo è stato smentito in quanto puoi vedere brevemente un giocatore in sandali e calze bianche che lancia un ddakji rosso nel filmato di reclutamento mostrato dalle guardie prima della prima partita.

- Durante il gioco delle biglie, Il Nam in un apparente stato di demenza, entra in una casa affermando che è la sua casa. Mentre entrano, puoi vedere i tre simboli, triangolo, quadrato, cerchio sull'ingresso che suggeriscono che è la sua casa e che è il padrone dei giochi.

- L'accendino nella scatola nera avvolto in un fiocco che Gi-hun regala a Ga-yeong per il suo compleanno suggerisce come la maggior parte dei giocatori eliminati alla fine vada incontro al proprio destino: la pistola rappresenta il metodo in cui la maggior parte dei giocatori viene uccisa (ferite da arma da fuoco), la scatola avvolta nell'arco rappresenta le bare dall'aspetto simile in cui è posto il giocatore morto e l'accendino rappresenta il modo in cui il loro corpo viene infine smaltito (cremazione).

- Nell'episodio finale Il-Nam invita Gi-hun al 7° piano dello Sky Building per giocare a quello che è in effetti il ​​7° gioco della competizione.

- Dopo aver giocato il primo gioco, vari giocatori protestano per le uccisioni che hanno avuto luogo. Il giocatore 119 dice che la polizia arriverà da un momento all'altro. In Corea del Sud, il 119 è il numero di telefono per contattare la polizia in caso di emergenza.

- Conteggio delle vittime: 441 giocatori. Ci sono anche 5 membri del personale rosso uccisi.

- In alcune culture si pensa che il 111 sia un "numero angelico" e si ipotizza che possa essere stato assegnato intenzionalmente al dottore corrotto come metafora del suo ingiusto vantaggio.

- Quando l'ufficiale di polizia perquisisce l'ufficio del frontman si può vedere una maschera da gufo. I gufi sono noti per essere saggi e vecchi, il che indica che la persona che possiede la maschera è intelligente e anziana.

- Il frontman avrebbe saputo che c'era un intruso basandosi esclusivamente sul fatto che il suo telefono era posizionato da sinistra a destra sul ricevitore invece del suo abituale da destra a sinistra. L'ironia è che viene mostrato che Front Man è mancino e suo fratello è destrorso (in base a come impugnano le armi), quindi penseresti che sarebbe il contrario.

- Nella fase iniziale del primo gioco, 1,2,3,Stella!, si vede una donna a cui schizza del sangue di una delle prime vittime del gioco in pieno volto. Lei si mette le mani in volto mostrando un senso di nausea e smarrimento. Questa scena è un chiaro riferimento al celebre dipinto L'Urlo di Edward Munch.

- La serie tv Squid Game ha avuto così successo che molti studenti la scelgono come argomento principale per la loro tesina di terza media.



Frasi celebri

Continua a leggere su Le più belle frasi di Squid Game
Continua a leggere »

Frasi di Squid Game (Serie TV)



«Il gioco del calamaro.»
(Traduzione letterale di Squid Game)

Titolo Originale: "Squid Game" (2021)
Genere: drammatico, distopico, thriller, horror
Regia di: Hwang Dong-hyuk
Protagonisti: Lee Jung-jae, Park Hae-soo, Wi Ha-joon, Jung Ho-yeon, Oh Yeong-su, Heo Sung-tae

Trama breve: 456 giocatori a corto di soldi accettano uno strano invito a competere in giochi per bambini e vengono portati via dalle strade della Corea del Sud: rapiti e rannicchiati insieme su un'isola, dove solo un sopravvissuto riceverà l'allettante premio finale: circa 33 milioni di euro, che certamente basteranno a ripagare qualsiasi debito accumulato da ciascun giocatore. Giocando a versioni letali di giochi per bambini, questi giocatori faranno tutto il necessario per avanzare al gioco successivo, o moriranno provandoci.
(Scheda completa)


Indice



Frasi celebri

Nella mia città, lo chiamavamo "Il gioco del calamaro". Lo chiamavamo così perché il campo da gioco era a forma di calamaro. Le regole sono semplici. I bambini si dividono in due gruppi, attacco e difesa. All'inizio, la difesa corre normalmente entro i confini, mentre gli attaccanti, all'esterno, devono saltare su un piede solo. Ma se un attaccante riesce ad attraversare il centro del calamaro ottiene la possibilità di camminare su due piedi. Per qualche ragione, quando questo accadeva, lo chiamavamo "l'ispettore segreto". Al momento della battaglia finale, tutti gli attaccanti si riuniscono alla base del calamaro. Per vincere il gioco gli attaccanti devono toccare col piede l'area all'interno della testa calamaro. Se però il difensore riesce a spingerti sulla linea o fuori dal confine... beh sì, sei morto. Dopo il tocco vincente, bisogna gridare "vittoria". In quel momento, mi sentivo il padrone del mondo. Ero al settimo cielo. (Seong Gi-hun)

Non sai quando è il compleanno di tua madre? Sei davvero un bastardo ingrato. (Amico di Seong Gi-hun)

Signore, a mai giocato a ddakji? Facciamo una partita e ogni volta che vincerà le darò 100.000 won. (Uomo nella metropolitana)

Avete un'ultima possibilità di scegliere. Ditemi, volete ritornare a vivere le vostre vite insulse, a farvi inseguire dai vostri creditori ovunque andiate? Oppure volete cogliere l'ultima occasione che vi stiamo offrendo? (Soldato con il segno quadrato)

Mugunghwa kkochi piotsseumnida. (Frase bambola 1,2,3 stella!)

Non tollereremo alcun atto che ostacoli questo processo democratico. (Guardia)

Ma quando tornato alla normalità, ho capito che quelli lì dentro avevano ragione. Qui fuori la vita è di gran lunga peggiore. (Oh Il-nam n. 001)

Non ci si fida delle persone perché se lo meritano. Lo si fa perché non hai altri su cui contare. (Seong Gi-hun)

Sono brava in tutto, tranne nelle cose che non posso fare. (Mi-Nyeo)

Caro padre celeste, abbiamo lavorato insieme oggi come una vera squadra per mandarti persone lassù nell'alto dei cieli. Invoco il tuo santo aiuto per mandarti sempre più persone. (Ji-yeong)

È presto per scoraggiarsi. Il tiro alla fune non è soltanto una questione di forza. Con una buona strategia e un lavoro d'insieme anche la squadra più debole può vincere il tiro alla fune. (Oh Il-nam)

Da giovane giocavo molto spesso al tiro alla fune, nella mia città natale, e vincevo praticamente sempre. Non perdevo nemmeno quando nell'altra squadra c'era un lottatore, cosa che metteva la mia squadra in grosso svantaggio. Ascoltate attentamente e vi dirò come facevo a vincere praticamente ogni partita, auando ero giovane. Prima di tutto il capitano della squadra è molto importante. Questa persona si posiziona proprio di fronte al capitano degli avversari. E il resto della squadra guarda la schiena del proprio capitano. Se il capitano sembra debole o scoraggiato, beh la sfida è praticamente persa in partenza. Poi all'estremità della fune ci vuole una persona solida e affidabile come l'ancora di una nave. Anche il modo in cui i giocatori si dispongono è importante. Si mette la fune al centro e i giocatori si piazzano uno a sinistra e uno a destra. I piedi devono essere paralleli e la fune va tenuta salda tra le ascelle. Così potrete dare fondo a tutta la vostra forza. E infine, la cosa più importante. Quando inizia la partita, per i primi dieci secondi, bisogna solo resistere. Mettetevi quasi sdraiati a terra e cercate di spingere il basso ventre verso l'alto e la testa all'indietro, al punto da riuscire ad intravedere l'inguine della persona che avete alle spalle. Se fate così i nostri avversari non ci smuoveranno. Resistere in questo modo per dieci secondi. A questo punto gli avversari si agiteranno e penseranno: "Perché non si muovono? Cosa succede?" Perché erano convinti di essere nettamente la squadra più forte. Se resisterete così a lungo, arriverà il momento in cui il ritmo degli avversari comincerà a spezzarsi. (Oh Il-nam)

Ci sono altre 15 lastre davanti a me. La possibilità che arrivi alla fine... sono due alla quindicesima. C'è una possibilità su 32.768. [ride] (Giocatore N. 062)

Non vi è ira peggiore di quella di una donna tradita. (Vip Tigre, citando William Congreve)

La pioggia sa qual è il momento migliore per cadere. (Vip Cervo, citando Du Fu)

Guardare non sarà mai divertente come giocare di persona. (Oh Il-nam/N. 001)



Dialoghi

  • Uomo nella metropolitana: Signore, ha un minuto?
    Seong Gi-hun: Non credo in Gesù.
    Uomo nella metropolitana: Non è questo. Sono qui a offrirle una grande opportunità. Se lei...
    Seong Gi-hun: Vengo da una famiglia buddista, quindi non rompere i coglioni e vattene.
  • Uomo nella metropolitana: Signore, le andrebbe di fare un gioco?
  • N. 369: Vi prego, non potete scegliere di continuare a giocare. Dobbiamo ritornare a casa!
    N. 322: Io non ho un posto dove tornare. Almeno qui ho un'occasione, e lì fuori? No, non ho niente fuori. Restiamo fino alla fine. Preferisco tentare fino alla morte che uscire e morire da perdente.
    N. 199: Brutto stronzo, se vuoi morire vai a morire per conto tuo. Non trascinarci in questa merda!
  • Seong Gi-hun: Ci muoviamo come una squadra?
    Cho Sang-woo: Potrebbe essere pericoloso. Non sappiamo neanche che gioco è. Scegliere la stessa forma potrebbe essere un problema.
    Seong Gi-hun: Tu credi?
    Cho Sang-woo: Fra chi investe c'è un detto: "Non mettere tutte le uove in un paniere".
    Seong Gi-hun: Signore, è entrato all'Università di Seoul, primo della sua classe. Era il genio del nostro quartiere, uno famoso.
  • Seong Gi-hun: Allora scelgo l'ombrello.
    Cho Sang-woo: L'ombrello? Perché?
    Seong Gi-hun: Mia madre mi sgridava sempre perché perdevo tutti i miei ombrelli. Alla fine ha deciso di darmi solo quelli rotti. Io ho sempre sognato di avere un onbrello decente come tutti i miei compagni.
  • N. 244: L'unica soluzione è attaccare per primi.
    Ji-yeong: Mmhh, ora scopriamo che il servo di Dio è il più crudele di tutti.
    N. 244: Siamo già tutti peccatori ormai. Le nostre mani sono sporche di sangue.
    N. 196: L'attacco è la migliore difesa. Ha ragione dobbiamo farlo.
    Kang Sae-byeok: Durante la rissa di ieri notte, sai come è morto l'uomo che avevo proprio davanti? Uno che lui credeva un compagno di squadra gli ha spezzato il collo. Vi fidate di me? Io non mi fido di voi.
  • N. 101: Ehi, sig. Ssangmun-dong! Ce la stai mettendo tutta per salvarti. Davvero credi che questi [barricate] serviranno? Non hanno l'aspetto molto solido, sai?
    Seong Gi-hun: Credi che ti salverai? Quei rifiuti umani della tua cosiddetta quadra. Ti fidi davvero di loro? Se fossi uno di loro, quando stanotte scoppierà la rissa, aspetterei l'occasione per ucciderti. Perché sei il più forte di tutti noi.
  • Oh Il-nam: Quando ero bambino giocavo a biglie molto spesso. Ero anche bravissimo.
    Seong Gi-hun: Anche io non sono male. Che grande sollievo. Temevo ci volesse la forza.
    Oh Il-nam: In tal caso, dobbiamo fare un patto e diventare gganbu.
    Seong Gi-hun: Gganbu?
    Oh Il-nam: Hai detto che giocavi spesso a biglie. Come fai a non aver mai sentito parlare del gganbu? È l'amico del quartiere con cui condividi le biglie, iddakji, mio o tuo non ha importanza. Con lui condividi tutto.
  • Ji-yeong: Questa è la più grande tragedia dalla Guerra di Corea. Vero?
    Kang Sae-byeok: Allora a che cosa giochiamo?
    Ji-yeong: Sei così fredda. Fredda come il ghiaccio. Non è che sei una spia della Corea del Nord?
  • Ji-yeong: Io non ho niente.
    Kang Sae-byeok: Cosa?
    Ji-yeong: Tu una ragione per vivere ce l'hai. Io no. E visto che me l'hai chiesto ho pensato a cosa farei una volta uscita da qui. Ma per quanto mi sforzi, non mi viene in mente niente. Dovrebbe uscire chi ha una buona ragione. È giusto così.
  • VIP Bufalo: Prendono sempre prima i numeri al centro.
    VIP Tigre: Istinto animale. In caso di pericolo, cercate rifugio nel gregge.
  • Voce femminile: Giocatori, benvenuti al quinto gioco. Prima di iniziare siete tutti pregati di scegliere uno dei manichini che sono davanti a voi e che sono numerati dall'uno al sedici.
    Seong Gi-hun [pensa]: L'ordine? In cui giocheremo? Ok. Se andiamo in ordine, i primi numeri sono i più vantaggiosi. Probabilmente c'è un limite di tempo come in "Un, due, tre, stella" o "Caramello". È meglio cominciare prima. No! Un momento! È pericoloso iniziare per primi senza conoscere il gioco. Stando in fondo avrei più tempo per pensare a un piano, come nel tiro alla fune. [Gli altri concorrenti prendono le pettorine] Il numero sedici? Non posso scegliere il sedici. Non voglio andare per ultimo. Il numero uno? Significherebbe che inizierei io. Allora vado per l'ultimo? No, neanche questo va bene.
Continua a leggere »

Dexter: New Blood (Serie TV 2021): trama e spiegazione


Dexter: New Blood è una serie televisiva statunitense di genere drammatico-poliziesco-thriller, diretta da Marcos Siega, ed interpretata da Michael C. Hall e Jack Alcott. La serie tv è costituita da 1 stagione andata in onda tra il 2021 e il 2022. Si tratta del sequel della serie televisiva Dexter.





Trama

Ambientato 10 anni dopo la scomparsa di Dexter Morgan nell'uragano, adesso ha cambiato nome e si fa chiamare Jim Lindsay e vive nella piccola città di Iron Lake, nello stato di New York. Lavora come negoziante, ha una relazione con il capo della polizia della città e per tutto questo tempo è sempre riuscito a frenare il suo impulso di serial killer. Ma una serie di avvenimenti farà ricomparire "l'oscuro passeggero" dentro di lui...

Paese: USA
Durata: 60 min (puntata)
Voto: 9
Guarda il 🎬 TRAILER ►


Commento

Sono un grande fan della serie Dexter e devo ammettere che sono uno dei pochi che è rimasto soddisfatto dell'episodio finale dell'ottava stagione perché lo ritenevo coerente con il personaggio di Dexter (andatevi a leggere la mia spiegazione se non l'avete ancora letta e tutto vi sarà più chiaro). Questo nuovo Dexter non mi piace quanto il precedente, inevitabilmente è più vecchio (d'altronde sono passati molti anni e l'attore protagonista è stato affetto dal linfoma di Hodgkin), ma non è questo il punto, sembra sempre spaventato, molleggia quando cammina anche solo per muoversi dentro la propria casa e oltre al fascino giovanile ha perso perfino quel sorrisetto e quell'innalzamento delle sopracciglia che lo faceva sembrare sempre un passo avanti gli altri, mentre adesso lo vedo spesso tremante, in agitazione, e con voce debole ed effemminata al punto che non mi interessa più se venga beccato o meno (cosa che non volevo assolutamente nelle prime 8 stagioni). Inoltre il personaggio di Debra che adoravo in precedenza, adesso è davvero fastidioso, fossi stato uno degli autori avrei sicuramente messo James Doakes, ovvero l'unica persona nella vita di Dexter che poteva vederlo attraverso la sua maschera di normalità, sarebbe stato molto più divertente e coerente nel recitare il ruolo della parte aggressiva a mio parere, con Debra che avrebbe potuto recitare il lato buono e più amichevole. Questo nuovo Dexter ha qualche spunto interessante, perché riprende alcune cose del passato come la routine del protagonista e la nuova ambientazione, anche se gli stessi autori non la considerano una nuova stagione perché non è un vero "sequel" ma un "nuovo inizio", perché il ruolo di protagonista sarà sempre diviso fra lui e il personaggio del figlio che potrebbe ereditare il ruolo del padre. Quello che non mi piace dei primi episodi è la piega che ha preso questa serie con personaggi che sono solo degli adolescenti (il figlio e gli amici del figlio) o adulti stereotipati (la podcaster, un omosessuale) e ho quasi avuto la sensazione di stare vedendo You anziché Dexter. Comunque dal 5° episodio le cose iniziano a migliorare, Dexter diventa più simile a quello di un tempo, cioè più protagonista e coinvolto nelle indagini, e anche la trama inizia a farsi interessante. L'episodio finale, invece, è un disastro, orribile, insensato, e scommetto che chiunque di voi la penserà come me dopo averlo visto.

Avvertenza [VM14]: il protagonista è un serial killer che uccide le sue vittime secondo un rituale e poi le affetta mettendole dentro dei sacchi di plastica.



Spiegazione




Interpreti e personaggi

Michael C. Hall (Dexter Morgan/Jim Lindsay), Jack Alcott (Harrison Morgan/Randall), Julia Jones (Angela Bishop), Johnny Sequoyah (Audrey), Alano Miller (Logan), Jennifer Carpenter (Debra Morgan), Clancy Brown (Kurt Caldwell).



Curiosità

- Dexter ha assunto una nuova identità con il nome di Jim Lindsay. Jeff Lindsay ha scritto i romanzi originali che hanno ispirato la serie televisiva.

- Dexter: New Blood è il sequel di Dexter, una serie durata 8 stagioni e andata in onda dal 2006 al 2013.


Frasi celebri

Continua a leggere su Le più belle frasi di Dexter: New Blood (si trovano subito dopo le frasi delle prime otto stagioni di Dexter)
Continua a leggere »

Frasi di Il capo dei capi (Serie TV)



«Totò Riina. La scalata ai vertici di Cosa Nostra.»
(Tagline della serie TV)

Titolo Originale:
"Il capo dei capi" (2007)
Genere: biografico, drammatico, gangster, poliziesco
Regia di: Enzo Monteleone, Alexis Sweet
Protagonisti: Claudio Gioè, Daniele Liotti, Claudio Castrogiovanni, Marco Leonardi

Trama breve:
Il Capo dei Capi è una miniserie italiana in sei puntate che ha debuttato su Canale 5 tra ottobre e novembre 2007. Racconta la storia di Salvatore Riina ("Totò u Curtu"), un boss mafioso di Corleone, in Sicilia. Da quando era ancora ragazzino povero e insignificante fino ad arrivare al giorno in cui è stato arrestato come l'uomo più pericoloso per lo Stato italiano; nel mezzo ci sta tanto spargimento di sangue, in particolare di coloro che si sono opposti con fermezza all'avanzata dell'organizzazione criminale Cosa Nostra (come il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il magistrato Giovanni Falcone e il giudice Paolo Borsellino, che appaiono all'interno della serie).
(Scheda completa)


Frasi celebri

A me mi fa più paura la fame, dell'inferno. (Giovanni Riina)

A mio padre non l'ammazzò la bomba, a lui l'ammazzò la fame. (Totò Riina)

A me non mi basta più di campare. Io non la voglio fare più la vita del pezzente. (Totò Riina)

Certe cose prima di fanno e poi si dicono. (Totò Riina)

Guarda che non basta la pistola per diventare masculi. Prima ci volunu i cugghiuna. (Luciano Liggio)

Totò, ca prima fatti crisciri i pila e poi ti fai la barba. (Michele Navarra)

Tutti a Palermo se ne vogliono andare. Mi sa che a Corleone ci restano i viddani e i picciriddi... e i socialisti. (Michele Navarra)

La pistola non è per giocare, ma serve per lavorare. (Totò Riina)

Da domani gli farete capire a questi morti di fame, che rubarsi le terre degli altri, non conviene. (Luciano Liggio)

Un conto è il rispetto e un conto è la prepotenza. Spaventare la povera gente è facile ma guadagnarsi il loro rispetto è un altra cosa. (Placido Rizzotto)

A Corleone ci sono quelli che passeggiano e quelli che sciusciano. Il dottor Navara, lui è uno che sciuscia. Sta fermo e senza alzare un dito fa vento. Le cose gli danzano davanti come piace a lui, almeno fino a quando gliele fanno danzare. (Vito Ciancimino)

[A Placido Rizzotto]Per farsi rispettare non c'è bisogno delle parole. (Biagio Schirò)

[A Biagio Schirò] Non hai capito che in questo paese se non hai i piccioli in tasca e il rispetto degli altri sei nessuno mischiato con niente? (Totò Riina)

Perché amo l'Italia. Io amo l'Italia perché mia madre è italiana, perché il sangue che mi scorre nelle vene è italiano, perché tra la terra dove sono sepolti i morti che mia madre piange e mio padre venera, perché mio fratello, mia sorella e i miei compagni e i grandi popoli in mezzo a cui vivo e che la bella natura che mi circonda e tutto ciò che vedo, che amo e che ammiro è italiano. Ma vafan... (Totò Riina, leggendo un libro)

Palermo è bella, e insieme la faremo ancora più bella. (Vito Ciancimino)

In questo paese o stai da una parte o stai dall'altra. In mezzo ci stanno quelli che si scantano, che hanno paura. Quelli che si voltano dall'altra parte. (Biagio Schirò)

Quando le guerre cominciano, qualcuno poi le deve finire. (Stefano Bontate)

Un giorno forse tutti capiranno che è meglio sedersi attorno a un tavolo e discuterne le cose nostre. Trovare il modo di evitare guerre inutili tra noi. Quel giorno però non è ancora arrivato. (Tommaso Buscetta)

Io vado dove nessuno ci viene in mente di cercarimi. (Luciano Liggio)

Ancora non hai capito che è un gioco di strategia. Quando muovi devi avere un'idea in testa. Ma devi anche vedere che idea c'ha in testa l'avversario. E la mia era questa. [mangia molte pedine e ottiene una dama] (Gaspare Mutolo, spiega la dama a Totò Riina)

Mi chiamo Maino Luciano e sono componente di una banda criminale. Questa banda fa parte di un'organizzazione che si chiama Cosa Nostra. A capo di questa banda c'è Liggio Luciano, e sotto di lui ci sono Riina Salvatore, Bagarella Calogero e Provenzano Bernardo. In realtà Liggio, Liggio si occupa poco delle attività del gruppo, il vero capo, u capu operativo vah, è Totò Riina. Quando siamo arrivati qua non c'avevamo niente, non eravamo nuddu, sono passati pochi mesi c'abbiamo le mani dappertutto. I palermitani pensano che Riina e Liggio sono gente come loro, uomini d'onore. Quelli non si tradirebbero mai tra di loro. I palermitani non hannu caputu nenti. I corleonesi sono n'autra cosa. I corleonesi c'hanno fame. (Confessione di Maino Luciano)

Dottò', io ci vogghiu diri na cosa. Voi a Riina lo avete preso e io spero che non lo fati nesciri cchiù. Picchì iddu è u peggiu ri tutti. (Maino Luciano)

Voi non avete capito, o per meglio dire non volete capire che cosa significa Corleone. Voi state giudicando degli onesti galantuomini, che i carabinieri e la polizia hanno denunciato pe' capriccio. Noi vi vogliamo avvertire che se un solo galantuomo di Corleone sarà condannato, voi salterete in aria, sarete distrutti, sarete scannati come pure i vostri familiari. Adesso non vi resta che essere giudiziosi! (Lettera di minaccia di Totò Riina alla giuria)

Solo le bestie figliano senza responsabilità. (Totò Riina)

Voi questa guerra non la volete vincere… non la volete neanche combattere. (Biagio Schirò)

[A Tano Badalamenti] Non è colpa di nessuno. Siamo tutti nelle mani di Dio. (Totò Riina)

Perché chi corre troppo può cadere e poi si fa male. (Giuseppe Di Cristina)

Chi corre non vede niente. Invece bisogna sapere vedere. Sia vicino che lontano. (Totò Riina)

Per fare più piccioli, bisogna fare più piccioli. (Vito Ciancimino)

Io e te lo sappiamo da dove veniamo e capiamo una cosa sola: i picciuli e cumannari! (Riina a Ciancimino)

A me lo posso capire ma tu, la mia famiglia, la devi lasciare in pace…! (Totò Riina)

Se ti vuoi fare rispettare non puoi fari sempre u minchiuni. (Totò Riina)

Si possono fare tante scoperte. Cristoforo Colombo, per esempio, ha scoperto l'America. Che c'è, è lì, è un fatto. Ma un conto è l'America e un conto sono le chiacchiere. Se uno scopre solo le chiacchiere e i pettegolezzi ma mi dite che minchia di scoperta è? (Totò Riina)

Quando tutti hanno l'atomica, che si può volere se non la pace? (Tommaso Buscetta)

Ogni tanto esageriamo tutti quanti con le parole. Ma le parole alla fine che sono? Fiato. E il fiato vuol dire che siamo vivi. È questo è un bene. (Totò Riina)

[A Luciano Liggio] Noi non abbiamo studiato. Dalla televisione si imparano un sacco di cose. Lo vedi? Non è che ci sono solo i missili, le bombe... ci sono pure le spie, i microfoni nascosti, gli scambi, i colpi di stato. Puoi chiudere pure un topo dentro lo stadio se fai le mosse giuste e poi ti premiano pure. (Totò Riina)

Ma dimmi una cosa Totò. Facisti i picciuoli, si intra l'affari ruossi. Ma chi minchia vuoi ancora? (Luciano Liggio)

La vita è una corsa. E se vuoi partecipare a questa corsa devi scegliere il cavallo che ti dà più affidamento. (Michele Greco)

Ricorda. La famiglia è tutto. E questo non lo dico io, lo dice il Nostro Signore. (Michele Greco)

La mafia sua non era delinquenza, ma rispetto alla legge dell'onore. [Scritta sulla lapide del padre di Giuseppe Di Cristina]

[A Biagio Schirò] Tu per me sei come la televisione. Più ti guardo e guardando la vita tua mi ricordo che ho fatto bene a scegliere la vita mia. (Totò Riina)

[A sua moglie] Noi non dobbiamo smettere di vivere. Quella sì che sarebbe la peggiore delle sconfitte. (Biagio Schirò)

[Ai corleonesi] Quindi a voi l'elemosina vi sta bene, dovrei andarli a chiedere io dovrei andare da bontade da inzerillo e dirci scusate ci farebbe comodo un kiletto in più, al vostro buon cuore. Io l'elemosina non ne chiedo e se le cose rimangono così noi staremo sempre sotto e loro staranno sempre sopra. Chi, e chi fu vi passò la fame? Cu sti quattru picciuli chi ci passano i palermitani vi tolsero l'apettito? (Totò Riina)

E a voi vi sta bene come prima, si vi sta bene continuare con un kilo qua un kilo la un vi pare un'elemosina no? (Totò Riina) Totuccio ma tu vedi qua davanti a te i Corleonesi? Io non sono i Corleonesi, io sono Totò Riina! E sono un uomo paziente. E di buone maniere. Ora io qui vi chiedo, con tutto il rispetto, la vita di Beppe Di Cristina di Pippo Calderone e mi dispiace ma pure Tano Badalamenti va posato, va messo fuori dalla famiglia perché stato ce. (Riina)

Io segreti non ne ho per nessuno. In questa città di segreti si muore. Biagio, ricordalo sempre. Quando scopri qualcosa, scrivilo, raccontalo a qualcuno. Non te lo tenere mai solo per te. Mai. (Boris Giuliano)

[Telefona a Salvo Lima] Onorevole, qui abbiamo oltrepassato il limite! No! Tu ora ascolti me! Sto cornutazzo dello sceriffo [Boris Giuliano] o lo fermate voi, o lo fermiamo noi! Ci siamo capiti? (Stefano Bontade)

E che uno pensa che c'è sempre tempo, che si recupero. Invece ci sono cose nella vita che quando te le sei perse, te le sei perse. (Boris Giuliano)

Io dico che se ti fa male un dito alle volte fai prima a tagliare tutto il braccio. (Totò Riina)

Ma chi è che fa, ora lo decidi tu cu va a vivere e cu va a morire. E cu si u padre etternu si? (Totò Riina)

[A Leoluca Bagarella] Vuoi scannare un cristiano? [Indicando il giornale con la foto del giudice Terranova] Ammazzami a chistu! (Totò Riina)

[A Bernardo Provenzano] E poi tocca ad Inzerillo, poi a Buscetta e poi ai parenti suoi. Di questi neanche il seme deve restare! (Riina)

Sorridi, che la vita è bella. (Riina)

Ma u tempo di chiacchiere finìu e chi non lo vuole capire diventa mio nemico... e allora muore. (Riina)

La macchina blindata? Una bara più costosa delle altre.  (Riina)

Fateci sapere [a Buscetta che il sangue suo non invecchierà. (Riina)

Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. (Buscetta)

Chiamatemi Maranza e Pocket Coffee. (Riina)

[A Leoluca bagarella] Portatemi qua Schirò però lo voglio vivo. (Riina)

'A democrazia chista è, chiacchiere, che fanno perdere tempo e picciuli. (Riina)

Picchi certi affari complicati un si ponno rislovere ca dimocrazia. (Riina)

Vogliono fare gli eroi. Ma alla fine quanti possono essere gli eroi? 2, 5, 10. E che ci vuole ad ammazzare 10 cristiani? Eliminati quelli col sangue pazzo rimangono solo i buoni padri di famiglia. (Riina)

[alla Commissione] Voi la vedete la televisione? Vedetevela, il mondo è confuso, l'Italia, è confusa, la Sicilia è confusa, tutto confuso. Prendete la base di Comiso, interessa agli americani, interessa alla Sicilia, e interessa pure a noi che ci siamo comprati i terreni attorno all'aeroporto, ma c'è un comunista che non la vuole, si chiama Pio La Torre. Lui vuole solo che lo Stato ci scassi la minchia! E picciò parra, parra, parra... (Riina)

Picchì certi affari complicati un si ponnu risolvere ca dimocrazia. Se c'è bisogno di prendere 'na decisioni c'avi a esseri unu capace di pigghialla per tutti. È vero Apuzzo? a pasta chi' sardi ti piacìu? a caponata è stata di tuo gradimento? Apuzzo voi lo conoscete, un capo decina dell'Arenella, un bravo picciotto, un grande faticatore... sulu chi ogni tanto avi stu malu vizziu di fare chiachicere [...] U stati sintennu? lui dice "pero...", lui dice "era stato promesso a me..." ma mischinu, non è che lo fa per male; lo fa per una brutta abbitudine del passato. È vero Apu'? ao ma chi è sta faccia non ti devi spaventare, vedi che io ti voglio bene... devi solo cambiare abbitudini... Cca tutti quanti amu a canciari abbitudini. Voi lo sapete, io sono disposto a venire incontro a tutte le vostre necessità, ma u tempo di chiacchiere finìu e chi non lo vuole capire diventa mio nemico... e allora muore. (Riina)

[Ai corleonesi] Che è 'st'applauso, chi sugnu Mike Bongiorno io? Quando si tratta d'ammazzare cristiani un s'applaude! (Riina)

Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. (Buscetta)

La vuoi sapiri na cosa!? 'Sti giornali sono buoni per avvolgerci il pesce, e basta! (Riina)

Lo Stato se vuole campare deve trattare cu mia. (Totò Riina a Barnardo Provenzano)

Voglio sapere fino a che punto vuoi arrivare, Totò. (Bernardo Provenzano a Totò Riina)

Mi chiamarono dall'ospedale, mi dissero di preparare la cravatta nera. (Riina)

E allora stappiamo 'sto Moet et Chandon. (Riina)

[A Totò Riina] Totò chi si mette contro tutti prima o poi se lo piglia in culo! (Provenzano)

Chi ci doveva garantire ci ha tradito, questo vuol dire che non ci sono più accordi, cu nessuno. CU NESSUNO! (Riina)

[A Giovanni Brusca] Ma tu tu' mmaggini a Falcone ca fa u sbirru cchiu sbirru di tutti? Tu' mmagini tu? (Riina)

[Leggendo ad alta voce il decreto di Falcone sulla rogatoria internazionale riportato sul giornale] Il provvedimento prevede nuove norme penali contro il riciclaggio (Salvo Lima), specifici poteri dall'autorità giudiziaria per il blocco dei conti correnti all'estero (Ignazio Salvo), e carcere duro per i capi dell'organizzazione mafiosa. Minchia! Ma è proprio curnuto stu' Falcone! (Giovanni Brusca).

I Viddani… Non impareranno mai cosè l'onore, cosè il rispetto…Con loro è solo fiato sprecato. (Tommaso Buscetta)

[Discorso all'Università] Gli uomini d'onore sono più di cinquemila. Sono un vero e proprio esercito selezionato con delle prove durissime, che devono obbedire a delle norme severe. Veri professionisti del crimine che, anche quando si dicono semplici soldati, in effetti sono dei generali o, per meglio dire, dei cardinali, i cardinali di una chiesa molto meno indulgente di quella cattolica. La mafia non è isolata. Vive in perfetta armonia con migliaia di protettori, complici, informatori, gente ricattata, piccoli maestri...insomma, debitori di ogni tipo. Cosa Nostra è un mondo a sé. Conoscendo gli uomini d'onore, ho imparato che le loro logiche non sono mai né scontate, né tantomeno imprevedibili. Sono ferree logiche di potere sempre funzionali ad uno scopo. Cosa Nostra si serve di armi sempre più sofisticate. Come vi dicevo, si tratta di un vero e proprio esercito impegnato in una guerra. E un'altra cosa importante che ho imparato nel mio lavoro è che bisogna accorciare i tempi fra il dire e il fare, proprio come fanno gli uomini d'onore. (Giovanni Falcone)

Sapete che cos'è la Mafia… faccia conto che ci sia un posto libero in tribunale …e che si presentino 3 magistrati … il primo è bravissimo, il migliore, il più preparato...un altro ha appoggi formidabili dalla politica… e il terzo è un fesso… sapete chi vincerà? Il fesso.
Ecco, mi disse il boss, questa è la MAFIA! (Paolo Borsellino)

Mi raccomando, non ti prendere troppa confidenza con la bottiglia perché sono un poco geloso. (Giovanni Falcone)

Ti devi preoccupare quando gli imbecilli cominceranno a dire cose sensate. (Paolo Borsellino)

Senti Totò, tu devi considerare una cosa, quando uno si mette contro a tutti, prima o poi se la pija nel culo. (Bernardo Provenzano)

Lo Stato se vuole campare deve trattare con me. (Salvatore Riina)

Per fare la pace, prima bisogna fare la guerra. (Salvatore Riina)



Dialoghi

  • Domenico: Cu minchia sei per dare ordini?
    Totò Riina: Io sono Salvatore Riina.
    Domenico [deridendolo]: Totò u Curtu.
  • Poliziotto: Nino, è qui che è ricoverato Riina Salvatore?
    Nino: E chi è?
    Poliziotto: Lo sparato.
    Nino: Sì, c'è uno che ha un graffio alla gamba destra. Una roba di picciriddi.
    Poliziotto: L'altro lo hanno ammazzato. Senti, dobbiamo riferire un mandato di cattura nei confronti di Riina Salvatore.
    Nino: Veramente lo abbiamo appena ricoverato.
    Poliziotto: Ma come, non avevi detto che era un graffio da nulla? Ninoooo...
  • Michele Navarra: Non era nenti, viddanu, e puri sciancatu. Io cambiari lo fici ma viddanu ristau. Ha mangiato il mio pane! Ha bevuto il mio vino! E ora si crede di potere mettere i piedi sul tavolo e le mani nel mio piatto, come l'animali iddu e di quattru stracciuni ca si porta arreri.
    Scagnozzo di Navarra: Lucianeddu è un ingrato, dottore. Si è montato la testa.
    Michele Navarra: Quando un figlio umilia a so padri, anche il padre ci colpa. Vuol dire che non ha sbagliato, che non ha visto a tempo i difetti della sua creatura. E io come quel padri sono, per affetto. Con Liggio ho sbagliato...
    Scagnozzo di Navarra: Vossia c'ha il cuore d'oro.
    Michele Navarra: Facitili a pezzi!
  • Provenzano: Totò come si mangiava a l'Ucciardone? Champagne a strafottere ahh?
    Riina: Ehh, sfingioni, arancini, cannoli u sabbutu, un grand hotel.
    Provenzano: Inchia u sai chi ti ricu cumpà, a prossima vota ci viegnu puru iu. [Risata generale]
  • Riina: Balduccio, che dici di Binnu?
    Balduccio Di Maggio: Binnu è fedele zu totò.
    Riina: Fedeli sono i cani.
  • Riina: Che è, non si saluta?
    Biagio Schirò: Non fai scantari cchiu a nuddu, Totò.
    Riina: Tu che pensi che hai vinto picchì mi hai fattu stu bellu regalu? [mostra le mani ammanettate] Ma tanto tu resterai quello che eri, nuddu miscatu cu niente.
    Biagio Schirò: Forse, ma libero. Tu libero non lo sarai mai.
  • Riina: Vito, tu sei un bravo cristiano. Sopra di te non devi avere nessuno. Tu devi comandare.
    Ciancimino: Io già comando.
    Riina: E allora devi comandare cchiu assai. Tu devi fare il sindaco.
  • Riina: Sti due picciotti cu sù.
    Provenzano: Avevamo bisogno di gente apposto e quella là è molto apposto gli ho fatto fare quattro servizi per me e si è comportato bene.
    Riina: Veni cca. Binnu mi dice ca si apposto, a mia mi serve uno che fa quello che gli dico senza nemmeno fiatare.
    Pocket Coffe: A me basta che mi fate vedere a chi devo sparare, Stu gioellino l'ho trovato da poco se lo toccate vi da la scossa, questo fa la carica meglio del pocket coffe.
    Riina: Stu picciotteddo cu è.
    Pocket Coffe: E me niputi si sta inzegnando il mistere.
    Riina: Comu ti chiami.
    Pocket Coffe: Pino si chiama, è un picciotteddo bravo l'ho imparato e pure andato a scuola c'ha i piedi fini come a quello di un ballerina, infatti lo chiamiamo scarpuzzedda.
    Riina: Senti cca, pocket coffe con me voglio gente che lavora senza fare troppe chiacchiere Se io ti dico vai qui dall'amico tuo binno, E ammazzalo tu che fai. Pocket Coffe: L'ammazzo.
  • Boris Giuliano: È che uno pensa che c'è sempre tempo... che si recupera... invece ci sono cose nella vita che... quando te le sei perse... te le sei perse, allora uno si chiede se ne vale la pena.
    Biagio Schirò: Certo che ne vale la pena, per loro... per i nostri figli... per farli crescere in un mondo diciamo migliore va...
    Boris Giuliano: Chissà... forse hai ragione tu... dirai a Teresa di... di cambiare aria per un po'? Sì?!
    Biagio Schirò: Andiamo a lavorare dai.
  • Riina: [Giuramento del mafioso] Possano le mie carni bruciare come questa santina se non manterrò fede al giuramento.
    Pino Greco: Possano le mie carni bruciare come questa santina se non manterrò fede al giuramento.
    Riina: Adesso anche tu sei la stessa cosa.
  • Provenzano: [A Riina, prendendo un pacchetto di eroina in mano] Una volta se toccavamo questa roba i capi ci tagliavano le mani.
    Riina: I tempi cambiano. Oggi chi non ce le mette le mani non conta una minchia. In confronto i soldi che facevamo con gli appalti sono niente.
    Provenzano: Sì, ma ci siamo rotti la schiena.
    Riina: E ora ricominciamo daccapo, come quando siamo venuti qui a Palermo.
    Provenzano: Totò, ma per fare questo business ci vogliono amici e parenti in America. Tu ne hai parenti in America? No. E io manco. Perciò la strada passa per forza da quei cornuti palermitani.
    Riina: Ma Binnu, ma dico, ma dopo tanti anni ancora non hai capito? La strada è i'cu s'a pigghia.
  • Inzerillo: [A colloquio telefonico con Bontade] SONO STATI LORO, NEL MIO TERRITORIO E SENZA DIRCI NIENTE! [I corleonesi che hanno ammazzato il giudice Terranova]
    Bontade: Ho capito, Totuccio, ho capito.
    Inzerillo: E BASTA ORA!
    Bontade: Ci penso io. Di là c'è l'Onorevole e adesso ci parlo.
    Inzerillo: EH! Parlaci.
    Bontade: Sono stati i corleonesi.
    Salvo Lima: Ma questi sono impazziti! Ma che cosa si sono messi in testa di fare? Qui scoppia un casino che voi neanche ve lo immaginate.
    Bontade: Devi parlare con Ciancimino.
    Salvo Lima: Ciancimino? Non mi ascolta più Ciancimino!
    Buscetta: Certo! Don Vito prende ordini da loro.
    Salvo Lima: Ci dovete parlare con questa gente, farla ragionare, nell'interesse di tutti!
    Buscetta: I viddani non impareranno mai cos'è il rispetto, cos'è l'onore...per loro è fiato sprecato!
    Bontade: U'curtu va eliminato! Solo così può tornare l'ordine.
    Buscetta: Sono d'accordo. Ma vede arrivare la tempesta e forse è troppo tardi.
    Bontade: Non è troppo tardi. Lo ammazzerò io stesso con le mie mani. Voglio farlo davanti a tutti. Domani viene da me e domani muore.
    Buscetta: Si iddu non ammazza prima a noi!
  • Luchino: Iu a chistu cca ci sparo la palla in tiesta, a lui a lei e pure a suo figlio! Ma me lo dici che minchia ci stiamo aspettando? Tanto così ci manca Totò, tanto così. Ma chi fa un dici nienti?
    Riina: Statte zitto, Luchino.
    Luchino: Totò quello deve morire, ca se non lo fai tu ci penzo io.
    Riina: Mutu! Ti dissi di stare mutu! Ma chi fa ora? Lu decidi tu cu av'a vivere e cu av'a morire e cu si u patri eterno sì?; e guardami in faccia quando ti parlo, vuoi scannare un cristiano? Ammazami a chistu.
    Provenzano: Senza l'autorizzazione della commissione succede un casino Totò.
    Riina: Noi dobbiamo fare da soli, se ci mettiamo a discutere pure coi palermitani il sangue si fa acido, e sti sbirri ni mangianu vivi.
    Provenzano: Questo significa che scoppia un'altra guerra lo sai vero.
    Riina: E noi ci faremmo trovare pronti.
  • Peppe: Come il gatto col topo..
    Riina: Aaa si, ed io sarei il topo sarei..? Tutta sta fatica per fare il topo..?!
    Peppe: Dicevo per dire Zzù Toto..
    Riina: No dici bene beppe, dici bene, solo che ora il topo si stancò, e vuole fare il gatto..!
  • Michele Greco: Johnny Gambino è il rappresentante di TUTTE le famiglie americane. E quello adesso, sta venendo qui, a Palermo.
    Riina: E noi lo accoglieremo col rispetto che si deve a un capo.
    Michele Greco: Johnny gambino non è un capo, Johnny gambino è IL capo. E speriamo che tu lo convinci che tutta questa carnezzeria era proprio necessaria.
    Riina: E vediamo che cosa si può fare./li>
  • Buscetta: [A Falcone durante l'interrogatorio] Prima di incominciare vorrei dirle una cosa. Non sono un infame, non sono un pentito e non ho tradito Cosa Nostra, è Cosa Nostra che ha tradito se stessa.
    Falcone: Ho capito. Mi usa la cortesia di togliersi gli occhiali? La vorrei guardare negli occhi.
    Buscetta: Io ho fiducia in lei giudice Falcone, come ho fiducia nel vicequestore De Gennaro, ma non mi fido di nessun altro. Non credo che lo Stato italiano abbia veramente l'intenzione di combattere la Mafia. E l'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà famoso, ma cercheranno di distruggerla, fisicamente e professionalmente. Pure a mia faranno la stessa cosa. Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. È sempre del parere di interrogarmi?
    Falcone: Assolutamente, Buscetta.
    Buscetta: Se vuole incominciare a scrivere... Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. Riina è il capo di tutto, dottore, non vi lasciate ingannare dalle sue facce da viddano. È Meschino quanto un pupo e si sente Puparo. Cosa Nostra è fatta come una chiesa: alla base ci stanno i soldati. I soldati sono organizzati in decine. Le decine sono comandate dai capidecine che sono le colonne. E le colonne reggono la cupola. Totò Riina ha cominciato come un soldato e oggi sta sulla cupola. Comanda a tutti: ai capifamiglia, ai politici, ai banchieri, ai poliziotti... pure a voi! L'hanno chiamata guerra di mafia. Non è stata una guerra, dottore. È stato un massacro. La caccia all'uomo scatenata dai corleonesi. È Salvatore Riina la mente, giudice Falcone. Poi c'è quella bestia di Bernardo Provenzano e Pino Scarpuzzedda e Luchino Bagarella sono il braccio. Lasciate perdere Liggio che è un povero buffone. Loro hanno ucciso il colonnello Russo, loro hanno voluto la morte di Terranova. È sempre Totò u' curtu che ha imposto alla commissione l'assassinio di Piersanti Mattarella. È sempre U' curtu che ha fatto uccidere il capitano Basile, l'onorevole Pio La Torre e il procuratore Scaglione. È lui che ha organizzato la morte di dalla Chiesa per fare un favore a qualche politico di Roma.
  • Cassarà: Dottor Chinnici, abbiamo qui le perizie balistiche. Schirò.
    Schirò: Sì, i risultati parlano chiaro. È sempre la stessa arma. Un kalashnikov. Con quella hanno firmato tutti gli omicidi, da Terranova a Dalla Chiesa.
    Cassarà: Come se chi uccide, così, per sfotterci, volesse farci sapere che la mente che comanda gli omicidi è sempre la stessa.
    Chinnici: Va bene. Unifichiamo le inchieste, tutte!
    Falcone: Ti hanno dato il via libera?
    Chinnici: Il via libera l'ha dato la morte di Dalla Chiesa, Giovanni. Facciamo un pool e ci mettiamo dentro tutti gli omicidi politici, quelli delle guerre di mafia, il Sacco di Palermo, il traffico nazionale e internazionale di droga e di denaro e anche Dalla Chiesa. Signori, attacchiamo frontalmente. Quanti sono i mandati per l'omicidio Dalla Chiesa?
    Falcone: Quattordici.
    Chinnici: Firmali!
    Borsellino: Come firmali? E poi?
    Chinnici: E poi ci lavoriamo i signori mafiosi, ma quelli che stanno in carcere, però. Dobbiamo dimostrargli che è finito il tempo del grand'hotel Ucciardone.
    Borsellino: E poi che vuoi fare?
    Chinnici: E poi facciamo quello che stava per fare Dalla Chiesa: mandiamo in galera i Salvo.
    Borsellino: E siamo sicuri che ci lasceranno lavorare?
    Chinnici: Fidatevi. Ci penso io a farvi da parafulmine.
    Falcone: Allora, menomale che oggi è una bella giornata. D'ora in poi ogni bella giornata che Dio manda in terra me la voglio godere di più. Sta diventando troppo normale qui morire ammazzati.
    Chinnici: Non ci possono ammazzare tutti.
    Montana: Allora, approfittiamo che siamo ancora vivi. Chi se lo prende un caffè?
  • Totò: A te ti piace leggere?
    Pino Greco: Chi io zù Totò? Io baitta che leggio bar, tabacchi, panificio....me viene 'u male agli occhi me viene.
    Totò: Quand'ero piccolo io leggere un libro sembrava assai più difficile che ammazzare un cristiano.
    Pino Greco: Eh...e pure quand'ero picciriddu io.
    Totò: "Sei bugiardo sei.......quand'eri piccolo tu leggere era 'chiu facile che ammazzare...bastava solo un poco di buona volontà. La verità è che a te ti piace ammazzare i cristiani, per te manco un travaglio è. È natura.
  • Schirò: [a Riina dopo l'arresto] Mi riconosci? [Gli porge il modellino della moto] Allora mi riconosci?
    Riina: Quanto ti diede lo Stato per la gamba nuova?
    Schirò: Te lo ricordi quando morì tuo padre con la bomba? Mi dicesti che a tuo padre non lo ammazzò la bomba: a lui lo ammazzò la fame. Ma tu ti sei mangiato tutto Totò: cristiani, cose, tutto! Corleone, Palermo, la Sicilia, la dignità, l'onore: la mia vita! E pure la tua! E adesso che ti rimane, me lo sai dire Totò?
    Riina: Il rispetto.
    Schirò: Il rispetto di chi? Dei tuoi amici? Il rispetto della famiglia? E dove sono finiti i tuoi amici ora? I politici, il potere dove sono? Perdesti tutto Totò. Sei rimasto solo, anzì no, ti sono rimasto solo io: per questo mi hai lasciato campare, perché avevi paura di restare solo.
    Riina: Ma io un viddano sono! Uno coi peri incretati. Le cose sono andate così ma niente è per sempre, le cose cambiano: si possono aggiustare. E aggiustero pure questa situazione.
    Schirò: [indicandogli il modellino della moto] Allora tieni. Te lo regalo, pigliat'illo: è l'unica cosa che puoi provare ad aggiustare. Riina: Biagio, chi è stato il Giuda? Chi mi ha tradito?
    Biagio: [andandosene dalla stanza] Tanto prima o poi doveva succedere Totò.
  • Pino Greco: Piu piu moriu…
    Totò: come lo fai bene l'uccellino!
  • Riina: Lassatelo stare, l'importante è che non parla, picchì si parla per dimostrare chi conta cchiù assai lu due di briscola è capace di dire minchiate.
    Luchino: Che facciamo.
    Riina: Ci facciamo fare la recita, vole stare cu' sigaro in bocca vuole fare il grande boss, vabene ma se dice spropositi bisogna farli sapere che s'av'a mangiare la lingua.
  • Biagio Schirò: La cassazione oggi ha confermato l'ergastolo per tutti i corleonesi.
    Angelo Mangano: Abbiamo vinto.
    Biagio Schirò: Sì. Si direbbe che abbiamo vinto.
    Angelo Mangano: Adesso bisogna solo prendere tutti quelli che sono ancora a piede libero.
    Biagio Schirò: Se lo ricorda... a Maino, il pentito.
    Angelo Mangano: Come no. Al processo lo fecero passare per pazzo. Tutti assolti.
    Biagio Schirò: E poi lo trovammo a casa sua. Impiccato.
    Angelo Mangano: Poveraccio. È stato il primo che ha avuto il coraggio di parlare. [alza il bicchiere] A Maino.
    Biagio Schirò [alza anche lui il bicchiere]: Al mio amico Silvio allora.
    Angelo Mangano: E a Cassarà.
    Biagio Schirò: E a Boris Giuliano.
    Angelo Mangano: E a Terranova.
    Biagio Schirò: E a Montana.
    Angelo Mangano: A Rocco Chinnici.
    Biagio Schirò: A Costa.
    Angelo Mangano: E a Pio La Torre.
    Biagio Schirò: E a dalla Chiesa. [brindano e bevono]
  • Salvo Lima: Tuo cugino Nino? Come sta?
    Ignazio Salvo: Si è fatto ricoverare in Svizzera e farà la chemioterapia. Ma i medici dicono che è tempo perso. Gli danno un mese di vita.
    Salvo Lima: Mi dispiace. E tu?
    Ignazio Salvo: Io? Mi stanno addosso, [I corleonesi] Salvo. Pure poco fa c'erano due che mi seguivano.
    Salvo Lima: La polizia?
    Ignazio Salvo: No! Non è la polizia! E' diventata difficile questa città.
    Salvo Lima: Anche a Roma, che ti credi? C'è gente del mio stesso partito che finge di non vedermi appena mi incontra per le scale.
    Ignazio Salvo: Guarda che tu sei più esposto di me, Salvo.
    Salvo Lima: E che c'entro io? Guarda che io quello che potevo fare l'ho fatto.
    Ignazio Salvo
    : Tu non li conosci quelli! Sono come cani arrabbiati. Questa storia della Cassazione gli ha fatto andare il sangue agli occhi.
    Salvo Lima: Il Presidente alla sezione ormai era sputtanato. Pensa che l'hanno sostituito due ore prima di aprire l'udienza.
    Ignazio Salvo: Dobbiamo trovare un'altra strada, Salvo. Non lo so. Una revisione. Non lo so. Ci hai parlato col Presidente?
    Salvo Lima: Lui dice di avere le mani legate. Comunque, la prossima settimana è a Palermo per aprire la campagna elettorale. Stiamo organizzando una cosa in grande.
    Ignazio Salvo: Lascia fottere la campagna elettorale! Dobbiamo parlare col Presidente! Questa è l'ultima occasione che abbiamo, Salvo, l'ultima!
    Salvo Lima: Te lo faccio incontrare. Non ti preoccupare. Anche se non servirà a niente.
  • Biagio Schirò: Ho già ordinato anche per lei, Dottore.
    Giovanni Falcone: E che cos'è?
    Biagio Schirò: Come che cos'è? Milza, polmone e figato.
    Giovanni Falcone: Ah. Hai fatto un'autopsia.
    Biagio Schirò: E se vogliamo restare più leggeri, ho preso pure due sfincioni.
    Giovanni Falcone: Mi pare giusto. Hai saputo qualcosa?
    Biagio Schirò: Sì. Sì. Ho parlato con un vecchio collega alla omicidi. Dice che c'è la stessa mano nell'omicidio Lima e molti altri.
    Giovanni Falcone: E lui come fa a dirlo?
    Biagio Schirò: Una delle pistole che hanno usato i killer sembra essere la stessa, un'arma usata già una dozzina di volte. Provi a indovinare.
    Giovanni Falcone: Corleonesi?
    Biagio Schirò: Hanno deciso di firmare gli omicidi e non si fermeranno.
    Giovanni Falcone: E questo lo dice sempre il tuo amico poliziotto?
    Biagio Schirò: Questo glielo dico io, Dottore, per quel poco che li conosco. Quel decreto, quello che lei ha fatto firmare al Ministro, quello sul carcere duro...
    Giovanni Falcone: Abbiamo tolto qualche privilegio ai capimafia. Metà degli omicidi di Palermo si decidevano all'Ucciardone.
    Biagio Schirò: Sì, ma le persone che sono in carcere non contano più nulla. Mi preoccupano quelle che stanno fuori. La commissione non si riunisce più da mesi.
    Giovanni Falcone: So cosa vuoi dirmi.
    Biagio Schirò: Che le cose che stanno accadendo le decide una persona sola, senza discuterne con nessuno.
    Giovanni Falcone: Lo prenderemo! E' questione di tempo.
    Biagio Schirò: E a noi quanto tempo ci resta, Dottore?
    Giovanni Falcone: Ce lo faremo bastare.
  • Totò Riina: Questo è il mio paese Giovanni quando mi metto in pensione qui vengo a vivere, prima però dobbiamo ottenere la revisione di questo processo e prima ancora namma levare di mezzo i piedi stu curnutu d giudice Falcone, sai che mi dissero a Roma? Che lo vogliono fare superprocuratore... Ma tu tu' mmaggini a Falcone ca fa u sbirru cchiu sbirru di tutti? Tu' mmagini tu?
    Giovanni Brusca:Che facciamo Zu Toto?
    Totò Riina: Andiamo avanti come abbiamo deciso.
    Giovanni Brusca: E Binnu che dice?
    Totò Riina: Binnu è sempre d'accordo cu mia....
  • [Primo incontro]
    Vito Ciancimino: Si può?
    Capitano Li Donni: Prego.
    Vito Ciancimino: Qual è suo figlio?
    Capitano Li Donni: Non ho figli. Mi dispiace.
    Vito Ciancimino: Buongiorno, capitano Li Donni.
    Capitano Li Donni: Non si offende se non le stringo la mano. Vero?
    Vito Ciancimino: Siamo qua per lavoro, non per amicizia. Allora, che desidera ancora l'arma dei carabinieri da Vito Ciancimino?
    Capitano Li Donni: Vogliamo sapere se intende collaborare.
    Vito Ciancimino: Io ho sempre collaborato.
    Capitano Li Donni: In modo, diciamo, non ufficiale. Quello che sta succedendo a Palermo ci preoccupa molto.
    Vito Ciancimino: Ha ragione, Capitano. Ha proprio ragione! Anche io sono sconcertato.
    Capitano Li Donni: Abbiamo bisogno di sapere cos'hanno in mente i suoi amici.
    Vito Ciancimino: Ma quali amici, capitano? Io sono un pregiudicato. Non li vedo più i miei amici, da molti anni!
    Capitano Li Donni: Ma non dica sciocchezze, Ciancimino! Lei ha i mezzi per entrare in contatto con loro.
    Vito Ciancimino: E anche se ci riuscissi?
    Capitano Li Donni: Queste stragi devono finire!
  • [Secondo incontro]
    Vito Ciancimino: Ha fatto presto, Capitano.
    Capitano Li Donni: Allora?
    Vito Ciancimino: Certi amici mi hanno chiesto di farle avere queste carte [Il papello di Riina].
    Capitano Li Donni: Con chi ha parlato?
    Vito Ciancimino: Capitano, lo so. Il suo mestiere è quello di fare domande. Si legga questo papello. Qui c'è scritto tutto.
    Capitano Li Donni
    : [Legge ad alta voce il papello] La revisione del maxiprocesso. Sospensione del 41 Bis. Siamo impazziti! Stiamo perdendo tempo, Ciancimino!
    Vito Ciancimino: Cosa crede? Che i Corleonesi si fermeranno a Falcone e Borsellino?
    Capitano Li Donni: Non si azzardi a nominarli mai più! E comunque, non spetta a me decidere.
    Vito Ciancimino: E nemmeno a me. Queste sono le loro condizioni.
    Capitano Li Donni: Le loro condizioni...
    Vito Ciancimino: Come pensate di fermarli?
    Capitano Li Donni: Il Governo ha appena deciso di mandare l'Esercito in Sicilia.
    Vito Ciancimino: A fare cosa? La guardia ai semafori? Capitano! I picciriddi di leva non capiscono nemmeno il siciliano. Sa quanto gliene fotte ai Corleonesi?
    Capitano Li Donni: Abbiamo trecento collaboratori di giustizia.
    Vito Ciancimino: Voi non avete bisogno di nuovi pentiti. Quello che dovevate sapere lo sapete già.
    Capitano Li Donni: E lei, Ciancimino, mi propone questo: libertà per gli ergastolani, abolizione del carcere duro, niente più processi per i suoi amici. Bella trattativa con il suo amico Riina!
    Vito Ciancimino: Io sto rischiando la pelle, Capitano! Siete stati voi che mi avete chiesto di fare qualche cosa! E poi, nessuno vi chiede di trattare con Riina.
    Capitano Li Donni: Che intende dire?
    Vito Ciancimino: Che i Corleonesi non sono più una famiglia unita. Questa è una guerra, Capitano, che fece i suoi morti dappertutto. Provate a dividerli. Capitano! Glielo spieghi bene ai suoi superiori che resta poco tempo.
  • Generale Delfino: Sono il generale Francesco Delfino. Mi hanno detto che voleva parlare soltanto con me, signor Di Cataldo.
    Balduccio Di Maggio: Quello non è il mio vero nome.
    Generale Delfino: E allora? Come vuole che la chiami?
    Balduccio Di Maggio: Io sono Balduccio Di Maggio e faccio parte della famiglia di San Giuseppe Jato. Sono un soldato di Totò Riina.
  • Provenzano: A Vito Ciancimino gli hanno dato dieci anni e, se non lo sai, ieri a Roma hanno approvato pure una legge per proteggere i familiari di quegli infami che se la stanno cantando! Noi corleonesi contro tutto lo stato!
    Totò: I corleonesi non hanno bisogno du stato!!! Ave 30 anni che mettiamo le leggi senza bisogno di scriverle e siamo noi che li facciamo rispettare, siamo noi che decidiamo qua va a crepare e qua va a vivere, qua va a pigliare gli appalti e chu resta morto di fame, chi se ne deve andare a Roma e chu resta chu culo per terra, anna trattare chu mia Binnu! Qui lo stato sono io!
  • Riina: [Ai poliziotti, durante l'arresto] Chi siete? Chi vi manda?
    Ultimo: Ci mandano Falcone e Borsellino!
Continua a leggere »

© Frasifilms.com - Frasi di film e serie tv! © 2023, diritti riservati di Andrea Sapuppo
P. IVA 05219230876

Policy Privacy - Cambia Impostazioni Cookies